Euro dollaro crescera ancora Qui la mia analisi

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Euro dollaro crescerà ancora? Qui la mia analisi

Siamo arrivati ad una fase cruciale per il cross EUR\USD che si è portato ieri sera ad 1.3766, ai massimi dallo scorso Ottobre. Vi sono al momento opinioni discordanti sul trend di medio periodo sul cross con la moneta unica. Da un lato il rincorrersi delle voci che vorrebbero la BCE pronta a rivedere ulteriormente in ribasso i propri tassi, fa propendere per l’imminente avvio di una fase ribassista per il cross con supporti ad 1.34 e 1.28$. A rafforzare questa preferenza per posizioni corte vi sono fra gli altri gli analisti di Morgan Stanley e Marrill Linch. Dall’altra appare chiaro che il miglioramento dei fondamentali statunitensi potrebbe avere un impatto non positivo sul $ ed anche l’avvio del ridimensionamento della politica monetaria da parte della Fed potrebbe non essere sufficiente a rafforzare la valuta a stelle e strisce. In questo scenario alternativo, sostenuto fra gli altri dagli analisti CNBC, l’EUR\USD sarebbe all’inizio di una nuova fase rialzista che vede il proprio supporto ad 1.40$, livello assente a mercato da ben 25 mesi.

Occasione da non perdere pertanto per il medio periodo su questo cross, mentre per il trading intraday,in attesa di notizie rilevanti la giornata si è aperta in lieve ribasso con supporto stabile per il momento ad 1.3700$. Nella serata in ieri la BoE ha ribadito che manterrà invariata la propria politica monetaria e dopo una lieve fase di ritracciamento, vediamo una sterlina oramai inarrestabile con GBP\USD che si è portata ad un nuovo record dallo scorso Gennaio ad 1.6464$. La giornata si è aperta in ribasso anche per il cable con supporto fissato sempre ad 1.6330 mentre nel medio periodo è possibile vedere tornare a mercato il valore 1.67$ assente dal 2020. Attenzione a BITCOIN, quotato al momento 930$, dopo una chiusura di settimana in rosso potrebbe essere la giornata del ritorno a 1,200$ che resta una forte resistenza psicologica. Inizio di ottava con il segno più per le quotazioni del GOLD in rialzo al Comex dello 0,6% a 1.236,1$ l’oncia. In giornata il rilazo potrebbe proseguire fino a 1,255$ che viene fissata come prima resistenza. Tuttavia nel medio periodo come sottolineato diverse volte lo scenario resta con prevalenza al ribasso. In un report pubblicato ieri gli analisti di Bank of America viene confermato questa ipotesi con possibile ribasso fino ai minimi dello scorso Giugno a 1.180 $.

Euro dollaro crescera ancora? Qui la mia analisi

Oltre all’articolo di Wynne Godley del 1992 (da cui questo post prende spunto) https://gondrano.blogspot.it/2020/08/il-trattato-di-maastricht-e-le-sue.html suggerisco anche la lettura di questo lucidissimo articolo del 1998… https://gondrano.blogspot.it/2020/10/la-follia-delleuro.html che mette in luce non solo il problema economico legato all’euro, ma soprattutto quello politico, che nel lungo periodo si rivela quello più importante.

Sì, torniamo alle monete nazionali, 20 monete, una ogni 50 km. Forse tornare al medio evo sarebbe ancora meglio…

La moneta unica chiamata “euro” in quanto priva di un padre certo (= uno Stato sovrano) e di una madre legittima (=una Banca Nazionale Pubblica) è per ciò stesso una creatura bastarda : vive la grama esistenza e morirà di morte precoce, comune a pressoché tutte le creature bastarde di questo pianeta.
Quanto alla maledetta “unione europea” del XXI Secolo, essa è la metastasi della U.R.S.S. del XX Secolo, e farà la stessa fine. Con una probabile variante : la U.R.S.S. fu una tragedia che terminò con una farsa; la maledetta “u.e.” è una farsa che terminerà in tragedia.

Già, ma la storia insegna che farsa e tragedia possono fare tante vittime allo stesso modo.

Ormai la forza economica per rilanciare la nazione non c’è più.
L’unico settore dell’economia che è in espansione sono le “esportazioni”. L’imprenditoria Italiana si è saputa trovare una nicchia per la crescita e igienico dell’economia come Piercarlo Padoan pensano che le sole esportazioni possano trascinarsi dietro tutta l’economia.
E ci sono italiani che ci credono.

Notare che solo i paesi del terzo mondo si reggono sulle esportazioni, perché sono troppo poveri per avere un’economia con relativi consumi interni e quindi tutta la loro ricchezza si basa esclusivamente su ciò che vendono all’estero.
Distruggendo il mercato interno, cioè il proprio tessuto economico, e impoverendo violentemente quello sociale come è stato fatto dal 2020 in poi da Monti e co,, l’Italia si sta velocemente avviando sulla medesima strada.

ma a che scopo distruggere il mercato interno? non è controproducente anche per lo stesso capitalismo ?

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Certo, questi idioti segano il ramo su cui sono seduti. Se il loro scopo è il dominio su una società amorfa con masse inebetite intente solo a consumare e soddisfare bisogni ad hoc, di sicuro non è creando miseria estrema come stanno facendo che potranno raggiungerlo.
Se vuoi tenere buoni gli schiavi e far sì che non si ribellino devi dargli l’impressione di vivere nel migliore dei mondi possibili, invece stanno costruendo l’inferno in terra.
Bene così, del resto il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Quando la corda si spezzerà il conto per questi psicopatici sarà come neanche se lo sognano.

prendo atto degli idioti..ne conosco alcuni come un certo faulin, un troll analfabeta

L’analisi è profondamente sbagliata, l’euro non c’entra nulla con la debolezza dell’economia italiana, e l’evidenza di ciò è data dal fatto che il nostro export va molto bene, al punto che ormai concorre a formare una bella fetta di pil. Se i nostri problemi fossero legati al tasso di cambio con le altre valute, dovremmo avere una bilancia commerciale negativa o quanto meno che peggiora di anno in anno. Non è così, e questo taglia la testa al toro, esportiamo in Usa, in Europa, perfino in Cina, vuol dire che il cambio non ci penalizza.
Ciò che manca al nostro pil è la fetta legata ai consumi interni, che anno dopo anno peggiorano; i consumi interni sono legati ai salari, alla produttività, alla fiducia delle persone, ecc. ecc., tutte componenti interne, che con l’euro o la lira hanno poco a che vedere; piuttosto i fattori che le influenzano sono la burocrazia, le tasse, la formazione, ecc. ecc.
Vogliamo parlare poi del fatto che in 17 anni di euro abbiamo risparmiato circa 900 miliardi di euro di tassi di interesse, cifra che i nostri governi anzichè investire nel futuro (reti, infrastrutture, ecc.) hanno convertito interamente in spesa pubblica corrente, per pensioni e stipendi ? Se avessimo investito 900 miliardi di euro in questi 17 anni, secondo l’autore staremmo peggio o meglio di oggi ?
Attendo obiezioni sensate a questi argomenti.

Non le avrai. Qui abbiamo a che fare con gente altamente ignorante in economia che giudica una moneta (abbiamo aspettato 1600 anni), la migliore, la più stabile del pianeta, travisando la realtà e la storia.

Sì, così stabile che tra il 2020 e il 2020 si è svalutata “solo” del 25% nei confronti del dollaro, senza magari che lei e i terroristi dell’ “inflaziooooone” se ne accorgessero nemmeno.

Nel 2001/2002 il cambio Euro/Dollaro era 0,90, adesso 1,25 e il tasso d’inflazione è passato dal 6% all’ 1,7%.
Ho studiato economia a Milano e a Vienna, so quel che dico. Ho due laure.

Quanto da te riportato non è indice di stabilità di una moneta, perchè comunque nel tempo ci sono stati momenti di svalutazione dell’euro eccome. Visto che sei così esperto allora dovresti sapere che valore della moneta e inflazione non sono certo parametri assoluti in economia, così come esiste anche il problema della deflazione. Ma voi siete quelli che preferiscono la deflazione dovuta alla distruzione della domanda interna, per favorire le esportazioni visto che con moneta straniera non è più possibile stimolare la domanda interna con spesa in deficit e politiche sociali, vero ? Ecco qua cosa dice il tuo grande amico: https://www.youtube.com/watch?v=LyAcSGuC5zc

Mi sorprende sentire cavolate da uno che la pensava come me: sono un fanatico del rigore assoluto e del taglio delle spese di consumo in politica economica. “Domanda interna” sì, ma non di prodotti cinesi.

Dovresti dare il giusto peso alle obiezioni del tizio qui sotto, l’economista di Paperopoli….a suo dire abbiamo aspettato 1600 anni una valuta stabile..ergo che fino al 400 circa d.c ce ne fosse una…
Come sai all’epoca dei Claudii il Sesterzo perse valore, tant’è che Nerone dimezzò la presenza dell’oro nel Sesterzo 60 d.c.
L’inflazione fu causa di guerre civili e oggetto di continui ” aggiustamenti” sia dei Flavi che degli antonini..fino alla riforma di Diocleziano anno 300 circa d..c..tant’è che i commercianti persiani nei fondachi del medio oriente accettavano malvolentieri valuta romana preferendo il pagamento in oro.

E’ meraviglioso! il maleodorante servidorame ci illustra con dovizia di nomi, date, luoghi e particolari inediti, i primordi dell’economia mondiale.

L’euro è stato il colpo di grazia a stroncare l’economia italiana. Hanno sempre irresponsabilmente fatto reggere la nazione sulle esportazioni e su alcune eccellenze tecnologiche: dalla partecipazione alla costruzione delle navicelle spaziali; all’Airbus; a Fincantieri (e sappiamo come abbiamo perso anche Fincantieri… perso!) E irresponsabilmente si continua a proporre more of the same per l’economia e si rifiuta di rilanciare l’economia interna e i servizi pubblici. L’unico semplice modo per rilanciare l’economia e migliorare il tenore di vita degli Italiani. Ma i repubblicani che ci governano preferiscono “trickle down economics”… Solo per gli amici e le banche.
Fuori dalla UE e dall’Euro. È già troppo tardi.

Lascia perdere, mica lo capiscono. Qui le posizioni sono prettamente ideologiche.

Oggi ho preso una giornata libera, mia moglie ed i miei figli sono via, non ho nulla da fare, quindi se perdo tempo a lavare la testa all’asino con acqua e sapone non succede nulla.

Consumi acqua che è un bene primario, e anche sapone.

1) Per mantenere la competitività indispensabile per poter esportare il modo più semplice è deprimere i salari che come ha detto lei distrugge poi i consumi interni , quindi la convenienza di questa situazione rispetto alla svalutazione della moneta è dubbia, di sicuro conviene alla Germania.

2) Attenzione, 17 anni fa , gli interessi sul debito pubblico a chi andavano ? Andavano ai BOT people, cioè alle famiglie italiane, lo stato pagava molti interessi ma gli stessi gli ritornavano sotto forma di tasse e conumi interni. Negli ultimi 17 anni abbiamo invece pagato una montagna di interessi che sono finiti all’estero perchè nel frattempo glispeculatori starnieri si sono comprati i nostri BTP.

Ed ecco che la “teoria” confonde le idee e la realtà. Le esportazioni sono facilitare dai bassi salari. Giustissimo. MA…
1) si è visto che le esportazioni italiane potrebbero anche sopportare stipendi più alti. Infatti i nostri prodotti sono di qualità non paccottiglia. Reggono i prezzi che chi li compera è disposto a pagare.
2) La svalutazione aiutava con la lira. Poiché l’euro non può essere svalutato continua l’impoverimento degli italiani. Questo si traduce in calo dell’economia interna; insieme alle tasse di Monti e Tremonti gli italiani sono stati fortemente impoveriti.
3) Conseguenza delle esportazioni è stata, ma lo è ancora, importazione dell’inflazione. I prodotti agricoli che vanno in Germania vengono venduti a prezzi tedeschi. I produttori che esportano in Germania vogliono farci lo stesso guadagno che fanno in Germania anche in Italia, dove gli stipendi sono la metà. Risultato: impoverimento della Nazione.
4) l’unico modo per far ripartire l’economia è Incentivare l’economia interna e “il sociale”!
Mettere soldi nelle tasche degli italiani. In qualsiasi modo. (Che non sia la presa in giro degli 80 euro ad alcuni!)
Buona Pasqua.

Non torna ciò che dici su entrambi i punti; 1) i salari nelle imprese “sane”, che sono ormai solo quelle che esportano, sono mediamente più elevati che negli altri settori. La competitività non puoi farla sui salari, perchè i cinesi (ma anche, per dire, i turchi o i romeni) ti ammazzerebbero, la fai sulla qualità del prodotto e sull’innovazione. Sul secondo punto, nell’arco di 18 anni la quota di debito pubblico in mano agli stranieri è variata molto, per 10 anni circa è stata in mano prevalentente agli italiani, per 5 anni circa si è raggiunto il 40% in mano agli stranieri, adesso siamo di nuovo al 20% e scenderà ancora. In ogni caso, che vada agli italiani o agli stranieri, fatto sta che si tratta di risparmio, non di investimenti, quelli che si sono bloccati in questi anni. Quindi, al netto di tutto ciò, il dato di fatto è che con l’euro abbiamo risparmiato 900 miliardi che, anzichè utilizzare per fare investimenti o, più semplicemente, per tagliare le tasse o il debito, abbiamo convertito in spesa pubblica corrente.

