La poliomielite non ha cura e può portare a paralisi irreversibile. In genere colpisce i bambini prima dei 5 anni di età e può solo essere prevenuto con il vaccino. Solo il 61% dei bambini nel Paese è stato vaccinato. L’ultimo caso in Italia è stato registrato nel 1982

Solo settimana scorsa la notizia del ritorno della peste bubbonica negli Stati Uniti. Ora invece a preoccupare è il riapparire della poliomielite nella Papua Nuova Guinea, 18 anni dopo che il Paese era stato dichiarato libero dalla malattia. L’Organizzazione Mondiale della Salute ha confermato che il virus è stato individuato in un bambino di sei anni lo scorso aprile.

Lo stesso virus è stato rinvenuto in altri bambini, facendo scattare l’allarme epidemia.

La malattia è causata da tre tipi di polio-virus (1,2 e 3), appartenente al genere enterovirus, che invade il sistema nervoso nel giro di poche ore, causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. In generale, la polio ha effetti più devastanti sui muscoli delle gambe che su quelli della braccia. Nei casi più gravi è necessario supportare il malato con ausili nella respirazione. Negli anni ’50, erano molto diffusi a questo scopo i polmoni d’acciaio, sostituiti oggi da strumenti assai più agili.

Come si trasmette 

Il contagio avviene per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di acqua o cibi contaminati o tramite la saliva e le goccioline emesse con i colpi di tosse e gli starnuti da persone ammalate o portatori sani.

I sintomi

I primi sintomi sono febbre, stanchezza, vomito, irrigidimento del collo e dolori agli arti. Una minima parte delle infezioni, circa una su duecento secondo i dati Oms, porta a una paralisi irreversibile, mentre il 5-10% dei malati muore a causa della paralisi dei muscoli dell’apparato respiratorio.

La vaccinazione

Non esistono cure per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici che possono solo in parte minimizzare gli effetti della malattia. L’unica strada per evitare potenziali conseguenze è la prevenzione tramite vaccinazione. Esistono due tipi di vaccini diversi. Quello “inattivato” di Salk (IPV), da somministrare con iniezione intramuscolo, e quello “vivo attenuato” di Sabin (OPV), da somministrare per via orale. Il vaccino di Sabin, somministrato fino ad anni recenti anche in Italia, ha permesso di eradicare la poliomielite in Europa ed è raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità nella sua campagna di eradicazione della malattia a livello mondiale.

La situazione in Italia 

Presso il Ministero della salute viene mantenuta una scorta di vaccino orale attivo come misura precauzionale, in caso di emergenza e di importazione del virus.

 

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