Dall’amministrazione Trump alla regina delle blogger italiane, Chiara Ferragni, il latte materno è sotto attacco. A sorpresa una delle più importanti aziende produttrici di latte artificiali difende l’allattamento al seno

Durante l’Assemblea mondiale della sanità dello scorso maggio gli Stati Uniti, fonte New York Times, avrebbero fatto di tutto – comprese minacce di taglio degli aiuti ai Paesi poveri – per contrastare la mozione dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), poi passata grazie all’intervento russo, che promuoveva l’allattamento al seno.

Chiara Ferragni promuove il latte artificiale 

Dei giorni scorsi è, invece, il post, subito rimosso, di mamma Chiara Ferragni per pubblicizzare il latte artificiale di una multinazionale americana: «Quando sono in viaggio, mi manca enormemente il mio bambino. Mi rassicura sapere che però ha una riserva (di latte). Solo il meglio per il mio Leo», ha scritto la tra poco signora Fedez.

La scienza è certa: il latte materno migliore di quello artificiale 

Due prese di posizione da cartellino rosso, in quanto decenni di studi scientifici, ai quali si è rifatta anche l’Oms, hanno dimostrato come il latte materno nei primi sei mesi di vita promuova lo sviluppo neurocomportamentale del neonato, riducendo allo stesso tempo i rischi di malattie sia per il bimbo sia per la madre.

Il parere degli esperti 

«E, il latte materno, non lo si può imitare al cento per cento», sottolinea Evelien van Eijk, global science leader First Nutrition & Design al Danone Nutricia Research di Utrecht (Olanda). Un intervento importante, perché arriva direttamente da una delle aziende leader nella produzione di latte artificiale e impegnata da oltre 40 anni nello studio della composizione del latte materno e dei relativi benefici.

Quello derivante dalla poppata è, infatti, un liquido vivo, il prodotto di una interazione esclusiva tra la singola madre e il suo bambino. «Se il piccolo è malato, per esempio, aumenta il numero di anticorpi e globuli bianchi», spiega il biologo tedesco Bernd Stahl, direttore dello Human Milk Research team presso lo stesso centro. Non solo. Il latte materno si modifica a seconda del passare del tempo, delle necessità nutrizionali e del sesso del bebè. «Il latte per i maschi», prosegue Stahl, «è diverso da quello per le femmine, con un 25% in più di calorie in quanto i primi crescono più velocemente delle seconde».

La protezione dalle infezioni

E, interviene il microbiologo olandese Guus Roeselers, senior group leader Gut Microbiology, «anche i batteri buoni contenuti nel latte materno, che proteggono dalle infezioni, variano da madre a madre, esattamente come le impronte digitali per una qualsiasi persona».

Insomma, dalla Danone non hanno dubbi a sostenere l’Oms. Il latte materno non è esattamente riproducibile e pertanto resta il nutrimento perfetto che va favorito fino a quando mamma e figlio lo desiderino. Solo nel caso in cui manchi sarà, quindi, possibile offrire al piccolo, e sempre su indicazione del pediatra, un latte artificiale specifico per le sue esigenze.

Matteo Ronchetto 

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