Le miodesopsie

C’è chi crede di avere una ragnatela davanti agli occhi e si ritrae bruscamente, chi è convinto che ci sia un moscerino nella stanza e cerca di acchiapparlo, chi pensa di avere un capello incastrato nelle ciglia e tenta invano di toglierlo o, ancora, chi percepisce dei filamenti fluttuanti che disturbano la vista. Le miodesopsie, meglio conosciute come mosche volanti, sono un disturbo visivo molto diffuso, che compare soprattutto dopo i 40-50 anni d’età.

Cosa sono

Cosa sono«Si tratta di piccoli corpi mobili presenti all’interno dell’occhio, che si muovono quando ruotiamo e spostiamo lo sguardo da una parte all’altra», spiega Lucio Buratto, direttore del Centro Oftalmico Ambrosiano di Milano. «Questi si formano perché il corpo vitreo con l’invecchiamento o il susseguirsi di altre cause si modifica e dà origine a degli addensamenti». Queste opacità filamentose «bloccano» le fonti luminose e proiettano le loro ombre sulla retina. In questo modo producono il fastidioso fenomeno delle mosche volanti, che tormentano la visione e creano spesso disagio.

Dipendono anche dall’invecchiamento

Dipendono anche dall'invecchiamentoCon l’avanzare dell’età, si assiste a una degenerazione delle fibre di collagene che, insieme all’acido ialuronico, costituiscono l’impalcatura del corpo vitreo. Quando l’occhio invecchia questi filamenti possono sfilacciarsi, staccarsi dalla massa e diventare visibili. «Questo disturbo può comparire anche in giovane età, soprattutto in chi soffre di miopia di media-alta entità. Ciò sembrerebbe causato dall’allungamento dell’occhio miope che esercita anche il distacco del vitreo», continua Buratto. Le miodesopsie, però, possono essere generate anche da:

  • traumi,
  • infiammazioni oculari,
  • interventi chirurgici pregressi,
  • patologie cardiovascolari.

Va controllata la retina

Va controllata la retinaLe mosche volanti sono fastidiose ma non pericolose, né in grado di compromettere la vista. Risultano particolarmente evidenti quando si fissa una parete bianca. Chi le avverte continua a vedere tutto. Con la sovrapposizione di questi corpi mobili però si guarda una superficie luminosa o si rivolgono gli occhi chiusi verso una sorgente di luce come il sole. «Alle prime avvisaglie, comunque, è sempre opportuno rivolgersi a un oculista per sottoporsi a una visita, specialmente se il disturbo compare all’improvviso ed è accompagnato da fotopsie, cioè flash luminosi», suggerisce lo specialista. «In questi casi, infatti, potrebbe essersi verificata una rottura alla retina che potrebbe condurre a un distacco della retina stessa».

Come rallentare l’invecchiamento

acquaNessuno viene risparmiato dalla corsa del tempo. Il processo degenerativo del vitreo, però, può essere ritardato mettendo in pratica alcuni accorgimenti. «Innanzitutto, bisognerebbe bere circa due litri di liquidi al giorno», avverte Buratto. «L’assunzione di acqua, tè e tisane contribuisce a reidratare il vitreo, che già di per sé è acquoso, lo espande e fa in modo che diminuisca la percezione delle mosche volanti».

Utili gli antiossidanti

Utili gli antiossidanti«Dobbiamo assumere alimenti ricchi di flavonoidi e vitamina C, dalle spiccate proprietà antiossidanti. I migliori, sotto questo punto di vista, sono gli agrumi, i frutti di bosco e, in generale, la frutta particolarmente colorata come uva, pomodori e mirtilli. Per quanto riguarda la verdura, sono ottimi cavoli, broccoli, peperoni e spinaci», consiglia l’oculista. Anche il pesce è un prezioso alleato della salute degli occhi. Mangiare almeno due porzioni a settimana di salmone, aringhe, tonno e sgombri è utile. «I loro acidi grassi “buoni”, cioè gli omega 3, sono in grado di proteggere la retina, rallentare il processo di degenerazione dovuto all’invecchiamento», spiega Buratto.

Il trattamento laser

Il trattamento laserQuando le mosche volanti sono tanto insopportabili da pregiudicare una buona qualità di vita, l’oculista può decidere di intervenire con un trattamento laser.  Quando la situazione diventa inaccettabile e ci sono i prerequisiti, da verificare mediante visita oculistica, si può optare per la vitreolisi con Yag Laser, concepito esclusivamente per trattare le miodesopsie. Ha lo scopo di migliorare il quadro clinico e riportare il paziente alla normalità. «Con gli impulsi di luce laser della durata di nanosecondi si assottigliano e si allontanano dal campo visivo i filamenti più voluminosi in modo da non creare più fastidio», spiega Buratto. «Si tratta di una procedura piuttosto semplice, che si esegue in regime ambulatoriale e dura circa 15-20 minuti. Il trattamento è completamente indolore e non comporta alcuna limitazione post-intervento».

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