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ADV: sui canali kids raccolta in calo

I canali televisivi tematici rivolti ai bambini e ai ragazzi sono un terreno da sempre appetibile per gli investitori pubblicitari, eppure nell’ultimo periodo la raccolta è in calo. A dirlo sono i dati Nielsen che fanno due discorsi distinti tra audience e raccolta pubblicitaria.

L’audience dei canali televisivi per bambini e ragazzi è in crescita ma la pubblicità sembra mietere sempre meno risultati. Parla chiaro Nielsen spiegando che la cosiddetta gallina dalle uova d’oro, sembra non avere più lo charme di una volta.

Il fatto è che l’offerta televisiva per i più piccoli, sia essa sui canali satellitari o su quelli del digitale terrestre, è in continuo aumento, mentre la raccolta pubblicitaria collegata ha subito una battuta d’arresto dopo il grande incremento ottenuto nel biennio 2020.

Infatti, in questi due anni, la raccolta è passata da 24 milioni di euro a 68 milioni euro, un’impennata che in termini percentuali è valutata nel +86,3 per canto. Se invece andiamo a guardare i risultati del primo bimestre del 2020, scopriamo che la situazione è cambiata molto: sono stati raccolti infatti, soltanto 6,4 milioni di euro tra gennaio e febbraio, che sono il 25 per cento in meno rispetto allo stesso bimestre del 2020.

Tag: pubblicità

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ADV: sui canali kids raccolta in calo

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Per Turner e Boing raccolta in crescita del 4% per i canali free e del 14% per il pay

Le Iniziative Speciali rappresentano il 15% delle entrate pubblicitarie, mentre sono raddoppiate rispetto all’anno precedente, totalizzando il 25% dell’intero fatturato adv

I canali Turner (Cartoon Network e Boomerang) e Boing (Cartoonito e Boing) nati dalla joint venture Turner e RTI Mediaset, chiudono un 2020 ricco di successi e importanti novità. Ottime le performance su tutti i touch point del gruppo. I canali hanno raggiunto complessivamente 35 milioni di individui ed oltre il 90% dei bambini dai 4 agli 11 anni.

Ascolti e performance dei canali free

Nel 2020 Boing editore si è confermato leader in Italia sul target 4-14 con il 12,3% di share kids e l’1,8% di share individui nelle 24 ore. Nel dettaglio, Boing è il primo canale kids sul target 4-14 con il 7,5% di share kids, oltre 1,2 milioni di bambini raggiunti ogni giorno e lo 0,9% di share individui nelle 24 ore. Ottimi, inoltre, i risultati delle produzioni originali, tutte top show di Boing nella stagione autunnale. “Ben 10 – La Sfida”, il game show condotto da Michelle Carpente, ha raggiunto oltre 3 milioni di individui e l’1% di share media sugli individui in pieno prime time televisivo. Nelle date di messa in onda, è stato lo show più visto tra tutti i canali kids alle 20. Successo anche per la seconda edizione di “Adventure Time – Missione Finntastica”, che ha raggiunto oltre 4 milioni di individui. Bene anche “Boing Ready Go!”, il game-show del canale incentrato sul gioco di squadra, che ha raggiunto nella puntata finale un ascolto pari a 225k individui con l’1% di share alle 20. Ottimi anche i risultati di Cartoonito, che completa l’offerta televisiva sul target prescolare e che nel 2020 si è posizionato come primo canale commerciale sui kids 4-7 raggiungendo il 4,8% di share sui kids 4-14 e circa il 9% di share sul target di riferimento. Cartoonito e Boing si posizionano pari merito al primo posto come canali commerciali kids sul totale individui con lo 0,9% di share nelle 24 ore.

Ascolti e performance dei canali pay

Ottime le performance anche dei canali pay su piattaforma Sky: Cartoon Network e Boomerang. Grande successo per Cartoon Network che conquista la leadership sui canali kids pay. Tra i top show del canale: “Teen Titans Go!”, “Lo Straordinario Mondo di Gumball” e “Uncle Grandpa”. Da segnalare, inoltre, i risultati che hanno riscosso nel corso dell’anno i nuovi show lanciati su Boomerang come “New Looney Tunes” e “Wacky Races”, diventati da subito top show del canale.

Raccolta pubblicitaria

Sul fronte della raccolta pubblicitaria, l’anno si chiude con una crescita del 4% per i canali free (concessionaria per la tv Publitalia’80 e per il digital Mediamond) e del 14% per i canali pay (concessionaria Cairo Pubblicità). Le Sponsorship & Promotion, ovvero le iniziative speciali, continuano a crescere, coinvolgendo sempre di più i siti web e le app, e rappresentano il 15% del fatturato pubblicitario di Boing e Cartoonito. Nel 2020 le S&P di Cartoon Network e Boomerang sono raddoppiate rispetta l’anno precedente e hanno raccolto il 25% dell’intero fatturato pubblicitario. Le revenues digital, inoltre, sono cresciute del 30% rispetto il 2020. Nel corso dell’anno si è sempre più affermato il trend crossmediale dei progetti realizzati dal team S&P di Turner. La costante implementazione nelle iniziative speciali dei siti web e delle app dei canali Turner e Boing ha permesso di realizzare progetti di native advertising sempre più efficaci, dando la possibilità ai clienti di coinvolgere i fan in un’esperienza unica, interattiva e di intrattenimento.

Sul fronte digital

Sul fronte digitale, nel corso dell’anno sono state oltre 32 milioni le pagine viste sui siti Turner e Boing e più di 750 mila i like sulle pagine Facebook dei diversi brand. 10 milioni, inoltre, i video visti sui canali YouTube e 2 milioni le app downloadate. Nel corso del 2020 sono stati lanciati, inoltre, l’account Instagram di Boing, l’app di “Ben 10 – La Sfida” e “Cartoonito – La Mia Prima App”, la collana di applicazioni gratuite volte ad intrattenere e a stimolare la curiosità dei bambini in età prescolare. Lo scorso anno sono stati lanciati, inoltre, i mini siti dedicati a “The Powerpuff Girls” e “Ben 10”, oltre alle app “Ben 10 – Sempre Più Forti”, “Powerpuff Girls Storymaker” e “Boomerang All Stars”.

Licensing & Merchandising

Sul fronte Licensing & Merchandising la crescita si attesta a doppia cifra per i due partner, Turner e Boing, che rappresentano in Italia le properties di Cartoon Networkn oltre a Holly e Benji e ai brand Boing e Cartoonito. Un portfolio particolarmente ricco è stato sviluppato nel corso del 2020 e nuove importanti partnership sono previste, inoltre, per il 2020. Le attività di L&M nel 2020 hanno visto il rilancio delle Powerpuff Girls e, dopo le partnership siglate nel mondo fashion kids con Original Marines e OVS, sono previsti nuovi importanti accordi di licenza. Ma il 2020 sarà anche l’anno di Ben 10 che, dopo il lancio nella seconda metà del 2020 della master Toy Playmates distribuita in Italia da Giochi Preziosi, vedrà arrivare tanti nuovi prodotti con protagonista Ben e i suoi alieni.

Le anticipazioni di programmazione

Intanto, il 2020 si prospetta per i canali Boing e Turner particolarmente ricco di importanti novità anche per quanto riguarda la programmazione. A gennaio è arrivata su Boing la nuova produzione originale del canale: “My Personal Hero”, con protagonista il campione del motociclismo Fabio Massei. A febbraio, invece, approderà in esclusiva prima tv free l’attesa serie teen “Monica Chef”, oltre alle inedite puntate di “Ben 10 – La Sfida”. Poi, su Cartoonito, da febbraio arriverà in esclusiva prima tv free la nuova serie prescolare all’insegna dell’azione e dell’amicizia: “Robot Trains”, nata dai creatori di “Super Wings”. Su Cartoon Network, sempre a febbraio, andranno in onda in esclusiva prima tv i nuovi episodi di “Teen Titans Go!”, “Piovono Polpette” e “Ben 10”, e nel prossimo semestre approderà la nuova serie “Unikitty”. Su Boomerang, da febbraio 2020, arriveranno, infine, i nuovi episodi di “Paf il cane” e “Oddbods”.

Autore: Redazione – 15/11/2020

“Digitale, singolare, femminile”: tutti i numeri del portale verticale DiLei

Pianificare pubblicità su DiLei significa raggiungere un target molto ampio e di pregio. Il magazine infatti è saldamente nel podio dei siti al femminile italiani, con una total digital audience di 4,5 milioni di utenti mensili, di cui il 63 % composto da donne, con un’elevata percentuale di istruzione superiore, pari all’81%. Inoltre, a livello di di profilazione del target, la CRU (Custom Roll Up) Responsabile d’acquisto pesa per DiLei il 72%. Ciò significa che se un inserzionista pianifica una campagna su DiLei va a interessare l’audience più protagonista della spesa delle famiglie italiane. Grazie ai dati di prima parte di Italiaonline, le campagne in audience targeting hanno risultati superiori ai benchmark di mercato, in particolare su alcuni target di eccellenza, tipicamente le fasce d’età più alto spendenti, sia donne che uomini. Relativamente alle campagne in audience targeting su DiLei, la viewability dei formati preroll su desktop è al di sopra dell’80% (dati Moat, set-ott ’18) e la viewability dei formati MPU top su tutti i device è dell’80% (dati IAS, set ’18) per una brand safety complessiva del 98% (dati IAS, 1H ’18). Pianificare su DiLei è possibile in tutti i formati per mezzo dell’offerta che iOL Advertising, la concessionaria di digital adv di Italiaonline, mette a disposizione degli inserzionisti, con ottimi risultati in termini di viewability e completion rate, in un ambiente assolutamente brand-safe.

Autore: Redazione – 07/04/2020

Fiat e Francis Ford Coppola, uno spot per abbracciare l’Italia

Francis Ford Coppola abbraccia l’Italia stremata dal Covid-19. Uno spot, tramite Fiat, che giunge improvviso, con la voce narrante di uno dei più grandi registi cinematografici, in concomitanza con il suo 81esimo compleanno, festeggiato appunto il 7 di aprile. ”Ciao Italia” si ode al principio del filmato, realizzato in sinergia con l’ambasciata italiana, con musiche di Flavio Ibba e la produzione dell’agenzia Migrante di Los Angeles. Un vero e proprio omaggio alla terra d’origine per il plurivincitore di Oscar, dietro la macchina da presa della saga de Il Padrino o anche di Apocalypse Now. Sono cinquanta secondi di incoraggiamento che evocano le tante difficoltà, ben peggiori dell’attuale virus, che hanno colpito il nostro Paese nella sua lunga storia, traversie dalle quali si è sempre saputo rialzare. Coppola, nipote di immigrati di Bernalda, città in provincia di Matera, dichiara: “Siamo con te, con amore“.

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Autore: Redazione – 17/04/2020

Barometro Hearst: cosa ci manca di più in questa quarantena?

Terza settimana di rilevazione dell’opinione pubblica sulle piattaforme del digitale italiano, grazie ai dati di Pulsar: cosa pensiamo del Coronavirus oggi? Con l’arrivo della bella stagione abbiamo una grande voglia di cambiar pagine, di chiudere con la Fase 1. Si parla in generale un po’ di meno sui social media, con un sentiment complessivo che migliora di due punti percentuali verso l’ottimismo. Cambia la qualità degli argomenti con i quali le testate tradizionali raccolgono più like su Facebook: compaiono più volte farmaci e vaccini, si inizia a pensare concretamente alle vacanze. Ma si inizia a parlare di inchieste giudiziarie e il tono polemico della conversazione politica è più evidente. Poco pragmatismo, molto pensiero emozionale e magico: un tono tipico dei social media, tanto più evidente in un paese mediterraneo come l’Italia. La nuvola degli argomenti mostra sempre una grande attenzione al privato: la quarantena è vissuta con fatica e ha sentiment negativo, mente l’hashtag #iorestoacasa racconta di una vita quotidiana tutto sommato serena. Su Instagram, dove le notizie sono meno prominenti, la Pasqua prende decisamente il sopravvento sull’epidemia. Cosa ci manca di più Cosa ci manca di più in questa quarantena? Daniele Marini, Professore all’Università di Padova e Direttore scientifico di Community Research and Analysis, risponde con una lettura dei dati: “Vediamo calare il lavoro, dal 19-20% al 15%. Più che perdere di importanza, direi che in queste tre settimane abbiamo imparato a fare smart working. Molti di noi sono stati capaci di traslare il lavoro dal fisico al metafisico e, in parte, si inizia a intravedere un primo ritorno in ufficio. Si è parlato molto di smart working a fine marzo e si ritorna a parlarne un po’ negli ultimi giorni per le indicazioni della Fase 2. Quello che invece non è stato possibile sostituire del tutto con il digitale è la natura, il contatto fisico, uscire con gli amici. Con il passare dei giorni, finito l’entusiasmo per i ritrovi in videochat, emergono forte i bisogni relativi all’area della socializzazione: le vacanze come momento di vita all’aria aperta, gli amici più per il contatto fisico che per la vita notturna”. L’ambiente domestico La lettura di Marini trova conferma nei dati relativi alla conversazione sull’ambiente domestico. Nel corso delle tre settimane il letto perde di importanza, se ne parlava nel 38% dei casi a fine marzo mentre siamo adesso al 20%. Stiamo leggermente di più in cucina ma molto di più a chiacchierare a tavola (dal 15% al 21%). Il balcone e il terrazzo sono quasi raddoppiati nelle tre settimane, dal 13% al 25%: la valenza è cambiata, non è più il balcone della bandiera e degli applausi. Sulle grandi testate lifestyle si parla ormai di tintarella da appartamento, tutto pur di assaporare una primavera che ci deve far dimenticare l’orrore delle settimane passate. Il sentiment verso il futuro migliora, passando dal 47% della scorsa settimana al 51% della settimana di Pasqua. I personaggi La rilevazione mostra una prima fase, con picco il 22 marzo, dominata dalla conversazione riguardo ai medici, gli eroi tanto rappresentati anche dai magazine di tutto il mondo. In quel momento la share of voice di circa 16 mila messaggi era questa: 81,5% medici in genere, 12,5% virologi, 4% psicologi e 2% economisti. Il 14 aprile invece in 9 mila messaggi i medici sono scesi al 64,8%, quasi raddoppiati i virologi al 21,6%, più che raddoppiati gli psicologi al 9,6% mentre gli economisti rappresentano il 4% dei messaggi. Un dato che ancora una volta sembra rappresentare una realtà molto emotiva e poco fattuale, dove c’è grande bisogno di gestire il mondo interiore ma forse una consapevolezza un po’ carente rispetto alle competenze necessarie per affrontare la crisi economica più grave dell’ultimo secolo. Rispetto a Colao, alla testa della task force per la Fase 2, rileviamo 50 mila messaggi nell’ultima settimana con un sentiment relativamente negativo come intensità ma molto presente come percentuale (circa 5 a 1). L’emozione dominante nei suoi confronti risulta la paura. Parole più spesso associate al suo nome: nel quadrante positivo la professionalità e il track record, per la vox populi “è un pezzo da novanta”. Nel quadrante negativo invece parole come Bilderberg, austerità, la Grecia, le questioni di legittimità istituzionale e, scatenati dal suo passato in Vodafone, addirittura il grande fantasma complottista del 5G e molte paure per il rischio di controllo sociale esercitato grazie alle app di contact tracing. I brand Sentiment decisamente positivo invece per i brand attivi con donazioni, con share of voice pari a 28% per Decathlon, 21% per Armani, 18% per Valentino, 8% per Pirelli, 4% per Bulgari, 3,5% per Calzedonia, 2,9% per Fondazione Angelini e poi via via molti altri nomi italiani con percentuali molto piccole.

Autore: Redazione – 17/04/2020

In un momento di totale incertezza circa il futuro, la risposta di MediaCom è nel concetto di adattamento

“Adaptive People, Adaptive Brands: l’Italia al tempo del Coronavirus”, è la ricerca di MediaCom che analizza e descrive l’adattamento del consumatore e dei brand alle conseguenze della pandemia. Punto di partenza del lavoro è la raccolta e rielaborazione di una molteplicità di dati: quelli provenienti dalle tradizionali fonti informative, quelli derivanti dall’imponente studio continuativo effettuato da Kantar sui comportamenti e i consumi dal diffondersi del virus in Italia, e infine dall’analisi ad-hoc effettuata da MediaCom sul comportamento digitale dei consumatori sulle due principali piattaforme quali Google e Amazon. Un lavoro completo quindi, che aggrega i contributi delle più accreditate fonti di dati ad elaborazioni e approfondimenti proprietari. Atteggiamenti e reazioni degli italiani Il lavoro di MediaCom analizza in primis gli atteggiamenti e le reazioni degli italiani a questo evento inaspettato. Accanto a quelli estremamente preoccupati per la propria salute (il 17% si descrive come maggiormente pessimista) gran parte dei quali faticherà maggiormente a ritornare alla vita di tutti i giorni per un periodo piuttosto lungo, molti manifestano preoccupazione per le proprie finanze. Il fenomeno più interessante, e forse la vera eredità di questa pandemia, si conferma essere l’incremento dei consumi digitali: alcuni individui hanno affrontato l’esperienza dell’e-commerce per la prima volta e sono nati acquirenti online di nuove categorie merceologiche. Volenti o nolenti la digitalizzazione dello scaffale per molti clienti ha subito un’impennata irreversibile di cui non si potrà non tenere conto. In questo periodo, come mai prima, siamo di fronte a cambiamenti molto veloci e dalle direzioni imprevedibili, alcuni dei quali lasceranno un segno (positivo) indelebile in termini di rivoluzione digitale. Ma c’è anche e soprattutto, tra i più ottimisti, una voglia di normalità, o meglio la ricerca di una nuova normalità. Su Google e Amazon Dall’analisi puntuale di MediaCom sul comportamento dei consumatori su Google e Amazon emerge la ricerca certamente di informazioni e aggiornamenti su Covid 19 e conseguenze, ma anche la voglia di intrattenimento e anche di gratificazioni e coccole all’interno delle proprie mura domestiche. I trend di ricerca a confronto anno su anno mostrano un consumatore che si è già adattato al “new normal” e che continua giorno per giorno a modificare il proprio comportamento di ricerca e i propri acquisti (al di fuori dei beni di prima necessità) sulla base del cambiamento della situazione e delle esigenze che la situazione stessa determina. Dalla palestra all’home fitness, dai ristoranti alle ricette home made, dalla ricerca di lavoro alla ricerca sulla cassa integrazione, così mutano quotidianamente gli interessi e le ricerche online. I messaggi dei brand Per capire invece come si stanno muovendo i brand all’interno della crisi, MediaCom ha analizzato più di 6.000 campagne tv andate on air durante settimane di lockdown, identificando 6 diversi territori di comunicazione, catalogando gli spot on air e le attività editoriali online sulla base della tipologia di messaggio creativo utilizzato. Sono quindi emerse 6 tipologie di messaggi dei brand: patriottici e incoraggianti, opportunistici, solidali, sociali, filantropici e epicurei. Adattare le campagne al momento sembra essere quanto mai opportuno, ma questo processo richiede un’attenzione e una sensibilità estrema. Quanto emerge dalla ricerca Kantar Covid-19 barometer ci insegna che le persone chiedono ai brand pragmatismo. Quello che si aspettano è un supporto e un aiuto concreto, anche sulle piccole cose, più che proclami di solidarietà e vicinanza, a meno che questi non siano accompagnati da azioni concrete e dimostrabili. L’influencer marketing Infine è bene sottolineare che anche l’influencer marketing vive un momento di cambiamento: da un punto di vista “editoriale” si sta assistendo a una forte vivacità, contraddistinta da una reattività degli influencer stessi, che si sono adattati al nuovo contesto e alla maggiore disponibilità di tempo degli utenti, creando nuovi format e modificando anche la tipologia di contenuti proposti. Nuovi format e nuovi contenuti che rispondono anche a esigenze di mercato, dovute all’iniziale stop degli investimenti da parte dei brand. In un momento di domande generate da una totale incertezza circa il futuro, la risposta di MediaCom sta quindi nel concetto di adattamento. Adattarsi per non fermarsi, adattarsi per migliorarsi.

Autore: Redazione – 17/04/2020

Realtà Aumentata e SEO: Pro Web Consulting approfondisce il tema in un white paper

Pro Web Consulting, società di consulenza parte di Cerved Group, porta avanti il proprio impegno nella divulgazione a tema SEO e digital marketing strategico, con un nuovo white paper dedicato a un argomento molto attuale e ancora sperimentale, almeno sul mercato italiano: le integrazioni dell’Augmented Reality nella strategia di marketing online e SEO, in particolare. “Realtà Aumentata e SEO: le potenzialità dell’AR applicate al digital marketing” è un’analisi delle possibili features già implementabili e dei vantaggi che possono portare in termini di engagement e di conversioni sugli utenti, scaricabile gratuitamente. Argomenti Tra i temi trattati: la realtà aumentata e la sua utilità nel mondo reale, l’integrazione dell’AR nella strategia digitale, l’applicazione dell’AR alle SERP per una SEO potenziata. Sono molti i brand internazionali che stanno già testando campagne AR in punto vendita o sui social media, con ottimi ritorni, così come grazie ad alcune integrazioni tecniche di codice, è possibile potenziare i propri risultati in SERP grazie all’AR, aumentando l’efficacia della SEO nel catturare l’attenzione dell’utente, cosa che già accade sulle SERP americane. Infatti, secondo dati raccolti da Goldman Sachs Global Investment, entro il 2025 la realtà aumentata dovrebbe arrivare a produrre oltre 1,6 miliardi di dollari nel solo settore retail negli Usa. L’argomento verrà approfondito il 22 aprile anche in un webinar dedicato agli studenti dell’Università degli Studi di Genova, all’interno di un progetto di Distance Learning nell’ambito dell’insegnamento Comunicazione Digitale per il corso di Laurea triennale in Scienze della Comunicazione, portato avanti dai docenti Saverio Iacono e Gianni Vercelli.

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