Downgrade dell’Italia ed effetti sull’euro – Opzioni Binarie

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Contents

Downgrade dell’Italia ed effetti sull’euro

L’inizio del fine settimana è stato scandito da una notizia che ha fatto infuriare i politici italiani: il downgrade del nostro paese voluto da Moody’s. La decisione dell’agenzia di rating ha determinato un incremento dello spread.

Il differenziale tra i nostri titoli di stato e quelli tedeschi è schizzato alle stelle dopo la decisione dell’agenzia Moody’s di declassare l’Italia. A mettere a rischio la situazione economica del nostro paese, secondo la nota diffusa Oltreoceano, ci sarebbero da un lato l’instabilità politica e dall’altra i rischi di contagio con Spagna e Grecia.

Non solo, il downgrade deciso da Moody’s che ha ridotto di due notch il rating tricolore portandolo al livello Baa2, , ha determinato l’incremento del rendimento dei titoli di stato ed ha influito anche sulle performance dell’euro.

La moneta unica ha aperto le contrattazioni negli Stati Uniti con un forte ribasso rispetto al dollaro e allo yen che gli investitori considerano beni rifugio rispetto alla moneta del Vecchio Continente. L’incertezza sulla situazione italiana ha influenzato l’euro che è sceso a 1,2181 dollari. Il minimo raggiunto due anni fa era 1,2166.

Dopo l’annuncio del downgrade l’euro si è mantenuto stabile, leggermente al di sopra del llivello minimo ma soltanto perché le aste sui titoli a medio e lungo periodo sono andate abbastanza bene.

Categoria: Notizie

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giovedì 29 giugno 2020

Petrolio in ripresa, ma possiamo davvero dire che la burrasca è finita?

Segni di ripresa sul mercato del petrolio

L’ultima scossa al mercato l’ha data il rapporto pubblicato dall’Agenzia degli Stati Uniti per l’Informazione sull’Energia (Eia). Il suo ultimo rapporto sulle scorte di benzina evidenzia una diminuzione che è andata oltre il previsto (Le scorte di benzina sono diminuite di 894000 barili, invece dei 583000 attesi). Le scorte di greggio sono invece aumentate, ma anche in questo caso il dato è minore di quello segnalato dall’API (American Petroleum Institute). Infatti durante la settimana conclusasi il 23 giugno, le scorte hanno avuto un incremento di 118mila barili, questo per via della riduzione della produzione attuata dalle raffinerie. Le previsioni degli analisti erano per un calo di 2,6 milioni di barili.

Non stupisce quindi che siamo al sesto giorno di fila in cui il petrolio marcia al rialzo. Ma c’è ancora da avere molta prudenza. Non per niente nella giornata di mercoledì la quotazione si è mossa in modo molto più agitato (noi abbiamo usato l’Ichimoku Kinko Hyo strategia). Segno che le turbolenza rimangono.

Il prossimo appuntamento importante è quello con i dati riguardanti il numero di pozzi petroliferi attivi negli Stati Uniti, che verranno pubblicati nella giornata di venerdì. Se si saranno ridotti per la prima volta in 23 settimane, allora forse qualcosa di più concreto in chiave ribassista si potrà dire. Intanto va segnalato che la banca americana Goldman Sachs ha ridotto le sue previsioni sul prezzo del WTI nonostante il recupero delle ultime sedute, portandola a 47 dollari.

Segni di ripresa sul mercato del petrolio

L’ultima scossa al mercato l’ha data il rapporto pubblicato dall’Agenzia degli Stati Uniti per l’Informazione sull’Energia (Eia). Il suo ultimo rapporto sulle scorte di benzina evidenzia una diminuzione che è andata oltre il previsto (Le scorte di benzina sono diminuite di 894000 barili, invece dei 583000 attesi). Le scorte di greggio sono invece aumentate, ma anche in questo caso il dato è minore di quello segnalato dall’API (American Petroleum Institute). Infatti durante la settimana conclusasi il 23 giugno, le scorte hanno avuto un incremento di 118mila barili, questo per via della riduzione della produzione attuata dalle raffinerie. Le previsioni degli analisti erano per un calo di 2,6 milioni di barili.

Non stupisce quindi che siamo al sesto giorno di fila in cui il petrolio marcia al rialzo. Ma c’è ancora da avere molta prudenza. Non per niente nella giornata di mercoledì la quotazione si è mossa in modo molto più agitato (noi abbiamo usato l’Ichimoku Kinko Hyo strategia). Segno che le turbolenza rimangono.

martedì 27 giugno 2020

Lavoro, McDonald’s sostituirà 5mila cassieri con un totem elettronico

I benefici per McDonald’s e le ripercussioni sul lavoro

Tuttavia l’impatto immediato dei chioschi digitali sarà soprattutto su mercato de lavoro. Ci sono 2.500 cassieri che entro dicembre dovranno lasciare il proprio posto presso McDonald’s. Poi ce ne saranno altri 3mila per i quali è prevista la sostituzione nel corso del prossimo anno. Che fine faranno non si sa.
Nella migliore delle ipotesi verranno reimpiegati in altre mansioni. Ma solo se le loro competenze personali e professionali lo consentiranno.

Di sicuro un vantaggio immediato lo avranno le casse dell’azienda, che risparmieranno sui salari. L’introduzione dei sistemi automatici di pagamento infatti costringerebbe il colosso UsA a dover adeguare gli stipendi dagli attuali 7,25 a 18 dollari. Con i tagli non ce ne sarà bisogno. Va anche aggiunto che il salto tecnologico di Mcdonald’s non finisce solo ai totem. Infatti entro fine anno sarà possibile effettuare le ordinazioni via pc in 14mila punti vendita.

La situazione in Italia

I benefici per McDonald’s e le ripercussioni sul lavoro

Tuttavia l’impatto immediato dei chioschi digitali sarà soprattutto su mercato de lavoro. Ci sono 2.500 cassieri che entro dicembre dovranno lasciare il proprio posto presso McDonald’s. Poi ce ne saranno altri 3mila per i quali è prevista la sostituzione nel corso del prossimo anno. Che fine faranno non si sa.
Nella migliore delle ipotesi verranno reimpiegati in altre mansioni. Ma solo se le loro competenze personali e professionali lo consentiranno.

Di sicuro un vantaggio immediato lo avranno le casse dell’azienda, che risparmieranno sui salari. L’introduzione dei sistemi automatici di pagamento infatti costringerebbe il colosso UsA a dover adeguare gli stipendi dagli attuali 7,25 a 18 dollari. Con i tagli non ce ne sarà bisogno. Va anche aggiunto che il salto tecnologico di Mcdonald’s non finisce solo ai totem. Infatti entro fine anno sarà possibile effettuare le ordinazioni via pc in 14mila punti vendita.

La situazione in Italia

domenica 25 giugno 2020

Cripotvalute, il flash crash di Ethereum pone tante riflessioni.

Il flash crash e le criptovalute

Cosa c’è dietro all’improvviso crollo di Ethereum? Cosa ha provocato questo tonfo istantaneo? La motivazione è di tipo tecnico. La piattaforma di trading GDAX ha ricevuto un ordine multi-milionario di vendita – qualcuno parla addirittura di 30 milioni di dollari – e questo ha fatto precipitare il valore di Ethereum, dal momento che di solito i volumi negoziati sono relativamente bassi di notte.

Tutto questo ha causato un crollo della quotazione fino a 224,48 dollari. A sua volta questo calo improvviso ha fatto scattare 800 “stop loss” degli investitori, per cui sono partite altre vendite. L’effetto domino ha spinto il valore di Ethereum al minimo di 10 centesimi, anche se il tutto è durato solo pochissimi secondi. Se qualcuno avesse comprato in quel preciso istante, dopo poco avrebbe avuto un guadagno del 326000%. Roba che i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili se li sognano.

Al di là del problema tecnico, quello che fa riflettere è la conferma di una elevata instabilità del mondo delle criptovalute. Queste ultime non possono più essere viste come un asset finanziario di Serie B, visto che parliamo di beni con capitalizzazione a 100 miliardi di dollari. Ma proprio per questo, se da una parte bisogna guardarle con assoluto rispetto, dall’altra bisogna anche porsi delle domande su come funzionano e quanti rischi portano con loro. Bisogna infatti sottolineare che proprio i guadagni delle criptovalute (Bitcoin è schizzata del 200% quest’anno, Etherum è passata da 8,40 a 340 dollari), stanno spingendo a negoziarle anche investitori meno avvezzi al rischio, il che è ancora più pericoloso.

Il flash crash e le criptovalute

Cosa c’è dietro all’improvviso crollo di Ethereum? Cosa ha provocato questo tonfo istantaneo? La motivazione è di tipo tecnico. La piattaforma di trading GDAX ha ricevuto un ordine multi-milionario di vendita – qualcuno parla addirittura di 30 milioni di dollari – e questo ha fatto precipitare il valore di Ethereum, dal momento che di solito i volumi negoziati sono relativamente bassi di notte.

Tutto questo ha causato un crollo della quotazione fino a 224,48 dollari. A sua volta questo calo improvviso ha fatto scattare 800 “stop loss” degli investitori, per cui sono partite altre vendite. L’effetto domino ha spinto il valore di Ethereum al minimo di 10 centesimi, anche se il tutto è durato solo pochissimi secondi. Se qualcuno avesse comprato in quel preciso istante, dopo poco avrebbe avuto un guadagno del 326000%. Roba che i migliori segnali opzioni binarie gratis affidabili se li sognano.

venerdì 23 giugno 2020

Agricoltura italiana in ginocchio, la siccità provoca danni milionari

I danni del caldo all’agricoltura

I danni derivanti da questa ondata di caldo africano sono enormi. La Coldiretti li ha valutati in oltre un miliardo di euro, indicando anche quali sono le coltivazioni più colpite.

Nella zona dell’Emilia sono in sofferenza tutte le colture: pomodori, cereali e ortaggi. In Lombardia il caldo ha duramente colpito la produzione di latte, che è scesa del 20%. La Toscana accusa un calo di foraggi e potrebbe essere duramente colpita la produzione di miele. In Umbria stanno seccando girasoli e mais, infine nel Lazio è a rischio addirittura il 40% dei raccolti. In Campania rischia grosso anche la produzione di mozzarella di bufala dal momento che la mancanza di acqua ha messo in ginocchio gli allevamenti e i caseifici. In Basilicata c’è un problema per la raccolta di albicocche, perché non c’è più gradualità di maturazione, con la conseguenza che tutta la produzione arriva assieme ai mercati, generando un crollo delle quotazioni.

Chi opera nel settore dell’agricoltura si sta dando da fare per arginare il problema attraverso la razionalizzazione dell’uso dell’acqua, oppure con lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto.
La situazione ripropone un problema che l’agricoltura da diverso tempo conosce, ma non ha ancora fronteggiato. Di fronte alla tropicalizzazione del clima infatti, si rendono sempre più necessari interventi strutturali per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi in modo da averla disponibile in periodi di siccità. Del resto da tempo siamo entrati in un quadro climatico che potrebbe alterare sempre di più l’attività agricola.

I danni del caldo all’agricoltura

I danni derivanti da questa ondata di caldo africano sono enormi. La Coldiretti li ha valutati in oltre un miliardo di euro, indicando anche quali sono le coltivazioni più colpite.

Nella zona dell’Emilia sono in sofferenza tutte le colture: pomodori, cereali e ortaggi. In Lombardia il caldo ha duramente colpito la produzione di latte, che è scesa del 20%. La Toscana accusa un calo di foraggi e potrebbe essere duramente colpita la produzione di miele. In Umbria stanno seccando girasoli e mais, infine nel Lazio è a rischio addirittura il 40% dei raccolti. In Campania rischia grosso anche la produzione di mozzarella di bufala dal momento che la mancanza di acqua ha messo in ginocchio gli allevamenti e i caseifici. In Basilicata c’è un problema per la raccolta di albicocche, perché non c’è più gradualità di maturazione, con la conseguenza che tutta la produzione arriva assieme ai mercati, generando un crollo delle quotazioni.

mercoledì 21 giugno 2020

Economisti a Bloomberg: l’euro diventerà la nuova moneta di riferimento mondiale

L’euro potrebbe diventare la nuova valuta di riferimento mondiale. La sorpresa arriva da Bloomberg, che ha sentito alcuni economisti riguardo il futuro dei mercati valutari, ottenendo questa risposta in molti casi. Nel giro di pochi anni quindi, l’euro potrebbe scalzare il dollaro nel ruolo di asset valutario di riferimento.

Secondo questa view molti investitori hanno cominciato a considerare che la crescita economica negli USA potrebbe non essere poi così solida come ci si aspetta. Il biglietto verde quindi potrebbe già aver vissuto i suoi anni migliori, e la valuta unica potrebbe rappresentare una valida alternativa in futuro. Vedendo le previsioni eur usd 2020 fatte a dicembre scorso, si scopre che molti economisti già ipotizzavano nel breve periodo una possibile ascesa della valuta comunitaria fin verso la parità col biglietto verde.

Azzardo o lungimiranza degli economisti

I fatti dicono che al momento l’eurozona viaggia con tassi di deposito negativi e con una Banca Centrale Europea che fa massiccio utilizzo di quantitative easing per sostenere i prezzi degli asset e l’economia. Inoltre l’inflazione non è proprio brillante. La view degli economisti prima citati sembra quindi essere azzardata. Eppure, se in una situazione simile l’euro comunque è rimasto solido, cosa succederà quando il miglioramento della ripresa economica procederà a ritmo sostenuto e quando la BCE avvierà la riduzione del programma di stimolo monetario?

Certo, è presto per attivarsi con i migliori broker forex recensioni e cominciare a puntare forte sull’euro, ma l’idea che la moneta della UE possa acquisire maggiore forza contro il biglietto verde in futuro poggia su basi solide.

Intanto oggi comincia con il segno leggermente positivo la giornata sui mercati valutari per il cross EuroUsd, con continua a muoversi attorno (leggermente sotto) a quota 1,12. Ieri questa coppia dopo essersi mossa lateralmente ha avuto uno sprint ribassista verso la regione sottostante degli 1,11. Negli ultimi giorni il dollaro ha ripreso vigore, dopo che l’euro era arrivato sul livello 1,13. Tuttavia nel medio lungo periodo il mercato dovrebbe ancora consolidarsi nella fascia compresa tra gli 1,05$ e gli 1,15$.

Secondo questa view molti investitori hanno cominciato a considerare che la crescita economica negli USA potrebbe non essere poi così solida come ci si aspetta. Il biglietto verde quindi potrebbe già aver vissuto i suoi anni migliori, e la valuta unica potrebbe rappresentare una valida alternativa in futuro. Vedendo le previsioni eur usd 2020 fatte a dicembre scorso, si scopre che molti economisti già ipotizzavano nel breve periodo una possibile ascesa della valuta comunitaria fin verso la parità col biglietto verde.

Azzardo o lungimiranza degli economisti

I fatti dicono che al momento l’eurozona viaggia con tassi di deposito negativi e con una Banca Centrale Europea che fa massiccio utilizzo di quantitative easing per sostenere i prezzi degli asset e l’economia. Inoltre l’inflazione non è proprio brillante. La view degli economisti prima citati sembra quindi essere azzardata. Eppure, se in una situazione simile l’euro comunque è rimasto solido, cosa succederà quando il miglioramento della ripresa economica procederà a ritmo sostenuto e quando la BCE avvierà la riduzione del programma di stimolo monetario?

Certo, è presto per attivarsi con i migliori broker forex recensioni e cominciare a puntare forte sull’euro, ma l’idea che la moneta della UE possa acquisire maggiore forza contro il biglietto verde in futuro poggia su basi solide.

lunedì 19 giugno 2020

Aziende: Flixbus riscuote sempre più successo, ma da ottobre sarà fuorilegge in Italia

FlixBus come Uber. Le aziende che promuovono la mobilità innovativa in Italia sono destinate a ricevere i bastoni tra le ruote (è proprio il caso di dirlo) perché vanno a sconvolgere equilibri che durano da decenni. La Flixbus, che consente di viaggiare low cost su strada per tutto il Belpaese, dopo l’estate diventerà infatti fuorilegge per lo Stato Italiano.

L’azienda tedesca fondata nel 2020 attualmente offre collegamenti a basso costo in 22 Paesi europei, e propone oltre 200 mila collegamenti al giorno. Qui in Italia opera da soli due anni, senza avere neppure un pullman di proprietà, ma sfruttando le collaborazioni con diverse compagnie locali di trasporto che mettono mezzi, autisti e benzina. Flixbus invece si occupa delle autorizzazioni per le lunghe tratte e soprattutto del marketing. Proprio questo “potere” gli consente di abbattere i prezzi. Il guaio è che la concorrenza ha agitato coloro che già lavorano da tempo nel settore, che rischiano di perdere il posto o i profitti.

La battaglia su Flixbus e la concorrenza tra aziende

Ecco allora che il Governo italiano ha deciso di calare la scure sull’azienda tedesca. Nella manovrina infatti è previsto che le società che non posseggono mezzi di loro proprietà non possono più operare nel settore. Sostanzialmente sembra proprio una norma ad hoc per ostacolare Flixbus, che chiaramente preannuncia battaglia legale. L’azienda tedesca ha già presentato e vinto una serie di ricorsi davanti al Tar (ben 4) contro chi la voleva ostacolare. Ma ha sempre vinto proprio perché non è ancora entrata in vigore la manovrina.

A ottobre però lo scenario cambierà. Ci sono moltissime voci discordanti sul la bontà di questo provvedimento, ma visto che ormai è passato non si può più tornare indietro. A meno che non venga approvata una nuova legge sull’argomento in tempi strettissimi. Quasi impossibile.

Va detto che la norma “anti-Flixbus” non è una novità. I primi a proporre lo stop all’azienda tedesca furono un gruppo di senatori pugliesi del centrodestra, ma il loro emendamento dopo molte proteste sui giornali venne cancellato. A maggio però l’emendamento è rispuntato identico, ma sotto matrice Pd, e poi reinserito nella “manovrina” qulla quale è stata posta la questione di fiducia, spingendola di fatto in Senato senza modifiche. Flixbus non potrà più ottenere le licenze per offrire il servizio. un altro schiaffo alla concorrenza.

L’azienda tedesca fondata nel 2020 attualmente offre collegamenti a basso costo in 22 Paesi europei, e propone oltre 200 mila collegamenti al giorno. Qui in Italia opera da soli due anni, senza avere neppure un pullman di proprietà, ma sfruttando le collaborazioni con diverse compagnie locali di trasporto che mettono mezzi, autisti e benzina. Flixbus invece si occupa delle autorizzazioni per le lunghe tratte e soprattutto del marketing. Proprio questo “potere” gli consente di abbattere i prezzi. Il guaio è che la concorrenza ha agitato coloro che già lavorano da tempo nel settore, che rischiano di perdere il posto o i profitti.

La battaglia su Flixbus e la concorrenza tra aziende

Ecco allora che il Governo italiano ha deciso di calare la scure sull’azienda tedesca. Nella manovrina infatti è previsto che le società che non posseggono mezzi di loro proprietà non possono più operare nel settore. Sostanzialmente sembra proprio una norma ad hoc per ostacolare Flixbus, che chiaramente preannuncia battaglia legale. L’azienda tedesca ha già presentato e vinto una serie di ricorsi davanti al Tar (ben 4) contro chi la voleva ostacolare. Ma ha sempre vinto proprio perché non è ancora entrata in vigore la manovrina.

A ottobre però lo scenario cambierà. Ci sono moltissime voci discordanti sul la bontà di questo provvedimento, ma visto che ormai è passato non si può più tornare indietro. A meno che non venga approvata una nuova legge sull’argomento in tempi strettissimi. Quasi impossibile.

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