Brexit conseguenze e trading Forex Italia

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Brexit conseguenze Sterlina e trading Forex Italia [Aggiornamento 2020]

Il risultato del referendum Brexit è noto, mentre le brexit conseguenze 2020, meno dopo essere stato ulteriormente rimandato al 31 gennaio 2020.

La Gran Bretagna del primo ministro David Cameron ha votato per lasciare l’Unione Europea (UE) con il 51,9% il 23 giugno 2020.

Il risultato è stato un risultato nel quale ha vinto il SI con pochissimo scarto ed ha causato una reazione da parte dei mercati finanziari globali come fosse un pugno nello stomaco.

Aggiornamento conseguenze 2020.

Gli investitori avevano previsto delle sessioni di trading estenuanti di speculazione pura dopo il palese vantaggio del Brexit (Brexit significa uscita della Gran Bretagna dall’Europa).

La sterlina è scesa fino a toccare il minimo storico di tre decenni di 1,32 sterline contro il dollaro statunitense durante la sessione di trading notturna (il più basso valore dal dal 1985), ed ha perso un altro 2,4% il Lunedì 27 Giugno 2020.

La maggior parte dei movimenti erano concentrati sul mercato della sterlina euro, come se stessero giocando uno contro l’altro.

Tre mercati sono stati influenzati dal movimento della sterlina includendo direttamente GBP/USD, GBP/JPY e EUR/GBP, mentre i mercati EUR/USD e EUR/JPY sono state colpite dal movimento dell’euro.

In breve, Brexit è un evento storico che ha avuto un enorme impatto sui mercati finanziari.

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Ecco di cosa parleremo in questa guida sulle conseguenze Brexit trading.

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Perchè la Gran Bretagna ha votato di uscire dall’Europa?

Hanno contribuito molti fattori, tra cui la pressione sulle questioni relative all’immigrazione e alla rinascita del UKIP guidato da Nigel Farage; un famoso nazionalista e euroscettico parlamentare europeo.

La Gran Bretagna ha dimostrato ancora una volta i suoi forti ideali di voler stare da sola, notoriamente simboleggiato dall’immagine indimenticabile della Cattedrale di St Paul in piedi forte dopo il caos della WW2 (seconda guerra mondiale).

Quali che siano le emozioni scaturite da questo evento, dobbiamo accettare la decisione della maggioranza.

E ora i politici inglesi dovranno gestire l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa senza ma e senza se nella logica delle brexit conseguenze.

Ecco cosa pensano gli italiani del Brexit.

Credits Marco Montemagno

Esempio precedente referendum e conseguenze

Ogni volta che c’è un referendum di questo tipo (Brexit), il mercato finanziario viene travolto dalla speculazione e non c’è modo di fermare questa corsa alle vendite.

Quando per esempio si è tenuto il referendum scozzese nel 2020 per decidere se la Scozia doveva diventare una nazione separata, l’impatto del risultato ha portato ad ribasso di valore significativo per un intero mese.

C’è stato ben un 136% di diminuzione della valuta Scozzese, ma il valore è ritornato ai valori pre referendum, poco dopo, quando tutto si ristabilì di nuovo.

La stessa cosa potrebbe essere prevista nello scenario del Referendum Brexit, quando tutto sarà sistemato tra il Regno Unito e l’UE, ma una cosa da notare qui è che la Scozia non si era separata e i SI non avevano vinto.

I traders e gli investitori dovranno andare alla caccia di nuove news, al fine di operare in modo efficiente in questo periodo e riflettere sulle brexit conseguenze !

Storia del Brexit

Il voto di giugno 2020 per la Brexit è stato il primo passo per trasformare in realtà una secessione del Regno Unito dall’UE.

Da quel momento fino a gennaio 2020 (ultima estensione dopo la richiesta di spostare la data finale), i diplomatici di entrambe le parti sono stati incaricati di delineare termini accettabili per il “divorzio”.

Tra le altre cose, le questioni chiave per la risoluzione sono state le compensazioni finanziarie versate all’Unione Europea, i diritti di cittadinanza nel Regno Unito / UE e la garanzia del confine con l’Irlanda del Nord.

Inoltre, erano necessarie disposizioni per facilitare ulteriormente la transizione post-Brexit.

Nel corso del processo Brexit, numerosi eventi chiave sono serviti da stimoli per la volatilità del GBP.

Man mano che ogni evento appariva sullo scenario, i trader e gli investitori si rivolgevano alla sterlina britannica comprando o vendendo.

Il risultato è stato un picco nella partecipazione che ha favorito notevoli fluttuazioni dei prezzi in GBP / USD e EUR / GBP.

Di seguito sono riportati i principali eventi del procedimento Brexit e il loro conseguente impatto sulle valutazioni in GBP.

GIUGNO 2020: VOTO PER IL BREXIT.

Il voto del Regno Unito per la Brexit è stato una sorpresa sia per gli esperti politici che per i professionisti finanziari.

Con l’incertezza sull’eventuale indipendenza del Regno Unito e sullo stesso processo Brexit, la GBP è entrata in un periodo di turbolenze estreme del mercato.

All’indomani del voto del 23 giugno 2020, la GBP ha subito pesanti perdite ed è scesa al minimo di 31 anni.

Il dolore per la moneta GBP è continuato nei mesi successivi, evidenziato da un crollo improvviso del 6% contro l’USD ad ottobre.

Il sentimento ribassista nei confronti della GBP è diventato un tema prevalente nei 12 mesi successivi, con valori contro l’USD che hanno perso il 15% a giugno 2020.

MARZO 2020: ARTICOLO 50.

L’articolo 50 è una clausola del trattato di Lisbona che definisce la procedura per quando una nazione membro EU vuola tagliare il cordone ombelicale con l’Unione Europea.

Nel marzo 2020, il Primo Ministro britannico Theresa May ha “invocato” l’articolo 50, iniziando ufficialmente la partenza del Regno Unito dall’EU.

In vista dell’inizio dell’articolo 50 di marzo 2020, il GBP ha subito una forte pressione dopo che un voto parlamentare ha aperto la strada alla dichiarazione di maggio.

Nelle ore successive alla decisione del Parlamento, il GBP è sceso rapidamente dello 0,7% rispetto al dollaro.

Quando la decisione di invocare l’articolo 50 diventa ufficiale, la GBP ha registrato guadagni moderati rispetto all’USD e all’Euro.

A differenza del voto a sorpresa per la Brexit, il consenso tra gli analisti ha suggerito che l’innesco dell’articolo 50 era già prezzato in valutazioni in GBP che limitavano la volatilità al ribasso.

DICEMBRE 2020: E.U./U.K. OFFERTA SUL DIVORZIO RAGGIUNTA.

L’8 dicembre 2020, i leader dell’UE e del Regno Unito hanno raggiunto un accordo per l’imminente “divorzio”.

L’accordo delineava le disposizioni per il confine con l’Irlanda del Nord, UE / Regno Unito.

La cittadinanza e un accordo finanziario di £ 39 miliardi da pagare dal Regno Unito all’Europa.

Al momento dell’annuncio pubblico di un accordo raggiunto, il GBP ha registrato un rialzo dello 0,9% contro l’USD e oltre l’1% rispetto all’euro.

Un accordo di lavoro per una separazione ordinata delle strade tra il Regno Unito e l’E.U. è stato visto come una notizia positiva dai trader di valuta.

Con la scomparsa dell’ambiguità che circonda la Brexit, è tornata la fiducia nel potenziale futuro della GBP.

OTTOBRE 2020: RATIFICA DEL CONTRATTO DI DIVORZIO.

Al fine di garantire le condizioni definitive della Brexit, l’accordo di divorzio deve essere ratificato da diversi organi di voto indipendenti.

Sarà necessario il consenso maggioritario in entrambe le case del Parlamento britannico e del Consiglio dell’UE.

Affinché l’accordo venga approvato, almeno 20 nazioni che rappresentano il 65% della popolazione sindacale devono votare a favore dell’accordo.

31 GENNAIO 2020: U.K. LASCIA UFFICIALMENTE

Con un quadro governativo delineato e approvato da entrambe le parti, il Regno Unito lascerà l’Europa alle 23:00 del 31 gennaio 2020.

I tentativi governativi di firmare la data e l’ora effettive nella legge britannica sono stati abbandonati.

Questo sviluppo lascia aperta la possibilità di ritardare la Brexit Day con il voto parlamentare e l’approvazione dell’UE.

Ma sarà davvero l’ultima estensione?

Di certo la sterlina contro euro sarà la regina della volatilità.

Il 31 gennaio 2020 alle ore 23,00 inizierà la Brexit.

Con questo vogliamo dire che il processo verso la completa uscita del Regno Unito dall’UE sarà ancora lungo.

I passi necessari saranno i seguenti: entro la fine del 2020 le parti dovranno stabilire quelle che saranno le caratteristiche del futuro rapporto tra UE e Regno Unito.

Solo quanto questo accordo sarà definito, la Brexit diventerà completamente esecutiva.

Di conseguenza fino a quando non ci sarà l’accordo, la Brexit non andrà ad impattare su aziende e persone.

Ma se tutto sarà definito al momento del nuovo accordo tra le parti, perchè il 31 gennaio 2020 è una data storica?

La risposta è semplice: senza l’appuntamento del 31 gennaio 2020 non ci sarebbe l’apertura di alcun negoziato per la definizione del nuovo rapporto Inghilterra Regno Unito e Europa.

Ulteriore estensione Brexit fino a gennaio 2020

Una volta ratificato l’accordo di separazione ci sarà un periodo di transizione che durerà fino alla fine del 2020 e che potrà essere esteso fino alla fine del 2022.

Più tempo il Regno Unito impiegherà ad uscire e più breve sarà questa fase di transizione necessaria a stipulare un’intesa sul commercio.

Altre novità in arrivo da Londra sono previste in questi mesi!

Il rinvio della Brexit non sarà l’unica novità di rilievo a cui prestare attenzione.

Il Parlamento britannico si è espresso sulla richiesta avanzata da Boris Johnson e relativa alla convocazione di elezioni generali vinte dal suo partito a dicembre 2020.

Per la sterlina inglese insomma anche le prossime ore potrebbero rivelarsi ricche di colpi di scena.

Cosa accadrà al trading online dopo il Brexit

Da alcuni anni, il trading online sta crescendo di popolarità, sia tra gli operatori finanziari esperti che tra i neofiti dei mercati.

Si tratta di un modo intuitivo di speculare su diversi asset, con dei profitti chiaramente definiti a priori e dei rischi già calcolati in via preliminare.

Quando si fa trading si deve per forza scegliere tra due possibili risultati, come sulla base di un semplice sì o no.

Da questo tipo di previsione il trading prende il nome di negoziazione e per questo viene considerato uno delle opzioni finanziarie più semplici per fare trading online.

Le opzioni e il forex hanno un rischio e un rendimento non predeterminato.

Il contratto di trading è il riflesso di una probabilità.

Un contratto di opzione può essere scambiato a mercato tra un valore di massimo 50,000 euro fino a solo un euro, non importa cosa succeda al mercato sottostante.

Ciò significa che mentre fai trading con le opzioni è possibile identificare il potenziale profitto e il rischio all’inizio, prima ancora di impostare l’operazione che in gergo si chiama “trade”.

Il tuo profitto o la tua perdita esatta dipenderà dal prezzo dell’acquisto o della vendita del tuo trade. In questa maniera, sei sempre a conoscenza delle potenzialità di profitto e dei rischi prima ancora di negoziare.

Se il mercato ha un forte ribasso durante la notte, i trader possono fare trading sapendo che le loro perdite o profitti sono limitati alla direzione ribassista.

Se un trader opera in un mercato molto volatile, lui / lei può essere in grado di uscire dalla sua posizione quando il mercato torna alla sua posizione originale.

Gli investitori possono prendere in considerazione l’opzione proprio per proteggersi e gestire i propri rischi in questo momento di accresciuta volatilità, dato che le opzioni sono costruite con uno stop loss, cioè uno stop alle perdite predeterminato.

Conseguenze brexit sui broker Forex e CFD 2020

La maggior parte dei broker Forex e opzioni sono registrati a Cipro e regolamentati in Europa da parte della Cyprus Securities and Exchange Commission (CySEC).

Prima del referendum Brexit, qualsiasi broker registrato in uno dei paesi dell’Unione Europea era in grado di offrire i propri servizi allo stesso modo in tutti gli altri paesi membri.

Ora che il Regno Unito ha deciso di separarsi dalla UE, i broker Forex che hanno sede in altri paesi europei e aventi licenza in quei Paesi, potrebbero dover essere costretti a richiedere alle autorità nel Regno Unito una nuova licenza per offrire legalmente i propri servizi ai clienti inglesi.

I broker dovranno presentare ulteriori documenti e chiedere l’autorizzazione e nuove licenze alla Financial Conduct authority (FCA) in modo da essere compatibili con la legislazione del Regno Unito e fornire servizi regolamentati ai trader inglesi.

Invocare l’articolo 50 del trattato di Lisbona

Tuttavia, come osservato in precedenza, il processo di divorzio dalla UE si potrebbe prolungare fino a 2 anni, e la Gran Bretagna dovrà personalmente invocare l’articolo 50 del trattato di Lisbona.

In base a questa importante normativa, uno Stato membro può recedere dall’Unione europea in base alle proprie norme costituzionali.

Prima di tutto, l’Unione Europea deve ricevere la notifica di questa decisione secondo le linee guida del Consiglio Europeo e poi un successivo accordo sarà concluso con il Regno Unito.

Questo è l’inizio di un lungo e difficile processo di separazione.

Che cosa questo significhi in un linguaggio semplice è che ci vorrà del tempo affinchè il Regno Unito divenga completamente separato dalla UE e durante tutto questo periodo, i broker di opzioni con licenza e regolamentazione europea avranno tutto il tempo di applicare alla FCA per essere regolamentati e operare nel Regno Unito (anche se già molti broker già hanno la licenza FCA).

Brexit, cos’è? Significato e conseguenze

10 Febbraio 2020 – 13:29

19 Febbraio 2020 – 16:05

Cos’è la Brexit? Il significato e le conseguenze dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea

Cos’è la Brexit? Il significato e le conseguenze del termine sono finiti ripetutamente sotto i riflettori del mondo intero.

Il distacco definitivo tra Regno Unito e Unione europea è avvenuto come da programma (e dopo diversi rinvii) il 31 gennaio del 2020 e man mano che questa data si è avvicinata in molti si sono domandati cosa cambierà con la separazione.

Capire cos’è la Brexit, il suo significato e le sue conseguenze è oggi qualcosa di estremamente importante. L’uscita del Regno Unito dall’UE infatti avrà ripercussioni non soltanto a Nord della Manica, ma anche nell’intero Vecchio Continente (Italia compresa).

Cos’è la Brexit? sommario

Cos’è la Brexit? Significato

Il significato della parola Brexit fa riferimento all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea e deriva dalla crasi di due parole inglesi: Britain, “Gran Bretagna”, ed exit, “uscita” . Il termine è ormai entrato nel linguaggio di uso comune e negli ultimi anni è diventato inevitabilmente un sinonimo di profonda incertezza.

Il significato della Brexit però non è solo tecnico: come anticipato infatti l’uscita del Regno Unito dall’UE avrà conseguenze non solo sugli inglesi ma su tutta l’economia mondiale.

Il segnale lanciato dal popolo, prima con il referendum di giugno 2020 e poi ancora con le elezioni di dicembre 2020, ha messo in discussione il progetto Europa e ha sin da subito dato nuova linfa ai partiti euroscettici.

Brexit: gli step dal referendum ad oggi

Tramite il referendum del 23 giugno 2020 il Regno Unito ha dimostrato di voler lasciare l’Unione europea e si è definitivamente espresso a favore del Leave.

Il 29 marzo 2020, il primo ministro britannico Theresa May ha dato seguito alla volontà degli elettori presentando una notifica per l’uscita del paese dall’UE appellandosi all’articolo 50, dando tempo al Regno Unito e all’Unione europea fino al 29 marzo 2020 per negoziare un accordo.

Il 19 marzo 2020 le parti hanno concordato un piano di transizione di 21 mesi per evitare una hard Brexit, una sorta di salvagente di emergenza.

Il 15 gennaio 2020, il Parlamento inglese ha votato contro l’intesa trovata, con 432 contrari e 202 favorevoli. La stessa storia si è ripetuta più volte.

Il 7 giugno 2020, le continue opposizioni del Parlamento hanno portato la May a dimettersi e a lasciare il posto a Boris Johnson.

Il nuovo Primo ministro è riuscito a concordare un altro piano di divorzio con l’UE, mentre i termini della Brexit sono stati rinviati ancora dal 31 ottobre al 31 gennaio 2020.

Westminster ha bloccato anche l’accordo di Johnson, che ha così deciso di convocare nuove elezioni politiche per il 12 dicembre 2020. Il voto ha sancito la netta vittoria del Primo ministro.

Quest’ultimo è finalmente riuscito a far approvare la sua intesa che ha ricevuto il via libera anche da parte europea. Il 29 gennaio 2020 il Parlamento UE ha approvato il tutto aprendo le porte alla Brexit, concretizzatasi il 31 gennaio.

L’addio del Regno Unito però non è stato definitivo. Con la separazione si è infatti aperta una fase di transizione che durerà fino al 31 dicembre prossimo e durante la quale le parti dovranno accordarsi sulle loro relazioni future.

Le conseguenze

Avendo capito cos’è la Brexit e qual è il suo significato occorre ora focalizzarsi sulle possibili conseguenze del divorzio tra Regno Unito e Unione europea.

Una precisazione è comunque d’obbligo. Il periodo di transizione, come anticipato, durerà fino a dicembre. Soltanto allora le conseguenze della Brexit diverranno reali. Gli effetti del divorzio, comunque, si sono già fatti sentire nel corso degli anni

1. Le conseguenze politiche

Le conseguenze della Brexit sono state prima di tutto politiche. David Cameron ha annunciato le sue dimissioni da Primo ministro e da leader del Partito Conservatore. A sostituirlo è stata Theresa May, che ha tenuto le redini del Paese fino alla tarda primavera del 2020, quando ha lasciato la poltrona a Johnson.

La Brexit ha dato nuova linfa alle richieste della Scozia, con Nicola Sturgeon che ha domandato a gran voce l’indizione di un referendum sull’indipendenza. Allo stesso tempo, il Governo spagnolo ha richiesto il controllo congiunto di Gibilterra mentre Sinn Fein ha ipotizzato l’unione di Irlanda e Irlanda del Nord.

I partiti di estrema destra, soprattutto in Europa occidentale, hanno preso vigore grazie al significato stesso di Brexit.

2. Le conseguenze finanziarie

In un primo momento la Brexit ha reso i mercati finanziari più sensibili alle vulnerabilità della zona euro. La sterlina è scesa sui minimi di 30 anni e le borse mondiali hanno bruciato 2.000 miliardi in un solo giorno.

Gli investitori si chiedono se, alla luce dello shock Brexit, i governi della zona euro avranno la volontà e la capacità di rafforzare il sistema dell’Unione monetaria.

3. Le conseguenze economiche

La vittoria del Leave ha avuto forti conseguenze economiche sui mercati mondiali e il Regno Unito ha perso il suo livello di rating AAA. La Bank of England ha iniziato a tagliare i tassi di interesse e ha preso altre misure di emergenza per aiutare a fermare la corsa dell’economia inglese verso la recessione.

4) Le conseguenze commerciali

C’è ancora molta incertezza su questo fronte visto che, lasciata l’Unione europea il Regno Unito dovrà rivedere i rapporti commerciali non soltanto con il blocco, ma con il mondo intero.

I dettagli in merito verranno sicuramente sviscerati nel corso del periodo di transizione al via dal 1° febbraio.

Cosa accadrà a chi vive nel Regno Unito?

Nel Regno Unito si trovano oggi tantissime persone provenienti da altri Paesi UE ed extra UE. Ai cittadini che vivono in Gran Bretagna da almeno 5 anni sarà concessa l’opportunità di richiedere (entro e non oltre dicembre 2020) un permesso di soggiorno permanente. A coloro che risiedono nel Paese da meno di 5 anni invece toccherà richiedere un permesso temporaneo che avrà validità soltanto quinquennale.

I cittadini europei che non si metteranno in regola rischieranno di essere buttati fuori dal Regno Unito, stando a quanto emerso dalla linea dura di Johnson.

Cosa cambierà per i turisti?

Dal 1° gennaio 2021 scatteranno regole ancor più rigide. Entro tre giorni dall’arrivo, i turisti dovranno ottenere un visto elettronico che avrà una durata massima di tre mesi.

Per chi vorrà rimanere di più sarà necessaria la richiesta di permesso lavorativo. Per viaggiare (anche solo per svago) sarà indispensabile il passaporto biometrico mentre la carta d’identità non verrà più accettata.

Sarà ancora possibile trasferirsi a Londra?

Tra le conseguenze della Brexit come non annoverare quelle riguardanti la libera circolazione, alla quale verrà posto un enorme freno tramite l’uniformazione delle regole sull’immigrazione.

Chi vorrà trasferirsi nel Regno Unito sarà ammesso soltanto dopo aver dimostrato di aver già ottenuto un lavoro. Ogni cittadino europeo dovrà comunque versare una quota di 625 sterline al servizio sanitario nazionale.

Le cause della Brexit: perché il Regno Unito lascia l’UE

L’ostilità dei britannici nei confronti del Regno Unito ha iniziato a palesarsi sotto il Governo di Margaret Thatcher. La “Lady di ferro” – sempre stata una convinta euroscettica – si è ripetutamente scagliata contro i versamenti economici britannici da far confluire nelle casse del blocco.

Motivazioni economiche, motivazioni legati all’immigrazione e ancora motivazioni legate alla dipendenza dall’UE hanno spinto David Cameron (ex premier) a convocare l’atteso referendum.

Tramite il voto, tenutosi giovedì 23 giugno 2020, i britannici sono stati chiamati a decidere se il Regno Unito avrebbe dovuto lasciare o meno l’Unione europea. Il fronte Leave ha vinto (con il 51,9% dei voti) sul fronte Remain (48,1%).

L’affluenza al referendum è stata del 71,8%, con oltre 30 milioni di persone che hanno espresso la propria preferenza. In Scozia e Irlanda del Nord la maggioranza della popolazione ha votato per rimanere, ma il voto aggregato ha comunque fatto vincere il Leave.

Ecco dunque cos’è la Brexit, qual è il suo significato e soprattutto quali sono state e saranno le sue conseguenze sia sul Regno Unito che sul resto dell’UE.

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Brexit

Con il termine Brexit si indica l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, così come sancito dal referendum che si è svolto il 23 Giugno 2020.

Le conseguenze

Il risultato ha determinato una chiusura definitiva dell’Isola di Sua Maestà verso un’istituzione mai troppo amata oltre Manica, scarso feeling sempre sottolineato dalla mancata adesione all’Euro da parte della Gran Bretagna stessa.

La prima conseguenza della Brexit sono state le dimissioni dell’allora premier Cameron che, dopo l’iniziale parere favorevole, ha tentato fino all’ultimo di convicere gli elettori a votare per il Remain, del resto il Governo da lui presieduto è sempre stato accusato di non aver mai preso una posizione netta e definitiva, questa ambiguità sull’argomento ha fatto perdere importanza alle indicazioni di voto suggerite e lasciato, di fatto, una sorta di liberà che è sfociata in un risultato giudicato, da molti, sorprendente.

Trattativa e scenari possibili

La Gran Bretagna, euro o non euro, è comunque uno Stato importante in Europa, e non solo. D’altro canto, far parte dell’UE ha permesso alla Gran Bretagna di non rimanere isolata rispetto decisioni importanti in materia di economia e geopolitica.

Situazione politica in Gran Bretagna

L’attuale Governo britannico, presieduto da Boris Johnson dopo le dimissioni di Theresa May, ha chiesto e ottenuto la sospensione delle attività parlamentari per cinque settimane, volute per impedire che i suoi avversari politici blocchino il no deal.

Con la vittoria dei Tory, il partito Conservatore, Boris Johnson è diventato Primo Ministro inglese. Tutta la sua campagna elettorale si è basata sul motto Get Brexit done, portare a termine la Brexit, quindi questa tornata elettorale è valsa come una sorta di nuovo referendum. I mercati hanno salutato con favore l’esito di queste ultime elezioni politiche e ora si prosegue con le contrattazioni UE – UK.

Segui tutte le notizie e gli approfondimenti, tutte le conseguenze che la Brexit può comportare negli equilibri socio-politico-economici dell’Europa e non solo.

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