I movimenti del mercato nel fine settimana

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I movimenti del mercato nel fine settimana

Con il vecchio continente senza particolari dati macro, oggi tiene banco l’altra sponda dell’oceano Atlantico con Canada e Stati Uniti che la fanno da padroni.

Alle 14:30 dati sulla variazione del numero di occupati canadesi atteso in flessione di quasi la metà a 15k rispetto al dato precedente 29.4k. Ne deriverà che il tasso di disoccupazione è stimato stabile al 7.0% rispetto alla rilevazione precedente.

Negli USA due dati cruciali sempre alle 14:30: non-farm payroll attesi in risalita a 149k contro la lettura precedente a 113k e il tasso di disoccupazione atteso stabile al 6.6%, con buona pace della FED che la settimana prossima sarà chiamata a rispondere alle domande sempre più insistenti sul tapering (abbandono della politica di quantitative easing).

Dal punto di vista tecnico EURUSD sta rispettando tutti i livelli grafici che abbiamo tracciato nelle ultime settimane, ma cos’è veramente successo ieri pomeriggio? Per semplificare bastano due sole semplici parole: quantitative easing. Dati alla mano senza il rallentamento del livello di inflazione, temuto nei giorni precedenti, e senza un aumento dei tassi di mercato di riferimento, il governatore della BCE ha potuto allontanare lo spauracchio del quantitative easing innescando coosì un vigoroso recupero della moneta unica che ha bucato violentemente il livello di resistenza a 1.38 in concomitanza con la parte centrale del canale ascendente e resistenza mobile, portandosi fino a 1.3850. Grande attesa per i dati di oggi in america che oltre a poter influenzare ulteriormente l’andamento del cambio EURUSD, forniranno ulteriori elementi di valutazione e guida in vista della decisione della ! FED del prossimo 18 marzo.

I commenti sono sempre ben accetti e spero che anche tu che mi leggi mi darai degli spunti per migliorare le indicazioni.

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Mercato crypto: movimenti a doppia cifra per le altcoin

By Federico Izzi – 12 Ago 2020

Durante lo scorso weekend il mercato crypto ha assistito a movimenti rivolti a testare i livelli di supporto delle altcoin, le quali continuano a soffrire il dominio di bitcoin che è tornato a toccare il 70% di dominance, il livello più alto dal marzo del 2020.

Con una netta diminuzione degli scambi che scendono sotto i 65 miliardi di dollari su base giornaliera – si tratta del livello più basso degli ultimi due mesi – è evidente che gli investitori preferiscono le spiagge, ma sempre con un occhio rivolto ai movimenti del mercato crypto.

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Sempre durante lo scorso weekend abbiamo assistito alle oscillazioni a doppia cifra di alcune delle maggiori altcoin, in particolare Chainlink (LINK) che, dopo aver segnato un ribasso di circa il 60% dai top raggiunti alla fine di giugno, cerca di rimediare recuperando il 10% e raggiungendo i 2,5 dollari.

Lo stesso vale per Cosmos (ATOM) che ha toccato i suoi minimi dal lancio avvenuto ad aprile arrivando a testare i 3 dollari e che ora prova a recuperare i 3,5 dollari, cercando di invertire la tendenza decisamente ribassista che dai top di fine giugno accusa una perdita del valore di circa il 60%. Il rimbalzo di questi ultimi 3 giorni permette a Cosmos di recuperare il 20%, ritornando a 3,5 dollari.

Storia diversa invece per Iota (MIOTA) che affonda e continua a muoversi nelle paludi dei minimi del 2020, oscillando pericolosamente intorno ai 25 centesimi di dollaro.

Ripple (XRP), terza in classifica per capitalizzazione, ondeggia pericolosamente sotto i 30 centesimi di dollaro con un andamento che sembra snobbare la petizione che ha raccolto circa un migliaio di firme e che sollecita Ripple Labs a non continuare la svendita dei suoi token di proprietà a discapito degli investitori. Al contrario di molte altre altcoin, compreso bitcoin, il valore di Ripple oscilla ai minimi degli ultimi 10 mesi.

Binance Coin (BNB), nonostante il movimento regressivo avvenuto a luglio, in questi ultimi giorni prova a risalire la china recuperando i 30 dollari. È uno dei maggiori rialzi della settimana con un recupero del 15%.

Il rialzo che ha permesso a Binance Coin di recuperare tra il 15 e il 20% permette alla crypto anche di arrivare ad un passo dalla 5° posizione occupata da litecoin. Tra le due c’è ora una differenza di capitalizzazione di circa 800 milioni di dollari.

Litecoin (LTC) in queste ultime ore oscilla a circa 85 dollari, accusando il colpo dopo l’halving che per molti doveva invece essere occasione di riscatto: LTC non riesce però a mantenere quota 100 dollari, il livello segnato il giorno dell’halving di lunedì scorso.

I movimenti del mercato portano la capitalizzazione del settore crypto a scivolare sotto i 300 miliardi di dollari, con le altcoin che subiscono la forza di bitcoin. La dominance di BTC rimane sui massimi degli ultimi giorni, aggrappata al 69% di dominance.

Questo continua a far soffrire sia Ethereum che si mantiene sopra il 7,7% di dominance, sia Ripple che nonostante le difficoltà e una giornata che vede i prezzi di XRP oscillare intorno all parità, rimane attorno al 4,5% di quota di mercato.

Il movimento di bitcoin (BTC)

Bitcoin da circa una settimana evidenzia come area 11.500 dollari sia un livello spartiacque nel breve periodo non dando segnali di debolezza nonostante il periodo incerto del fine settimana, con i prezzi che hanno testato il livello di supporto del breve periodi di 11.200 dollari.

Per il prezzo di bitcoin è importante spingersi oltre la soglia dei 12.000 dollari, più volte testata la scorsa settimana senza particolare successo. Se ciò non avvenisse è importante per il prezzo non scendere sotto i 10.800 dollari.

Considerati i bassi volumi, si rischiano speculazioni intraday che spingerebbero i prezzi a testare la trendline dinamica partita dai minimi di inizio aprile e che passa per 10.200-10.000 dollari.

I movimenti di ethereum (ETH)

Nel fine settimana il prezzo di ethereum è andato a tuffarsi poco sotto la trendline dinamica dei 205 dollari, puntando alla soglia psicologica dei 200 dollari, dove si è assistito a ricoperture che hanno portato i prezzi poco oltre i 210 dollari.

Continua ad essere valido il trend rialzista , nonostante questa rottura e nonostante il passare delle ore faccia sempre più scricchiolare la possibilità di una tendenza che si sarebbe dovuta innescare la scorsa settimana in linea con il nuovo ciclo mensile.

Questa ipotesi non sembra confermata in quanto il primo segnale a supporto sarebbe il ritorno da parte dei prezzi con un deciso balzo a 235 dollari. Al contrario, se i prezzi nelle prossime ore dovessero tornare sotto i 205-200 dollari, tornerebbe per Ethereum una nuova fase di debolezza.

Essere “giusti” oggi

Il discorso sulla giustizia verrа situato nel contesto socioculturale odierno, cogliendo anzitutto le ragioni della crisi della giustizia nella nostra societа e le ragioni della necessitа del suo recupero, prospettando in seguito una ridefinizione della giustizia in prospettiva teologia e proponendo infine alcune prospettive operative.

ragioni della crisi della giustizia e della necessitа del suo recupero

И difficile affrontare in modo univoco il problema della giustizia oggi, data la pluralitа di approcci e la complessitа della nostra societа.

ragioni della crisi

Sul piano macrostrutturale la crisi della giustizia oggi si manifesta nel crescente divario tra nord e sud del mondo, un divario non solo economico ma anche politico e culturale. Il sud del mondo и sempre piщ espropriato della possibilitа di autorealizzazione che si manifesta nella crescente limitazione dei diritti umani non solo individuali, ma anche delle nazioni e dei popoli.
Ci sono poi tutti i problemi creati dal macrosviluppo con dequalificazione della vita, che si esprime nel rapporto sempre piщ difficile tra uomo e natura, nei processi di inquinamento e nella presenza di significative sacche di povertа nei paesi sviluppati. C’и una intreccio tra mali del sottosviluppo e quelli del sovrasviluppo: occorre interrogarsi sul concetto di sviluppo se si vuole dare una risposta alla crisi della giustizia.
L’emergere di una cultura apolitica tende a proporre modelli sempre piщ individualistici. Da un lato si estende l’interdipendenza, dall’altro si afferma una cultura del privato. Tutto questo и in gran parte dovuto alla crisi delle ideologie: l’assenza di ideologia comporta l’assenza di progettualitа politica.
La cultura del privato e della soggettivitа va anche colta come reazione alla destrutturazione della soggettivitа prodotta da ideologie che non assumevano i bisogni soggettivi e proiettavano il soggetto sempre al di lа di se stesso. Anche i processi di massificazione indotti dalla urbanizzazione hanno privato il soggetto della possibilitа di realizzare la propria identitа.
Lo sviluppo delle scienze umane hanno dato dell’uomo una lettura oggettivante, senza rispetto della unicitа e irripetibilitа del soggetto umano.
La riproposizione della centralitа del soggetto и una reazione alla crescente mortificazione della soggettivitа, della identitа, dell’autorealizzazione soggettiva. Il risvolto negativo и l’accentuazione della soggettivizzazione dei bisogni e la loro non socializzazione.
La crisi della giustizia и poi originata dalla situazione di complessitа sociale, dal passaggio da una societа contraddittoria (di classe) ad una societа complessa. Dalla contrapposizione di classe presente ancora negli anni ’70 tra sindacato e mondo imprenditoriale, tra istituzioni e contestazione si и passati alla societа complessa, che si esprime nelle innovazioni tecnologiche, nel moltiplicarsi delle classi sociali, nel loro trasformarsi in corporazioni (all’interno dello stesso mondo del lavoro). Viene meno la giustizia sociale se prevale una societа corporativa guidata dalla logica degli interessi.
Mentre nel conflitto tra classi sociali l’obiettivo era pur sempre il bene comune, nella societа corporativa l’obiettivo и l’interesse della propria parte, a scapito delle altre parti.
Anche la messa in crisi dello stato sociale, pur con i risvolti negativi di assistenzialismo e di burocratizzazione inefficiente, и molto pericolosa. Lo stato sociale infatti indicava il prevalere del bene collettivo sugli interessi privati.
La crisi della giustizia и poi causata dalla crisi dell’etica, intesa come crisi dei valori. La giustizia и per definizione il valore su cui si costruisce tutta l’etica: l’etica si costruisce sulla base del riconoscimento del diritto dell’altro e quindi sulla base della giustizia. La crisi dei valori и legata al processo di secolarizzazione che si и accentuato. Negli anni ’60 la secolarizzazione riguardava la crisi del sacro (vista positivamente in ambienti cristiani perchй in linea con la concezione biblica di Dio e del mondo: un Dio altro che libera il mondo e l’uomo e che rende responsabile l’uomo nella conduzione del mondo). Oggi invece la secolarizzazione si riferisce alla crisi dei valori, alla crisi del fondamento (vedi pensiero debole), alla crisi del senso. Viviamo in una societа dove la domanda di senso si viene attenuando. Ci si attesta nella ricerca di significati immediati piщ che del senso globale, ultimo.
Assistiamo per esempio alla crisi dell’etica pubblica, con la centralitа della questione morale, da non intendersi perт solo come malcostume o gestione privatizzata del pubblico. C’и oggi una enorme difficoltа a convergere su valori comuni a partire da aree e ideologie diverse, come nel passato и avvenuto per esempio nella elaborazione della carta costituzionale, cioи dei valori fondamentali e condivisi su cui costruire la vita sociale del nostro paese. C’и oggi una maggiore possibilitа di dialogo data la crisi di ideologie totalizzanti, ma c’и un marcato conflitto sul piano etico. La problematica della soggettivitа, del femminismo, della diversitа ha investito le varie aree rendendo piщ difficile trovare evidenze etiche su cui convergere, punti di riferimento su alcuni fondamentali valori.
La conseguenza di questo и una concezione e una pratica della politica come mediazione tra corporazioni, con il rischio che si privilegino i forti, e con forme di neoautoritarismo. Se non c’и piщ la possibilitа di leggere la situazione sociale in termini di valori, di diritti fondamentali, l’unico referente diventa il carisma di chi gestisce la politica.
Anche la cultura radicale и un elemento della crisi dei valori. И una cultura che non fa piщ i conti con il dovere, con i processi di socializzazione, che riduce il valore a bisogno soggettivo senza discernere tra bisogni veri e liberanti e bisogni falsi e alienanti. Se ogni valore ha la sua radice in un bisogno umano, non ogni bisogno umano и un valore dato che nella nostra odierna societа molti bisogni sono indotti.
Anche l’attuale neonichilismo и espressione della crisi dei valori. Non и il nichilismo classico, tragico, nobile, che aveva al centro il problema del senso, ma un nichilismo debole che accantona o nega la domanda di senso e che legge la vita nella prospettiva di significati quotidiani, senza progettualitа (visione ciclica e non evolutiva della storia).