900 presunti e molto teorici miliardi risparmiati (ma famo 9 milioni di stramiliardi a ‘sto punto che suona pure meglio) in cambio di un quarto dell’economia affossata, pil azzerato, tessuto economico basato sulle piccole e medie imprese spazzato via in gran parte, povertà dilagante, suicidi – tutti reali, realissimi al contrario dei magnifici e progressivi vantaggi dell’euro che ancora qualcuno insiste a celebrare contro ogni evidenza. Mi chiedo cos’altro ci voglia ancora per aprire finalmente gli occhi e riconoscere che l’euro per noi è stata solo una iattura, checché ne dicano i soloni bocconiani (‘la Grecia? Il più grande successo dell’euro!’)
All’inferno la nazimoneta e chi ha voluto portare l’Italia in questa trappola da cui altri paesi europei si sono saggiamente tenuti lontano. Guarda caso, quelli che stanno meglio.

Ps: i consumi interni chi li ha distrutti e perché? Poi vediamo se qualcuno ha ancora il coraggio di dire che l’euro non c’entra.

Pps: prima dell’euro l’Italia è stata una delle potenze economiche mondiali nonché il più agguerrito avversario di cruccolandia. Questo tanto per ‘la debolezza dell’economia italiana’. Che guarda caso andava forte prima della moneta unica al contrario di quella tedesca…la vera malata d’Europa.
Poi dopo l’introduzione dell’euro la situazione si è curiosamente invertita. Cos’ha fatto guarire la malata e incancrenire l’altra, quella sana? Indovina indovinello…

Signora mi scusi, mi dica chi le ha messo in testa queste sciocchezze che mando subito un elicottero attrezzato di tutto l’occorrente! Passo e chiudo!

Se vuole può cercarsi da sé una caterva di economisti che anni prima dell’euro ammonivano sugli aspetti negativi della moneta unica, poi puntualmente andati oltre le peggiori previsioni. Tra i convertiti dell’ultima ora ci sono anche quelli che l’euro lo decantavano come la panacea di tutti i mali. Prima di vederlo all’opera, si intende…non c’è niente da fare, alcuni devono proprio gettarcisi dentro per capire che il fuoco brucia.
Ah, e quell’elicottero farà meglio a chiamarlo per sé, sezione ‘scollegati dalla realtà’. Ma si guarisce, tranquillo. Auguri!

L’offerta è sempre valida, ci pensi! Ricambio gli auguri!

I miei auguri erano a senso unico, one way ticket.
Io le offro il consiglio di non buttarsi nel fuoco come gli allocchi che ci cascano dentro istupiditi da chi gli prometteva che si sarebbero rigenerati a nuova vita.
Poi faccia come crede eh. De gustibus.

Ritiro gli auguri ma rinnovo l’offerta dell’elicottero, per lei non c’è più niente da fare, ma almeno i colpevoli, ovvero i responsabili che le hanno inculcato le sciocchezze che ha scritto, ebbè, quelli vanno identificati, acquisiti all’obiettivo, e polverizzati!

Quando mi mostrerà il Nobel che ha vinto per l’economia potrà procedere, magari impallinando i suo avversari economisti Nobel con la profondità delle sue teorie.
Le rinnovo gli auguri con maggior convinzione. ;.)

Dax future: il quadro tecnico rimane contrastato

di Gianluca Defendi 07/08/2020 07:15

tempo di lettura

Nella seduta di lunedì il Dax future (scadenza settembre 2020) ha tentato un recupero ma è stato respinto da quota 12.710. La struttura tecnica di breve termine rimane quindi contrastata: importante la tenuta del sostegno situato in area 12.500-12.485 punti in quanto può favorire una fase laterale di consolidamento. Pericolosa solo una discesa sotto 12.485 in quanto potrebbe innescare una rapida correzione in area 12.410-12.400 prima e attorno a 12.330-12.320 successivamente. Un allungo dovrà invece affrontare un duro ostacolo in area 12.760-12.770 punti.

L’Eurostoxx50 future (scadenza settembre 2020) ha tentato un rimbalzo ma non è riuscito a superare la barriera dei 3.500 punti. Il quadro tecnico di breve periodo rimane quindi contrastato: prima di poter tentare un ulteriore allungo sarà pertanto necessaria un’adeguata fase laterale di consolidamento. Da un punto di vista grafico, tuttavia, solo il cedimento di quota 3.450 potrebbe fornire un segnale ribassista e innescare una rapida flessione verso il successivo supporto grafico situato a 3.425-3.422 punti. Un allungo dovrà invece affrontare una prima resistenza in area 3.507-3.510 punti. (riproduzione riservata)

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