Sarà che, con gli scossoni degli ultimi giorni nel governo inglese, qualcosa pro-Brexit doveva pur dirla. E la premier Theresa May l’ha detta: «Non sarà più permesso alle persone di arrivare dall’Europa nella remota possibilità che possano trovare un lavoro». Insomma, un’altra porta che si chiude. E più che una porta è un portone, visto che l’Inghilterra è sempre stata meta per ragazzi in cerca di lavoretti e per startupper speranzosi.

Nel suo lungo post su Facebook, il primo ministro britannico spiega bene le intenzioni: «Accoglieremo sempre i professionisti qualificati che aiutano la nostra economia a prosperare, dai dottori alle infermiere, agli ingegneri e agli imprenditori ma, per la prima volta da decenni, avremo il pieno controllo delle nostre frontiere.

E sarà il Regno Unito, non Bruxelles, a decidere a chi dovrebbe essere permesso di vivere e lavorare qui».

Insomma, questa Brexit è stata votata e ora la May sembra voler rassicurare chi due anni fa ha detto a gran voce di voler lasciare l’Unione europea: il suo progetto, lo dice chiaro e tondo, metterà fine alla libertà di circolazione delle persone, consentirà al Paese di stabilire i propri accordi commerciali in tutto il mondo e non sottoporrà più il Regno Unito alla giurisdizione della corte di Giustizia dell’Unione europea.

E forse cerca pure di galvanizzare gli inglesi, usciti sconfitti dal Mondiale di Russia 2018, dopo aver perso con la Croazia, dicendo che tutti li corteggiano: «I beni e i servizi britannici sono molto richiesti a livello internazionale, quindi non sorprende che i Paesi facciano la fila per concludere accordi commerciali con noi».

A fare la fila ci sarebbe anche Trump, atteso nel Regno Unito per giovedì.

Come dire, meglio gli Usa dell’Ue, da cui prende davvero le distanze, sottolineando di non voler accettare nessun compromesso, nessuna delle eventuali alternative proposte, tipo quella di un’ipotetica unione doganale: «I laburisti, che stanno aprendo le porte a un secondo referendum, ignorano la decisione presa dal paese e, così facendo, rendendono più difficile ottenere un buoni accordi. Solo la Brexit rispetta veramente la volontà del popolo britannico. E, come Primo Ministro, è la Brexit che sono determinata a consegnare».

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