Apple non e piu regina di Wall Street, deve cedere ad Exxon

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Contents

Apple non è più regina di Wall Street, deve cedere ad Exxon

Investire in opzioni binarie è sicuramente un modo per rischiare poco e guadagnare tanto, ma per risicare un po’ di più del solito, sarà bene fare delle piccole incursioni anche nel mercato.

In quello americano c’è un evento molto importante del quale erano già disponibili delle avvisaglie nelle settimane e nei mesi scorsi: l’inversione di tendenza dell’incedere di Apple. Il titolo dell’azienda di Cupertino non convince più come quando c’era Steve Jobs e così ci si ritrova a fare i conti con i giudizi perentori degli investitori.

Venerdì, alla chiusura della Borsa di New York, i mercati hanno fatto segnare delle performance settimanali, così buone, che non si vedeva una cosa simile dal 2004. Le maggiori compagnie americane hanno portato a casa degli incoraggianti dati trimestrali. Sicuramente ha avuto un peso positivo la decisione votata alla Camera, di far scivolare fino alla metà di maggio il voto sul tetto del debito.

Un momento che per i mercati si può definire euforico, questo qui. Non per tutti, ovviamente e parliamo proprio di Apple che è stata la nota stonata nell’incedere armonioso di Wall Street. Apple ha diffuso i dati trimestrali e si parla ancora una volta di crescita, ma l’incremento è ben al di sotto delle aspettative e così gli azionisti hanno pensato bene di scatenare le vendite.

Adesso la regina di Wall Street è Exxon a conferma del fatto che il petrolio è sempre, periodicamente, in cima ai pensieri degli investitori.

Tag: wall street

Gli investitori aspettano le dichiarazioni della Federal Reserve

Questa sera sarà invece il turno delle Minute della Federal Reserve, il cui core sarà verosimilmente su forward guidance e mercato del lavoro. Sul fronte tapering la strada appare piuttosto…

di Luigi Boggi – 21 Maggio 2020

La crisi Ucraina Russia, spaventa i mercati finanziari

A Wall Street i principali indici hanno chiuso l’ultima seduta della settimana in ribasso a causa delle tensioni fra Ucraina e Russia. Il Dow Jones ha perso lo 0,85%, l’S&P500…

di Luigi Boggi – 28 Aprile 2020

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Opzioni binarie, attenzione ai dati di mercato

Quali sono i dati che muoveranno i mercati delle opzioni binarie? Il primo è senz’altro il meeting del FOMC le cui comunicazioni saranno rese pubbliche mercoledì sera nel primo speech…

di Luigi Boggi – 19 Marzo 2020

Twitter sta per sbarcare a Wall Street

Mancano 24 ore. Si avvicina, dunque, il grande giorno. Le azioni di Twitter a Wall Street andranno in vendita a partire da domani giovedì 7 novembre, ma la forchetta di…

di Luigi Boggi – 6 Novembre 2020

Borsa: cala Wall Street dopo i dati macroeconomici

Dopo la diffusione dei dati macroeconomici americani non si poteva evitare una reazione di Wall Street che ha chiuso la seduta della borsa in calo, visto che il report non…

di Luigi Boggi – 18 Maggio 2020

USA: crollo di Wall Street dopo Boston

Un attentato terroristico, di qualsiasi matrice, in genere, getta scompiglio nella società che a distanza di diversi giorni non riesce a capire come mai sia successo quello che è successo….

di Luigi Boggi – 26 Aprile 2020

USA: Wall Street in rialzo ma crolla Apple

Chi investe in opzioni binarie ed è abituato a rischiare un po’ con delle incursioni nel mondo dell’azionariato, ha sicuramente fatto caso a quello che è successo in America dove…

di Luigi Boggi – 14 Febbraio 2020

Apple non è più regina di Wall Street, deve cedere ad Exxon

Investire in opzioni binarie è sicuramente un modo per rischiare poco e guadagnare tanto, ma per risicare un po’ di più del solito, sarà bene fare delle piccole incursioni anche…

di Luigi Boggi – 28 Gennaio 2020

Le borse europee volano sul fiscal cliff

Il 2020 è iniziato sulla scia del superamento del fiscal cliff e per questo le maggiori piazze d’Europa ne hanno potuto approfittare in un crescendo di profitti. L’accordo raggiunto da…

di Luigi Boggi – 3 Gennaio 2020

Chi guadagna e chi perde a WS

Investire in opzioni binarie vuol dire anche fare delle piccole incursioni in Borsa, per questo le tendenze macroscopiche dei titoli devono sempre essere annotate dal buon investitore. Per avere indicazioni…

di Luigi Boggi – 10 Dicembre 2020

Opzioni binarie 60 secondi: cosa sapere

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie vietate: tiriamo le somme

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie, gli indicatori più importanti per principianti

di Valentina Cervelli

Trading: 24Option sospesa da Consob in Italia

di Valentina Cervelli

Opzioni binarie, Bande di Bollinger e Oscillatore RSI

di Valentina Cervelli

OpzioniBinarieLive is part of the network IsayBlog! whose license is owned by Nectivity Ltd.

Managing Editor: Alex Zarfati

OpzioniBinarieLive è un sito esclusivamente divulgativo e non può essere ritenuto responsabile degli investimenti effettuati dagli utenti.

LIBRE

Archivio del Tag ‘posti di lavoro’

Renzi stai sereno, con l’euro il tuo governo è già morto

Scritto il 01/3/14 • nella Categoria: idee • (7)

Tragica cosa per le persone di questo paese, non per ’sto egocentrico servo della finanza europea. Renzi fallirà come un cretino qualsiasi. Perché neppure può provarci. Non sto provocando, è che la sua è una missione impossibile. Se non fosse ’sto pupazzo pompato che è, se conoscesse l’Eurozona e la macroeconomia, non si sarebbe cacciato in questo pasticcio (e badate che sto dicendo che pure i suoi padroni speculatori ci smeneranno il muso, perché ’sto gioco di creare una moneta unica per distruggere mezza Europa e fare un gran banchetto si è già ritorto contro chi l’ha pensato. Gli speculatori ci hanno fatto un po’ di fortune per pochi anni, ma sta finendo). Per prima cosa Renzi si ritrova senza sovranità monetaria, quindi senza nessuna delle leve economiche fondamentali di cui deve godere un governo degno di questo nome, e di cui godono gli Usa, la Gran Bretagna, la Svezia o il Giappone.

L’Italia senza Fiat, Marchionne umilia il made in Italy

Scritto il 22/2/14 • nella Categoria: idee • ( Commenti disabilitati )

Forse ricorderete certi giorni drammatici della crisi greca. Sembrava che non solo l’economia del paese, ma lo Stato greco come istituzione fosse sul punto del fallimento senza ritorno. Spaventava una temuta analogia con l’Italia. La risposta rassicurante è sempre stata: ma in Grecia non c’è la Fiat. Da più di un un secolo, generazione dopo generazione, ci siamo abituati a essere una grande potenza industriale, perché intorno alla Fiat era cresciuta un fitta distesa di imprese. Non parlo solo dell’immenso indotto (che poi, a sua volta, creava altri indotti in settori simili quanto a materiali e lavorazioni ma per prodotti diversi, lontani dall’automobile). Anche la nostra immagine nel mondo era fatta di Fiat. Non solo perché non ci sarebbe stata Pirelli, senza Fiat, e non sarebbe durata fino ai nostri giorni la Ferrari senza Fiat. Ma perché la presenza, la continuità, l’internazionalizzazione della Fiat era una specie di garanzia vasta e implicita per ogni nuovo imprenditore italiano che debuttava nel mondo.

Meno e meglio: oggi sprechiamo metà del nostro cibo

Scritto il 17/2/14 • nella Categoria: segnalazioni • (2)

Le grandi aziende tramutano lo sperpero alimentare nel nuovo “trending topic” del marketing sociale aziendale. «Gli attuali dati sugli sprechi alimentari sono uno scandalo etico e morale», accusa Javier Guzmàn, direttore del centro Vsf che si occupa di “giustizia alimentare globale”. In Europa, si perdono o sperperano tra il 30% e il 50% degli alimenti sani e ancora commestibili lungo tutti gli anelli della catena agroalimentare, fino ad arrivare al consumatore finale. Le quantità alimentari che annualmente si sprecano nei 27 stati membri sono 89 milioni di tonnellate, ossia 179 chili per abitante. E senza contare quelle di origine agricola, generate nei processi di produzione, né gli scarti del pescato rigettato a mare. In un’informativa sui rifiuti alimentari, la stessa Fao segnala che nel 2007 la terra coltivata per generare sprechi era di 1,4 miliardi di ettari, il 28% della superficie coltivabile a livello mondiale, proprio mentre sta crescendo la pressione su queste risorse a fini non alimentari, cioè per speculazioni finanziarie o per produrre agrocombustibili.

Fusione Chrysler: ci guadagna solo la Fiat, non l’Italia

Scritto il 20/1/14 • nella Categoria: segnalazioni • (2)

L’accordo tra il gruppo Fiat e il sindacato Usa ha suscitato l’entusiasmo nei media italiani, del resto «facili da accendersi per l’impresa piemontese, dati i legami abbastanza stretti che corrono da sempre tra di essa e i nostri quotidiani più importanti». Al coro si sono uniti i soliti sindacalisti Cisl e Uil, nonché “Il Sole 24 Ore”, che parla di «successo del sistema Italia». Successo «del tutto relativo», secondo Vincenzo Comito, vista la quasi-estinzione della decantata “italianità” della Fiat: da tempo, un colosso come Fiat Industrial (camion, trattori, ruspe) «veleggia da un paradiso fiscale all’altro e l’Italia appare l’ultima delle sue preoccupazioni». Ora tocca all’auto. «Quasi ovviamente, il quartier generale del raggruppamento Fiat-Chrysler sarà trasferito negli Stati Uniti e rischiamo quindi di perdere qualche migliaio di posti di lavoro a Torino». Del resto, le vendite e la produzione in Italia sono briciole, mentre il titolo sarà quotato principalmente alla borsa di New York.

Rampini: il grande ritorno dei Padroni dell’Universo

Scritto il 19/1/14 • nella Categoria: segnalazioni • ( Commenti disabilitati )

C’è un fondo d’investimento che si compra un’intera città della California in bancarotta, c’è quello che controlla da solo il 7% di tutta la ricchezza mondiale, 15.000 miliardi di dollari, e c’è il finanziere d’assalto che sfida Apple. I “Masters of the Universe” sono tornati, osserva Federico Rampini: i giganti della finanza americana rinascono più forti che mai. «Il crac sistemico del 2008, che sembrava averli spezzati, è ormai un ricordo lontano: se ne accorge anche Hollywood, con il duo Martin Scorsese-Leonardo Di Caprio» che proprio a loro dedica a “The Wolf, il Lupo di Wall Street”, alla fine di un 2020 che ha visto Wall Street polverizzare ogni record, con l’indice Standard & Poor’s in rialzo del 30%. rispetto al primo gennaio. L’“Economist” dedica una copertina a Blackrock, il fondo d’investimento più grande del mondo, il primo azionista in metà delle 30 maggiori multinazionali del pianeta. E lo raffigura come una roccia nera che incombe su sfondo di cielo azzurro, «un’immagine che evoca Magritte oppure il monolito di Stanley Kubrick».

L’Italia ha perso la guerra, la ricostruzione non ci sarà

Scritto il 28/12/13 • nella Categoria: segnalazioni • (6)

Quelle che abbiamo attorno sono le macerie di una guerra. Lo afferma senza giri di parole il centro studi di Confindustria descrivendo questa crisi, ovvero la più drammatica recessione della nostra storia, dopo il secondo conflitto mondiale. A partire dal propagarsi nel mondo degli effetti reali della crisi iniziata con i “sub-prime”, lo sfacelo dell’economia è paragonabile a una guerra per i danni e le macerie che ha lasciato dietro di sé. In pochi anni sono svaniti quasi due milioni di posti di lavoro. E la drammatica morsa creditizia, operata dal sistema bancario, continuerà ancora a lungo, almeno fino al 2020 nello scenario più negativo. «Otto anni di vacche magre, anzi, scheletriche», annota Eugenio Orso. La catastrofica recessione neocapitalistica sta dando segni di luce in fondo al tunnel? Attenti: se la “guerra” è finita, «il dopoguerra potrà essere altrettanto negativo e socialmente drammatico». Parlano le cifre: oltre 7 milioni di senza lavoro e quasi 5 milioni di poveri.

Spagna, tragica lotteria: premio in palio, uno stipendio

Scritto il 11/12/13 • nella Categoria: segnalazioni • ( Commenti disabilitati )

Il lavoro rende liberi, recitava l’insegna irridente alle porte dell’inferno nazista, dove – oltre allo sterminio di massa – si sperimentava anche l’enorme vantaggio economico di milioni di operai ridotti in schiavitù. Oggi, dopo settant’anni, il lavoro come diritto è finito. E’ scomparso il lavoro come percorso di vita e progresso sociale, avverte Gennaro Carotenuto: «Il lavoro nel quale fare emergere le proprie capacità, il proprio impegno, la propria fatica e mettere a frutto le proprie inclinazioni e talenti è definitivamente alle nostre spalle». Adesso, sotto il regime dell’euro-rigore in cui deflagra la grande recessione occidentale, il lavoro stabile è il “sogno di una vita”, da raggiungere magari in età avanzata e per un colpo di fortuna. La notizia che arriva dalla Spagna «è di quelle difficili da digerire». Per il 6 gennaio un’impresa catalana, il gruppo Enrique Tomás, «metterà in palio in una lotteria abbinata a quella tradizionale del Niño, un posto di lavoro a tempo indeterminato».

L’oro di Berlino contro il dollaro? Finiremo nella bufera

Scritto il 05/11/13 • nella Categoria: idee • ( Commenti disabilitati )

Giusto il tempo di chiudere il capitolo “guerra in Siria” sbattendo la porta in faccia all’ambasciatore di Al-Qaeda, il capo dei servizi segreti sauditi Bandar Bin Sultan, ed ecco che la violenza terrorista esplode simultaneamente al confine con l’Iran, a Volgograd in Russia e in piazza Tienanmen a Pechino, cioè a casa dei sostenitori di Assad che hanno appena fermato i missili Nato nel Mediterraneo. L’America di Obama? Infangata dagli imbarazzi del Datagate e decisa a farla pagare cara a Snowden e Assange, il quale – fra le rituali proteste dei governi europei, coinvolti fino al collo nello spionaggio Usa – rivela che «un ministro dell’Ue collabora attivamente con la Cia». Il clamore per lo scandalo planetario, sostiene Antonio De Martini, in realtà nasconde la vera “bomba” in arrivo, e cioè la crisi dell’euro. E se collassa l’Europa, salta in aria l’unico soggetto «in grado di competere con gli Usa a livello mondiale», e di mettere in crisi l’arma principale del dominio americano: il dollaro.

Finiremo come il cavallo quando arrivò il treno a vapore

Scritto il 03/11/13 • nella Categoria: idee • (1)

S’intitola “Inequality for All” il film-documentario che in questi giorni porta nelle sale americane le lezioni universitarie in cui Robert Reich, docente di Berkeley ed ex ministro del lavoro di Bill Clinton, denuncia gli effetti sociali dirompenti dell’accentuazione delle diseguaglianze che si è verificata negli Usa: un fossato tra ricchi e resto della società di una profondità mai vista dagli anni ‘20 del Novecento. E mentre Obama promette posti di lavoro per un ceto medio che sta scomparendo, Sidney Blumenthal spiega che i democratici imposteranno la campagna presidenziale del 2020 proprio sulle diseguaglianze. Nelle librerie è appena arrivato “Average is Over”, un saggio di Tyler Cowen nel quale l’economista della George Mason University disegna scenari futuri allarmanti: i ceti intermedi scompariranno, e solo il 10-15% della popolazione resta al riparo dalla crisi, svolgendo professioni non intaccate dall’automazione o avendo imparato e dominare le macchine e a migliorarne il rendimento.

Benessere sostenibile, togliendo la moneta ai banchieri

Scritto il 28/10/13 • nella Categoria: idee • (2)

Banchieri padroni e governi-fantoccio: così, riassume Marco Della Luna, può finire in ginocchio persino il governo Usa, travolgendo il mondo intero nel suo volontario default. Tutto questo, mentre l’Italia affonda nella recessione e nella disoccupazione per mancanza di investimenti. Siamo soffocati dalle tasse, dal crollo della domanda e dai tagli del welfare. Ridurre il debito pubblico? Operazione velleitaria, che si scontra col calo costante di Pil e produttività. Intendiamoci: «Il debito pubblico di quasi tutti i grandi paesi è praticamente inestinguibile in quanto al capitale, e sempre meno sostenibile in quanto agli interessi». La Banca dei Regolamenti Internazionali lancia l’allarme sull’indebitamento mondiale e la bolla speculativa, che hanno prodotto condizioni ancora più esplosive di quelle del 2008. E i “quantitative easing” della Fed, della Bce e di altre banche centrali si sono tradotti in prestiti a basso interesse, che le banche reinvestono nella speculazione e non nell’economia reale. La bolla finanziaria è tale da provocare il global meltdown: titoli pubblici svalutati nei portafogli delle banche su scala mondiale, e istituti di credito senza più soldi.

Ragnedda: condannati dall’euro, come Atene e Lisbona

Scritto il 24/10/13 • nella Categoria: idee • (3)

Il Portogallo sprofonda come la Grecia e anticipa quello che potrebbe accadere all’Italia. Uno schema micidiale: gli Stati europei si indebitano, esattamente come tutti gli altri Stati al mondo, ma «non potendo emettere moneta (a differenza del Giappone, degli Usa, dell’Inghilterra e della Svizzera) chiedono aiuto alla Troika». Bce, Fmi e Unione Europea ben volentieri concedono prestiti, ovviamente a condizioni-capestro: indietro non vogliono solo i soldi che prestati (più gli interessi usurai) ma impongono anche un insieme di misure antisociali per “snellire” il welfare. Così, riassume Massimo Ragnedda, lo Stato non più sovrano è costretto a comportarsi come i cittadini «indebitati e disperati», che chiedono “aiuto” agli strozzini. Si accettano i vincoli e i tagli più drammatici alla spesa pubblica, pur sapendo che non faranno che aggravare la crisi. E’ tutto orribilmente semplice: «Gli Stati un tempo sovrani sono così costretti a vendere i gioielli di famiglia (come fanno gli strozzati dagli usurai), licenziare dipendenti pubblici, ridurre la sanità pubblica, tagliare i finanziamenti alla scuola e alla ricerca, ridurre le pensioni».

Ville e castelli, grande svendita dei tesori degli italiani

Scritto il 16/10/13 • nella Categoria: segnalazioni • (2)

Il governo italiano prevede la vendita della villa del Grande Inquisitore, del Forte dei Papi e di una delle isole della laguna veneta, allo scopo di tagliare il deficit di bilancio. Secondo quanto riportato dai mass media italiani, la dismissione di questi 50 luoghi di prestigio dovrà apportare al Tesoro all’incirca 500 milioni di euro. Si dice che il passaggio ai privati di parte del patrimonio immobiliare dello Stato permetterà di contenere il deficit di bilancio nel 2020 entro la soglia del 3% del Pil, come esige l’Unione Europea. A parte la riscossione immediata di questi importi, il governo auspica che le ville e i castelli siano convertiti in ristoranti, musei ed alberghi, così da consentire la creazione di nuovi posti di lavoro.

Miglior broker di opzioni binarie 2020:
  • BINARIUM
    BINARIUM

    Il miglior broker di opzioni binarie!
    Allenamento gratuito!
    Ideale per i principianti!
    Ottieni il tuo bonus di iscrizione!

Like this post? Please share to your friends:
Enciclopedia delle opzioni binarie
Lascia un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: