«Questa sono io dodici giorni dopo la nascita di mio figlio. Se dovete dire qualche cattiveria, guardate prima voi stessi. La società può essere crudele. Oggigiorno gli standard di bellezza, per le donne, sono a volte impossibili, io non mi vergogno di mostrare la pancia dopo il parto. Sono così orgogliosa, ho avuto in grembo mio figlio per nove mesi e penso che avere un po’ di pancia sia un mio diritto! Sono una modella? Beh, anche noi siamo persone normali. Ora lasciatemi godere la spiaggia, per favore».

Così scrive su Instagram la top model Candice Swanepoel, uno dei volti più rappresentativi di Victoria’s Secret, postando una foto che la ritrae in spiaggia, in bikini, due settimane dopo aver dato alla luce il suo secondogenito Ariel.

 

 

A seguire, una seconda foto nella quale mostra il pancione, poco prima della nascita del figlio. «Non devo nascondere la pancia solo perché le persone hanno standard irrealistici per le donne. Creiamo la vita. Cosa possiamo fare? Signore, siamo tutte nella stessa situazione, dobbiamo essere gentili l’una con l’altra».

 

Sembra proprio che la modella sudafricana voglia che tutti i suoi followers sappiano quanto sia orgogliosa del suo corpo anche dopo il parto e invia un messaggio “speciale” a tutti gli heathers (ma non solo) che sentono il bisogno di criticare, di esprimere la propria opinione su tutto, specialmente sul corpo di una donna che cambia. Un invito di solidarietà e supporto tra donne, un proposito #bodypositive che, in ogni caso, dovrebbe valere sempre e non solo in un momento particolare come la gravidanza.

Tornare a essere come prima di avere dato alla luce un figlio, in fondo, non è una cosa che si risolve nel giro di qualche mese e non è poi nemmeno così semplice. C’è chi afferma che «per creare una vita servono nove mesi, esattamente come per tornare al peso di partenza», l’importante è non avere fretta. Perché che il fisico di una donna dopo una gravidanza cambi, è cosa normale e naturale. Le curve si addolciscono, il seno si gonfia e spesso ci si ritrova con qualche chilo di troppo. Rimettersi nel mood giusto per recuperare la forma fisica è però importante. A patto che lo si voglia veramente e che questo processo avvenga senza stressarsi troppo, senza drammi. Essere ansiose di cambiare il proprio aspetto, velocemente, potrebbe innescare solamente una sensazione di frustrazione.

E sul corpo che cambia dopo la gravidanza si era espressa anche Melita Toniolo, ex concorrente del Grande Fratello. «Ora la mia pancia è nobile come il mio cuore. Siamo quello che siamo, in una società di m***a che vuole farci diventare perfette a tutti i costi, scorriamo le foto e ci vengono i magoni e i pensieri. Ma siamo quello che siamo. E dobbiamo accettarlo. Senza tanti filtri. Siamo così! E quelle che commentano sotto “hai una brutta pancia” rispondo: “la mia pancia sarà anche brutta ma si rimette a posto… la tua cattiveria invece, non penso abbia speranze” W le mamme…. e w anche le mamme che piano piano hanno voglia di rimettersi in forma!», scrive su Instagram mostrando la foto della sua pancia a quattro mesi dalla nascita del piccolo Daniel.

Troppo spesso lo stereotipo della bellezza femminile è legato a forme esili, vitini sottili, visi perfetti. E  le donne “comuni”, di fronte a questi schemi estetici, provano (spesso) ammirazione e (qualche volta) uno spontaneo e irrazionale desiderio di emulazione. Questa situazione viene definita dagli esperti “ansia da taglia 40″, ovvero un inappagato desiderio di inseguire modelli che molte volte sono irraggiungibili, desiderio che frequentemente è accompagnato da profonde delusioni.

«Per stare bene bisogna iniziare a lavorare su se stessi, corpo e mente devono trovare un proprio equilibrio. In una società come quella odierna, molto legata all’immagine e sempre più priva dei punti di riferimento tradizionali – spiega Michele Cucchi, psichiatra, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano  -, ci sono condizioni di disagio legate al problema dell’immagine corporea e dell’apparenza estetica. Queste fragilità possono caratterizzare alcuni soggetti carenti di autostima e che faticano ad accettarsi per come sono».

Ricalcare un’aspettativa, assolutamente avulsa dalle caratteristiche delle singole persone ma basata su aspettative o stereotipi sociali, non aumenta l’autostima, ma rende ancora più fragili. D’altro canto non dobbiamo nemmeno demonizzare il nostro desiderio di migliorare, di piacere agli altri, ma soprattutto a noi stessi.

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