“Quando sono dietro la barca mi sento libera, leggera, salto come se volessi toccare il cielo, e quegli attimi in cui volteggio in aria sono concentrata e felice. Mi sento come se il mio istinto mi aiutasse in quello che faccio, tutto sembra così naturale”.

whatsapp-image-2018-06-29-at-13-11-08Lisa di Corato, classe ’78, da 15 anni con la sua tavola pratica wake board e volteggia dietro una barca tra salti e capriole. Tutto è iniziato quando, come semplice accompagnatrice, andava con il fidanzato di allora (e attuale marito) al Lago del Salto in provincia di Rieti, e rimaneva sulla riva ad ammirarne le evoluzioni in acqua. Questo finché in acqua non ha deciso di andarci pure lei. “Qualcosa è scattato in me ad un certo punto ho deciso che non volevo più essere una ‘spiaggiante’, la fidanzata di colui che praticava lo sport, ma che avevo voglia di provare anche io a impegnarmi per progredire”. D’altronde quella sdraio non poteva che essere troppo stretta per una sportiva come Lisa, che fin da piccola aveva assaggiato più di uno sport: dalla ginnastica artistica, all’equitazione, al pentathlon moderno ed alla vela.

Una premessa sul wake board è a questo punto doverosa. Dopo le discipline acquatiche per antonomasia è quella più praticata in Italia. È parente dello snowboard da neve, anche se si esegue sull’acqua sopra una tavola, che permette di raggiungere notevoli elevazioni e di eseguire acrobazie e salti molto spettacolari. In fase di gara il valore della prestazione non è determinato solo dall’esecuzione del maggior numero di figure, ma la giuria dovrà anche esprimere un giudizio qualitativo, tecnico e artistico, sull’esecuzione dei salti.

whatsapp-image-2018-06-29-at-13-11-08-1Non ci si può improvvisare con il wake board, ma ci vuole tanto allenamento. Il fisico va preparato per evitare infortuni, ci spiega infatti Lisa che: “e’ uno sport divertente e coinvolgente, bello da praticare e da vedere, ma allo stesso tempo molto aggressivo e a rischio di infortuni. A livello fisico è certamente necessaria una buona preparazione di base, rafforzare la muscolatura fuori dall’acqua può contribuire a rimanere tutti interi. Come tutti gli sport, richiede parecchia dedizione ed impegno, la grinta di voler provare e riprovare una manovra fino ad averla chiusa e poi continuare a provare finche’ non è sicura… e poi in gara non sai mai come può andare”.

Lisa si allena il più possibile durante la settimana anche ad orari improponibili, l’unica modalità purtroppo per conciliare famiglia, lavoro e coltivare questa passione.
Oltre al continuo esercizio in acqua e a terra, lo sport va anche accompagnato da una buona alimentazione, ben bilanciata, ma come ammette Lisa “con qualche strappo alla regola che fa sempre bene al corpo e all’animo”.

whatsapp-image-2018-06-29-at-13-11-06D’altronde è solo grazie alla sua determinazione ed alla preparazione atletica che Lisa ha vinto sia il titolo europeo che quello mondiale della categoria Master Ladies. Ma non basta, con fermezza dice: “vorrei confermarlo nelle stagioni future, ma oltre alle gare, ci sono anche risultati atletici che voglio continuare a raggiungere grazie all’innalzamento della difficoltà di nuovi trick che vorrei imparare. Si, non ho perso la voglia di imparare, anzi”.

Elisa ha una bimba che partecipa a pieno titolo alla passione della mamma, la segue e la sostiene durante le gare tanto da aver cominciato a familiarizzare con la tavola: “La mia piccola ha iniziato da poco, ogni volta che va in acqua ha il sorriso stampato sul viso, una gioia vederla. Ora condividiamo tutti e tre questa passione e trascorriamo così le nostre domeniche in famiglia”.






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