Italia tanti errori tra spesa pubblica e fisco

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Tag: spesa pubblica

Italia: cresce ancora la spesa pubblica

Un paese che spende molto per i suoi cittadini, in genere, dovrebbe offrire un servizio efficiente, corrispondente all’impegno economico preso dalle Pubbliche Amministrazioni ma non sempre è così che funzionano…

di Luigi Boggi – 26 Agosto 2020

Italia: tanti errori tra spesa pubblica e fisco

L’Italia è considerata da più parti un paese di spendaccioni e in effetti se si vanno a fare i conti delle spese sostenute dallo Stato ci si rende conto che…

di Luigi Boggi – 22 Luglio 2020

Opzioni binarie 60 secondi: cosa sapere

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie vietate: tiriamo le somme

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie, gli indicatori più importanti per principianti

di Valentina Cervelli

Trading: 24Option sospesa da Consob in Italia

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie, Bande di Bollinger e Oscillatore RSI

di Valentina Cervelli

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

OpzioniBinarieLive is part of the network IsayBlog! whose license is owned by Nectivity Ltd.

Managing Editor: Alex Zarfati

OpzioniBinarieLive è un sito esclusivamente divulgativo e non può essere ritenuto responsabile degli investimenti effettuati dagli utenti.

Categoria: Strategie

Forex: qualche appuntamento agostano

Chi ha intenzione di approfittare del relax estivo per fare qualche buon investimento, è bene che tenga presente il calendario Forex di agosto per evitare le brutte sorprese. Ecco gli…

di Luigi Boggi – 6 Agosto 2020

Immobiliare: in Italia serve una riforma del catasto

Il nostro paese si salverà soltanto se ripartono i consumi, se la produzione industriale aumenta e se parallelamente cresce il prodotto interno lordo. Il sistema fiscale, però, deve essere ridimensionato.

di Luigi Boggi – 29 Luglio 2020

Italia: tanti errori tra spesa pubblica e fisco

L’Italia è considerata da più parti un paese di spendaccioni e in effetti se si vanno a fare i conti delle spese sostenute dallo Stato ci si rende conto che…

di Luigi Boggi – 22 Luglio 2020

Borse: arriva la paura per Egitto ed Europa

L’Egitto mette in crisi le borse a metà della settimana. In Medio Oriente, le tensioni politiche, non fanno che preoccupare gli investitori e di conseguenza cresce anche il prezzo delle…

di Luigi Boggi – 15 Luglio 2020

Materie prime: FT Alphaville fa previsioni sull’oro

L’oro è in una fase calante e forse s’inizia a dubitare anche della sua essenza di bene rifugio. In fondo, tutto quanto era stato previsto alla fine del 2020, si…

di Luigi Boggi – 29 Giugno 2020

Italia: ufficialmente fuori dalla procedura

Una buona notizia che arriva dal vertice UE è che finalmente l’Italia è uscita dalla procedura di deficit eccessivo che aveva costretto la politica a manovre molto dure che, a…

di Luigi Boggi – 29 Giugno 2020

Europa: ripassiamo l’importanza dei market mover

Chi si avvina al mondo delle opzioni binarie deve tenere conto delle variabili che influenzano il mercato e che possono definire un trend. Arrivare anche pochissimo in anticipo su queste…

di Luigi Boggi – 24 Giugno 2020

Forex: dopo la Fed si pensa già al 2020

Dopo l’ultimo meeting della Fed che ha confermato lo status quo per la politica monetaria americana, gli analisti hanno iniziato a guardare al futuro tentando delle previsioni compatibili con l’andamento…

di Luigi Boggi – 24 Giugno 2020

Opzioni binarie: le buone notizie da Giappone e Svizzera

Se state ancora pensando a qualche investimento di lungo periodo che vi consenta di trascorrere in modo tranquillo l’estate, dovete affidarvi a qualche percezione di lungo periodo. Il problema è…

di Luigi Boggi – 21 Giugno 2020

Crisi: le 4 proposte di Mervyn King

Mervyn King è il governatore dalla Bank of England e di recente è stato intervistato dal Financial Times sulla crisi che attanaglia l’Eurozona e si riflette anche sull’economia inglese. L’intervista…

di Luigi Boggi – 18 Giugno 2020

Opzioni binarie, UpDownSignals e il trading

Opzioni binarie, i vantaggi del Trading System

Opzioni binarie, strategia fascia di pesca

Perché i principali broker di opzioni binarie hanno sede a Cipro?

