NON CI SI PUÒ ESPORRE. A meno che non si seguano scrupolosamente precise indicazioni: usare sempre una crema solare con protezione di SPF 50+ contro gli Uvb, protezione anche contro gli Uva (per le creme solari ci deve essere un rapporto sempre più equilibrato per le radiazioni Uvb e Uva) e protezione anche per le radiazioni della luce visibile, con filtri sia chimici sia fisici. Ricordarsi di applicare la crema solare quotidianamente da aprile a ottobre, in modo che il sole cittadino non accentui le discromie; ridurre il tempo totale di esposizione; proteggersi con un cappello a tesa larga o sotto l’ombrellone. «Questi consigli valgono per tutti i tipi di macchie, anche se le chiazze non sono tutte uguali», chiarisce Giampetruzzi. «Le lentigo solari sono macchie brunastre che, a partire dai 40 anni circa e con l’avanzare dell’età, si manifestano su viso, dorso delle mani, décolleté, mentre il cloasma o melasma è un’accentuata pigmentazione della cute che colpisce le donne in alcune zone specifiche del volto, come fronte, guance, labbro superiore. All’origine di quest’ultimo inestetismo ci possono essere trattamenti come epilazioni o cerette, assunzione di farmaci fotosensibilizzanti come alcuni antibiotici o antidepressivi, disturbi ormonali o l’assunzione di alcune pillole contraccettive».



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