I market mover tutti concentrati sull’Europa

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I market mover tutti concentrati sull’Europa

Il 24 gennaio sarà scandito dall’appuntamento con alcune pubblicazioni che potrebbero far sbilanciare gli indici del mercato valutario ed economico dell’Europa. Scopriamo insieme i market mover di oggi.

La zona euro sarà tempestata dalla pubblicazione di numerosi report nella giornata di oggi. Sicuramente, per il mercato valutario, saranno fondamentali i dati sugli indici PMI manifatturieri della Francia e della Germania e i dati sugli indici PMI dei servizi.

Rispetto agli indici PMI manifatturieri si può entrare nel dettaglio valutando che gli analisti prevedono un incremento dell’indice francese che comunque resterebbe nel recinto della contrazione, e un incremento anche per la versione tedesca dell’indice. In generale, in Europa, la situazione resterà stabile.

Per l’indice PMI servizi, invece, è previsto un incremento del riferimento europeo con una sostanziale stabilità delle versioni tedesca e francese dello stesso dato. A livello di impatto sul mercato valutario, sicuramente i dati riferiti alla Germania possono essere maggiormente incisivi degli altri e proporre un trend rialzista sull’euro.

Sempre nella giornata di oggi ci sono anche altri documenti da tenere d’occhio: la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione in Spagna, i dati sulle vendite al dettaglio in Italia, la definizione della bilancia dei pagamenti per la zona euro e la pubblicazione dell’indice Business Climate del Belgio.

Tag: market mover

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L’intensa giornata valutaria del 7 febbraio

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I market mover tutti concentrati sull’Europa

Il 24 gennaio sarà scandito dall’appuntamento con alcune pubblicazioni che potrebbero far sbilanciare gli indici del mercato valutario ed economico dell’Europa. Scopriamo insieme i market mover di oggi.

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venerdì 27 maggio 2020

Weekly Economic Monitor

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 18:24:00

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Flussi sull’oro nonostante la minute hawkish della Fed e il dollaro forte

Gli ETP sul caffè hanno registrato deflussi per 10 milioni di dollari , il prezzo della materia prima è diminuito di circa il 3,3% questa settimana . La stagione della raccolta è appena iniziata, ma il Dipartimento per l’Agricoltura americano ha evidenziato che il Brasile (il più grande produttore di caffè al mondo) raccoglierà 56 milioni di sacchi di caffè da 60 kg quest’anno, con un aumento del 13% rispetto allo scorso anno. La possibilità di maggiori forniture e la svalutazione del real brasiliano rispetto al dollaro americano spiegano per la maggior parte il declino dei prezzi delle esportazioni di caffè.

Articolo a cura di ETF Securities

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 18:24:00

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Le Borse UE sono ancora un buon affare? I settori in e out

Le incognite che pesano sulle Borse UE

L’incognita sul costo del denaro Usa non è l’unico fattore che tiene in ostaggio i mercati azionari.

In particolare in Europa gli investitori attendono la prossima riunione della BCE, ma anche l’esito del referendum sulla Brexit a giugno.
Anche in vista di questi appuntamenti gli analisti invitano a non abbandonare la cautela, pur riconoscendo che ci troviamo in una fase risk-on per le Borse.

Gli ottimisti sull’azionario del Vecchio Continente

A puntare in particolare sull’Europa sono gli esperti di Edmond de Rothschild, i quali ritengono l’azionario del Vecchio Continente ancora interessante.

Gli analisti sono altresì convinti che gli investitori debbano rimanere vigili anche alla luce della questione Brexit.
Ci sono però diversi vantaggi che offre ancora l’Europa, quali i margini corporate che continueranno a migliorare nel corso di quest’anno, senza dimenticare che le valutazioni sono ancora ragionevoli.

JP Morgan e Deutsche Bank predicano cautela

Una view con la quale non concordano però i colleghi di JP Morgan, secondo cui gli investitori non dovrebbero fare più acquisti sulla debolezza, sfruttando piuttosto eventuali rally per liquidare le posizioni.

Il giudizio sull’azionario europeo non è negativo e resta confermato a “neutral” anche alla luce della politica monetaria accomodante della BCE. A livello settoriale la banca americana suggerisce di sovrappesare il comparto dell’healthcare, delle telecomunicazioni e delle utilities.

Infine, è poco entusiasta la view di Deutsche Bank sull’azionario europeo che, a detta degli analisti, non guadagnerà ancora terreno nel corso di quest’anno.

