Quando devo affrontare in classe il tema delle differenze di genere nei voti di laurea so già prima di cominciare che la lezione sarà più lunga del solito. Dopo aver presentato i dati che mostrano i migliori risultati della componente femminile, cominciano le domande:

dipende dal fatto che le studentesse scelgono tipi di laurea più facili? No

dipende dal fatto che dilatano la durata del corso di studi per avere una media più alta? No

dipende dal fatto che non fanno lavori occasionali durante gli studi? No

dipende dal fatto che sono più intelligenti? No

E così via, con ipotesi sempre più ingegnose …

Dipende dal fatto che sono carine?

In qualche misura sì, ma questo vale anche, e in maggior misura, per la componente maschile.

Il mercato riconosce un premio, cioè un salario più elevato, alla rarità della bellezza. L’incremento della retribuzione oraria per le persone più avvenenti della media è del 5% (a parità di altre variabili), ma la penalità per coloro che stanno sotto la media è quasi il doppio (9%). A livello annuo il premio ammonta a 1.400 dollari per gli uomini e a 1.100 dollari per le donne. La penalità è di 2.600 dollari per gli uomini e di 1.400 dollari per le donne. I risultati di questa prima ricerca, condotta negli Stati Uniti, sono stati più di recente confermati, ad esempio, in Australia e in Germania.

Anche nei percorsi formativi ci sono ricerche che confermano la sensibilità dei valutatori all’aspetto fisico dei candidati. Ad esempio, uno studio mostra che gli studenti più attraenti ottengono voti più alti quando sono esaminati di persona invece che a distanza, come accade per i corsi on line nei quali il valutatore non ha idea di quale sia l’aspetto fisico delle persone da valutare. Questo risultato si osserva sia per i maschi sia per le femmine, ma si manifesta solo quando i docenti sono di sesso maschile.

Ecco, Prof! E siccome da noi i docenti sono prevalentemente di sesso maschile, il premio alla bellezza favorisce le ragazze!

Ipotesi suggestiva, ma difficile da provare, perché i nostri dati non contengono informazioni relative alla bellezza. E’ provato, invece, che le ragazze studiano di più.

Prof, come si fa a sapere chi è bello e chi no?

Ci sono diverse tecniche. Un metodo spesso usato è quello in cui gli esperimenti sono condotti alterando le fotografie. Trovate alcuni esempi nello studio “Physical Attractiveness Bias in Hiring:What Is Beautiful Is Good”, oppure in “Obesity, Attractiveness, and Differential Treatment in Hiring: A Field Experiment” oppure ancora in “Facial Attractiveness and Lifetime Earnings: Evidence from a Cohort Study“.

Ci sono dei risultati curiosi. L’effetto dell’obesità, ad esempio. Le donne obese hanno salari orari del 16% più bassi di quelle non obese, mentre gli uomini obesi guadagnano il 7% in più di quelli non obesi.

Anche l’alta statura garantisce un premio salariale. Ad esempio, gli amministratori delegati (CEO) risultano essere più alti della media della popolazione, e una indagine americana mostra che i ragazzi che a 16 anni erano più alti della media ricevono da adulti una retribuzione del 15% maggiore.

Un’altra curiosa differenza di genere riguarda la selezione per le assunzioni. Quando le posizioni da ricoprire sono riferite a ruoli tipicamente maschili, le donne più attraenti sono valutate in modo meno favorevole di quelle non tanto attraenti.

Prof, ma il premio alla bellezza vale anche per i prof?

Sì, marginalmente, tramite gli incentivi derivanti dalla valutazione che gli studenti esprimono sui loro insegnanti. Poiché i giudizi degli studenti risultano migliori per i docenti più avvenenti, a parità di altre condizioni, anche le retribuzioni di questi ultimi risultano più elevate. Il premio alla bellezza per le professoresse, però, è meno della metà di quello per i professori.

Prof, noi le diamo un bel voto lo stesso!

(Lo stesso?) Grazie!






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