Opzioni binarie 60 secondi, i pericoli più frequenti

OpzioniBinarieLive is part of the network IsayBlog! whose license is owned by Nectivity Ltd.

Managing Editor: Alex Zarfati

OpzioniBinarieLive è un sito esclusivamente divulgativo e non può essere ritenuto responsabile degli investimenti effettuati dagli utenti.

Fisco

Patrimoniale in vista?

La ricchezza c’è in Italia, ma è ferma nei conti correnti e nel risparmio privato” – ha dichiarato Salvini dopo la vittoria elettorale alle Europee, velatamente accennando a una risorsa che potrebbe essere messa a frutto in modo migliore.

L’ultimo editoriale dell’Istituto Bruno Leoni rileva come il Governo, rifiutando ogni minimo tentativo di ridurre la spesa pubblica, non possa che agire su due fattori: il deficit pubblico o la pressione fiscale.

La spesa pubblica è intoccabile per la maggioranza quindi è una variabile indipendente: si può solo lavorare sugli altri due elementi dell’equazione.

Quanto al debito pubblico, il Governo italiano combatte da tempo con l’Europa per rimuovere i limiti al deficit, ma ormai la misura è prossima a essere colma. Lo spread sta risalendo e la fiducia dei mercati nell’Italia è ai minimi termini, un ulteriore aumento del debito avrebbe conseguenze anche sui tassi di prestito per privati e imprese, con pesanti ricadute sull’economia e sul consenso.

Lo Stato tuttavia deve pagare i conti e si stima che l’amministrazione pubblica spenderà circa 870 miliardi nel 2020: da qualche parte i soldi dovranno essere racimolati.

Al Governo non resterà che far leva sulla pressione fiscale e una patrimoniale potrebbe essere una delle poche ipotesi elettoralmente accettabili per l’attuale maggioranza.

ben presto sarà chiaro, ancor più di quanto già non lo sia, che i propositi bellicosi dell’esecutivo hanno un prezzo in termini di tassi di interessi sui nuovi mutui di famiglie e imprese. Le quali potrebbero essere chiamate precipitosamente a mettere mano ai loro risparmi, persino nei conti correnti, per risanare le finanze pubbliche. Quando Salvini dice che bisogna mobilitare il risparmio privato degli italiani, sta utilizzando la locuzione del politichese per esprimere il concetto di imposta patrimoniale

L’editoriale dell’Istituto Bruno Leoni conclude con l’amara considerazione che gli italiani, già sofferenti per il peso eccessivo pressione fiscale, dovranno subire un’ulteriore aumento delle imposte solo per l’ostinata determinazione a non voler tagliare nemmeno un euro del bilancio pubblico.

I governi passati hanno fallito nel tentativo di ridurre la spesa pubblica, mettendo in atto progetti inadeguati e insufficienti, quello attuale ha deciso di non provarci nemmeno.

Il Governo vuole moltiplicare i pani e i pesci. A parole…

Il Ministro Di Maio ha dichiarato con soddisfazione che il Reddito di Cittadinanza e Quota 100 costeranno qualche milione in meno e che quindi avanzerà qualche spicciolo: una sorta di “risparmio”.

Il tono ottimista del ministro è ovviamente fuori luogo, perché il “risparmio” nasce da un trucco di bilancio, nel quale erano state gonfiate le due voci corrispondenti alle riforme più caratterizzanti delle forze di Governo, in modo da poter poi far risultare qualche milione da poter spendere liberamente in un secondo momento.

L’editoriale pubblicato dell’Istituto Bruno Leoni si intitola felicemente Ego te baptizo piscem perché trova un’analogia tra la mossa del Ministro Di Maio e il noto accadimento biblico, con una grossa differenza: la moltiplicazione del ministro pentastellato funziona solo a parole, nei fatti i soldi sono debito puro, altro che risparmio!!