Cio sono diversi fattori che pesano in maniera rilevante sui titoli del Vecchio Continente, quali la debolezza della crescita globale, i rischi della Fed, il probabile indebolimento della ripresa della crescita cinese e la fragilità del mercato creditizio ad alto rendimento negli Stati Uniti.
Questo spiega anche la revisione al ribasso delle stime da parte degli analisti di Deutsche Bank che hanno tagliato le previsioni sullo Stoxx Europe 600 da 380 a 325 punti, al di sotto dei valori correnti.

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 18:23:00

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Tutte le opportunità sull’obbligazionario emergente

Dal punto di vista degli investitori, le probabilità di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed nella prossima riunione del Fomc a giugno sono molto ridotte – spiega Enzo Puntillo -.

È interessante notare come l’altra faccia della medaglia di un contesto di rendimenti continuamente bassi o negativi sia rappresentata dall’indesiderato effetto collaterale per il quale i risparmiatori sono forzati a risparmiare ancora di più, per raggiungere per esempio i propri obiettivi di pensionamento.
Perciò, l’obiettivo originale della Fed di spingere gli individui a spendere e consumare di più, visti i limitati interessi che ricevono sui risparmi bancari, sta cominciando ad avere l’effetto contrario.

La Fed, inoltre, voleva stabilizzare, se non aumentare, i prezzi degli asset tramite misure di politica monetaria per risollevare i consumi – spiega Enzo Puntillo -.

Ora siamo arrivati a un punto dove il rapporto tra la ricchezza netta e il PIL è vicino a un multiplo pari a 5, che rappresenta un massimo assoluto. Solo in altre due occasioni questo rapporto ha superato un valore pari a 4: durante la bolla tecnologica del 2000 e durante la bolla immobiliare nel 2007.
La Fed affronta ora un dilemma: può alzare i tassi di interesse solo lentamente e gradualmente in maniera da non sconvolgere queste alte valutazioni degli asset.

Guardando più attentamente al processo di ribilanciamento all’interno dei Mercati Emergenti al quale accennavamo prima, le economie dell’Europa Orientale sono state pioniere in questo processo – spiega Enzo Puntillo -.

La regione sta cominciando a beneficiare del ribilanciamento del conto corrente della bilancia dei pagamenti, che spiana la strada per una rinnovata crescita sostenibile. Questo è ad oggi vero per le economie più piccole della regione, come la Croazia e la Serbia. La prima sta crescendo del 2% circa, mentre la seconda ad un ritmo del 3% circa.

Il Brasile è stato uno dei Paesi che ha impiegato più tempo ad avviare il processo di ribilanciamento esterno.
Finalmente è in corso, con la sua bilancia dei pagamenti in forte miglioramento – spiega Enzo Puntillo -. Insieme agli sviluppi politici, il miglioramento trova adesso riscontro più evidente nei prezzi degli asset. In seguito al recente rally nel mercato obbligazionario brasiliano, questa opportunità sta cominciando a venire meno.

E’ per questo motivo che abbiamo ridotto le nostre posizioni per consolidare i profitti, rimanendo pur sempre positivi sul Brasile, nel suo complesso.

La Colombia resta indietro, non essendo riuscita a portare a compimento un significativo processo di ribilanciamento e portandosi ancora dietro un deficit importante del conto corrente – spiega Enzo Puntillo -.
Stiamo assistendo ad alcuni cenni di miglioramento, con la ripresa delle quotazioni del greggio che dovrebbe supportare il processo di ribilanciamento. Allo stesso tempo, la situazione del Cile sta nuovamente peggiorando, nonostante i progressi di due anni fa. Le recenti fluttuazioni del prezzo delle sue esportazioni di rame e delle sue importazioni di petrolio non sono di supporto, e ciò si riflette in numeri deboli della bilancia dei pagamenti.

La Turchia è in una situazione simile avendo beneficiato negli ultimi anni del calo del prezzo del petrolio. Con il prezzo adesso nuovamente in aumento, ci aspettiamo che il Paese si troverà ad affrontare una condizione esterna più sfidante.

Restiamo favorevoli nei confronti dei bond USA indicizzati all’inflazione visto che ci aspettiamo una normalizzazione delle aspettative d’inflazione e, per questo, i punti di pareggio appaiono interessanti – spiega Enzo Puntillo -.

Più recente, abbiamo rivisto la nostra esposizione verso l’alto rendimento, che avevamo avviato a febbraio dopo il rally. Preferiamo titoli con rating investment grade alla luce delle nostre preoccupazioni riguardo gli elevati livelli di debito che molte società con rating high yield stanno raggiungendo.

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 13:28:00

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Prematuro ipotizzare un radicale cambio di direzione

Anche in Italia il listino tira il fiato. Ciò non impedisce all’indice MIB di migliorarsi rispetto ai livelli di apertura. Per la verità la performance risulta meno brillante di quanto sperimentato nel resto del Continente; ma ciò è allineato a quanto si fa rilevare da tempo: il nostro mercato è un sottoperformer da più di un anno.

Tuttavia, a ieri, il gap fra le performance annuali di MIB ed Eurostoxx50 ha raggiunto quota -820 punti base: siamo prossimi ad target che due anni fa appariva a dir poco improbabile; quando la borsa italiana in un anno accumulava un tesoretto superiore al 15% rispetto all’andamento degli altri listini europei.

Il grafico mostra tutte le circostanze in cui questo divario negativo è stato conseguito.
A ben vedere, se in termini relativi sarebbe legittimo sperare in un andamento meno disastroso, in termini assoluti non è che ci sia molto da festeggiare: non di rado uno scostamento annuale pari o inferiore al -10% ha anticipato significativi ribassi. Esemplari gli episodi del 2007, dell’autunno del 2009 e della primavera di un anno fa.

Sicchè se in termini relativi si potrebbe immaginare l’ennesimo trade differenziale, in termini assoluti appare prematuro ipotizzare un radicale cambio di direzione.

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 13:27:00

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La politica è al posto di guida della politica monetaria Usa?

La possibilità di un secondo aumento dei tassi quest’anno è la domanda da un milione di dollari sulla bocca di tutti – spiega Salman Ahmed -.

Non ci sbilanciamo ancora sull’argomento, ma in un contesto in cui qualsiasi shock esterno può avere conseguenze sull’economia statunitense, direttamente o tramite i mercati finanziari, alla Federal Reserve restano poche finestre di opportunità per aumentare i tassi mentre cerca di navigare tra una miriade di potenziali difficoltà: il ciclo politico del paese, la maturità del ciclo economico statunitense e le sfide strutturali poste da Europa, Cina e Giappone.

Che impatto avrà tutto questo sui mercati? Pensiamo che i rendimenti obbligazionari USA resteranno contenuti, con i rendimenti dei Treasury decennali al di sotto del 2% – spiega Salman Ahmed -.

La forza del dollaro a cui abbiamo assistito di recente è solo temporanea e si ridurrà nei prossimi mesi. Per quanto riguarda gli altri asset, gli investitori sono ancora alla disperata ricerca di rendimento e, sebbene un aumento dei tassi d’interesse statunitensi possa essere un raggio di luce all’orizzonte, gli investitori dovrebbero affidarsi alla prudenza, prestando particolare attenzione ai fondamentali nella costruzione dei portafogli.


Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 13:26:00

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Settimana positiva ma non risolutiva per il Ftse Mib

Settimana positiva ma non risolutiva per il Ftse Mib. Il Ftse Mib ha disegnato un piccolo doppio minimo nelle sedute del 23 e 24 maggio con base a 17250 punti circa, un “tweezer bottom” (figura delle candele giapponesi) che potrebbe anche fornire un solido appoggio ad un tentativo di ripresa duraturo.
Per il momento tuttavia i prezzi hanno superato la media mobile a 50 giorni senza avvicinare pero’ quella a 100 sedute, indicatore che sintetizza la condizione del trend di medio periodo, gia’ messa alla prova senza successo dai massimi di fine aprile (il 28 e 29 aprile si era disegnato un “tweezer top”, figura che e’ il reciproco del “tweezer bottom” citato e che effettivamente si e’ dimostrata un punto di inversione rilevante) ed attualmente passante a 18580 punti circa.

Solo la rottura della media a 100 giorni permetterebbe di sperare nel ritorno sulla resistenza offerta in area 19200 dal top di marzo, coincidente con il 50% di ritracciamento del ribasso dal top di dicembre, percentuale di ritorno ritenuta rilevante per la sua capacita’ di discriminare tra correzione e inversione del trend.
La rottura di 19200 permetterebbe quindi di considerare il rialzo visto dai minimi di febbraio non come facente parte della precedente struttura rialzista ma come una tendenza autonoma, destinata a durare. Discese al di sotto di 17750, linea che sale dai minimi di febbraio, e la violazione di area 17250, potrebbero invece anticipare ribassi estesi, primo target a 16777, minimo di aprile, poi a 16514, base del gap del 15 febbraio.

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 13:14:00

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Rialzo ok, ma si può fare meglio

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 13:13:00

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Segnali di forza per il Dax

Segnali di forza per il Dax che resta pero’ in cerca di conferme. Il Dax ha superato il 26 maggio con un buono slancio la linea di tendenza ribassista disegnata dal top di novembre 2020, in transito attualmente a 10235 punti, segnale positivo che segue la rottura delle medie mobili il 24 maggio a 50 e 100 giorni, ora supporto a 9980 punti circa.
I prezzi sono ora in vista della resistenza di area 10400, gia’ testata dai massimi di aprile, coincidente con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal top di novembre 2020. Tale percentuale di ritorno, ricavata dalla successione di Fibonacci, si dimostra spesso in grado di fermare i movimenti di natura correttiva mentre il suo superamento permette di etichettare i movimenti come tendenze autonome.

Se i prezzi salissero oltre area 10400 aumenterebbero quindi le possibilita’ di assistere ad una estensione del rialzo in atto dai minimi di febbraio almeno fino al top dello scorso novembre a 11430 punti. Resistenza intermedia a 10743, lato alto del gap ribassista del 4 gennaio. Discese al di sotto di 9980, anticipate dalla violazione a 10077 della base del gap del 25 maggio, porterebbero al test a 9820 della linea che sale dai minimi di febbraio.
Sotto quel supporto le speranze di rialzi duraturi verrebbero seriamente compromesse, rischio di test di 9484, minimo di aprile, e di 8967, base del gap del 15 febbraio.

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 13:13:00

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Il mondo alla rovescia

Nel mondo sono molte le banche centrali che emettono sempre più titoli a tassi negativi per stimolare le loro economie.

Citiamo la Svezia (-1,25%), la Svizzera (-0,75%), la Danimarca (-0,65%) e il Giappone (-0,10%). Bisogna però notare che nei Paesi menzionati, e comprendendo anche gli Stati dell’ Ue, tra cui l’Italia, i tassi a dieci anni sono ormai a livelli negativi da capogiro per il sottoscrittore.

Ricordiamo che il tasso reale di rendimento è uguale al tasso di rendimento nominale meno l’inflazione.

A noi pare un assurdo pensare che sia possibile vivere in un mondo dove la remunerazione dei nostri soldi sia legata esclusivamente a una speranza di deflazione perenne.

  • distruggono i risparmi,
  • incoraggiano i rischi incontrollati,
  • comprimono la crescita anziché stimolarla.

Mentre il sistema procede in questo marasma finanziario, la situazione geopolitica si presenta sempre più complessa, soprattutto per l’Europa.

Essa è solcata da instabilità politica e da problemi legati all’immigrazione che stanno pian piano assumendo i risvolti di una vera invasione.

Negli Stati europei cresce la svolta della destra xenofoba e populista, ma il vero problema , seppur grave, non è rappresentato dai singoli Stati, ma dall’idea dell’Europa che, dopo anni di sacrifici, non è riuscita a trasformarsi in una vera federazione, negli “Stati Uniti d’Europa”.

La Spagna sarà la prima nazione europea che dovrà fare i conti con i compromessi per trovare una maggioranza politica in grado di governare. Seguirà il Portogallo, che vede scricchiolare la coalizione plurale di sinistra. Il recente voto in Austria ha spaccato il Paese, dando una vittoria risicata al buon senso e respingendo la forza crescente degli antieuropeisti.

In Italia il 5 giugno si andrà a votare nelle principali città quali Roma, Milano e Napoli.

Dai sondaggi pare che l’elettorato sia molto confuso e il voto quindi incerto, carico di aspettative politiche.

Dopo queste prove di per sé locali, vi sarà, con un referendum nazionale in Inghilterra, la vera prova del nove per l’Europa.

La democrazia è una grande conquista e come tale va difesa, ma purtroppo è fatta di numeri e questi comportano della grosse pecche.

In Europa crescono le strumentalizzazioni sui problemi veri: dall’occupazione alle pensioni, dalla difficoltà dei giovani nel trovare lavoro, all’immigrazione, ecc.

La vera partita sarà però giocata sui profughi.

In Germania vi saranno le elezioni regionali in attesa di quelle politiche che si terranno nel 2020 che vedranno crescere le difficoltà di Angela Merkel e del ministro delle finanze, Wolfgang Schauble.

Le autorità locali e regionali, al di là delle maggioranze politiche, sono a durissima prova. Un consolidamento nei “lander” del partito euroscettico potrebbe destabilizzare la maggioranza politica attuale con una sbandata più xenofoba verso destra. In primavera si voterà anche in Slovacchia e in Irlanda, mentre in estate sarà la volta della Lituania e della Romania.
In Grecia resta alto il termometro politico sulla revisione dei conti con l’ Ue e, sul tentativo di rinegoziazione del debito, si gioca la fiducia e la maggioranza sempre più a rischio di Alexis Tsipras.

Mentre scriviamo ci giunge finalmente la risoluzione di uno dei tanti problemi.

La Grecia ha raggiunto un accordo con l’Eurogruppo e l’ Fmi: arrivano non solo gli aiuti ma anche il via libera alla ristrutturazione del debito. Rimbalzano immediatamente i mercati azionari. Terminiamo con un’ ulteriore nota positiva: il Fondo monetario ha rivisto la crescita del Pil in Italia all’1,1% per il 2020 e all’ 1,25% per il 2020/2020 prevedendo che continuerà il rafforzamento della ripresa economica.

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 10:58:00

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Rialzo tassi USA il più gettonato settembre

Pubblicato da Markets Trading Segnali Operativi a 10:49:00

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Report dei mercati

MERCATO USA
FTSE MIB Euronext Dax perf S&P 500
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MERCATI EUROPEI
TITOLI DEL GIORNO

Tenaris rimbalza con decisione in scia al rally del greggio che tocca i massimi da ottobre/novembre. Il future sul Brent si spinto ieri fin sui 50,51 $/barile, quello sul WTI sui 50,21 $/barile. Dopo il test il 23 maggio a 11,34 della media mobile a 20 giorni e della base del canale crescente disegnato dai minimi di febbraio, le quotazioni si sono avvicinate ai primi ostacoli a 12 circa, decisivi per stabilire l’evoluzione futura dei prezzi. Oltre la linea che unisce i massimi di ottobre e dicembre 2020, passante per i top di aprile proprio in corrispondenza di area 12, sarebbe infatti lecito credere in un allungo verso il punto di origine della linea stessa, a 12,69 euro, poi fino a 13,30 circa. Il mancato superamento di area 12,20 segnalerebbe invece debolezza anticipando cali verso un primo supporto a 10,95 e più in basso fino a 10,48 la media mobile a 100 giorni. Per chi volesse comprare il titolo inte rvenire al superamento di 12,20 protetti da stop sotto 11,70, con target a 12,69 euro. Per chi già detiene il titolo mantenere uno stop sotto 11,34. Incrementare solo al superamento di 12,20 euro per target a 12,69 e 13,30 euro.

Unicredit con il ribasso delle ultime ore, che lo ha visto tornare in area 3 euro, si porta pericolosamente vicino al supporto critico di area 2,80 euro, corrispondente ai minimi di febbraio, aprile e maggio. La violazione di questo sostegno segnerebbe la ripresa del trend ribassista in atto da circa un anno con target almeno a 2,254 euro, minimo di luglio 2020. La rottura di 3,15 permetterebbe invece un allentamento delle tensioni ribassiste e porterebbe al test a 3,37 della linea che scende dal massimo di marzo e a 3,48 della media mobile a 100 giorni. Solo il superamento della media a 100 sedute sarebbe tuttavia da leggere come un segnale di forza duraturo. Per chi volesse comprare il titolo attendere la rottura di 3,15 p er intervenire con target a 3,45 euro, stop loss sotto i 3 euro. Per chi gia’ detiene il titolo mantenere le posizioni con stop subito sotto i 2,80 euro, incrementarle oltre 3,15 per 3,45.

Trevi Finanziaria Industriale accelera al rialzo e supera il massimo di fine aprile a 1,4790 euro e si avvicina a 1,56/1,57 dove troviamo gli ex supporti di metà marzo e il lato alto del canale ascendente in forza da inizio aprile. Una eventuale vittoria su questi ultimi riferimenti darebbe il via a un’estensione verso i massimi di gennaio e marzo a 1,88 e 1,7740. Oltre queste ultime resistenze si aprirebbero spazi di ascesa più ampi in direzione di 2,15 e 2,35. L’incapacità di oltrepassare 1,56/1,57 segnalerebbe invece che il movimento ascendente partito a inizio aprile altro non è che una correzione prodromica alla ripresa della flessione antecedente, e potrebbe quindi anticipare un test della base del canale attualmente in transito per 1,36. Sot to questo riferimento probabile affondo sul decisivo supporto a 1,2310 (minimo di inizio aprile). Per chi volesse acquistare il titolo: posizioni long oltre 1,57 per 1,77 e 1,88, stop sotto 1,46. Per chi detiene attualmente il titolo: incrementare oltre 1,88 per 2,15 e 2,35, ridurre sotto 1,36 e uscire alla violazione di 1,2310.

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