Cosa differenzia le opzioni binarie di tipo europeo e di tipo americano

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Cosa differenzia le opzioni binarie di tipo europeo e di tipo americano

Effettuare correttamente trading online con le opzioni binarie è un’operazione alla portata di tutti. Tuttavia, malgrado si parli di operazioni molto semplici da effettuare, c’è chi potrebbe avere difficoltà nel trovarsi dinanzi ad opzioni di tipo europeo ed opzioni di tipo americano. Per tale ragione è meglio guardare alle differenze tra le due tipologie.

Opzioni di tipo americano e di tipo europeo: caratteristiche

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare erroneamente, non esistono implicazioni geografiche nel distinguere opzioni in stile europeo ed opzioni in stile americano.

Opzioni di tipo americano

– Le opzioni di tipo americano permettono di esercitare il diritto di acquistare (Call) o di vendere (Put) il sottostante, in ogni momento, prima della scadenza del contratto.

– Tra le opzioni in stile americano rientrano per esempio tutte quelle opzioni che hanno come sottostante le azioni, come le 40 azioni dell’indice FUTSEMIB o le 30 del DOWN JONES.

– La particolarità che consente di estinguerle prima della loro naturale scadenza fa sì che le opzioni di tipo americano siano preferite rispetto a quelle europee, da coloro che vogliono fare solo trading online veloce, soltanto speculativo, in particolar modo quando non si ha intenzione di esercitare l’esercizio del diritto.

Opzioni di tipo europeo

– Le opzioni di tipo europeo, nello specifico, possono essere esercitate soltanto alla scadenza del contratto.

– Tra le opzioni di tipo europeo sono contemplate le opzioni sugli indici, quindi indice FUTSEMIB o SP500.

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– Le opzioni di tipo europeo, pertanto, sono scambiate per lo più, da trader meno aggressivi, in quanto si è in presenza di strumenti finanziari poco flessibili.

– Le opzioni in stile europeo permettono di ottenere un profitto non appena si è soddisfatti del guadagno, quindi anche in tempi brevissimi, e di “tagliare” un investimento che sta prendendo una brutta piega.

Tag: Opzioni binarie di tipo americano

Cosa differenzia le opzioni binarie di tipo europeo e di tipo americano

Effettuare correttamente trading online con le opzioni binarie è un’operazione alla portata di tutti. Tuttavia, malgrado si parli di operazioni molto semplici da effettuare, c’è chi potrebbe avere difficoltà nel…

di Luigi Boggi – 16 Settembre 2020

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Il trading binario, implica la conoscenza dei principali vantaggi presenti sui mercati, per una successiva scelta dell’asset sul quale investire i propri capitali. Necessita ancora al pari di altri strumenti finanziari, la conoscenza delle logiche di trading ben precise per operare e che possono passare dalla definizione di una prima strategia operativa, o dalla scelta di indicatori e grafici per osservare l’ andamento del mercato, accompagnati dalla successiva interpretazione dei segnali.

Le opzioni sono uno strumento molto diffuso sul mercato Forex. Chi fa trading binario da diversi anni sa benissimo quanto esse possono essere pericolose se non utilizzate con cautela. Prima di realizzare delle operazioni di copertura o semplicemente diversificare il proprio investimento, sarebbe opportuno familiarizzare con le opzioni negoziabili, conoscere i loro meccanismi e soprattutto i loro principi base. Da non dimenticare che le opzioni sono un vero e proprio strumento delicatissimo che si consiglia di trattare solo dopo aver acquisito una reale esperienza sul mercato spot.

Cosa si intende per trading binario ?

Passimo subito a definire un’opzione! Un opzione, sia che si tratti del mercato Forex, sia che si tratti di altri mercati finanziari, è un contratto che conferisce al suo acquirente il diritto di acquistare (o di vendere) un’attività finanziaria. Nel caso del mercato Forex, si tratterà di una valuta contro un’altra valuta, ad un prezzo determinato e ad una data prefissata se non anche dopo un periodo definito a priori., così come accade in un contratto futures sulle valute, inerente il mercato forex ed il tipo di contratto adottare nella compravendita.

Tutte le opzioni conferiscono un diritto di acquisto o vendita, ma in nessun caso si può parlare di obbligo! L’iniziativa di esercitare il diritto appartiene esclusivamente al compratore dell’opzione. Oggi possiamo vedere bene che le opzioni sono utilizzate su tutti i mercati finanziari ma il loro sviluppo e la loro evoluzione dei metodi di pricing sono recenti e provengono dal mercato dei cambi.

Quali sono le principali caratteristiche dell trading binario?

Passiamo subito ad indicare quali sono le principali caratteristiche dell’opzione. Tra le principali ricordiamo:

  • Il cross trattato (EUR/USD, GBP/JPY…);
  • L’ammontare investito;
  • Il senso della transazione: acquisto o vendita;
  • La categoria dell’opzione:
    • opzione di acquisto: chiamata “opzione call” (ovvero un contratto che conferisce il diritto di acquistare a una certa data una certa quantità di sottostante;
    • opzione di vendita: chiamata “opzione put” (contratto che conferisce il diritto di vendere a una certa data una certa quantità di sottostante);
  • il prezzo di esercizio dell’opzione, detto strike price;
  • la data di partenza del contratto e la sua durata; a questo proposito bisogna ricordare che la data limite di validità è detta “scadenza dell’opzione”;
  • Il prezzo dell’opzione o premio.

Una volta che abbiamo delineato le principali caratteristiche delle opzioni, possiamo soffermarci a distinguere 3 grandi categorie di opzione:

  1. le opzioni americane;
  2. le opzioni europee;
  3. le opzioni asiatiche.

Bisogna fare però molta attenzione al fatto che “la differenza tra queste categorie non ha nulla a che vedere con la geografia”! Le opzioni americane, permettono all’ acquirente di esercitare la sua opzione in qualsiasi momento tra l’acquisto e la scadenza; le azioni europee permettono di esercitarla invece, solo alla scadenza. L’opzione asiatica non contempla invece come accade per le precedenti, un momento di esercizio dell’azione. Questo può essere indifferentemente americano o asiatico ma si differenzia dalle altre per il prezzo dell’opzione. Infatti si denota proprio una differenza nel caso delle opzioni americane ed europee, il prezzo è fisso, mentre per le asiatiche corrisponderà alla media del prezzo del cross dopo l’emissione dell’opzione fino al giorno dell’esercizio. La maggior parte dei broker on-line propongono essenzialmente opzioni di tipo europeo, che sono più facili da gestire.

A questo punto possiamo vedere come comprare e vendere opzioni sulla base di diversi obiettivi:

Chi compra un’opzione conosce fin dall’inizio il rischio che corre e applica la sua strategia. Se per esempio ritengo che l’euro salirà contro il dollaro in un orizzonte di tempo preciso, ma non mi sento di rischiare più di un certo importo che mi sono prefissato a monte, posso comprare una call con la certezza che il rischio massimo che corro è limitato alla perdita del premio dell’opzione. D’altra parte, se credo che l’euro non scenderà posso vendere una put e incassarne il premio. Attenzione però che in questo caso il mio rischio non sarà di certo limitato.

Cosa si intende per premio di un’opzione?

Definizione di valore.

Partiamo subito con l’esaminare la composizione del premio; il premio di un’opzione si compone di due elementi:

  • il “valore intrinseco”: il quale rappresenta il profitto che verrebbe realizzato dall’acquirente dell’opzione se
    questi esercitasse l’opzione immediatamente. A questo proposito, è doveroso distinguere tre tipi di opzioni:
    • Opzioni in the money: se il valore intrinseco è positivo. Nel caso di acquisto di una opzione call, sta ad intendersi che il prezzo di esercizio è inferiore rispetto al prezzo spot. In altri termini, possiamo dire che si acquista ad un prezzo più basso rispetto al prezzo del momento dell’esercizio dell’opzione.
    • Opzioni out of the money: se il valore intrinseco è considerato pari a zero in quanto non esiste e non potrà mai esistere un valore negativo. In questo caso vuol dire che il prezzo di esercizio della call è superiore al prezzo
      spot. A questo punto potremmo agire bloccando la mia azione, cioè non eserciterò la mia opzione perché mi troverei purtroppo a comprare a un prezzo più alto rispetto al prezzo spot.
    • Opzione at the money: se il valore intrinseco è pari a zero. Qui il prezzo del cross è uguale al prezzo di esercizio.
  • Il “valore temporale”: Questo è un valore corrispondente all’anticipazione delle variazioni del tasso di cambio tra due monete. Ovvero rappresenta la differenza tra il prezzo quotato dell’opzione e il valore intrinseco. questa differenza viene definita come il compenso del venditore poiché è questo che si assume il rischio dei prezzi se evolvano o meno a suo sfavore. C’è da fare anche un ulteriore considerazione: più si avvicina la data della scadenza e più il valore temporale si abbassa, in quanto la probabilità che il prezzo del cross sia out of the money avrà una percentuale maggiore proprio con l’avvicinarsi della scadenza. Questo valore dipende quindi dai seguenti fattori:
    • dal prezzo del cross;
    • dalla durata residua dell’opzione;
    • dal tasso di interesse risk free della valuta comprata o venduta;
    • dal tasso di interesse risk free della seconda valuta del cross.

Variazione del prezzo in un’opzione.

Una volta che abbiamo delucidato le differenze esistenti del valore, possiamo passare a studiare l’impatto delle variazioni delle diverse componenti del prezzo di un’opzione. Tra questi ricordiamo:

  1. il prezzo del sottostante (cross);
  2. la durata dell’opzione;
  3. la volatilità del cross;
  4. il prezzo di esercizio;
  5. il tasso di interesse.

Il prezzo sottostante:

Come possiamo vedere dal grafico, se andremo a comprare una call, il suo valore aumenta se la valuta sottostante si apprezza; Nel caso contrario invece, se compriamo una put, il suo valore aumenta se la valuta sottostante si deprezza.

La durata dell’opzione:

Per quanto riguarda la durata dell’opzione, dobbiamo tenere presente che più la data di scadenza si avvicina e più si riduce il margine di errore sulla stima dell’andamento dei prezzi. Questo comporterà per forza di cose la riduzione del premio dell’opzione.

Cerchiamo di speigarlo meglio con un esempio pratico.

Esempio: ci troviamo al 7 marzo; il valore dell’EUR/USD è pari a 1.3150 e ipotizziamo di voler vendere una opzione call a 1.3400 con scadenza del 30 marzo. Attenzione a questo dato. Il premio che io andrò a ricevere sarà basso perché ci sono ben poche possibilità che l’EUR/USD supererà 1.34 in così poco tempo! Quindi bisogna essere un pò cauti e sopratutto essere un pò scaltri nell’anticipare gli eventi con questi piccoli accorgimenti. La diminuzione del valore temporale non avviene in modo lineare ma invece si concentra nell’ultimo terzo della vita di un’opzione.

Il valore di un’opzione quindi sarà maggiore quanto più lontana sarà la data della scadenza. Il rischio del venditore si fa più importante se la scadenza è lontana e di conseguenza aumentano le opportunità di vincita dell’acquirente. Ecco perché aumenta il premio! Questo ragionamento vale sia per le put che per le call.

Il grafico accanto ci aiuta a capire meglio quanto spiegato nell’esempio.

La volatilità del cross dalla definizione al calcolo:

Il concetto di volatilità è spesso utilizzato dai partecipanti al Forex, tanto che a volte sostituisce il valore del premio. La volatilità rappresenta infatti proprio la propensione di un cross ad allontanarsi dalla sua media di rendimento giornaliero, in un determinato periodo. Quindi questo si evolve proprio in modo simile al prezzo dell’opzione. Succede che più la volatilità
è alta più il premio è alto, e viceversa. Per tanto risulta essere un elemento determinante del premio.

All’aumentare della volatilità di un cross, aumentano le probabilità che questo raggiunga prezzi estremi. Dunque, più la volatilità è elevata, più aumenta il prezzo di un’opzione. A questo punto non ci resta che dividere la volatilità in 3 tipi principali:

  1. La volatilità storica;
  2. La volatilità implicita;
  3. La volatilità anticipata;

Il primo tipo di volatilità osserva i movimenti passati di un cross per determinare i movimenti futuri; in questo caso trattasi di uno strumento statistico.

Il secondo tipo, rappresenta la volatilità implicita e rappresenta l’ampiezza delle variazioni future del prezzo anticipate dal mercato; questo attraverso l’osservazione al momento del trade del prezzo delle opzioni e del cross trattato.

Il terzo ed ultimo tipo di volatilità è rappresentato da un indicatore della volatilità futura del prezzo del cross.

Ora passiamo ad analizzarle praticamente; quando ci troviamo a confrontare i prezzi delle opzioni utilizziamo solo le prime due definizioni di volatilità.

Quando però ci troviamo nelle condizioni di non trovare una formula che permetta di legare questi due tipi di volatilità, possiamo adottare il seguente metodo: “al dato della volatilità storica viene associato un prezzo teorico dell’opzione. Se il premio trattato sul mercato è superiore (o inferiore) a questo valore teorico, allora riteniamo che l’opzione sia sopravvalutata (o sottovalutata) dal mercato”. Questo metodo avrà lo scopo di stimare la sopravvalutazione/sottovalutazione di un’opzione.

Prezzo d’esercizio e relativo impatto.

Il prezzo di esercizio di un’opzione, definita strike, corrisponde al prezzo a cui può essere esercitata l’opzione alla data di scadenza. Nel caso dunque si trattasse di una opzione call, ci troviamo nella situazione che più alto è il livello su cui è situato lo strike price rispetto al prezzo spot, più sarà ridotto il premio. Teniamo a precisare ancora una volta che non esiste nessun tipo di broker che permette opzioni gratuite. Se il prezzo d’esercizio risulta essere molto lontano dallo spot, può sempre capitare che un movimento brutale del mercato faccia prendere valore all’opzione di un colpo.

Tasso d’interesse.

Ora passiamo ad analizzare l’ultimo dei 5 punti relativi alla variazione del prezzo; possiamo subito vedere che se il tasso di interesse è alto, gli investitori preferiranno comprare delle call piuttosto che la valuta del cross in modo tale da poter risparmiare una parte di capitale e approfittare quindi dei tassi elevati. Effettivamente, investire sull’opzione piuttosto che sulla valuta permette di muovere una fetta minore di capitale e questa tecnica darà poi la possibilità di lasciare a disposizione
altri fondi da investire. Vediamo anche come il pricing di un’opzione prende implicitamente in considerazione il differenziale del tasso di interesse tra due valute e di fatto il prezzo di un’opzione si ottiene dal rapporto dei forwards calcolati alla data di scadenza dell’opzione.

Infine teniamo a precisare che nella realtà tutti questi fattori si evolvono simultaneamente.

Esistono differenti modelli di calcolo il quale permettono di calcolare il prezzo di un’opzione tenendo conto dell’insieme
di queste componenti.

Trading Binario: le migliori strategie

Una volta che abbiamo acquisito confidenza con le opzioni, è possibile attuare delle strategie molto valide per ottimizzare i propri profitti sul mercato dei cambi. Il modo migliore per analizzare e capire al meglio le strategie è quello di confrontare il prezzo di un’opzione o di più opzioni con l’andamento del prezzo spot. Vediamo come.

Strategie principali.

Acquisto di un’opzione sull’EUR/USD.

Acquistare un’opzione call, vuol dire anticipare un rialzo del prezzo del cross trattato. Si tratta quindi di una strategia di speculazione al rialzo in quanto le perdite sono limitate al premio pagato (rischio minimo) e le prospettive di vincita si fanno più consistenti man mano che il cross sale, come possiamo vedere nel grafico sopra. Ora, per generare una plus-valenza sarà necessario che il guadagno sull’esercizio sia superiore rispetto al premio pagato. Il “punto morto” o “punto di breakeven” corrisponde a un guadagno uguale a zero.

Avremo quindi: breakeven = prezzo di esercizio + premio pagato.

Generalmente, invece che esercitare l’opzione, l’acquirente ha più vantaggio a venderla prima della scadenza. Questo gli permetterà di recuperare una parte del “valore temporale” del premio.

Vendita di un’opzione sull’ EUR/USD.

Ora invece esaminiamo il caso contrario, ovvero la vendita di una call.

La vendita di una call è una strategia che si associa a un andamento neutro o leggermente ribassista del prezzo di un cross. Il venditore spera di vendere le valute a un prezzo più alto rispetto al prezzo spot ma si impegna a fare da controparte in caso di esercizio dell’opzione. Il guadagno netto del venditore è quindi opposto a quello dell’acquirente: guadagna quello che perde l’altro.

Se il suo guadagno massimo si limita al prezzo dell’opzione, la perdita è teoricamente illimitata. Ora vediamo che la vendita di una call è quindi un’operazione relativamente rischiosa. Questo rischio può essere arginato se il venditore possiede già in portafoglio le valute delle call (in tal caso si parlerà di “vendita di call coperte”), ma questa strategia rimane riservata principalmente agli istituzionali che dispongono di fondi sufficientemente importanti per assicurarsi la copertura. Il grafico sottostante ci aiuta a capire meglio.

Le strategie combinate.

Ora passiamo ad esaminare e a vedere cosa succede nel caso di una combinazione delle precedenti strategie; In questo caso, il trader può ridurre in maniera significativa la sua esposizione al rischio. A tal proposito, elencheremo di seguito alcune delle strategie combinate al fine di permettervi di coprire al meglio le vostre posizioni sulle opzioni. Vediamo il dettaglio.

Le strategie di scarto. Quali e come sono?

La prima strategia di scarto che andremo ad analizzare riguarda lo spread verticale;

Lo scarto verticale viene identificata come una strategia che consiste nel comprare da una parte e vendere dall’altra delle opzioni dello stesso tipo, con la stessa scadenza ma che hanno dei prezzi d’esercizio diversi. Da qui ne possiamo ricavare 4 combinazioni:

  • call spread rialzista:acquisto di una call A + vendita di una call B, dove A B;
  • put spread ribassista:vendita di una put A + acquisto di una put B, dove A>B.

Queste strategie permettono di limitare i rischi, dal momento che i guadagni e le perdite sono limitati.

Nell’ipotesi che si realizzi un call spread rialzista, per esempio, la perdita massima corrisponde alla differenza tra il premio della call comprata e quello della call venduta.

Le immagini sopra descritte, rappresentano un chiaro esempio di una combinazione di due spread verticali con uguale scadenza; Entrambe le immagini presentano due opzioni comprate (o vendute) a prezzo d’esercizio intermedio e di una venduta (o comprata) sopra o sotto questo prezzo. Ora, il fatto di negoziare più opzioni simultaneamente rende questa strategia piuttosto complessa. E’ adeguata se i prezzi si stabiliscono sul prezzo di esercizio o intorno a esso.

Ora passiamo a vedere un’altro grafico:

L’Iron Condor è relativamente simile allo spread a farfalla, in particolare nello scarto tra i prezzi di esercizio (alto per la call, basso per la put).

In questo ci troviamo nella possibilità di poter negoziare quattro opzioni simultaneamente. Le plus-valenze sono minori dello spread a farfalla ma l’acquirente di questa strategia limita i costi di investimento.

L’Iron Condor si confà ai periodi di stabilità dei prezzi tra i due
prezzi di esercizio intermedi.

Un’altra strategia analizzata riguarda la Ratio Spread.

Ora, questa strategia combina diverse quantità di call (o di put) comprate e vendute. Possiamo distinguere 4 tipi di strategie collegate a questa strategia:

  • put ratio spread: ovvero acquisto di x put al prezzo di esercizio A – vendita di y put al prezzo di esercizio B, dove avremo y>x e A>B;
  • put ratio back spread: posizione inversa al put ratio spread;
  • call ratio back spread: posizione inversa al call ratio spread.
  • call ratio spread: acquisto di x call al prezzo di esercizio A – vendita di y call al prezzo di esercizio B
    Dove y>x e B>A (vedi grafico):

La strategia del call ratio spread si adatta a periodi di leggero rialzo del mercato ma non ai rialzi importanti. In questo caso l’operatore si protegge da un ribasso dei prezzi.

Le combinazioni.

Si tratta di strategie utilizzate quando si prevedono delle variazioni di volatilità sulle opzioni in portafoglio. A questo punto abbiamo la possibilità di combinare tra loro delle opzioni di vendita e acquisto con lo scopo di “comprare” o “vendere” volatilità. vediamo il dettaglio.

Lo straddle è una strategia che combina una call e una put dello stesso strike price e scadenza. La perdita massima dell’acquirente si limita ai due premi pagati. L’acquirente prevede una forte variazione dei prezzi (rialzo della volatilità implicita). Il venditore prevede una stabilizzazione dei prezzi del cross attorno al prezzo di
esercizio (ribasso della volatilità implicita) secondo il grafico riportato.

Nello strangle, come nello straddle, c’è uno scarto sui prezzi di esercizio. Ma in questo caso, la call e la put hanno strike price diversi. L’acquirente affronterà costi di investimento più bassi . L’acquisto di uno strangle si svolge nella maniera seguente:
Acquisto di una put a prezzo di esercizio A Acquisto di una call a prezzo di esercizio B Dove A

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