Si chiama Ophelia, Morgan-Dew, vive nell’Herefordshire e ha tre anni. E un quoziente intellettivo di 171: undici punti in più rispetto ad Einstein. È considerata la bambina più intelligente del mondo ed è il più giovane membro del Mensa, un’associazione internazionale di cui possono fare parte le persone che abbiano raggiunto o superato il 98° percentile del QI.

A otto mesi ha pronunciato la sua prima parola, «hiya», e ha rapidamente imparato i numeri, i colori e l’alfabeto. La mamma, Natalie, si è resa conto della sua intelligenza prodigiosa quando la piccola ha cominciato a frequentare l’asilo nido: ha richiesto una consulenza a una psicologa infantile di Londra e ha scoperto lo straordinario quoziente intellettivo della figlia.

Che riesce persino a ricordare quello che è accaduto prima che lei nascesse, mentre la maggior parte degli adulti non ha memoria del periodo precedente ai tre anni di età.

Ophelia ha la capacità intellettuale di un bambino che ha più del doppio della sua età e solo lo 0,03% della popolazione ha un cervello potente quanto il suo.

La mamma spiega: «Adora leggere libri, con me o con suo padre, e lavorare al computer con i numeri e con le lettere. È una bambina piuttosto attiva: ama essere sempre in movimento ed è molto vivace. Le piace giocare con i suoi cugini e andare al parco. Ophelia è una bimba tanto graziosa, e sarei orgogliosa di lei indipendentemente dai suoi risultati intellettuali: mi basta che sia sana e felice».

E ancora: «Molte persone, inclusa me stessa, sono quasi imbarazzate all’idea di celebrare i traguardi intellettuali raggiunti dai loro figli. Sembra che ci sia una specie di stigma. Ma poi ho pensato che non è così diverso dal festeggiare una medaglia in un evento sportivo: anche lei merita di essere elogiata per essere così intelligente».

L’associazione Mensa fornirà alla bimba del materiale didattico e di intrattenimento per tutti gli anni della scuola materna e delle elementari, perché non si annoi e non trovi poco stimolanti le lezioni pensate per i piccoli della sua età.

Ma Ophelia rimane soprattutto una bimba di tre anni, a cui piace correre e giocare: i suoi genitori lo sanno bene, e non vogliono forzarla e bruciare le tappe. «Qualunque cosa faccia», spiega la mamma, «sarò fiera di lei».

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