Chargeback Mastercard Visa come recuperare soldi persi in truffe

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Chargeback Mastercard Visa: come recuperare soldi persi in truffe

In questa guida ti spiegheremo cos’è il ChargeBack, come funziona e cosa significa.

E soprattutto ti vogliamo spiegare come recuperare i soldi persi nel trading a causa di piattaforme o broker truffa.

Sei stato truffato da qualcuno o da qualche sito web a cui hai inviato dei soldi con la carta di credito?

Magari è stato un broker disonesto che non vuole più ritornarti i tuoi soldi?

Innanzitutto mai e diciamo mai inviare del denaro a delle società che abbiano sede in Paesi senza regolamentazione, come le isole Marshall o altri paradisi fiscali come le isole Caraibiche.

I Paesi in black list 2020 sono questi:

BAHAMAS, BARBUDA e BRUNEI, GIBUTI, GRENADA e GUATEMALA, ISOLE COOK, ISOLE MARSHALL e ISOLE VERGINI STATUNITENSI, KIRIBATI, LIBANO e LIBERIA, MACAO e MALDIVE, NAURU, NEVIS e NUOVA CALEDONIA, OMAN; POLINESIA FRANCESE, SALOMONE, SAMOA, SAINT LUCIA, SAINT VINCENT E GRENADINE, SANT’ELENA, SARK, SAINT KITTS; TONGA e TUVALU, VANUATU.

Quindi cosa sono i chargeback e come funzionano?

Rappresentano un metodo di protezione del consumatore, che consente ai titolari di carte di credito o di debito di contestare una transazione e di reclamare i propri soldi. Tuttavia, questa procedura funziona potenzialmente solo se la richiesta di chargeback è accettata dal gestore della tua carta o dalla tua Banca.

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Un chargeback di un movimento legato ad un trasferiento di soldi per depositare su di un conto di trading online può, in sostanza, annullare la transazione attraverso la quale l’investitore ha effettuato il suo deposito con il broker truffa.

Supponendo che questa procedura venga accettata dalla tua banca e abbia successo, il riaddebito forzato sequestra il denaro dal conto del broker e lo restituisce al saldo del gestore della carta di credito / debito.

Che cos’è un chargeback: come recuperare i soldi persi nel trading

I chargeback sono stati introdotti per la prima volta nel 1974 in base al Fair Credit Billing Act ed erano intesi a proteggere i clienti da transazioni ingannevoli commesse da imbroglioni, nonché da servizi scadenti e dallo sfruttamento di numerosi commercianti corrotti e senza scrupoli che avevano iniziato a nascere con l’avvento del telefono.

Per questo motivo, i trader o le persone che si sento truffate possono utilizzare questa funzione per recuperare i loro soldi dalle società di trading online, che credono ne abbiano approfittato (che siano insomma una truffa o che si rifiutino di inviare il denaro indietro).

Purtroppo i servizi scadenti e le frodi in internet sono frequesnti nel mondo del trading online, motivo per cui avere la possibilità di eseguire il chargeback è uno strumento così potente che gli operatori possono utilizzarlo quando recuperare il denaro con i canali ufficiali del broker, sono diventati inutili e inefficaci.

Sottolineamo il fatto che una società che subisce molti chargeback, vede crescere anche i costi di transazione.

Ci sono molti altri sistemi per recuperare i propri soldi quando un fornitore di servizi o prodotti è negligente.

Prima bisogna contattare il servizio di assistenza, ma dopo, se questo si rifiuta di pagare, allora è giusto provare con le maniere forti e con una denuncia presso la Polizia o i Carabinieri, richiedere alla Banca o al gestore della Carta questa funzione chiamata ChargeBack.

Ricorda però che se invii il denaro con un bonifico bancario, difficilmente puoi adottare questa funziona. Infatti se la tua Banca richiede al destinatario una certa somma indietro, non è detto che quest’ultimo decida di inviarla indietro.

Fai quindi attenzione a non inviare mai denaro con bonifico, ma prediligi sempre metodi tracciati come carte di credito e di debito.

Perchè usare la funzione chargeback?

In poche parole, gli storni di addebito (detti in inglese ChargeBack) si verificano quando un cliente contesta un addebito sulla sua fattura.

Potrebbero esserci motivi diversi e quindi dovresti conoscere quelli più comuni che sono:

  • Transazione fraudolenta: Questo accade quando si utilizza una carta di credito senza l’autorizzazione del titolare della carta o l’attività fraudolenta è avvenuta a causa di un furto d’identità.
  • Oggetto mai ricevuto: I titolari della carta potrebbero affermare che il prodotto pagato non è mai stato consegnato e questo è uno dei motivi più comuni. Lo stesso potrebbe accadere quando il cliente non è soddisfatto perché un prodotto o servizio non era come descritto.
  • Credito non elaborato: Un altro motivo comune è quando il cliente restituisce il prodotto al commerciante e richiede di recuperare i propri soldi, ma sostiene che il credito non è stato registrato sul proprio conto.
  • Problemi tecnici: Ciò potrebbe essere, ad esempio, quando la carta del cliente viene caricata per errore due volte per la stessa transazione a causa di alcuni problemi tecnici. Inoltre, in caso di problemi con l’autorizzazione, il conto presso la carta di credito potrebbe essere addebitato anche se la transazione è stata rifiutata.

Come funziona un chargeback carta di credito?

Ci sono alcune parti coinvolte nel processo di storno di addebito (chargeback), che sono il titolare della carta (cliente), la banca emittente, la rete di carte (come Visa, MasterCard o American Express), il commerciante, la banca acquirente, il gateway di pagamento e il conto del commerciante.

Come puoi vedere, è un processo abbastanza complicato.

Per effettuare un rimborso tradizionale, un cliente contatta direttamente il commerciante. Quando si tratta di un chargeback, il cliente chiede alla sua banca di “rimuovere” i fondi dal conto del commerciante e di restituirli al cliente stesso.

In poche parole, un chargeback è un’inversione di transazione che protegge i consumatori dai truffatori.

La procedura generalmente inizia quando la banca emette un codice per la controversia. Successivamente, la banca del commerciante trattiene i fondi a cui viene fatto riferimento mentre il cliente riceve un rimborso. Generalmente, la vendita è invertita.

Una volta che la transazione è dimostrata di essere stata fraudolenta, il valore della transazione originale viene rimborsato al titolare della carta.

E il commerciante? Se non prova che la transazione è legittima, la banca ritirerà dal suo conto presso la carta di credito non solo il valore originale, ma anche un costo aggiuntivo.

Tuttavia, quando il reclamo del cliente è dimostrato essere falso, il commerciante non pagherà alcun rimborso.

Ti ricordiamo quindi di allegare alla richiesta di Rimborso coatto, una denuncia fatta presso la pubblica sicurezza, polizia o carabinieri.

Cos’è un Chargeback video in Italiano (caso PayPal)

È ovvio che è meglio per i commercianti evitare i chargeback: non solo questa funzione genera il rischio di perdere denaro e clienti, ma anche, quando un account commerciante riceve troppi chargeback, può essere etichettato come fraudolento.

Inutile dire che influenzerà la redditività dell’azienda del commerciante.

Come recuperare soldi persi nel trading truffa

IMPORTANTE: La prima cosa che devi capire è che se hai investito con un broker non regolamentato e hai realizzato dei profitti, di solito non sarai in grado di ritirare i tuoi profitti. La tua attenzione dovrebbe essere focalizzata solo sul recupero dei soldi che hai depositato!

Prima di provare ad avviare un chargeback, supponendo che tu abbia ancora un saldo positivo, prova a richiedere i soldi nel modo tradizionale con un modulo di prelievo.

Per prima cosa invia i documenti richiesti al tuo broker in modo da poter verificare che il tuo conto sia interamente verificato come da sue richieste.

Questi documenti possono comprendere una copia della carta di credito, un estratto conto bancario, un documento d’identità rilasciato dal tuo governo e una prova di indirizzo, come una bolletta recente non più vecchia di solito di 3 mesi.

Oltre a inviare la richiesta di prelievo al sito web del broker, invia loro un’email formale e prova anche a chiamarli al telefono.

Informali esplicitamente che prenderai le misure legali necessarie se non procederanno a restituirti i tuoi soldi.

Puoi provare anche a prenderli in giro e dirgli che se ti inveranno indietro i soldi richiesti, poi, una volta ricevuti, farai un deposito più grande. Di solito questa tattica funziona nel 90% dei casi.

Oppure puoi dire loro che farai un chargeback che può essere molto dannoso per la loro reputazione o denunciarli con le autorità di polizia.

Se non hai nulla sul saldo perché il tuo intermediario lo ha “bruciato” senza la tua autorizzazione, chiedi un risarcimento formale.

Come accennato prima, dovresti farlo sotto forma di e-mail o anche di una lettera. Puoi anche provare a chiamarli e minacciarli.

Se il tuo broker continua a ignorarti o rifiuta drasticamente la richiesta, il passo successivo è quello di contattare la tua banca, la società emittente della carta di credito o il portafoglio elettronico che hai utilizzato per depositare i soldi e verificare se sono in grado o addirittura disposti ad aiutarti avviando un chargeback.

La maggior parte delle volte le banche o i gestori della carta rifiuteranno, specialmente se sono passati più di 120 giorni da quando hai effettuato il deposito.

Quando è possibile fare un chargeback? E come fare?

È certamente possibile, tuttavia, è necessario comprendere che è una strada in salita da affrontare. Se fallisci nel tuo primo tentativo di chargeback, le banche non ti permetteranno di richiedere nuovamente e aprire la controversia. Anche se si commette un semplice errore tecnico nella procedura di richeista, le banche non emetteranno una seconda modifica alla richiesta.

Inoltre, questi broker di trading online truffa spesso anticipano potenziali controversie da parte della loro clientela e, pertanto, tenteranno di fare tutto quanto in loro potere per manipolare le banche e le società delle carte di credito facendole credere che il loro operato sia del tutto legittimo.

Il successo dei casi di chargeback può potenzialmente determinare la perdita del loro conto commerciante da parte del broker e la capacità di elaborare le carte di credito. Questo è il motivo per cui puoi essere assolutamente sicuro che combatteranno con tutte le loro forze e con ciò che è a loro disposizione per farti perdere la tua richiesta di chargeback.

Se sei stato truffato da un broker di trading online tramite la tua carta di credito o di debito assicurati di fare un reclamo e una denuncia alla polizia prima di tutto.

Qui sotto nel forum dei commenti troverai un estratto delle varie procedure da seguire in caso di truffa con un broker online.

Come richiedere lo storno chargeback con Postepay Visa e carta di credito Mastercard

Rientrano nell’esempio tutte le prepagate Postepay, comprese le BancoPostaClick.

Scarica il modulo qui sotto di esempio, e abbi cura di compilarlo con attenzione.

  • Effettua poi denuncia in qualsiasi questura (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Postale…)
  • Effettua la fotocopia del tuo documento d’identità avanti e retro,
  • Effettua la fotocopia della tua carta prepagata (attenzione, la fotocopia va fatta unicamente sul fronte!),
  • Scarica dal sito delle poste i movimenti dalle tua Postepay, ed indica tramite penna quale movimento è da stornare,
  • Stampa la ricevuta di pagamento arrivata tramite mail che conferma il ricevimento della somma nel conto del commerciante,
  • Acquista una busta,
  • Effettua una raccomandata A/R verso:
  • Spett.lePoste Italiane S.p.A. – BancoPosta Regolamentazione Processi e Procedure – Gestione Reclami Viale Europa, 17500144 – ROMA (RM)
  • Effettua anche un Fax con la medesima documentazione verso il numero 0659580160

Quindi se la procedura va a buon fine, le poste italiane tenteranno lo storno dell’operazione, ma questa riuscirà unicamente se i fondi sono presenti all’interno dei conti correnti del commerciante e capisci perfettamente che le possibilità sono realmente molto poche.

Ti ricordo che tutti i moduli sono disponibili all’interno di tutti gli uffici postali, ovviamente se non hai intenzione di perdere tempo è consigliabile seguire quanto scritto.

Tempi di attesa stimati 30 giorni per una possibile risposta, 6/8 mesi per un rimborso se si risulta idonei. Avrai anche la possibilità attraverso il numero 803160 di conoscere lo stato della tua pratica, perdendo ovviamente moltissimo tempo.

Come fare chargeback con carta Paypal Card Lottomaticard

Rientrano in questo esempio tutte le prepagate Paypal, Lottomaticard, BancaSella

  • Contatta Paypal al numero 199800880 per tutti i moduli necessari (attenzione il numero presenta costi di utilizzo)
  • Effettua la fotocopia del tuo documento d’identità avanti e retro,
  • Effettua la fotocopia della tua carta prepagata (attenzione, la fotocopia va fatta unicamente sul fronte!),
  • Scarica dal sito delle poste i movimenti dalle tua postepay, ed indica tramite penna quale movimento è da stornare,
  • Stampa la ricevuta di pagamento arrivata tramite mail che conferma il deposito,
  • Caso in cui hai affettuato una transazione con le Carte di credito Mastercard
  • Contatta la tua banche per tutti i moduli necessari,
  • Effettua denuncia in qualsiasi questura (Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Postale…)
  • Effettua la fotocopia del tuo documento d’identità avanti e retro,
  • Effettua la fotocopia della tua carta prepagata (attenzione, la fotocopia va fatta unicamente sul fronte!),
  • Scarica dal sito delle poste i movimenti dalla tua carta di credito, ed indica tramite penna quale movimento è da stornare,
  • Stampa la ricevuta di pagamento arrivata tramite mail,
  • Segui la procedura d’invio che il tuo istituto ti suggerisce,

Carte di credito come Fineco e ContoArancio offrono una protezione completa e gratuita, CheBanca offre una protezione con franchigia e le altre offrono spesso una protezione tipo assicurazione.

Se sei curioso, potete contattare la VISA o la MASTERCARD, il loro servizio clienti, vi dirà esattamente le medesime informazioni.

Chiamali e informati su come difenderti dalle truffe.

Aggiungi qui sotto tutti i tuoi commenti o opinioni in merito!

Usa solo broker regolamentati e autorizzati

Sicuramente non è facile recuperare i soldi persi con il trading e ci sono ovviamente dei modi sicuri per evitare le truffe: evita di fare trading online oppure fai trading solo con broker autorizzati.

Qui di seguito vedrai una lista di piattaforme regolamentate che hanno licenza europea e sono controllate da enti di regolamentazione che ti danno la sicurezza di un prelievo affidabile.

Se usi dei broker autorizzati hai la sicurezza di non cadere in truffe e hai molti vantaggi rispetto ad operare con piattaforme sconosciute e con pessime recensioni.

Ecco alcune piattaforme regolamentate e con licenza.

Truffe su carta di credito: come ottenere il rimborso?

di Luana Galanti 59 Commenti

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2020

Acquistare online è ormai un’abitudine per milioni di italiani. E al crescere del numero degli acquisti di prodotti e servizi su internet, crescono anche le truffe su carta di credito.

Pensare che a cadere nella trappola siano solo i consumatori meno esperti sarebbe un errore: le tecniche usate dai truffatori sono sempre più sofisticate. Vediamo quali sono i tipi di truffe più diffusi e come fare per chiedere e ottenere il rimborso da parte della propria banca.

Truffe su carta di credito: come ottenere il rimborso?

I pagamenti online sono utilizzati da un numero sempre maggiore di persone che per comodità, per risparmiare o per sbrigare più velocemente le proprie pratiche, scelgono di fare transazioni su Internet con la propria carta di credito.

Nella maggior parte dei casi le transazioni online sono sicure, in quanto i principali siti – bancari, commercio oppure assicurazione – utilizzano sistemi di pagamento affidabili come PayPal, che servono a non mostrare i dati della carta al venditore.

In alcuni casi, però, ricorrere a siti di pagamento sicuri potrebbe non bastare per proteggersi dalle frodi, in quanto i metodi delle truffe online sono sempre più ingegnosi e non riguardano soltanto le operazioni su Internet.

Le più comuni truffe su carta di credito?

Telecamere su sportello automatico

Per entrare in possesso del PIN della carta in alcuni casi i malviventi installano una microcamera sopra lo sportello, che legge il codice digitato dal malcapitato.

Skimming

Lo skimmer è un dispositivo che viene montato nella fessura di inserimento della carta nello sportello bancomat: serve a leggere ed immagazzinare le bande magnetiche delle carte che passano.

Trashing

Occhio a non buttare le ricevute o gli scontrini di acquisti con carte di credito: possono essere utilizzate da malviventi, soprattutto in combinazione con sistemi di telecamere.

Manomissione del POS

Può avvenire all’interno di un esercizio commerciale, dove nel POS viene installato (ovviamente a insaputa del commerciante) un microprocessore che registra i codici delle carte di credito.

Sniffing

Uno dei metodi più utilizzati, soprattutto su carte prepagate come Postepay, è l’intercettazione delle coordinate bancarie dei pagamenti on-line. Questi dati, presi su siti che agli utenti sembrano sicuri, vengono riutilizzati per fare acquisti all’insaputa del vero proprietario, spesso su società di scommesse on-line. Andando probabilmente a finanziare giri di denaro sporco.

Phishing

Si tratta di e-mail che simulano una comunicazione ufficiale di Poste o banche, che invitano i clienti ad inserire i dati della propria carta. Generalmente si camuffano bene, quindi la cosa migliore da fare è non aprire mai mail di questo genere. Sono state segnalate anche frodi via sms che rimandano a pagine web fasulle di istituti di credito.

Boxing

Non sono rari i casi in cui vengono frugate cassette della posta per prendere le carte di credito che le banche inviano ai clienti. Quindi attenzione anche qui.

Cosa possiamo fare per evitare di cadere in truffe su carte di credito?

Per quanto riguarda l’utilizzo di una carta di creditooffline” i consigli sono semplici: non lasciare la propria carta incustodita, digitare il codice allo sportello sempre coprendo con una mano, stare attenti a non lasciare la posta nella propria casella, non gettare gli scontrini degli acquisti con carta.

Sui pagamenti on-line, invece, il discorso è più articolato. In generale nei siti di commercio elettronico più famosi (Amazon, Apple Store, Zalando, ecc.) il servizio è sempre affidabile, quindi potete tranquillamente inserire il codice della propria carta o agganciarla per pagamenti ripetuti. Se si tratta di siti dove comprate per la prima volta, o siti che all’apparenza non vi sembrano del tutto affidabili, meglio non rischiare: utilizzate PayPal, oppure rinunciate all’acquisto.

In questo caso, anche l’utilizzo della carta prepagata può essere un rischio, perché in caso di “sniffing” i vostri dati saranno prelevati e riutilizzati quando la carta è carica. Solitamente i prelievi su carte prepagate sono addebiti a società di scommesse o di gioco online: vi accorgerete facendo l’estratto conto, oppure in tempo reale se avete un sistema di avviso via SMS. In questo caso non è che il tempo vi giochi a favore, perché comunque sarà impossibile risalire a chi ha commesso il reato: vi permetterà soltanto di iniziare subito le pratiche di rimborso.

Per cui la precauzione – nel caso di carte prepagate (sono gli stessi fornitori del servizio a dirlo) – è di non lasciare mai delle somme all’interno, ma ricaricarle soltanto al momento dell’acquisto e per la somma necessaria. Non 1 euro di più.

Specialmente quando si acquista su un sito che non si conosce, il consiglio è quello di verificare sempre che le pagine siano sicure controllando che sulla barra degli indirizzi sia riportata la dicitura https. Anche fare una ricerca online e verificare le recensioni e le opinioni dei consumatori può essere d’aiuto per valutare l’attendibilità del sito.

Come dobbiamo agire se la nostra carta di credito è stata frodata?

Se ci accorgiamo che ci hanno rubato dei soldi la prima cosa da fare è di recarsi al comando dei Carabinieri più vicino per effettuare una denuncia di frode su carta di credito, dichiarando tutte le operazioni sospette. È importante che la denuncia venga fatta tempestivamente, cioè il prima possibile.

Solo in questo modo potrà essere bloccata immediatamente la carta e si eviteranno altri addebiti. In caso di denuncia tardiva la banca potrebbe decidere di non rimborsare le somme sottratte.

Successivamente, con la denuncia in mano, bisogna recarsi all’ufficio postale o presso la banca di competenza, effettuando il disconoscimento delle operazioni improprie e procedendo con il blocco immediato della carta.

A questo punto le cose possono cambiare a seconda della banca. Alcuni istituti provvedono al rimborso in tempi brevi, soprattutto se si tratta di frodi effettuate su carta di credito e non su prepagata. Se il proprio istituto non risponde entro 1-2 mesi, si può fare una procedura di reclamo presso lo sportello (oppure on-line, se il sito dell’istituto la prevede), allegando tutti i documenti a supporto (denuncia, disconoscimento, ecc.).

Controlla sempre le condizioni contrattuali: alcune banche prevedono una franchigia in caso di clonazione o di uso fraudolento della carta di credito. In altri casi la franchigia può essere rimossa aumentando la sicurezza della carta, ad esempio attivando servizi di avviso tramite email o SMS oppure attivando un’apposita copertura assicurativa. In altri casi, le banche oltre al rimborso offrono ai clienti un indennizzo nel caso in cui la truffa abbia causato dei danni al correntista.

Se l’istituto rifiuta il rimborso, si può ricorrere all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF), il sistema di risoluzione delle controversie della Banca d’Italia. Il ricorso all’ABF costa 20 euro, somma che viene restituita se al ricorrente viene data ragione. Ultima spiaggia, ricorrere alla normale giustizia tramite avvocato.

E voi, siete mai stati vittima di frode? Vi invitiamo a raccontare le vostra esperienza, in modo che tutti possono beneficiarne e tutelarsi.

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Autore: Luana Galanti

Ho una laurea specialistica in Consulenza e direzione aziendale e, da sempre, un legame indissolubile con le parole scritte. Le mie due anime – quella creativa e quella pragmatica – si confondono nel mio lavoro di web writer e business writer freelance.

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Commenti

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Ad Agosto 2020 ho subito un frodo sulla mia carta di credito,praticamente sono state fatte sei operazioni nel giro di tre minuti per un totale di 3500 euro,e non ho fatto in tempo ha bloccare la carta, e solo dopo mezzora sono riuscito a bloccarla.Ho fatto subito un fax alla banca che dichiaravo di disconoscere tutta le operazioni.,e tutte le pratiche necessarie per questa truffa. ma il mese successivo mi hanno addebitato questa in parziale questa somma,e adesso attualmente sono in contestazione per il rimborso.Vorrei sapere da voi se esiste una “NORMATIVA EUROPEA” per il rimborso fraudolento? Grazie

il 29 di maggio 2020 mi hanno rubato le carte di credito /bancomat/ e carta di credito mi hanno prelevato 3.188,00 euro.
la banca unicredit non vuole rimborsare tale importo.
cosa devo fare?
datemi un vs. suggerimento grazie.
aspetto vs, risposta
DGiorgioD

ciao, se hanno prelevato con il pin, non puoi farci nulla!

Anch’io ho subito un danno. Ho ricevuto un messaggio SMS con il quale ero invitato ad effettuare una ricarica telefonica ottenendo un bonus. Ho clickato sul sito che si è aperto esattamente uguale al sito TIM e, dopo aver effettuato la ricarica ho ricevuto dopo qualche minuto due messaggi di operazioni da me non autorizzate per 500 euro cadauna circa.
Non ostante la immediata denuncia alle Autorità e successivo disconoscimento delle operazioni fraudolente, la Banca non mi ha riconosciuto nulla. Ho fatto ricorso all’Arbitro Bancario tutt’ora pendente.
Aspetto un risposta. una cosa è certa; da più parti viene caldeggiato l’uso delle carte al posto del contante, ma in futuro userò solo contante e lo raccomanderò a tutti gli amici e conoscenti

Subito frode,ma me ne sono accorta dopo mezz’ora essendo abbonata ad sms alert.Bloccata la carta è fatta denuncia presso i carabinieri.Il gentile impiegato di Carta Si mi ha tranquillizzato addirittura dicendomi che non mi arrivera’ l’addebito(spero) essendo abbonata a questo servizio gratuito di sms alert.Comunque carta bloccata e svuotata.Spesi i soldi sul sito Aruba.
Non la usero’ piu’,nessuno internet,ne’nei negozi

Buonasera,
a me hanno sottratto i numeri di carta di credito, hanno fatto operazioni online per 1284,52 euro e, pur avendo avvisato pochi minuti dopo l’accaduto, Carta Si non mi rimborsa la cifra.
In breve: il 31/10/2020 mi arriva un messaggio sul cellulare che indica che ho cambiato numero.
Io non ho mai richiesto il cambio di cellulare e chiamo il Servizio Clienti di Carta Si. Però non trovo subito la linea libera e probabilmente sono passati una ventina di minuti dall’arrivo dell’SMS prima di parlare con l’operatore. L’operatore mi dice che ho chiesto io il cambio di numero ma, non essendo così, per prima cosa blocca la carta. Poi mi riferisce che con la carta sono appena state fatte 4 operazioni di 321,13 euro per un totale di 1284,52 euro verso il sito https://www.ticketland.it. Io ovviamente non ho fatto alcuna operazione del genere.
Gentilmente mi spiega che in questo caso devo compilare una lettera di contestazione e fare denuncia alla polizia. Io eseguo ed invio il tutto. Carta Si in un primo tempo mi rimborsa e invia una nuova carta. In seguito però l’ufficio dispute di Carta Si mi avvisa che le operazioni eseguite online sono formalmente corrette, eseguite nel rispetto delle regole definite in materia di commercio elettronico dai Circuiti Internazionali e quindi non daranno seguito al rimborso.
Io faccio un’integrazione di denuncia e un ulteriore reclamo ma inutilmente. Mi rispondono che non ci sono elementi per modificare quanto hanno deciso e se voglio posso rivolgermi all’Arbitro Bancario Finanziario.
Ho reclamato ancora ma comincio a perdere la speranza di riavere la cifra.

Ciao come hai risolto il problema? Ame e successo la stessa cosa mi hanno cambiato le credenziali di accesso hanno messo il loro nemero per farsi arrivare il codice 3D secure , e ho avuto la stessa risposta tua da parte di dispute cartasi, ho fatto anche la denuncia ai carabinieri ma senza nessun risultato, tu sei riuscito ad ottenere il rimborso? Grazie mille

Ciao hai poi risolto con l’arbitrato finanziario?
A me è successa la stessa cosa e ora sto attendendo il responso di cartaSi/Nexi. Premetto che il mio numero di cellulare non è stato cambiato. Ma mi sono arrivati gli sms alert da Nexi ed erano tutti acquisti non autorizzati.

Ho acquistato sul sito della Hogan delle scarpe , ma dopo 35 giorni non sono ancora arrivate. Avendole pagate con la mia carta ricaricabile pay pal.
ho qualche speranza di riavere i miei soldi? e come?

Ciao Nino,
Paypal offre una copertura sugli acquisti che fai. Il mio consiglio è quello di chiamare direttamente lo store o l’assistenza Paypal.

ANCH’IO HO COMPRATO SUL SITO HOGAN, MA SI E’ RIVELATO NON QUELLO UFFICIALE. NON HO AVUTO LE SCARPE MA NEMMENO ADDEBITO DEL COSTO. MA ORA DOPO MESI, MI SONO TROVATA (HO CONTROLLATO SOLO ORA)iscritta a due abbonamenti in america, da marzo con addebiti mensili. oggi ho effettuato la denuncia ai carabinieri ed il disconoscimento in banca, ho anche bloccato la carta di credito…,a chissà se quei 2000 euro mai li riavro’.

credo sia successa la stessa cosa anche a me mi puoi dire se uno dei siti è Vs3.comKd

facevo acquisto su Amazon buyvip mi hanno rubato 20 euro quando amazon ha contestato il mio pagamento(avevo ricaricato giusto la somma che mi serviva,quindi dopo il furto i soldi non bastavano.)….. le poste mi hanno detto che i miei soldi rimanenti stavano per essere rubati anche questa volta.in tutti e due i casi risultavano operazioni di facebook

Ho effettuato un acquisto online di 90 euro con visa lamerce acquistata non è mai arrivata e non riesco a contattare il venditore cosa posso fare ‘

Già due volte ho ricevuto un Sms nel quale ” mi informano che la transazione richiesta con la sua carta di pagamento ē stata autorizzata” . L’esercente é C.S. Group. L’importo ē modesto, euro 2,88, ma io non ho ordinato niente. Ho trovato in internet un C.S. Group, ho telefonato, dicono di non sapere niente ma di avere già ricevuto altre segnalazioni.
ATTENZIONE!

Ciao,ho acquistato due settimane fa un cellulare su amazon. Il venditore che si appoggiava ad amazon mi ha mandato una mail con il tracking del pacco e il giorno dopo mi ha comunicato che era in ritardo. Il giorno della consegna ho verificato che il pacco era smarrito e contattato GLS ho scoperto che il pacco non era neanche partito da Napoli. Ho inoltrato la domanda di rimborso ad Amazon, ma non so se me lo daranno perché venduto da terzi . Cosa posso fare? Grazie. GianLuca.

Ciao Gianluca,
Se il pacco non arriva puoi segnalarlo ad Amazon che ti rimborserà il dovuto.

Ciao sono stato in vacanza a Londra e al mio rientro ho visto che un inglese ha comprato un pc con la mia carta..che posso fare?

Ciao Alessandro,
Devi avvertire subito la tua banca per bloccare la carta o verificare eventuali azioni sospette.

In data 13 dicembre 2020 ho ricevuto una email della Apple che mi invitava a reimpostare del mio ID Apple e ritenendolo attendibile ho effettuato le procedure richieste ivi compresi i numeri della mia carta di credito e il numero di token della banca con nessun costo dovuto, Subito dopo mi è arrivato un sms da parte della banca con il quale mi segnalava che era stata effettuata una op. internet pari ad € 839,00 in favore di https://www.trony.it – Milano. Trattandosi di una frode, ho bloccatto subito la carta, mi sono recato in banca per denunciare l’accaduto e disconoscere l’addebito. Ho inviato una email al servizio assistenza della Trony con il quale chiedevo di bloccare la transazione sulla carta di credito e poi la dovuta denuncia presso la Stazione dei Carabinieri. Spero che la Banca provveda a bloccare il pagamento richiesto che sarà effettuato il mese successivo . La Banca mi ha assicurato che in caso di addebito ho diritto al rimborso. Staremo a vedere. Quindi vi invito a diffidare delle email che vengono inviate dall’Apple e di cestinarle subito.

Ciao, ieri notte ho acquistato sul un sito “ggdbstore.eu” che stamattina , verificando su internet, ho scoperto essere fraudolento! Ho immediatamente bloccato la mia temporary card utilizzata e parlando con l’operatore mi diceva di poter vedere a terminale la transazione autorizzata, ma che non è ancora stata contabilizzata. Mi hanno detto di attendere la contabilizzazione della stessa e poi di procedere attrarverso la banca alla denuncia della truffa e contestuale richiesta di rimborso… e’ tutto quello che per il momento posso fare?! o potrei fare di più? sono oltre 500 euro …non voglio rassegnarmi senza fare tutto il possibile che x la mia stupidità vengano persi… grazie mille x la Vostra preziosa assistenza

sono disperata, con leggerezza ho risposto a una mail che sembrava di poste italiane e mi hanno preso 300 euro, ho subito bloccato la carta e fatto denuncia e domani andrò a fare il disconoscimento delle operazioni. sapete se c’è la possibilità che poste italiane mi rimborsi. Grazie

Ciao,
Il rimborso è a discrezione di Poste Italiane ma, se hai fatto regolare segnalazione in ufficio, dovrebbero mandarti avanti la pratica per il rimborso.

Ho acquistato delle scarpe su un sito. E ho contattato il venditore che ha messo a disposizione aolo questa mail: [email protected]
Non mi ha risposto nessuno, ed ho fatto un po di indagini. Ed ho scoperto che ci sono 3 Siti internet con nomi diversi e tutti vendono la stessa merce ed hanno la stessa mail come contatto:

Qualcuno sa dirmi se può essere una truffa?

Buongiorno, guardando il mio estratto conto della poste pay ho notato che ci sono due addebiti di 100 e di 150€ sul sito di Amazon. Acquisti a me sconosciuti. La mia domanda è questa: a parte fare denuncia, disconoscimento e robe varie….SI PUò RISALIRE A CHI è STATO A FARE QUESTA TRUFFA.
Grazie mille per la risposta.

Ciao Michele,
Il mio consiglio è quello di rivolgerti alle Poste facendo una denuncia presso i loro sportelli. In questo momento risulta che tu abbia fatto gli acquisti quindi, l’unica cosa che loro potrebbero fare, è quella di dirti da che zona sono stati effettuati (non da chi).

Ciao. Hanno fatto acquisti su Amazon con la mia carta. Ma io non ho autorizzato ovviamente all’acquisto, qualcuno deve essersi impossessato dei dati della mia carta. Posso risalire alla persona che ha fatto l’acquisto?

Ciao Giusi,
Risalire ai dati di chi ha fatto l’acquisto è molto difficile. Per recuperare la somma ti consiglio di seguire le istruzioni di Amazon sul rimborso o fare denuncia presso il tuo istituto di credito.

Il mio ex convivente, con premeditazione, si è appropriato dei dati di accesso al mio conto paypal quando ancora abitavamo insieme, ovvero almeno sei mesi fa. Durate questo mese ha completamente prosciugato i miei risparmi effettuando una serie di bonifici sulla sua postepay, dei quali peraltro non ho ricevuto alcuna segnalazione né da paypal né dalla banca (unicredit). La polizia qui sostiene di non poter agire in nessun modo perché convivevamo, e nessuna delle due banche lascia sperare in un risarcimento, perché i loro strumenti di indagine non rilevano tracce di frode nelle sue operazioni via internet. Insomma tutti mi rispondono che è stata la mia incuria di non cambiare i dati di accesso alla fine della relazione e di aver permesso in precedenza a costui di vivere in casa mia. Questa persona oltretutto mi ha danneggiato in vari modi prima del suddetto furto, ha portato via mentre non c’ero alcuni dei miei animali domestici e non so che fine abbiano fatto, tiene ancora a casa di sua madre diversi pacchi con le mie cose, finiti lì durante un trasloco, e non mi permette di riaverli. Adesso per telefono sostiene di aver consegnato quei soldi in contanti a me, lasciandomi pensare che ha in mente anche azioni legali nei miei confronti e che stia registrando le telefonate. In passato ho subito da lui anche maltrattamenti e percosse, di cui non ho le prove perché non l’ho prontamente denunciato (anche se hanno causato la fine della relazione). Mi sento furiosa e non capisco come posso agire nei confronti di quest’uomo crudele, un vero e proprio parassita, che durante la nostra convivenza non ha mai provveduto alla benché minima spesa con la scusa di non avere un lavoro fisso e che ha aspettato che iniziassi a frequentare un altro per mettere in atto il suo piano truffaldino sul conto. Le tracce delle operazioni ci sono eppure nessuno vuole muoversi per aiutarmi. Vi prego di indicarmi un modo per agire contro di lui perché non riesco a sopportare questa ingiustizia e l’idea che davvero non si possa far nulla. Si è portato via i risparmi di 10 anni di lavoro. Chiedo aiuto

Ciao Alessandra,
ci dispiace per quanto ti è accaduto ma, il miglior consiglio che posso darti, è quello di rivolgerti ad un avvocato per capire se si può intervenire per vie legali.

ho subito la sottrazione illecita della carta di credito all’estero, sicuramente il furto è avvenuto in hotel dove utilizzavo regolarmente la cassaforte della stanza o la mia borsa (sempre avuta sotto controllo con la massima custodia, visti gli avvertimenti ricevuti dai viaggiatori e le informazioni su internet) il giorno in cui è stata fatta una bella gita organizzata di gruppo. A totale mia insaputa, mi hanno prelevato la carta, l’hanno utilizzata e l’hanno rimessa accuratamente a posto. In gita avevo portato solo denaro contante proprio per evitare problemi.Non ho potuto accorgermi del furto se non quanto ho ricevuto l’estratto conto. Uso la carta di credito davvero in modo limitato, per cui ero tranquilla sulle mie spese (garanzia in hotel, una ristorante assolutamente sicuro consigliato da persone locali, spese per l’out dall’hotel). Sorpresa quando vedo l’estratto conto. Chiamata CartaSi (ho una classica Libra), fatta denuncia ai carabinieri per frode informatica (pensavo che avessero carpito i codici in chissà quale modo, mai avrei immaginato che avessero preso la carta fisicamente…. con tutta l’attenzione da parte mia), bloccata la carta, inviato tutto quello che potevo all’indirizzo indicato dall’operatore….. risposta della banca negativa (su indicazione del gestore della carta ovviamente, la banca non decide autonomamente), perchè non si era trattato di frode informatica…. e chi lo sapeva, se non con una loro comunicazione scritta ? Rifatta denuncia integrativa dai Carabineri, (specificando che mi è stata sottratta illecitamente) rimandata tutta la documentazione alla mail solita e alla banca con tutti gli scontrini che attestavano la mia presenza in luoghi e ore ben precise per cui l’acquisto non poteva essere stato fatto da me…. ho anche testimoni e foto ad ogni ora di quel giorno, chiesto a chi avessero dato i miei soldi (volevo vedere sia il documento di acquisto, i dati del negozio, l’ora dell’acquisto e soprattutto cosa avessero acquistato… e la mia firma da disconoscere – tutto ciò ovviamente nell’estratto non compare – direi che è un diritto minimo del cliente). Il massimo: non mi rispondono proprio. Passano i 30 giorni, telefono al solito call center delle dispute e mi liquidano dicendo che devo sentire la mia filiale, per loro non c’è rimborso… neppure risposta scritta evidentemente (mah su questo mi riservo di verificare, visto che il mio reclamo era nuovo rispetto al precedente e diversa tipologia di denuncia). Vado in filiale, gentilissimi, non sanno nulla a parte la prima risposta in cui si rifiutava il rimborso perchè non era frode informatica. Lascio la mia documentazione e spero che possano darmi un consiglio su come agire. Nel frattempo riscrivo alla solita mail per precisare di non avere avuto risposta…. rimanderò anche una bella raccomandata a tutti (cartaSi, banca…..) e avanti con tutto quello che potrò fare. E’ una presa in giro doppia! Questo per dire che l’attenzione e l’informazione non basta, di fronte a chi fa del furto o della frode una professione.

ciao ragazzi oggi veramente una giornata di merda! ho scoperto che in 3 giorni si sono presi la bellezza di 13.000 € dalla poste pay evolution! in data 18/08/2020 una vera botta! in pratica sono stati fatti 2 pagamenti da 2850 e un bonifico di 7300 euro! adesso non so che fare gia ho bloccato la carta e domani mi spiccero verso le autorita competenti ciao!.

Ciao, ore 13,05 del 2 AGOSTO 2020: ricevo e-mail di aruba di rinnovo, eseguo il rinnovo, mi arriva sms di prelievo carta di credito di Euro 1000 da una ANYTIME ANYTIME PARIS 12 7501202/08/17 PURTROPPO MI HANNO FREGATO 1.000 Euro questi delinquenti. Telefono al numero verde sulla carta di credito e faccio immediato blocco della carta, ora dovrò recarmi dai carabinieri a fare denuncia e poi presentare subito reclamo al mio sportello bancario, quasi quasi sarei pronto a scommetere che la banca UNICREDIT non mi restituirà nulla: NON USATE CARTE DI CREDITO, vi fottono in un attimo mentre chi vi dovrebbe tutelare fa le orecchie da mercante!

è successa la stessa cosa a me a maggio 2020. La banca non vuole restituire niente, a te hanno rimborsato il danno o no?

salve!! ho pagato una polizza auto con genialloyd 2 giorni fa. Mi hanno preso i soldi ma ad oggi non ho ricevuto nessuna documentazione… credo di essere stata truffata. posso fare qualcosa?

Venditori truffati su PayPal, ecco come difendersi.

Oggi vado leggermente fuori tema rispetto agli argomenti di marketing che generalmente tratto, ma visto che è successo per ben due volte nell’arco di poche settimane ad un mio cliente (totale di 2.970 euro di materiale “regalato”) vorrei evitare che altri onesti possessori di ecommerce si facessero fregare visto che, le leggi che tutelano le vendite online sono ogni tanto leggermente penalizzanti per i venditori!

Il 3 ottobre il mio cliente Vittorio riceve tramite il suo ecommerce un ordine dall’importo di 797 euro. E’ un ordine sensibilmente più grosso del solito. A primo impatto, la cosa lo ha insospettito ed essendo ormai una vecchia volpe delle vendita online decide di andarci con i piedi di piombo. Verificato pero’ che la transazione era andata correttamente a buon fine con PayPal e che l’ordine era stato fatto da un utente italiano con un indirizzo normalissimo decide di inviare la merce.

Il 27 ottobre la stessa persona effettua un secondo ordine di 457 euro. Essendo andato a buon fine il primo ordine, il secondo viene evaso senza problemi.

Ai primi di novembre PayPal apre una richiesta di rimborso (chargeback) avanzata dall’istituto della carta di credito perché il titolare dichiara di non sapere nulla di quella transazione.

Vittorio non si preoccupa visto che ha il tracking del corriere e invia, come richiesto da PayPal, tutta la documentazione a dimostrazione del fatto che la consegna è stata eseguita con la precisione di una guardia svizzera.

E qui scopre l’amara sorpresa.

La clausola “Protezione vendite” di PayPal che dovrebbe difenderlo cita

La protezione si applica solo in caso di articoli materiali soggetti a spedizione che sono stati pagati con PayPal. La transazione deve essere contrassegnata come idonea alla Protezione vendite nella pagina – Dettagli transazione – del conto dell’utente. In caso di reclamo per pagamento non autorizzato o oggetto non ricevuto, devi avere la prova di avvenuta spedizione.

Vittorio nota che effettivamente il pagamento ricevuto non era contrassegnato come “idoneo” e che purtroppo, PayPal non mette in estrema evidenza questo dettaglio. Per di più, gli succede spesso di ricevere ordini “non idonei” da PayPal…

Poi pochi giorni fa l’epilogo, nel quale si vede togliere dal conto 1.254 euro ai quali si sommano 16 euro di costi senza contare inoltre, tutto il tempo sprecato per gestire la pratica, il materiale “rubato” e le ore che dovrà dedicare a denunciare il fatto, che nel frattempo si era ripetuto il 30 novembre con un altro “furbetto”.

Ora immagino ti starai chiedendo “Perché. Come cavolo è possibile??”

Ora ti spiego il giochetto. Tramite l’ecommerce il pseudo cliente decide di pagare attraverso il sistema PayPal ma, sceglie di pagare inserendo direttamente i dati della carta di credito e chiedendo l’invio ad un indirizzo diverso di quello impostato in PayPal.

Poi nel momento in cui, il titolare della carta di credito non riconosce il pagamento, il circuito chiede il rimborso a PayPal e che a sua volta, chiede la documentazione atta a verificare che la merce sia stata inviata all’indirizzo registrato nel conto PayPal… che purtroppo risulta poi essere diverso.

A questo punto vi consiglio vivamente di leggervi tutte le istruzioni di Paypal (lo ammetto che è una gran rottura ma se non vuoi perdere soldi e tempo in futuro ti conviene), di prestare attenzione a chi vi fa ordini inconsueti per quantità e per importi un po’ fuori media e sopratutto, se non risulta marchiato come “idoneo” fare un paio di controlli in più e se chiedendo un invio ad un indirizzo diverso devono farlo in maniera esplicita in modo da poter collegare la richiesta a chi ha effettuato il pagamento.

Ti riporto per comodità alcuni consigli che PayPal ci ha successivamente fornito a cui si dovrebbe prestare particolare attenzione :

  • Ordini che richiedano la spedizione a terze persone (il nostro caso…)
  • Ordini per quantità multiple dello stesso prodotto
  • Clienti che effettuano numerosi ordini in un breve periodo
  • Clienti che richiedono consegna urgente
  • Clienti che richiedano la consegna a servizi di casella postale / Post Office Box/Packstation
  • Ordini richiedenti la spedizione a un paese in cui il prodotto può essere facilmente acquistato a livello locale (e all’incirca allo stesso prezzo)

Buone vendite e attenti.

103 Comments

Riporto qui l’esauriente e utile precisazione di Giovanni Cappellotto (esperto in materia di ecommerce) su Fecebook
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Mi scuso in anticipo della lunghezza del commento, ma serve a spiegare cosa succede, come comportarsi e come agire.
Il primo punto è capire come funziona PayPal.
Quando arriva una richiesta di pagamento, PayPal ha un algoritmo con cui anticipa il danaro sul conto PayPal del venditore. Immediatamente dopo parte la richiesta all’acquirer che gestisce la csrta di credito/debito e poi alla banca. Allo stesso modo di comporta Stripe, Braintree ed altri sistemi simili a PayPal.
Se la fonte del pagamento è la carta di credito/debito del compratore, il rapporto è regolato solo ed esclusivamente dal contratto che lega chi emette la carta con il consumatore. Valgono quindi i contratti Visa, Mastercard, Amex, ecc. PayPal (e altri) non fanno altro che ripetere le clausole delle carte.
I contratti li trovate anche online, se li cercate. In questi contratti ci sono alcune cose interessanti da sapere.
Le più importanti sono che il salvo buon fine può durare 90 giorni e che è obbligatorio spedire ad un indirizzo registrato sulla carta di credito.
Il salvo buon fine ha una spiegazione: 30 giorni per avere l’estratto conto della carta, 30 giorni per sollevare eccezioni, 30 giorni per dirimere la questione.
La spedizione ad indirizzo registrato è quella che usano i truffatori per agire.
Si compera e ci si fa spedire ad un indirizzo. Si compera nuovamente e si fa spedire ad un indirizzo diverso, oppure allo stesso indirizzo di prima, che non è un indirizzo registrato. Si fa passare il primo acquisto, si dice di non averlo mai ricevuto al secondo perché non è l’indirizzo registrato, non è il mio indirizzo, ecc.
Purtroppo in questi casi, Visa, Amex, MC, tutti gli emittenti carte, addebitano al venditore perché non ha rispettato le clausole contrattuali. PayPal, Stripe, Braintree, Clickbank, ecc agiscono in recesso, prendono i soldi dal venditore.
Cosa fare in questi casi.
Per importi superiori alla media, chiedere sempre a PayPal una verifica dell’indirizzo di spedizione prima di spedire la merce. In caso di difformità chiedere al consumatore di aggiungere il nuovo indirizzo all’account PayPal. Se in buona fede, lo fa e si spedisce con più tranquillità.

Rocco

Salve,
ho pagato un computer il 26 gennaio da Blinq, venditore USA. Ho ricevuto, dopo circa tre settiamane, un computer completamente diverso per prestazioni e non funzionante. Ho aperto una contestazione con PayPal, da cui non sono stato tutelato. Credo che PayPal non garantisca gli acquirenti come intende fare credere e non fa le verifiche dovute. Diffidate! Dove si possono lasciare i feedback su PayPal?

Mattia

Buongiorno, articolo molto interessante .
purtroppo a noi è successo lo stesso problema, la questione è che anche dopo questa esperienza vi sono diversi casi di pagamenti mediante paypal non idonei, in quanto non sono utenti registrati su circuito paypal, che decidono di eseguire un ordine online e pagare con carta di credito.
Chiedere di annullare l’ordine e rifarlo registrandosi nel circuito o chiedere di cambiare metodo di pagamento alle volte risulta troppo invasivo e si rischia di creare attrito tra l’acquirente e il venditore anche a rischio di annullamento ordine, chiedo cosa consigliate di fare in questi casi.

Luca Baldo

Ciao Mattia, immagino che chiedere di rifare l’ordine equivalga a perdere il cliente. Onestamente come prima cosa cercherei di capire ogni quanti ordini si verifica la truffa, se è uno su mille (come nel nostro caso) possiamo in qualche modo metterla in previsione.

Detto ciò penso che con il buon senso si possano limitare il minimo possibile con alcune accortezze, tra le prime metterei gli ordini “non idonei” abbastanza diversi da quello che è il tuo ordini medio e strani ordini ricorsivi rispetto alla media. Alla fine nella nostra esperienza sono sempre stati ordini molto più grossi e multipli a distanza di una decina di giorni.

Se hai anche tu, con l’esperienza, visto altre cose strane che possono far presagire la cosa e ti va di condividerla sarebbe molto utile a tutti.

mauro

anche io ho una contestazione con PayPal in corso per lo stesso motivo. Dicono che “per un errore di mancata programmazione” del mio webmaster non c’era l’indirizzo di spedizione e quindi idem come sopra…. Ma io sono iscritto a PayPal PRO cosa pago a fare PayPal se non mi avvisa neanche di questa mancanza…. L’indirizzo era solo nel mio sito e non in PayPal ma io ho spedito a quell’indirizzo con tracciatura di TNT! Attendo di vedere come va a finire…

Giovanna

Buongiorno,
è possibile verificare un venditore attraverso il sito. I marchi di sicurezza che di solito si visualizzano nella pagine web sono sicuri oppore no?
Vorrei acquistare online ma non sono sicura dell’attendibilità del sito e non h o l’indirizzo email in quanto il venditore ha una pagina dedicata per i contatti.
Grazie

Luca Baldo

Salve Giovanna, putroppo i marchi di sicurezza sono delle immagini per cui si tratta di capire se hanno un collegamento esterno che ne certifichi la veridicità. Tipo se ha ad esempio il sigillo NetComm (un noto consorzio italiano) dovrebbe avere il link che porta alla pagina del certificatore con la scheda azienda completa. Se è un .it sai che è registrato in Italia per cui se fa casini è un po’ più semplice da risalire al truffatore rispetto ad un .com. Se ha dei sistemi di recensione verifica che siano esterni (i più noti sono TrustPilot, Ekomi, Recensioni Verificate, Feedaty). Putroppo spesso non è semplice e si tratta di fare un valutazioni di più fattori, ma mi hai dato un buon spunto per fare un nuovo articolo su questo tema!

alessandro

Vi racconto come sono stato truffato io da un inglese: a Febbraio 2020 vendo un amplificatore audio a 2000 euro + 80 di spedizione, mi paga via Paypal, io spedisco e tutto finisce lì. A maggio mi arriva una email in cui mi si accusa di aver mandato un oggetto rotto, di essere un “italiano imbroglione”, etc. – a quel punto io chiamo Paypal che mi dice “stia tranquillo, sono passati 3 mesi!”. Invece, dopo qualche giorno il tipo attiva il Chargeback per merce non conforme e mi trovo riaddebitato per l’importo. A quel punto, e qui sta la nota giuridica interessante, io mi rifiuto di coprire lo scoperto perché mi accorgo che Paypal non ha chiesto all’inglese la prova di spedizione dell’oggetto. Ovvero, ha semplicemente addebitato me e basta. Ricordavo bene, piuttosto, che quando attivai io un Chargeback su un venditore americano che aveva spedito con 1 mese di ritardo, la stessa Paypal mi disse ” se vuole avere riaccreditato l’importo, ci fornisca prova di spedizione”, cosa che feci e subito dopo ebbi i soldi indietro. Quindi, perché criteri diversi? Forte di questa condotta sdoppiata, ho minacciato Paypal di fare una causa civile e a quel punto sono spariti assorbendo parte della truffa con 1600 euro e trattenendo i 400 che avevo sul conto, il quale è stato chiuso di ufficio, e così è finita. Premesso che ero un cliente che in 12 anni gli ha fatto guadagnare non so quando e ho 500 feed positivi su Ebay, il 100%.

Luca Baldo

Putroppo i grandi player spesso decidono loro i giochi e poco possiamo fare…

Massimo

Adesso vi racconto una mia recentissima esperienza con ebay e PayPal, sperando che possa essere di aiuto ad altri onesti venditori. Ho venduto su ebay un amplificatore Marantz PM710 all’utente “charatsiad0” registrato in Grecia. Non era prevista la spedizione fuori dall’Italia ma questo utente ebay si aggiudica ugualmente l’amplificatore. Io gli invio la fattura con 47 euro di spese postali, lui paga mediante PayPal. Premetto che solo dopo la vendita mi sono accorto che questo utente aveva zero feedback e si era registrato su ebay da poco. Questo figlio di una gran pu….. riceve regolarmente l’amplificatore ed immediatamente mi apre una controversia per oggetto difettoso. Nonostante le numerose richieste di assistenza immediata rivolte sia ad ebay che a PayPal, e nonostante le prove inviate ad entrambi, dopo pochi giorni ebay rimborsa l’acquirente senza che questi restituisca l’amplificatore. Non è servito a niente richiedere assistenza ed aiuto, il bastardo utente charatsiad0 Greco ha riavuto i soldi e si è tenuto l’amplificatore. Per mia fortuna avevo già svuotato il mio conto Paypal, quindi ho un saldo negativo che non copriro’ mai, possono fare qualsiasi azione legale ma non avranno mai i miei soldi. Non userò mai più quel conto Paypal né quel ID ebay, ho già cambiato account. Ho voluto scrivere questa mia esperienza per mettere in guardia i venditori onesti che utilizzano PayPal, state molto attenti perché proprio grazie a loro ed alle loro assurde regole si possono fare queste truffe, mai usare PayPal per le vendite. Inoltre voglio segnalarvi l’utente charatsiad0 registrato in Grecia, è un TRUFFATORE e si serve di ebay e PayPal per ottenere rimborsi dopo avere ricevuto gli oggetti acquistati, e che naturalmente non restituisce. TUTTO questo con la complicità di ebay stesso e di Paypal, che invece di tutelare i venditori onesti si rendono complici di questi truffatori. ATTENZIONE quindi ad usare PayPal per le vendite. Saluti

arianna

Ciao!
Io ho subito la stessa truffa con stripe…
ora mi ritrovo con 800 Euro di merce regalata e con gli stessi 800 da restituire… ma non esiste veramente un modo per difendersi?
Inoltre… perchè le richieste di risarcimento non arrivano direttamente dalle carte di credito o dal cliente ma da stripe?
Per quel che ne so potrebbero avere architettato tutto loro….

Luca Baldo

Ciao Arianna, putroppo di base il cliente tende ad essere super tutelato, poi ogni gateway ha le sue politiche che bisogna studiare e capire. Putroppo l’unica secondo me è mettere a budget una percentuale di margine per questo tipo di problematiche.

Marcos

Quindi in soldini, come verifico che l’indieizzo spedizione è lo stesso di Paypal?

Luca Baldo

Ciao, sulla conferma di pagamento trovi la dicitura “Non idoneo”. Per approfondire la cosa ti invito a leggere qui https://www.paypal.com/it/selfhelp/article/cos’%C3%A8-la-protezione-vendite-cosa-devo-fare-per-essere-coperto-faq1156

tommaso

buonasera luca.i se la truffa arriva tramite vendita ebay con spedizione dhl effettuata tramite il link diretto e in automatico di ebay , possibile che ne ebay ne paypal ti tutelino? io sono stato messaggiato da un altro venditore ebay che accortosi della truffa sul suo conto dalla stessa persona , mi aveva inviato un messaggio . possibile che neanche in questo caso ,con più azioni di contestazione allo stesso account paypal possa rimborsarci?

Luca Baldo

Ciao Tommaso, ma hai già provato a metterti in contatto con eBay e PayPal? Cosa ti hanno detto? In effetti mi sembra molto strano che eBay non faccia un controllo.

federica

Ciao Luca, grazie per l’articolo. Il mio e-commerce è collegato a Braintree del gruppo Paypal. Ho chargeback che ho disputato, di cui non so ancora esito. Da quanto leggo, Sembra che sia obbligatorio spedire all’indirizzo registrato sulla carta di credito… ma noi l’indirizzo della carta di credito non abbiamo modo di vederlo, nemmeno a chi è intestata e non vediamo nemmeno l’intero numero della carta di credito. Tutto è crittografato al fine di salvaguardare i dati dei consumatori. Mi aspetto che siano questi gateway interbancari a fare questa verifica attraverso i loro sistemi automatici, altrimenti perchè abbiamo bisogno di loro? Tracciando peraltro tutti i dati della transazione (indirizzo IP vs. luogo di consegna vs. dati titolare carta), potrebbero identificare una ‘sospetta truffa’. Trovo illegittimo rivalersi sul venditore che ha agito in buona fede prestando tutte le precauzioni necessarie al normale svolgimento del business e impossibilitato ad eseguire controlli che nemmeno le stesse carte di credito sono in grado di fare sull’utilizzo dei loro strumenti di pagamento.
Aggiungo che Braintree si propone come ‘intermediario dei pagamenti’ non assumendosi alcuna responsabilità dei chargeback ma di fatto usa la propria posizione di potere (trattiene i pagamenti sull’account del venditore) per eseguire quanto ordina la banca unica deputata a decidere se riconoscere l’importo al venditore o dare esecuzione al chargeback. Vi è anche un evidente conflitto di interessi poichè è la stessa banca/emittente di carta di credito che richiede i soldi a decidere.

Luca Baldo

Ciao Federica, conosco Braintree ma non l’ho mai usato per cui ti rispondo per quello che so lato PayPal. PayPal nel momento in cui viene richiesto l’invio ad un indirizzo diverso da quello registrato su PayPal ti avvista che non è idoneo alla protezione, quindi lasci a te il rischio…

Alessandro

Buongiorno Federica, un mio cliente sempre con braintree è incappato in un chargeback fraudolento. Avevo piacere di un confronto con lei che è incappata in situazione simile per capire come ha risolto. C’è modo per contattarla via mail o in altro modo? La ringrazio

Francesco

ciao anche a me un cliente svedese ha aperto un chargeback per 80 euro e sostiene di non aver acquistato, ma noi abbiamo spedito al suo indirizzo paypal registrato e lui ha ricevuto la merce il 21 dicembre e oggi 28 dicembre apre la contestazione, ho inviato quanto richiesto a paypal e sono in attesa di sviluppi, assurdo!!

Luca Baldo

In questo caso Francesco se invii la documentazione “dovresti” essere tutelato… Facci sapere per cortesia come va a finire.

Giuseppe

Condivido la mia esperienza con voi.
A fine Ottobre 2020 ricevo un ordine sul mio e-commerce e successivo pagamento a mezzo Paypal di poco superiore ad € 800,00
A metà Novembre viene aperta una pratica di reclamo trasformatasi in chargeback subito dopo. Paypal come di consueto mi ha chiesto la prova di spedizione che io gli ho regolarmente fornito, ma dato che il pagamento non risultava idoneo alla protezione vendite(sistema di cui ignoravo l’esistenza), mi sono visto addebitato sul conto 800 € nonostante io abbia spedito regolarmente l’oggetto all’indirizzo registrato su PayPal.
La protezione venditore a mio avviso non protegge affatto il venditore, anzi è uno strumento che danneggia dato che molti dei pagamenti che ricevo tramite PayPal non sono idonei e purtroppo devo assumermi il rischio di spedire con il timore di perdere oggetto e soldi.
Protezione vendite di PayPal è uno strumento che a mio avviso è stato pensato per tutelare PayPal stesso e vi dico perchè:
1- nella notifica di ricezione pagamento via e-mail non viene messo in risalto (in rosso magari) che il pagamento NON è idoneo alla protezione venditore, piuttosto lo indicano appena. Se qualcuno vuole davvero tutelarti fa di tutto per metterti al corrente che c’è qualcosa che non va. Non lo fanno perché mettendo in allerta il venditore, probabilmente verrebbero annullate molte vendite e di conseguenza perderebbero tante commissioni;
2- è improbabile che un pagamento/truffa venga effettuato da un conto PayPal verificato ma è più facile che avvenga tramite conto non verificato. Nel secondo caso Paypal, conoscendo la debolezza del proprio sistema di controllo, lascia ogni responsabilità al venditore che deve decidere se accettare il pagamento assumendosi il rischio o rifiutarlo rinunciando alla vendita (perdendo guadagni);
3- in caso di truffa avvenuta tramite conto non verificato e quindi con pagamento non idoneo alla protezione venditore, lasciano che sia la banca del cliente truffato a decidere se l’importo dovrà essere restituito. Ma secondo voi una banca potrà mai tutelare un venditore X a discapito del proprio cliente? Ovviamente si schiererà dalla parte del cliente.
4- perchè se una persona si fa clonare la carta di credito devo essere io venditore a pagarne le conseguenza di tasca mia e la persona truffata ne esce illesa?
E pensare che le commissioni PayPal sono anche a carico di chi vende, nonostante l’assenza di tutela.
Con questo spero proprio che i bonifici bancari con accredito istantaneo possano permettere a noi venditori del web di “slegarci” dal dominio di PayPal o di sistemi di pagamento simili.
Correggetemi pure nel caso avessi scritto informazioni non corrette.
Grazie

Luca Baldo

Ciao Giuseppe, condivido tutto quello che dici.

Pablopirates

Paypal infatti e il piu vulnerabile metodo di pagamento peche serve solo indirizzo email e password per completare un acquisto.
Adesso a causa dei siti con bassa sicurezza si posono estrare facilmente i dati privati dai utenti.
Ma chi e in grado di fare cambiare queste cose non la fanno,perche?
Perche non tutelare i dati dei vostri clienti ? da qua che parte il furto di identita e acquisti non autorizati.
Mi piacerebbe a sistemare questi siti ma non ce la faccio da solo, mi serve un po di aiuto.
Grazie

Luca Baldo

Ciao Pablo, nel post non entro nel merito della sicurezza lato utente, diciamo che è un ottimo sistema per rendere più semplici gli acquisti che però indubbiamente può essere più facilmente attaccato. Ritengo che visto che ormai tutti viviamo con uno smartphone in mano il semplice invio di un sms ad ogni pagamento ridurrebbe del 99% molti dei problemi di sicurezza.

Pièppo

Salve, ho letto molti commenti di truffe e raggiri sia con Paypal, con bonifico tramite banca, o contrassegno, ed altre diavolerie. Da ciò si concretizza la certezza che internet oltre a favorire le truffe, le fakenews, i siti che fanno arricchire in 24 h e tanto altro, non ho letto un solo commento su come evitare le furbizzie messe in atto, o almeno tentare di limitarle. Per esempio farsi mandare un documento di identità valido con indirizzo n° telefono ed altro, o Paypal, sia dagli acquirenti che dai compratori farsi carico di richiedere documenti attestante la propria identità, limitare a 24 ore la costatazione del bene ricevuto e rispedirlo entro le successive 24h qualora non risponda ai requisiti dichiarati. Una cosa certamente ambigua è la stessa struttura dei siti di pagamento, il citato caso dell’indirizzo di spedizione ( basta inserire quale deve essere quando si chiede l’acquisto e pagare tramite Paypal o altro, il venditore con questo in mano almeno evita di mandare merce agli amici del furfante. Per ultimo un consiglio non fidatevi, Internet è una grande cosa solo per ampliare la conoscenza in tutti i sensi ma non x generare affari onesti

Luca Baldo

Putroppo quando si inizia a gestire un certo volume di spedizioni al giorno alcune verifiche diventano complesse se non impossibili da fare. Di base la legge tutela molto l’acquirente e meno l’operatore online che deve in una certa parte mettere già a preventivo come succede nei negozi fisici, dall’altra parte acquisire un po’ di sensibilità per evitare fregature.

Pièppo

evitare le furbizzie messe in atto = evitare le furbizie messe in atto

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