Come usare le opzioni binarie in clima di deflazione

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Come usare le opzioni binarie in clima di deflazione

La deflazione è esattamente l’opposto dell’inflazione, ma ha effetti più devastanti in alcune economie. I prezzi stanno diminuendo nei paesi più deboli dell’area euro. Quelli al consumo stanno scendendo a Cipro, Grecia e Spagna e sono vicini allo zero in altri paesi comprese Italia e Irlanda, dove la variazione anno su anno era del -0,1% a marzo.

Il pensiero è che con merce meno cara converrebbe all’economia. Quando i prezzi scendono la gente compra di più ma non se si aspetta che i prezzi scendano ancora.

Non vengono acquistati principalmente servizi e beni durevoli come elettrodomestici, case e auto poiché preferiscono aspettare. Questo ha influenza negativa sui flussi di cassa e i profitti delle aziende, che devono licenziare personale. La disoccupazione aumenta, invece che scendere, il che produce una spesa ancora inferiore dei beni e dei servizi, nell’ambito di un circolo vizioso che porta a una depressione economica contraddistinta da scorte in esubero e merce invenduta nonostante nuove diminuzioni dei prezzi.

Anche le proprietà immobiliari e il debito perdono valore, con i debitori che si troveranno a ripagare ai creditori il debito come i mutui accesi a un valore maggiore rispetto a quello chiesto in prestito.

In un’economia come quella irlandese, ad esempio, il rapporto tra debito familiare privato e reddito disponibile è di circa il 196%, mentre in Inghilterra è di circa il 140% e in Usa del 120%.

Ogni modifica radicale di quel livello avrebbe un effetto funesto nei mercati immobiliari, ma anche nella crescita economica e nel ripagamento dei debiti privati.

Opzioni binarie e il trading con OptionWeb

Fin dal momento in cui sono stati attivati i vari trading sistem nel trading on line di opzioni binarie , sono accresciute a dismisura le ricerche in internet nelle quali appaiono siti che si propongono come brokers e che offrono vantaggi molto attrattivi. Sfortunatamente la maggior parte di questi siti vi offre proposte interessanti senza veramente avere le capacita di mantenere queste promesse di ricchezza.

OptionWeb è il primo sito ad avere ottenuto una licenza Europea, riconosciuta da tutte le autorità di regolazioni Europee fra le quali la CONSOB Italiana.

La sicurezza dei depositi, la garanzia dei suoi prelievi. Con OptionWeb opzioni binarie sei coperto dalle leggi europee sugli strumenti finanziari. I nostri trader godono della protezione diretta delle autorità competenti del proprio paese. Ogni deposito è garantito e coperto dalla licenza, i depositi sono su un conto segreto e securizzato dedicato unicamente ai depositi e guadagni dei nostri clienti come lo vuole la legge.

Un’ assistenza in opzioni binarie costante ! I trader di OptionWeb possono approfittare di un’assistenza di qualità. Al momenti della creazione del tuo conto uno dei nostri esperti finanziari account manager si occuperà di te; l’account manager è dedicato a tutte le tue esigenze. Sempre accanto a te, l’account manager ti aiuterà in ogni passaggio e potrà anche, se tu lo desideri, proporre una formazione completa sugli strumenti finanziari in generale e sulla nostra piattaforma in particolare, offrirà anche la possibilità di aprire un conto demo sul quale potrai perfezionare le tue conoscenze di trading e perché no, provare differenti tecniche di trading, prima di utilizzarle sul tuo vero conto.

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Come fare soldi con la finanza

Protezionismo e problemi economici

In realtà non c’è nulla di nuovo, sono tutte cose già scritte ed esaminate, ma che visto l’andazzo generale è sempre bene rivedere.

Come ottenere un prestito senza avere la busta paga

Ottenere un finanziamento oggi è più complicato di qualche tempo fa’, ottenere un prestito senza avere una busta paga o un reddito fisso è ancora più difficile, ma non impossibile, vediamo come.

A chi si rivolge?

  • Il prestito personale senza busta paga è indirizzato soprattutto a particolari categorie di soggetti, quali ad esempio le casalinghe, gli studenti, i disoccupati o i lavoratori autonomi.
    Possono far parte della categoria dei soggetti interessati a tale tipologia di prestito anche tutti coloro che si trovano a dover pagare un precedente finanziamento nonostante siano in possesso di una basta paga, poiché magari la rata del prestito è così elevata da impegnare gran parte del guadagno mensile.

I requisiti per ottenere il prestito

Ovviamente gli istituti di credito e le società finanziarie, affinché possano concedere tali prestiti, dovranno appurare la presenza di tutta una serie di garanzie fornite dal soggetto richiedente.
La prima alternativa è quella di presentare un garante, ovvero una persona che si assume l’obbligo di pagare il debito laddove il soggetto che ha richiesto il prestito non adempia nei termini fissati. Ovviamente le possibilità di vedersi concedere il prestito aumenteranno se il garante è considerato affidabile da un punto di vista creditizio, non essendo presente nella black list tenuta dal Crif. Tuttavia, è bene fin da subito avvertire che nessun istituto di credito è obbligato a concedere prestiti in assenza di una busta paga che assicuri un’entrata fissa al mese, neppure in presenza di un garante. Quindi sussiste comunque il rischio di vedersi negare la richiesta.
Altra soluzione è quella di optare per un prestito cambializzato. In questo caso il finanziamento sarà garantito da cambiali che il richiedente firmerà alla banca. La cambiale, infatti, costituisce titolo esecutivo, pertanto la banca, in caso di insolvenza del debitore, ben potrà procedere al pignoramento dei beni di quest’ultimo senza dover aspettare nessuna autorizzazione da parte del Tribunale. Anche in questo caso, tuttavia, gli ostacoli sono costituiti dal fatto che per attivare le procedure di esecuzione forzata nei confronti del cliente la banca dovrà impiegare ingenti risorse economiche, tant’è che spesso la spesa può non valere l’impresa. E’ per questo motivo che anche tale soluzione nonè vista di buon occhio dalle società finanziarie e dalla maggior parte degli istituti di credito. Infine, tale tipologia di prestito risulta essere molto costosa anche per il cliente, poiché comporta tassi di interesse molto alti nonché ingenti spese per la polizze assicurative da sottoscrivere al momento del prestito.
Un altro sistema per ottenere un prestito senza busta paga è quello di provvedere ad accendere un’ipoteca sulla casa. Qui il problema si pone in caso di prestiti di piccole somme, poiché in caso di mancato pagamento da parte del richiedente, sarà molto complicato recuperare tali somme da un bene immobile che avrà un valore di gran lunga superiore rispetto al debito. Nel caso di persona di età maggiore di 65 anni, tuttavia, tale strumento consentirà di avere un prestito ipotecario vitalizio. Ciò significa che alla morte del debitore gli eredi avranno la possibilità di pagare di tasca propria la banca per estinguere il debito oppure di vendere l’immobile per restituire alla banca le somme incassate, come si specifica su Investimenti e Prestiti.
Un’altra soluzione può consistere nell’ottenere un prestito con pegno a garanzia, laddove il soggetto richiedente disponga di beni di notevole valore.
Nel caso, inoltre, tu sia un lavoratore autonomo l’unico metodo per ottenere un prestito dalla banca è quello di produrre le attestazioni presenti sul tuo Modello Unico relative ai redditi percepiti; un ulteriore punto a favore si avrà laddove si producano i Modelli Unici degli anni precedenti a quello di riferimento per attestare la propria continuità di reddito e, in definitiva, la propria solidità finanziaria.
Può anche accadere che la banca finanzi un prestito ad un soggetto che pur non avendo nessuna busta paga dispone, tuttavia, di rendite alternative; l’esempio classico è quello del soggetto che ha investito una certa somma di denaro ottenendo periodicamente rendimenti di certa entità tali da consentirgli di adempiere alle rate del finanziamento. Ovviamente anche in questo caso dovrai fornire alla tua banca opportune garanzie in ordine al percepimento di tali rendite per tutta la durata del prestito.

Nel caso riesca ad ottenere un prestito senza busta paga quale tasso di interesse si applica?

  • Purtroppo in casi come questo i tassi di interessi non sono mai troppo vantaggiosi per il cliente. La banca si assume, infatti, un rischio maggiore rispetto al consueto, pertanto applicherà tariffe poco convenienti. Un importante consiglio che però vale la pena offrire è quello di controllare sempre sul sito di Bankitalia che il tasso applicato sia conforme e al di sotto delle soglie di usura stabilite dalla legge.

C’è il rischio di subire una truffa?

  • Il rischio è direttamente proporziale alle problematiche economiche del soggetto. Certamente un soggetto che si trova sul lastrico sarà molto più vulnerabile agli annunci che millantano prestiti veloci e restituzioni comode. Il rischio maggiore in questi casi, infatti, è di trovarsi di fronte a dei veri e propri usurai o truffatori. A tal proposito occorre, pertanto, prestare molta attenzione ai vari annunci che si trovano in rete che garantiscono grossi prestiti, poiché nel stragrande maggioranza dei casi sono truffe ideate solo per carpire i dati personali delle potenziali vittime.

Come scegliere il prestito migliore

  • I criteri di cui tenere conto nella scelta del prestito sono tre e concernono:
  • – il TAN (Tasso Annuo Nominale): è l’importo che dovrai pagare alla banca a titolo di interesse del prestito.
    Come già detto, di solito i prestiti senza busta paga portano con sé un tasso molto più alto della norma. Prima cosa da fare, pertanto, è scegliere il finanziamento che ha il TAN più basso possibile.
  • – il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): riguarda il complesso dei costi del prestito; stesso discorso, abbi cura di scegliere quello di importo minore.
  • – la Polizza Assicurativa: è chiaro che una banca che dovrà concedere un prestito ad un soggetto privo di busta paga si assumerà un bel rischio, pertanto una delle prime cose che ti farà firmare sarà una polizza assicurativa che coprirà l’ente creditizio in caso di insolvenza. Spesso la polizza è obbligatoria, quindi ricompresa nel costo del TAEG, altre volte è indicata come facoltativa. Ma non illuderti, sarai comunque di fatto obbligato a firmarla, quindi i costi inerenti a tale spesa dovrai aggiungerli a quelli delle voci su esposte.

Economia e finanza italiana

In questi giorni ho notato in molti commenti una certa confusione su alcuni concetti economici basilari.
Credo sia bene a questo punto ricapitolare quelle due o tre cose fondamentali che permettono di affrontare un filino meglio la realtà che ci circonda per l’ economia e la finanza .
Partiamo dalle affermazioni o meglio credenze, e poi cerchiamo di confutarle velocemente.

1) Un paese in deficit della bilancia dei pagamenti ha problemi di crescita: FALSO.
Gli Usa, l’Uk e la Francia sono tutti paesi che crescono al ritmo del 3% da trent’anni, almeno i primi due, ed hanno deficit della bilancia dei pagamenti enormi.
Di converso è chiaro che il surplus commerciale di un paese, per quanto grande, non blocca la crescita dei paesi in deficit: la Germania ha un surplus enorme con gli Usa, ma i tassi di crescita dei due paesi sono simili.
O altro esempio , l’Italia stessa ha un surplus commerciale di 30 miliardi di euro, ma la sua economia arranca malamente.
Ciò che fa crescere un paese non è il maggiore o minore surplus commerciale, ma la sua produttività.

2) Un paese per crescere deve fare deficit pubblico: FALSO.
Il nocciolo del problema in questo caso è se il deficit porta ad un tasso di crescita in grado di ripagare lo stesso deficit nel lungo termine, e quindi se il moltiplicatore della spesa pubblica è maggiore di 1.
Sia la teoria economica keynesiana che le verifiche empiriche (per non parlare della teoria economica neoclassica) sono concordi nel confermare che fare deficit in espansione monetaria ed economica , seppur lieve, ha un moltiplicatore ampiamente inferiore ad 1.
Fare deficit nella situazione italiana attuale quindi, porta solo a creare maggiore debito da pagare in futuro.
Leggere a riguardo la ricerca del 2020 di Olivier Blanchard per l’FMI, dove rilevava che se in periodi di forte deflazione e depressione economica il moltiplicatore sale sopra 1, in periodi con caratteristiche simili a quelle attuali per l’Italia (espansione economica e monetaria), il moltiplicatore scende sotto 1 e tende verso un valore di 0.5.
Ciò vuol dire che per ogni singolo euro di deficit, il pil salirà di mezzo euro.
Questo comporta nel lungo termine l’accumulo di un grosso debito pubblico, che metterà a rischio il paese da un lato, mentre dall’altro sottrarrà crescita a causa delle maggiori tasse per ripagarlo.

3) Un paese con una banca centrale sovrana libera di finanziare la spesa pubblica non può mai fallire: FALSO.
Questo punto è la diretta conseguenza di quello precedente.
Comunque, il fallimento o default, in termini finanziari ha un significato chiarissimo: si ha un default quando vengono cambiati i termini del contratto stipulato all’acquisto del titolo di debito.
Termini del contratto che non riguardano solo il rimborso del capitale inizialmente investito, ma anche il flusso di rendimenti promesso.
Rendimenti nominali?
Non solo.
Anche e soprattutto i rendimenti reali.
Se io cambio questi ultimi, faccio default.
Nella fattispecie : DEFAULT INTERNO.
Interno perchè colpisce in via prevalente i cittadini residenti.
E come avviene questo default ?
Essendo mutato il rendimento reale, ovviamente attraverso l’inflazione.
Inflazione prodotta esattamente dalla banca centrale “sovrana”, che finanziando il deficit pubblico muta con l’inflazione così creata i termini reali del contratto sul debito, facendo quindi per l’appunto default.

4) Finanziare la spesa pubblica tramite la stampa di moneta non crea inflazione come dimostra il QE e il caso del Giappone: FALSO.
Innanzitutto un QE, meglio noto come quantitative easing è una monetizzazione parziale, ovvero solo una parte della moneta creata viene immessa nel circuito economico determinando così un aumento o meno dell’inflazione.
Le banche centrali infatti comprano i bond statali già emessi ( nel mercato secondario) e sottoscritti dalle banche.
I soldi che queste ultime ricevono poi, verranno immesse nel circuito monetario a seconda della posizione di rischio di ogni specifica banca.
Come si vede non un euro del QE viene dato allo stato.

Ma detto questo, pur essendo una monetizzazione parziale, ha effettivamente creato inflazione.
E non a caso è stato fatto solo per questo motivo: creare inflazione.
Negli Usa, il QE1 ha portato l’inflazione da -2% a +2% .
Il QE2 l’ha portata quasi al 4%.
Il QE3 l’ha stabilizzata al 2% nel mentre il prezzo del petrolio crollava.
In Europa c’è voluto un pò di tempo, ma l’inflazione è infine passata da -0.5% del 2020 all’attuale 2%.

E sia per gli Usa che per l’Europa, come detto sopra non un euro è stato speso o meglio, creato, per finanziare direttamente la spesa pubblica.
Considerando che nel caso del finanziamento del deficit pubblico la monetizzazione è per definizione il 100% della moneta creata, si può concludere tranquillamente che il finanziamento della spesa pubblica tramite stampa di moneta è sicuramente inflattivo, anche in periodi di bassa crescita economica.

Ovviamente l’inflazione oltre ad invalidare il punto 4 porta direttamente al punto precedente, il terzo.
Per il Giappone infine, rimando a questa analisi della settimana scorsa dove spiegavo quali sono i suoi mali e perchè l’inflazione ristagna e quindi perchè con l’Italia abbia poco o nulla a che vederehttps://www.facebook.com/massimo.fontana.52/posts/1443998232298408

Concludiamo: i temi da trattare sarebbero ancora molti altri.
Uno su tutti: quello che è il vero problema italiano, ovvero la scarsa crescita della produttività e i modi per risolverlo.
Ma il tempo è tiranno e la voglia è scarsa per non dire nulla.
Inoltre diciamocelo chiaramente; è tempo perso.
Il paese ormai è talmente messo male dal punto di vista culturale che trattare questi temi in modo razionale è pura utopia.
Prima o poi le 4 favole viste sopra verranno provate dal bel paese e il destino è solo uno: l’Argentina peronista.
Ovvero quel paese che dal 2001 al 2020 ha sperimentato i 4 punti appena visti, quindi ha fatto deficit pubblici, li ha finanziati con la banca centrale , come previsto ha creato inflazione , come previsto ha represso i risparmi reali e sempre come previsto non è cresciuto economicamente.
Infatti come mostravamo in base ai nuovi dati ufficiali quihttps://www.facebook.com/massimo.fontana.52/posts/1197317906966443 il reddito procapite del paese sudamericano nel 2020 era identico a quello del 1998 indicando chiaramente come gli anni del peronismo siano stati semplicemente tempo perso.
Ovviamente.
Considerando che l’Italia ha praticamente tutto il panorama politico che si richiama al peronismo argentino, possiamo concludere che avremo davanti a noi ancora molti anni di forti problemi economici.
Detto questo, buona domenica a tutti.

Contributi da riscatto per pensioni

La pensione è un momento molto atteso nella vita, momento in cui ci si può riposare e si può riprendere in mano la propria esistenza e fare tutto quello che non si aveva tempo di fare quando si era al lavoro per molte ore al giorno.

Date le numerose riforme sulle pensioni attuate nel corso del tempo, però, a volte è molto difficili raggiungere l’età pensionabile con i soli sforzi lavorativi del singolo. Bisogna, piuttosto, accumulare altri anni di contributi tirandoli fuori da pregresse esperienze, anche non necessariamente lavorative.

Ecco dunque subentrare l’importanza dei contributi da riscatto, veri e propri anni di contribuzione che si possono riscattare a inizio e a fine carriera per avvicinare il momento del traguardo pensionistico.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sui contributi da riscatto per le pensioni.

Come funzionano le pensioni e i contributi da riscatto

I contributi da riscatto per le pensioni servono essenzialmente per motivi legali oltre che per aiutarsi con il conseguimento della giusta età pensionistica. Grazie ad essi, infatti, si può:

  • Ottenere diritto ad avere supporti previdenziali da parte dell’INPS
  • Regolamentare il conseguimento dell’età pensionistica basandolo sugli effettivi anni di attività lavorativa e non solo su quelli coperti da contratti con contribuzione già prevista
  • Accertare la prosecuzione volontaria di lavoro da parte del soggetto durante gli anni di attività non coperta da contribuzione

I contributi da riscatto servono per coprire le spese di periodi che non avevano diritto alla contribuzione, ma che comunque sono stati periodi impegnativi per il soggetto. Durante questi periodi può essere accaduto che:

  • Il datore di lavoro non avesse l’obbligo contributivo nei confronti di quel dipendente
  • Il dipendente fosse in una posizione non esattamente lavorativa, quindi per la quale non esiste una legge previdenziale (ad esempio l’università o il servizio militare)
  • Ci sia stato un buco legislativo che all’epoca dei fatti non prevedeva contribuzione per quelle attività mentre adesso lo prevede, per cui il soggetto ne può fare richiesta.

Quali sono i contributi da riscatto più usati per le pensioni

Per avere diritto ad una pensione anticipata si possono usare i seguenti contributi da riscatto:

  • periodi che non sono coperti da contribuzione, qualunque ne sia il motivo
  • laurea
  • servizio militare
  • periodi di lavoro senza contratto o con contratti di collaborazione
  • periodi di disoccupazioni
  • tirocini formativi e periodi di praticantato professionalizzante
  • congedi parentali non utilizzati

Come fare domanda per i contributi da riscatto in vista della pensione

Per presentare domanda bisogna rivolgersi alla sede territoriale dell’INPS presentando richiesta ufficiale dei contributi da riscatto corredata da tutta la documentazione che attesta lo svolgimento di quelle attività. Per la laurea, ad esempio, bisogna presentare il diploma di laurea e tutti i saldi delle tasse universitarie pagate nel corso degli anni, per dimostrare di essere stati in regola e di aver usufruito dell’università per un certo numero di anni.

L’INPS provvede a valutare la validità dei contributi da riscatto e a tarare la cifra che va pagata in base al reddito del richiedente e in base agli anni di contributi da riscatto richiesti.

In caso di morte del lavoratore avente diritto ai contributi da riscatto, la richiesta può essere avanzata anche da successori o eredi legali. In questo caso, in allegato alla domanda e alla documentazione, bisogna presentare regolare certificato di morte dell’avente diritto e documentazione relativa alle disposizioni in materia di eredità legale date dall’avente diritto prima di morire. In mancanza di disposizioni chiare, si procede a norma di legge, quindi solo i successori possono presentare domanda.

Come pagare per i contributi da riscatto per pensioni

I contributi da riscatto per pensioni si possono pagare tramite diverse modalità:

  • accedendo al proprio conto online e pagando il MAV
  • stampando il MAV e andandolo a pagare presso qualsiasi istituto di credito
  • tramite Bancomat solo per titolari di conto presso le filiali della banca Unicredit
  • nelle tabaccherie che fanno parte del circuito “Reti Amiche” e quindi aderiscono al network di pagamento di bollette, tasse e altri tipi di contributi
  • tramite il sito dell’Inps
  • Leggi anche Pensionati all’estero
  • Fonte: http://pensioni.economia-italia.com

Cos’è il trading binario?

Il trading binario rappresenta un metodo abbastanza diffuso che permette, ad una persona, di poter ottenere un buon profitto aggiuntivo.

Cosa si intende per trading

Questo semplice termine trading binario o trading di opzioni binarie, indica un insieme di operazioni finanziarie che possono essere svolte solo ed esclusivamente in un’apposita piattaforma che viene realizzata dai broker.

Essi hanno il compito di inserire, sul loro portale, i valori finanziari attualmente presenti sul mercato e quotati in borsa.

Valori come dollaro, euro e le azioni dei grandi colossi che operano nel mondo reale, come Google e Facebook ma anche tantissimi altri, possono essere l’elemento sul quale si effettua una puntata.

Sotto un certo aspetto, fare trading è paragonabile ad un gioco d’azzardo, seppur si parla di due mondi completamente differenti.

Cosa si acquista quando su punta sulle opzioni binarie

Quando si effettua una puntata sulle opzioni digitali, si compra un piccolo asset.

Questo significa che, una persona, diventa proprietaria di una piccolissima percentuale delle azioni di quel valore.

Ciò comporta che, in caso di previsione corretta, quella medesima persona otterrà una piccola vittoria che corrisponde ad un compenso.

Maggiore sarà il denaro che viene investito per effettuare la puntata, maggiore sarà il profitto che verrà ottenuto da parte di chi investe nelle opzioni binarie.

I tre tipi di opzioni binarie

Esistono tre tipi di asset differenti che si contraddistinguono in maniera unica ed allo stesso tempo semplice.

  1. .Tocca o non tocca;
  2. .rialzo o ribasso;
  3. .range e fuori dal range.

In tutti e tre i casi bisogna investire una somma di denaro di proprio gradimento che permette di poter ottenere un buon profitto.

La prima tipologia di asset è quella del tocca o non tocca e funziona in maniera semplice: l’investitore dovrà scegliere tra due opzioni, ovvero se il valore toccherà un certo dato oppure se questo non verrà preso in considerazione.

Occorre fare un esempio: supponiamo che il punto focale dell’opzione binaria sarà pari a 1.5.

Se nel momento della puntata l’opzione binaria si trova a 2,4, chi sceglie l’opzione Tocca deve augurarsi che il valore scenda vertiginosamente almeno a 1.5 toccando appunto quella cifra.

Non importa poi se l’opzione risalga o continui a scendere: l’importante è che abbia raggiunto 1.5.

Se invece si sceglie l’opzione binaria Non Tocca, il valore potrà aumentare ma anche diminuire senza però toccare quella cifra.

L’asset rialzo o ribasso è differente: in questo caso bisogna scegliere un’opzione che consiste nello scegliere se, dato un determinato valore, l’opzione binaria sia superiore o inferiore allo stesso allo scadere del tempo.
Anche in questo caso occorre fare un esempio: nel momento in cui si effettua la propria scelta viene fissato il valore che aveva l’opzione binaria proprio in quel momento.

Questo significa che, se si sceglie di investire quando l’opzione ha un valore pari a 2, quello sarà il punto di riferimento.

Con la voce rialzo si intende che, allo scadere del tempo, l’opzione deve avere un valore che sia pari ad almeno 2,01 o superiore, mentre se si sceglie il ribasso il valore deve essere di almeno 1,9 allo scadere del tempo.

L’opzione binaria potrebbe anche scendere o salire vertiginosamente prima dello scadere del tempo, ma quello che conta è il valore raggiunto non appena scade il tempo dell’opzione binaria.

Con range si intende invece una fascia: dentro vuol dire che l’opzione binaria non supera il tetto massimo e minimo mentre fuori significa l’esatto opposto.
Nel primo casa, se si possiede un range minimo di 1 ed uno massimo di 3, l’opzione binaria non dovrà avere un valore superiore o inferiore ai due tetti previsti dal range stesso.

Con Fuori si intende l’esatto opposto ed anche in questo caso si fa riferimento al valore raggiunto alla scadenza.

Le opzioni binarie: altri dettagli

Le opzioni binarie sono caratterizzate da un lasso di tempo pari a 60 secondi, 2 minuti, cinque minuti ma anche giorni.

Ognuna di esse mette in risalto il valore di guadagno percentuale in caso di previsione corretta: l’80% di un euro significa che, in caso di previsione esatta, la persona che fa trading guadagna 80 centesimi e gli verrà restituito anche l’euro puntato.

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Per fare trading occorre sfruttare i grafici, che permettono di capire come si comporta quel valore in determinate situazioni, ma anche un portale che sia sicuro al 100% ed autorizzato dallo Stato Italiano.

Inoltre occorre sfruttare il conto demo, ovvero la modalità senza soldi che permette di capire come funziona il portale ed il mondo del trading.

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Investimenti sicuri e redditizi oggi

Forme di investimenti redditizi e sicuri che si possono fare oggi, dove e come investire i risparmi: il parere degli esperti per il 2020

Gli italiani sono alla costante ricerca di forme di investimenti sicuri e redditizi. Gli investimenti non sono mai totalmente sicuri e completamente redditizi. Dalle azioni, ai fondi comuni ed all’oro finanziario, non si è mai certi al 100%, a meno che non si punti su titoli come i Buoni Postali o le Obbligazioni Statali, che hanno addirittura uno Stato a garantire per il capitale, ma un rendimento molto basso, di questi tempi. Si potrà quindi optare tra investimenti potenzialmente redditizi e altri con minori performance. Vale però un’equivalenza matematica: più un investimento comporta dei rischi maggiore sarà la sua redditività. All’inverso minore è il rischio , più basso sarà il rendimento che si potrà ottenere.

Investimenti sicuri al 100%: i Titoli di Stato italiani

In questa fase di tassi zero, è comunque possibile fare investimenti sicuri e con rendimento. Ad esempio si può puntare sui Titoli di Stato che, a parità di rischio, vantano un rendimento offerto più interessante. Un titolo decennale propone un rendimento profittevole. Il rendimento si determina non solo dalla cedola ma anche dalla somma della differenza positiva o negativa tra il prezzo di emissione del titolo e quello di rimborso (scarto di emissione), suddivisa per il numero di anni di durata residua. Se compro a 180 un titolo che mi sarà pagato tra 10 anni a 200, ho ottenuto un rendimento di (200 – 180) /10 = 2%, da sommare alla cedola offerta. Inoltre i bond italiani sono meno tassati. Le tasse sui rendimenti hanno un’aliquota agevolata del 12,5%.

Investire in Obbligazioni private

Altrettanto redditizie possono risultare le obbligazioni private. In questo caso il rischio è più alto. Se si punta su società patrimonialmente solide, si limita la possibilità di non guadagnare. Ad aiutare degli investitori nelle valutazioni ci sono le agenzie di rating che stimano il livello di affidabilità di ciascun titolo del debito, sia esso privato o pubblico. Sui bond privati è importante fare un’ulteriore verifica: se sono emessi in euro o denominati in altre valute. In questa seconda condizione va considerato il fattore cambio.

Obbligazioni bancarie

Si tratta di investimenti redditizi ma poco sicuri. La mancanza di sicurezza limita la platea dei possibili investitori. Chi non è avvezzo al rischio deve stare lontano dai co.co.bond, bond bancari convertibili in azioni su azione unilaterale dell’istituto emittente, al verificarsi di precise condizioni. Essi offrono rendimenti anche del 10% ma sono rischiosi.

Pronti contro termine

Il pronti contro termine è un’operazione con cui una Banca vende al cliente dei titoli a un prezzo A sottoscrivendo l’impegno a ricomprarli dopo un periodo (giorni, mesi fino a un anno) a un prezzo B, superiore a quello di vendita. Anche in questo caso, il rendimento è tassato con aliquota agevolata del 12,50%.

I conti deposito

Rappresentano gli investimenti più sicuri ma hanno rendimenti contenuti. Nei conti deposito il risparmiatore non deve ritirare il denaro fino a una certa scadenza. Se lo fa rinuncia al diritto a riscuotere il rendimento a tasso fisso, che protegge dalla variazione dei tassi nel tempo.

Certificati di deposito

La differenza con i conti deposito sta sta nel fatto che i certificati di deposito consentono all’investitore di conseguire a rate i rendimenti offerti dalla Banca, a cui si aggiungerà alla scadenza la restituzione del capitale prestato.

Va precisato che la redditività di un titolo è legato anche alla sua durata. Chi investe su medio termine non può ambire a rendimenti elevati. Con tempistiche più lunghe, il rendimento sale per gratificare l’investitore a lungo periodo. Per qualsiasi titolo quotato sul mercato, non è determinante aspettare la scadenza. Se le condizioni lo richiedono o se lo si vuole, lo si potrà vendere sul mercato secondario.

Rimane una considerazione importante sugli investimenti. La somma investita deve essere un risparmio. Solo così non si intaccheranno le proprie finanze qualsiasi cosa accada. Diverso è se l’investitore fa questo per lavoro. Se non si è esperti in materia o ci si rivolge ad in consulente finanziario affidabile, oppure è preferibile non investire, soprattutto nei mercati azionari.

Stiamo attraversando una fase transitoria. Investimenti un tempo sicuri e redditizi non lo sono più. Almeno per ora investire, ad esempio, sul mattone, non è redditizio. A meno che non disponga di grandi cifre da impegnare (in zone turistiche ed universitarie) e da fare fruttare a lungo termine. Solo chi compra oggi (con prezzi bassi) e può attendere di rivendere in futuro (a prezzi più alti) guadagnerà. Altrimenti è sconsigliato lanciarsi nell’immobiliare. Non è sempre semplice vendere o affittare soprattutto per ricavare le cifre sperate.

E’ necessario investire i propri risparmi ma, senza la dovuta conoscenza, è difficile e dannoso farlo.

Investimenti postali

C’è anche l’alternativa di investimenti meno redditizi ma più sicuri come i prodotti postali. Su tutti i Buoni fruttiferi postali e il Libretto Postale Smart.

Efficienza energetica

Si può anche investire su soluzioni che faranno risparmiare in futuro. Si possono effettuare lavori per migliorare l’efficienza energetica con il solare termico che l’installazione dei pannelli solari fotovoltaici per produrre energia elettrica per se e anche da rivendere. Si possono abbattere i costi delle bollette energetiche e trarre (a lungo i termine) un guadagno.

Cosa sono gli stress test delle banche italiane

In questi giorni ne abbiamo sentito parlare molto, ma cosa sono gli stress test delle banche italiane ?

Per stress test si intende proprio quello che significa, cioè si fanno conteggi ipotetici, dei ‘test’, su come una banca potrebbe reagire in caso di scenario avverso, ad esempio come potrebbe reagire se nel 2020 le sue azioni crollassero di un 50%, in base a questi test escono dei risultati, sono i coefficienti Common Equity Tier 1 Ratio, abbreviati anche in CET 1 Ratio, che stabiliscono la percentuale tra attività e passività, più la percentuale è alta, più la banca è solida.

Sotto al 5% la banca viene bocciata agli stress test, come è accaduto a MPS, che aveva un Cet 1 ratio di 2,2% allo scenario avverso. Ora MPS dovrà ristrutturarsi per poter riuscire a passare di nuovo il test.

Come tutti sanno, il 2020 è stato uno degli anni più negativi per il sistema creditizio nazionale, quasi tutte le banche italiane hanno perso metà del proprio valore in borsa in appena i primi 6 mesi dell’anno, ma come mai?

Le ragioni della crisi delle banche italiane sono varie, ma ce ne sono alcune principali e ‘di sistema’:

  1. Le banche italiane hanno troppi crediti inesigibili in pancia.
  2. La paura di un Bail In.
  3. La crisi economica in Italia.
  4. Il Brexit.

Ovviamente la ragione principale è la n.1, cioè che le banche italiane hanno troppi crediti inesigibili, ma perchè ce li hanno le banche italiane e non le banche del nord europa, per esempio?

Purtroppo qui ci sarebbe da fare un lungo discorso che implica fattori culturali e sociologici ma che possiamo abbreviare nella frase che il clientelismo come in questo caso può essere la rovina di una nazione. A forza di prestare soldi agli amici degli amici anche senza le dovute garanzie si va a finire che gli amici degli amici non hanno i soldi da restituirti, che poi ci si mette pure una crisi economica senza precedenti ed ecco che questi 2 fattori scatenanti ti mettono in ginocchio un intero sistema creditizio.

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Metodo Italiano di Giovanni Berti recensione

Di seguito, una recensione de Il Metodo Italiano di Giovanni Berti uno dei sistemi per guadagnare soldi con opzioni binarie più pubblicizzato in questi ultimi mesi.

Cerchiamo di capire in cosa consiste questo vero e proprio tormentone pubblicitario che ormai fa anche ridere e che diciamo almeno il 90% degli utenti internet ha capito benissimo di cosa si tratta, ma un buon 10% di utenti no, quindi cerchiamo di analizzare insieme questo fenomeno che di solito diventa un problema, visto che tante persone sono attratte da questo tipo di pubblicità martellante e poi cadono sotto i colpi di migliaia di video che promettono mari e monti.

Cos’é il Metodo Italiano, fa veramente guadagnare soldi?

Questo Metodo Italiano altro non è che un sistema automatico cioè un software che ci da delle dritte e ci dice dove fare le puntante per le Nostre opzioni binarie. Si basa su degli algoritmi come tanti altri robots di opzioni binarie e Noi non abbiamo perso tempo nemmeno a testarlo: investire soldi in opzioni binarie è sconsigliato. E’ consigliato solo per professionisti Trader esperti in questo settore, il che prevede di conoscere a menadito i flussi dei principali mercati finanziari e commodities, ma anche i Trader professionisti scansano le opzioni binarie come fossero veleno.

Perchè non conviene investire soldi ne Il Metodo Italiano:

  1. Il Metodo Italiano non ha un padrone, non si sa bene di chi sia , Giovanni Berti probabilmente nemmeno esiste e c’è un Giovanni Berti olandese per il Metodo Olandese, come potete vedere dalla foto in alto.
  2. Non ha autorizzazioni Consob o di un altro ente che fa capo ad una Borsa Valori europea. Per poter operare come trader in Europa, bisogna avere autorizzazioni a livello europeo e questo sistema semplicemente non ne ha.
  3. Siti duplicati in altri paese del mondo : ci sono siti identici in tutto il mondo, fatti alla stessa identica maniera, in lingue diverse che pubblicizzano allo stesso identico modo lo stesso identico prodotto, cambiano solo le persone che parlano e le persone. Al posto di Giovanni Berti troveremo altri ‘giovani imprenditori’, ma la storia si ripete sempre uguale.

Conclusioni:

Se proprio volete buttarvi nel magico mondo della Finanza ed iniziare ad investire soldi , allora iniziate prima a studiare, poi interessatevi alla Borsa valori , magari comprando azioni sicure , oppure fate come i pensionati – quelli che non scappano dall’Italia e dalle sue Tasse – e investono in Buoni Fruttiferi Postali o in Buoni Postali per minorenni .

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Ecco gli articoli più interessanti di Soldi e Finanza.

In questo ultimo anno, abbiamo cercato di dare informazioni sulla finanza e consigli utili su come risparmiare ed investire soldi.

Cerchiamo sempre di fare del Nostro meglio per indirizzare i lettori verso risorse utili, come siti web che si occupano di questo tipo di argomenti, magari dandovi anche link di approfondimento ad articoli scritti da esperti del settore investimenti e prestiti.

Investire Oggi

Dove posso investire i soldi oggi? Qual’è il migliore affare da fare oggi con i miei soldi? Cosa dicono gli esperti di in finanza a riguardo?

Stamattina un’altra tragica notizia dalle banche italiane: il Cda di Banca Etruria è accusato di bancarotta fraudolenta, un’altra botta che va ad infangare il rapporto di fiducia indispensabile tra istituti di credito e risparmiatori. Ma se io ho dei soldi oggi, come posso investirli? Di chi mi posso fidare? Quali sono gli strumenti che mi fanno capire se una banca è affidabile oppure no?
Investire oggi decine di migliaia di euro, magari frutto di una vita di sacrifici lavorativi, non è una cosa semplice, purtroppo in questo clima di sfiducia ci sono poche soluzioni:

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