Ho detto spesso che avrei voluto inventare i blue jeans: il capo pi spettacolare, pratico, rilassante e informale. I jeans hanno espressivit, sex appeal, semplicit, tutto ci che auspico nei miei vestiti. Parole di Yves Saint Laurent, che forse non ha inventato i jeans ma ha rivoluzionato il pret–porter della sua epoca e influenzato la moda dell’intero secolo scorso. A inventare i jeans non stato neanche Jerome Dahan. Ma li ha sicuramente re-inventati e da 35 anni introduce nel settore piccole grandi rivoluzioni e d vita a marchi. Per poi magari venderli spinto dall’inquietudine tipica degli inventori, che immaginano mondi – in questo caso fatti di denim – prima di tutti gli altri.

Ho chiamato il nuovo brand Jean Atelier anche per giocare un po’ con le parole, che si legano sia al denim e jeans wear sia all’idea, appunto di atelier – racconta Dahan, nato a Parigi ma vissuto dall’adolescenza in poi tra Canada e California –. Con Guess e tante altre aziende e poi con i due marchi che mi inventai, Seven For All Mankind e Citizens of Humanity, ho fatto cinque tasche “di lusso” di ogni tipo e introdotto l’idea di premium denim nel mercato americano. Ci voleva qualcosa di diverso.

La tela di jeans come punto di partenza per collezioni di pret–porter. Ma come risolvere il problema della rigidit del tessuto senza ricorrere agli inserti di materiali come la lycra, un cambiamento legato, appunto, al successo del premium denim, con prezzi che partono da 200 euro? Sono sempre stato affascinato da silhouette, dettagli, cuciture. Forse per ancora di pi dalla materia prima in s e da come le aziende della filiera, da chi produce tessuti a chi si occupa di lavaggi, sia capace di innovazioni – risponde Dahan –. Il denim che usiamo morbido e prezioso non perch contenga una porzione di filato sintetico, ma perch si evoluto. Potendo usare un filato interamente naturale, oggi non mi sognerei di sceglierne uno che contenga una percentuale di lycra.

Nel lancio del brand Jean Atelier sul mercato europeo Jerome ha trovato un partner ideale, la Brama di Renzo Braglia, imprenditore e creativo innamorato del jeanswear e del causalwear almeno quanto Dahan. Il marchio si integra perfettamente nel nostro portafoglio, di cui fanno parte J Brand, Current/Elliott e Mother per i jeans, Enza Costa ed Equipment per t-shirt, maglie e camicie, Norma Kamali e altri ancora, accanto ai due brand di propriet Fine Edge e Frida Muse – sottolinea Braglia –. I prezzi saranno da fascia premium, ma l’originalit del progetto e la genialit e l’entusiasmo di Jerome ci fanno credere moltissimo in questo lancio.

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