MOSCA (RUSSIA) – «Non me ne frega nulla di quello che pensa la gente». Ahi Maria, chi ci mancava qui eri tu. Sembrava una giornalista inglese al primo incontro, poi appena si è presentata è venuto un dubbio: forse è dello Yorkshire? Il suo accento “very british” nasconde in realtà una moscovita 100%: quartiere Cheremushki, la Magliana per i romani. Ma i capelli rossi e la passione per la Premier League possono trarre in inganno la quasi totalità degli ospiti dei Mondiali qui in Russia.

PRESS PLAY – Maria Makarova è una giornalista di Match Tv. Ed è stata la prima telecronista donna della Russia a raccontare, guarda un po’, il calcio inglese. E poi… Playboy. A lei non interessa, ma i tifosi russi hanno parlato molto del suo servizio fotografico per la rivista americana. I creativi dell’erotismo per eccellenza, volevano una copertina per lanciare l’evento dei Mondiali 2018: «Mi hanno chiamato, mi hanno proposto di fare un servizio fotografico insieme ad altre 3 giornaliste russe e l’ho fatto. Però mi sono pentita». La pressione sessista, il maschilismo del pallone, il giudizio delle altre donne forse: «Macché. Mi sono pentita perché hanno modificato le foto. Ci hanno lavorato sopra, trasformandomi in quella che non sono. Mi piace la realtà, non i ritocchi. E alla fine hanno pubblicato soltanto una mia immagine. Meglio così».

PREMIER GIRL – Dopo aver fatto mea culpa per aver cominciato l’intervista spettegolando di “altro”, liberiamo la smania di Maria di parlare di calcio: «Avete visto che Mondiali? E avete visto che nazionale? Nessuno ci dava speranze e invece la Russia sta stupendo tutti. Ci crediamo, per il nostro paese ogni passo avanti in questa Coppa del mondo equivale a migliaia di chilometri in avanti per il calcio russo». Lei ha cominciato a fare giornalismo 11 anni fa: «A 20 anni ho iniziato a studiarlo a scuola, poi un giorno Vasily Utkin (famoso commentatore da queste parti, ndr) pubblicò un annuncio sui social per trovare nuovi reporter per NTV. E tutto è cominciato». Precisamente da Tottenham-Crystal Palace, gennaio 2016. Ecco la partita che ci interessa, la prima della Premier League raccontata da una donna: «In realtà quando me lo hanno proposto avevo dei dubbi. Non si sente spesso una voce femminile in una telecronaca, dunque non volevo che si trasformasse in una provocazione per il pubblico. Però il mio capo me lo ha chiesto ed essendo una ragazza coraggiosa, l’ho fatto».

Nessuna trappola pubblicitaria. La tv non aveva promosso l’evento tanto da trasmettere la partita in differita: «Nonostante questo è piaciuta e così ne ho fatte altre». Poche in realtà, Maria ha infatti mollato presto cuffia e microfono: «Sentivo che non ero adatta, non riuscivo a offrire al pubblico il meglio. E allora ho seguito la strada che preferisco, quella della reporter. Mi piace raccontare storie e intervistare personaggi sportivi». Come Golovin, il siberiano che sogna la Serie A: «E’ un calciatore fantastico, lo sapete, ma anche una persona dal cuore grande. Vi racconto questo episodio: alla fine di Cska-Krasnodar lo stavo aspettando per l’intervista a bordocampo. Faceva freddissimo, eravamo sotto lo zero e lui aveva già regalato la maglietta a un tifoso. Mi ha chiesto di andare a fare l’intervista negli spogliatoi ma, per una questione di diritti televisivi non potevo raggiungerlo. Allora si è messo a cercare una giacca in panchina, l’ha indossata e mi ha permesso di fare il mio lavoro». C’è chi si spoglia per Playboy e chi si riveste per Maria Makarova. La giornalista più british della Russia.


La prima telecronista russa: la Premier, Playboy e… Golovin



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