spinte positive di recupero

La cultura della soggettivitа, con la mitizzazione del bisogno soggettivo e l’esaltazione dei rapporti intersoggettivi, ha condotto a situazioni senza sbocco di insoddisfazione, di malessere esistenziale e ontologico, di fronte alla coscienza del proprio limite da parte del soggetto. Tale malessere и accresciuto dalle forme di dequalificazione della vita e la nascita dei movimenti ecologici e della pace sono un tentativo di risposta. Sono movimenti di ritorno alle origini, di risacralizzazione di valori, che, accanto a rischi di fissismo naturalistico, hanno valenze positive, in quanto portatori di istanze etiche, attenti ad un modo diverso di costruire la vita sociale centrata sulla giustizia intesa in termini allargati includenti anche la natura, la propria specie, le generazioni future.
И poi entrata in crisi la contrapposizione tra giustizia ed efficienza, sia sul versante economico che politico. Bobbio invita a stabilire una connessione tra etica della convinzione (i valori della coscienza) ed etica della responsabilitа. Sul piano economico sembra non reggere piщ la legge della massimizzazione del profitto e della produttivitа, dato che il progresso, come le risorse, non sono illimitate. Oggi si tengono presenti anche i costi ecologici: riemerge la domanda di etica dentro l’economia.
Sono sorte infine, a testimonianza di una nuova sensibilitа, nuove “teorie della giustizia”, di carattere neocontrattualistico e neoutilitaristico, soprattutto nel mondo anglosassone. In Italia si fa riferimento soprattutto al saggio di John Rawls “Una teoria della giustizia” del 1971. Si parte dalla constatazione che l’eticitа non puт piщ essere fondata su un’etica universale, come riteneva Kant, data l’attuale frammentazione e la difficoltа a reperire evidenze etiche. Si possono solo elaborare dal basso, a partire dalla lettura della situazione data, “regole del gioco” in nome della giustizia (il neoutilitarismo piщ attento ai criteri di efficienza, il neocontrattualismo al tema della giustizia).

una ridefinizione della giustizia

Oggi si deve ridefinire la giustizia nel quadro di una solidarietа universalistica, che abbraccia anche il rapporto con la natura e il rapporto con le generazioni future. La solidarietа и in grado di tenere insieme due spinte contrapposte presenti nel mondo di oggi: da una parte l’interdipendenza crescente, dall’altra l’individualismo. La solidarietа infatti recupera l’interdipendenza in senso universalistico a partire da valori che hanno la loro radice nell’uomo.

l’evoluzione del concetto di giustizia nella tradizione cristiana piщ recente

La dottrina sociale della chiesa и sorta nel novecento. Prima, si pensi alla manualistica del ‘500 e soprattutto all’Ottocento quando la chiesa assume categorie del liberalismo, vi era un concetto riduttivo di giustizia, ridotta a giustizia commutativa (uguaglianza quantitativa delle parti): i rapporti soggettivi sono regolati sulla base della oggettivitа delle prestazioni. La giustizia commutativa и l’uguaglianza oggettiva nelle prestazioni tra soggetti considerati tra di loro non solidali. La giustizia viene cosм oggettivata espungendone la dimensione della solidarietа. Si pensi alla mercificazione del lavoro, oggetto di contrattazione che prescinde delle esigenze dei soggetti, guidato solo dalla legge del mercato (si pensi alla dura denuncia di Marx). La giustizia sociale и qui espunta e nella manualistica morale non si parla di giustizia sociale sino alla Rerum Novarum di Leone XIII del 1891, che riprende la concezione di giustizia sociale come vera giustizia tra gli uomini, recuperando cosм la tradizione patristica e medievale.
La dottrina sociale della chiesa recupera la giustizia sociale non solo come obbligatoria ma come giustizia tout court, come virtщ che ha come oggetto il bene di tutti e di ciascuno, anche se a partire dal bene del singolo e mostrando diffidenza verso un intervento piщ allargato da parte della istituzione pubblica, dello stato. Il principio di sussidiarietа fungeva da difesa per la chiesa e per il singolo contro eccessive invadenze dello stato. (Lo stato liberale nasce con l’identificazione del pubblico con lo statuale). In astratto cosм la giustizia и il bene di tutti e di ciascuno, sul piano storico concreto и tutela della soggettivitа per una visione negativa dello statuale.
Questa visione sarа superata anzitutto dalla “Mater et magistra” di Giovanni XXIII, che afferma che la giustizia и fondamentalmente giustizia sociale, attenta ai diritti di tutti rispettando le esigenze delle singole persone (non и piщ perequazione oggettiva dei diritti). Gli aspetti personali e sociali della giustizia sono inseparabili.
La “Populorum progressio” di Paolo VI amplifica a livello universalistico la situazione di interdipendenza parlando di umanesimo planetario con un bene comune visto in un’ottica di solidarietа universale. Si passa cosм da una lettura della giustizia secondo l’ottica del principio di sussidiarietа, ad una lettura secondo la prospettiva del principio della solidarietа universale.
La solidarietа nell’ottica di fede ha come scaturigine Dio come essere solidale. Dio si manifesta solidale giа nel piano della creazione. L’essere umano и creato come essenzialmente relazionale, con cui Dio vuole entrare in rapporto di comunione. Sotto questo profilo и immagine di Dio.
Il Dio che si fa solidale con l’uomo и un Dio che inizia il suo cammino di impotenza, che consegna il mondo alla responsabilitа dell’uomo la quale puт esercitarsi sia in positivo che in negativo. Dio arretra. И una lettura fatta per esempio da Simone Weil. La solidarietа si instaura dove c’и libertа e responsabilitа.
L’alleanza manifesta in modo ancora piщ intenso la solidarietа di Dio, che entra in comunicazione con l’uomo nonostante il rifiuto ricevuto. Ma questo Dio che si rende vicino prende immediatamente le distanze perchй rimanda l’uomo alle proprie responsabilitа nella gestione del mondo. “Non ti farai di me immagine alcuna“: Dio и inesprimibile, altro, ma per alimentare maggiormente la responsabilitа dell’uomo. La presenza di Dio non и sacrale, non deresponsabilizza l’uomo, non и sostitutiva dell’impegno umano.
Nel mistero dell’incarnazione la solidarietа si manifesta come condivisione della condizione umana fino ad accettare lo scacco della morte. Qui la solidarietа si esprime non solo come compartecipazione (essere con), ma come dono di sй all’altro (essere per). L’impotenza della croce и concepibile solo come dono totale (sarebbe insensata se fosse solo autodistruzione). La redenzione va letta non come pagare un prezzo, ma come gesto di amore.
Il volto del Dio solidale si manifesta pienamente nel mistero trinitario, fondamento ultimo e modello della solidarietа: Il mistero trinitario и il mistero di persone che sussistono in quanto reciprocamente si donano. La relazione и costitutiva dell’essere di Dio, ma anche dell’essere umano (invece la teologia tradizionale parlava di applicazione solo analogica all’uomo).
L’umano si costituisce come strutturalmente relazionale. L’essere umano in quanto persona и costituito sulla base di una serie di relazioni sostanziali, fondamentali, con gli altri, con il mondo, con Dio.
La separazione tra coscienza e mondo della vita (tra soggetto e oggetto) ha attraversato tutto il pensiero occidentale. Solo la fenomenologia ha operato una ricucitura tra coscienza e mondo della vita, tra coscienza e il suo simile e tra coscienza e il mondo. Occorre ricuperare questa unitа profonda entro cui si costruisce la vita dell’uomo.
Da istanza teologale poi la solidarietа si trasforma in valore etico. La solidarietа rappresenta il momento di sintesi tra giustizia e caritа.
La caritа non и un alibi per coprire situazioni di ingiustizia, ma la prima forma di caritа и la giustizia, и il riconoscimento della dignitа dell’altro e quindi del diritto dell’altro.
La caritа perт in qualche misura trascende la giustizia (solidarietа solo negativa come salvaguardia dei diritti reciproci), che и tentata continuamente ad oggettivarsi (summum ius summa iniuria). La caritа и attenzione ai singoli soggetti.
La giustizia inoltre si limita al bisogno, senza accogliere il desiderio, cui ci si puт avvicinare solo con la gratuitа e quindi con la caritа. La caritа introduce all’interno della giustizia il rispetto del mistero di ognuno e risponde alla logica del desiderio. (la lotta per i diritti del malato и una lotta di caritа).
Mentre poi inoltre la giustizia mi porta a salvaguardare il diritto dell’altro per essere a mia volta salvaguardato nel mio diritto (logica di perequazione dei diritti), la caritа spinge all’accettazione della rinuncia al mio diritto per affermare il diritto dell’altro, и una tensione al dono, non alla ricerca di sй (“Chi perde la propria vita la troverа“). La solidarietа diventa cosм in positivo l’affermazione di un modo di vivere i rapporti con gli altri e con le cose, nella consapevolezza che donandosi si realizza pienamente la giustizia.
Gesщ nel discorso della montagna (“Non sono venuto per abolire la legge, ma per portarla al suo compimento” e “se la vostra giustizia non sarа maggiore di quella dei farisei e degli scribi non entrerete nel regno di Dio” ci invita a radicalizzare le esigenze della giustizia interiorizzandole nella giustizia dell’amore che invera la giustizia del diritto.

la giustizia nell’impegno politico ed economico: alcune prospettive operative

Come recuperare la solidarietа, la giustizia, l’istanza etica nel nostro contesto storico?
Alcun suggerimento provengono da alcuni filoni della cultura contemporanea.
Adorno, della scuola di Francoforte, sostiene che la crisi della politica nasce dall’aver abbandonato l’istanza di redenzione sul mondo, senza la quale la politica si riduce a tecnica asservita alla gestione del potere. И quanto hanno messo in rilievo anche alcune teologie del postconcilio con al categoria di emancipazione o di liberazione: costruire l’impegno politico in nome di un progetto costruito sulla base di valori di fondo, colti nella rivelazione ebraico cristiana.
Ma nella attuale situazione di politeismo di sistemi di valori и necessario convergere su alcuni valori comuni, и necessaria una etica della comunicazione nella nostra societа frastagliata e sfilacciata. Manca oggi una saldatura tra spinte dal basso (i movimenti) e l’elaborazione di una progettualitа politica, che oggi i partiti non sembrano piщ in grado di operare. Mentre i movimenti sottolineano in maniera forte e spesso unilaterale l’esigenza di una valore, manca oggi il soggetto politico capace di programmare il cambiamento.
Sul versante politico il problema и quello del rapporto tra giustizia e uguaglianza. Storicamente l’uguaglianza и stata vista come una sorta di ugualitarismo appiattente, oggi la tentazione и l’esasperazione della diversitа, dell’interesse individuale o corporativo. Come elaborare allora un concetto di uguaglianza che tenga conto del valore alla diversitа intesa anche come professionalitа e diversa responsabilitа sociale, dentro perт i confini di diritti irrinunciabili per tutti? Lo stato sociale, da riformare nelle sue inefficienze e burocratizzazioni, salvaguarda giustamente alcuni diritti fondamentali, come il diritto alla salute, alla previdenza sociale, alla pensione, all’istruzione, alla casa. Da questo punto di vista l’uguaglianza non va ridotta ma rafforzata, tenendo perт conto della complessitа sociale, senza disattendere i bisogni effettivi dei singoli e dei gruppi. И necessaria una mediazione tra istanze della soggettivitа e istanze della vita sociale.
Bisogna ricuperare come dice Ardigт i “mondi vitali” per poter ridefinire il rapporto tra pubblico e privato. La famiglia, i gruppi, varie realtа emergenti sul territorio sono i luoghi dove si sviluppano i primi processi di personalizzazione e di socializzazione, dove avviene la produzione di senso. La contrapposizione tra pubblico e privato nasce dalla insufficiente attenzione prestata a questi mondi vitali, che hanno perduto una serie di funzioni sociali nel passato svolte. (la famiglia ad esempio и fortemente privatizzata per un verso e per un altro fortemente pubblicizzata incapace di elaborare in proprio modelli di comportamento).
Inoltre fare politica oggi non significa piщ solo militare nei partiti e pertanto occorre dare spazio ad altre modalitа, come l’ambito del privato sociale, del volontariato.
Un altro orientamento della politica nella prospettiva della giustizia и la necessitа di ridefinire il bene comune non solo tenendo conto delle persone umane oggi esistenti, ma anche del loro rapporto con la natura e con le future generazioni. Non si tratta di interrogarsi solo sulla distribuzione dei beni, ma anche sulla loro produzione e chiedersi se rispondono a bisogni reali (Sollicitudo rei socialis di Giovanni Paolo II).
Sul versante economico il problema и quello del rapporto tra giustizia ed efficienza. L’economia, secondo una logica liberal-capitalistica, ha rivendicato nel passato la sua totale autonomia dall’etica, che a sua volta ha fatto pochi sforzi mettersi in dialogo con lo sviluppo dell’economia. Il risultato и stata l’incomunicabilitа e la contrapposizione. Oggi, dati nuovi mettono in crisi un’economia basata solo sulle leggi della massimizzazione del profitto e della produttivitа. Innanzitutto lo sviluppo non и illimitato, secondariamente alcuni processi indotti dallo sviluppo economico hanno costi elevatissimi (inquinamento). C’и oggi la necessitа di trovare un centro comune attorno a cui far ruotare economia, etica e politica.
Innanzitutto il modello di sviluppo deve tener conto del problema ecologico e del problema della qualitа della vita: non si deve penalizzare il sud del mondo, deve considerare il limite delle risorse e dell’inquinamento e promuovere una effettiva qualitа della vita.
Un secondo problema и il profitto, che alcuni tendono a sacralizzare e altri a trascurare. Come unire il profitto aziendale e quello sociale? Nell’ottica del bene collettivo, quindi di un’economia come momento all’interno di una promozione del bene sociale, l’economia deve porsi la domanda politica e i costi sociali sono da ripartire.
Un altro aspetto riguarda la relazione tra responsabilitа economica e responsabilitа politica. Non solo l’operatore economico ha responsabilitа politiche, ma anche il politico ha una responsabilitа in ordine all’economico creando le condizioni perchй l’economia possa muoversi.
Un altro nodo critico и il lavoro. I costi dell’innovazione tecnologica che ha prodotto riduzioni di posti di lavoro non devono essere fatti pagare a chi nella societа и piщ debole, o a chi ha meno doti e capacitа di inserimento in attivitа piщ complesse. La prospettiva di una giustizia solidale non lo consente.

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