Sempre più coppie in Italia hanno avuto un figlio grazie alla fecondazione eterologa. Secondo gli ultimi dati disponibili, nel 2016 c’è stato un aumento del 121% della donazione di gameti, un numero di famiglie raddoppiato rispetto all’anno precedente. I nuovi nati sono più che raddoppiati, passando dai 601 del 2015 ai 1.457 del 2016, dati che fanno segnare un +142%. Lo ha reso noto la relazione al Parlamento del ministero della Salute sull’applicazione della legge 40, quella che regola la procreazione medicalmente assistita.

I numeri del rapporto

Dei 6.247 cicli con donazione di gameti registrati nel 2016, 1.611 cicli sono stati avviati con donazione di seme (25,8%); 2.901 sono quelli che hanno richiesto la donazione di ovociti (freschi e congelati, 46,4%); 1.735 sono stati i cicli avviati con embrioni, precedentemente formati da gameti donati e crioconservati (27,8%). I cicli che hanno utilizzato seme donato importato – la cosiddetta fecondazione “eterologa maschile” – sono stati 1.369 (84,4% del totale dei cicli con donazione di seme). I cicli con ovociti importati – la “eterologa femminile” – sono stati invece 2.727, pari al 94% del totale dei cicli con donazione di ovociti.

Chi si sottopone al trattamento

Il rapporto ha messo in evidenza che i 1.500 cicli avviati con embrioni congelati provenienti da banca estera sono presumibilmente in gran parte il risultato di fecondazioni eterologhe avvenute all’estero con la seguente procedura: seme esportato dall’Italia, donazione di ovociti e loro fecondazione nel centro estero utilizzando il seme italiano esportato, successiva importazione in Italia di embrioni formati (e crioconservati) all’estero. I dati demografici mostrano che a richiedere l’eterologa femminile sono donne con un’età media di 41,4 anni, mentre per quella maschile che richiede la donazione di seme, l’età scende a 35,2 anni. L’età femminile più alta denota che l’accesso alla maternità avviene sempre più tardi e che l’acquisizione di ovociti è dovuta a fertilità fisiologica, dovuta appunto all’età della donna, e non per patologie specifiche.

Boom di richieste per il settore pubblico

Mentre si registra un incremento dei trattamenti di fecondazione eterologa, si conferma la tendenza secondo cui il maggior numero dei trattamenti di fecondazione assistita viene effettuato nei centri pubblici e privati convenzionati. Infatti, pur se i Centri Pma privati sono in numero superiore a quelli pubblici (101 contro 64), nel privato si effettuano meno cicli di trattamento. Inoltre, un consistente numero di centri Pma presenti sul territorio nazionale svolge un numero ridotto di procedure nell’arco dell’anno. Solo il 24,6% dei centri di II e III livello ha fatto più di 500 cicli, contro una media europea di centri che svolgono un’attività di più di 500 cicli (41,0% del totale).



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