Ecco alcuni passaggi dell’editoriale uscito sul sito dell’Istituto Bruno Leoni:

Sono anni che ci scervelliamo su come risparmiare soldi pubblici, e finalmente il governo ha trovato l’uovo di colombo. Basta dichiarare e appostare (in deficit) un fabbisogno superiore di risorse per poi dire, una volta verificato che ne servano di meno, che si è trovato un tesoretto. […]I bilanci non possono essere fatti di inganni linguistici: che RdC e quota 100 non costino quel che si pensava non vuol dire che generino risparmi. L’uso del termine «avanzare» genera invece l’equivoco che ci sia un surplus di bilancio.Le parole dovrebbero essere importanti, specialmente in un discorso pubblico contaminato da un doloso uso distorto dei vocaboli. […]
Il tempo degli inganni linguistici durerà finché l’opinione pubblica si accontenterà delle parole. Prima ci si accorgerà che non basta battezzare la carne in pesce per poterla mangiare di venerdì, prima i governanti saranno costretti a chiamare le cose col loro nome e prima, forse, potremo tornare a ragionare sui problemi del nostro Paese.

Pressione fiscale in aumento, il resto sono chiacchiere

Il discorso di fine anno di Mattarella, le polemiche tra puristi M5S e e Governo sulle trivellazioni in Puglia, l’ennesimo scontro tra Salvini e l’Europa per lo sbarco di alcune decine di immigrati… sono tutte chiacchiere che servono a riempire le pagine dei giornali.

L’Istat invece ha iniziato l’anno rendendo pubblici alcuni numeri preoccupanti e registrando in particolare che nel terzo trimestre del 2020 la pressione fiscale ha avuto un ulteriore aumento, salendo al livello di 40,4% del PIL.

Anche le spese correnti dell’Amministrazione Pubblica nello stesso periodo offrono un dato terrificante, essendo in aumento del 3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

Il terzo trimestre del 2020 è importante poiché rappresenta il primo risultato della gestione dell’attuale Governo.

Aumento degli introiti fiscali e crescita delle spese correnti della Pubblica Amministrazione quindi, in attesa della forzatura dell’indebitamente già programmata per i prossimi anni.

Le conseguenze per le famiglie sono spiegate con cruda chiarezza nel commento dell’Istat in calce alle tabelle: “il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi pari allo 0,3%, il potere d’acquisto è diminuito dello 0,2%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, calcolata come rapporto percentuale tra il risparmio
lordo e il reddito disponibile lordo corretto per tener conto della variazione dei diritti netti delle famiglie sulle
riserve tecniche dei fondi pensione, nel terzo trimestre 2020 è stata pari all’8,3% (-0,2 punti percentuali
rispetto al trimestre precedente)

A fronte di un lieve aumento del reddito lordo, il potere d’acquisto delle famiglie è calato, come anche la propensione al risparmio, confermando il trend autodistruttivo di questo Paese e la forza della spirale fiscale che riduce in modo costante e progressivo la ricchezza disponibile delle famiglie.

L’attuale Governo, definito di rottura e senz’altro capace di innescare polemiche di grande portata, pare mantenere la barra dritta verso la stessa direzione intrapresa dai precedenti: un lento e costante impoverimento, in modo che non ci si faccia caso, un cammino senza scossoni troppo evidenti, ma incessante, verso la mediocrità.

Viene dunque da dare ragione a Michele Boldrin, che nel criticare il discorso di fine anno di Mattarella ha detto:

Peccato che Mattarella non abbia detto una cosa concreta che fosse una e non abbia attribuito neanche mezza responsabilità ad una qualche istituzione, governo, gruppo politico o di interesse dotati di nome e cognome. Una lunga lista di difetti, limiti, guai e problemi, tutti privi di un qualsiasi responsabile; tutti, evidentemente, prodotti della divina cattiveria. Il problema italiano, in un certo senso, sta tutto lì: nell’incapacità nazionale di chiamare i problemi con il loro nome e nell’indicarne esplicitamente sia le cause che i responsabili. Senza questo esercizio diagnostico preliminare non sarà mai possibile rimuovere i responsabili delle cause, tanto meno rimpiazzarli con persone che abbiano sia competenze che approccio adeguati al problema. La conseguenza di questo “voemose ben” generalizzato è il dominio della mediocrità perché la mediocrità è maggioritaria.

Fmi, Banca d’Italia, Europa: fuoco amico sul Governo

Le bocciature in serie ottenute dal Governo e dal suo Def non arrivano da nemici esterni, ma da soggetti che hanno tutto l’interesse a fornire utili consigli tecnici al Governo, si tratta di un fuoco amico, cui Di Maio, Savona, Tria e Salvini rispondono attaccando a loro volta.

DI MAIO FA IL BULLO E SFIDA IL “PARTITO DI BANKITALIA”

Di Maio liquida la questione con una frase che si commenta da sola: “Bankitalia fondi un partito, vediamo quanti voti prende”…

La frase è palesemente priva di un senso: la Banca d’Italia non vuole e non è capace di essere popolare, dovrebbe fare i conti, ma Di Maio conosce l’attuale contesto della comunicazione politica e sa che una frase così illogica non gli farà perdere consenso, anzi.

La Banca d’Italia è un’istituzione pubblica e non solo non sarebbe capace di fare un partito politico, nemmeno potrebbe, dato che ha un ruolo preciso nell’Ordinamento italiano (ed Europeo); tuttavia viene sfidata da Di Maio.

La ragione è semplice: La Banca d’Italia è finita con ottime ragioni nel mirino dell’opinione pubblica per la sua mancata vigilanza nei casi dei fallimenti bancari degli ultimi dieci anni e da quel momento ha perso ogni sua credibilità, pertanto è un bersaglio su cui si può tirare pesante con positivo ritorno di immagine.

Di Maio e i 5Stelle sanno scegliere il loro nemico, la logica non conta.

Il fatto che in Banca d’Italia vi siano migliaia di specialisti di economia non importa, si tratta di un’istituzione che non gode della stima degli elettori pentastellati e quindi può essere affrontata con ogni arma.

Gli specialisti non vanno ascoltati, la negazione della scienza e la supremazia della politica ad ogni costo sono elementi fondanti dell’azione della maggioranza.

In realtà il Governo dovrebbe capire che si tratta di un fuoco amico ed evitare di contrattaccare andando a cercare uno scontro a tutti costi che non può che portare conseguenze negative se non addirittura disastrose.

LE CRITICHE DI FMI E BANCA D’ITALIA SULLE PENSIONI

Sulle pensioni, l’Fmi all’Italia è molto chiaro:

In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, come una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale

La Banca d’Italia, mediante il vice direttore generale Luigi Federico Signorin concorda:

che le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi vent’anni hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità sia l’equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano. È fondamentale non tornare indietro su questi due fronti, soprattutto quando i rischi per la sostenibilità dei conti pubblici aumentano

Secca la risposta di Salvini: «Sulla riforma della Fornero niente e nessuno ci potrà fermare. Andiamo avanti tranquilli, l’economia crescerà anche grazie alla modifica della legge Fornero, un’opera di giustizia sociale che creerà tanti nuovi posti di lavoro».

GLI ALTRI APPUNTI AL DEF

La Banca d’Italia ha stimato inoltre una crescita del Pil inferiore all’1 per cento nel 2020: «Una prosecuzione della crescita congiunturale rimane a tutt’oggi la previsione centrale. Nel Bollettino economico di luglio prefiguravamo un aumento del Pil pari all’1,3 per cento quest’anno e all’1 nel 2020, ipotizzando la completa disattivazione delle clausole di salvaguardia sulle imposte indirette».

«Le previsioni sulla crescita dell’Italia dovrebbero essere riaggiornate nel rispetto della nostra nota» aveva già replicato il premier Giuseppe Conte a proposito delle stime del Fmi, invariate rispetto all’aggiornamento del World Economic Outlook di luglio, secondo cui il pil italiano crescerà dell’1,2% nel 2020 e dell’1,0% nel 2020 dopo il +1,5% del 2020. Rispetto ad aprile 2020, invece, i dati sono stati rivisti al ribasso di 0,3 punti percentuali per quest’anno e di 0,1 per il prossimo, a causa del «deterioramento della domanda esterna e interna e all’incertezza sull’agenda del nuovo governo». «La possibilità di un rovesciamento delle riforme o l’attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread e potrebbero scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l’attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi» sostiene l’organismo internazionale, che rivede al ribasso anche le stime di crescita dell’area euro e degli Usa.

Alitalia, Ilva e debito pubblico, le follie dell’estate

Pare che la maggioranza stia per trovare un accordo sul controllo pubblico dell’Alitalia, senza partner industriale esterno, facendo invece cooperare Ferrovie dello Stato, Cassa Depositi e Prestiti e la sua controllata Poste italiane, di fatto compiendo la nazionalizzazione dell’Alitalia. Rifare gli errori già fatti due volte negli ultimi 15 anni, ma stavolta tutto da soli, con probabile ulteriore aumento dei miliardi che andranno persi.

Se davvero l’orientamento governativo è questo, c’è da avere paura, ma purtroppo vanno in questo senso le dichiarazioni di Luigi Di Maio: “Alitalia deve essere un’azienda che ci consenta di gestire i flussi turistici del futuro con una regia politica”. Una frase che non merita particolari commenti… sarebbe da chiedere a Di Maio quale vettore aero al mondo “gestisca” i flussi turistici piuttosto che servirli…

Nel frattempo Di Maio briga per modificare l’accordo sull’Ilva, chiedendo ad Arcelor Mittal di prendersi in carico tutti i livelli occupazionali correnti, e nel frattempo invoca l’Avvocatura dello Stato per valutare l’annullamento in autotutela della gara che ha assegnato la società siderurgica, minando ovviamente la credibilità del nostro Paese nei negoziati con le multinazionali.

Nel caso di Ilva, come giustamente sottolinea il sito Phastidio.net:

se l’impianto dovesse chiudere, avremmo tagliato una robusta quantità di eccesso di capacità produttiva europea e globale nell’acciaio, con conseguente sostegno ai prezzi ed agli utili dei produttori rimasti. L’Italia, per parte sua, dovrebbe importare acciaio e potrebbe quindi spianare il suo surplus commerciale, come nei desideri del prestigioso economista che guida pro tempore gli Affari europei nel nostro esecutivo. Perché, come sapete, c’è questa corrente di pensiero secondo cui un avanzo commerciale è tutta domanda interna distrutta, signora mia. Ma forse le cose non andranno così: forse Arcelor Mittal si ritirerà, e verrà sostituita da un gruppo di investitori solo tricolori: che ne dite di Ferrovie, CDP, Poste?

Sul tema del debito pubblico, è invece a dir poco allarmante la dichiarazione del sottosegretario leghista alle Infrastrutture, Armando Siri, che ha auspicato un patriottico riacquisto del debito pubblico italiano in mano agli stranieri «Il problema del debito pubblico deve essere ridimensionato perché a 2.200 miliardi di debito pubblico corrispondono 5.000 miliardi di risparmio privato. Il problema è costituito dai titoli di Stato che sono nelle mani di soggetti stranieri. Noi dovremmo essere in grado di incentivare le famiglie ed i risparmiatori in titoli di stato, offrendo loro sgravi fiscali. Io con un gruppo di esperti stiamo lavorando a una proposta dettagliata che verrà presentata ai presidenti delle commissioni bilancio e finanza della Camera e del Senato e al ministro dell’Economia: la creazione di uno strumento individuale di risparmio che va in questa direzione. Se la maggior parte del debito pubblico fosse nelle mani degli italiani non ci sarebbe più il problema dello spread»

No. Lo spread non ci sarebbe più, ci sarebbero solamente una moltitudine di ulteriori risparmiatori italiani in ginocchio con in mano carta straccia.

Nel frattempo il declassamento del debito pubblico italiano continua e potrebbe portare a qualche attacco speculativo al debito pubblico capace di accelerare la situazione, che nessun salvataggio europeo del Tesoro potrebbe contenere, portando il Paese al baratro.

Un’altra grande manovra economica in arrivo sarebbe quella della “quota 100” nelle pensioni, che potrebbe essere ottenuta finanziando la cosiddetta “pace fiscale” pensata da Salvini. Si tratterebbe di pagare a saldo e stralcio il 25% del dovuto, sia su cartelle esattoriali sino a centomila euro che su liti in corso. Una sanatoria, insomma.

Il gettito stimato da questa operazione, una decina di miliardi in due anni, servirebbe a finanziare la “quota 100” delle pensioni.

Finanziare con una misura una tantum una maggiore spesa corrente permanente è ovviamente una follia che porterà danni negli anni a venire, ma ciò che accadrà dopo pare continuare ad essere un pensiero di nessuno, tanto meno di chi sta al governo.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Enciclopedia delle opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: