Dal 1° giugno 2018 l’Italia ha un ministro del Lavoro molto giovane, 32 anni compiuti il 6 luglio 2018. Un’occasione preziosa per un Paese che quando accosta le parole «lavorare» e «giovani», tende a non formare frasi felici.

Per passare dalle parole ai numeri, l’Istat informa che ad aprile 2018 il tasso di disoccupazione si è attestato al 33,1% per la fascia di età 15-24, al 16,5% per quella 25-34. Percentuali che non inducono a stappare bottiglie, insomma. E questo nonostante nel primo trimestre dello stesso anno i disoccupati giovani fossero diminuiti più delle altre classi di età (-1,5%).

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Questi freddi numeri potrebbero scaldare ancora di più l’animo di un ministro del Lavoro trentaduenne. Nei suoi confronti ci saranno inoltre aspettative consistenti da parte di una generazione intera. Già, perché la prospettiva anagrafica da cui osserva il mondo professionale potrebbe costituire un plus da non sottovalutare.

Abbiamo chiesto a dieci giovani lavoratori, diversi per professione e città di residenza, che cosa si aspettano da Luigi di Maio.

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Le risposte sono diversificate, ma colpisce la richiesta ricorrente di una maggiore sinergia fra formazione, ricerca e lavoro.

Come nel caso di Carlo, ingegnere a Cagliari, che spera si possa garantire un graduale e anticipato inserimento nel mondo del lavoro o quello di Laura, giovane imprenditrice nel settore della comunicazione della pubblicità, che rileva, anche lei, come le scuole non preparino a quello che è realmente il mondo professionale.

Manuela, ricercatrice di Ancona, si augura invece che ci possa essere un’incentivazione della ricerca, ma anche dei canali comunicativi tra industria e università, così da promuovere proficue ed utili collaborazioni. Mentre Andrea, studente alla New York University e prossimo al ritorno in Europa, chiede di creare un mercato del lavoro della ricerca unificato, abbattendo le barriere tra pubblico e privato.

Nella gallery, abbiamo raccolto tutte le richieste che ci sono arrivate. Magari alcune potranno ispirare le prossime decisioni del governo Conte.

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