Ci sarà lui, a occuparsi di Pari opportunità e giovani per l’Italia. Vincenzo Spadafora, 44 anni, è stato nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con le due pesanti deleghe su donne e minori. Prenderà il testimone da Mara Carfagna, che a sua volta l’aveva raccolto da Barbara Pollastrini.

A differenza delle sue colleghe, Spadafora ha due caratteristiche che hanno già provocato alzate di scudi presso alcune osservatrici e politici: non avrà per sé un Ministero vero e proprio ed è un uomo. «Io sono curiosa di scoprire come un uomo declinerà questo incarico che è sempre stato affidato a donne», soffia sul fuoco Mara Carfagna, l’ex Ministra e sua amica da molto tempo che pochi giorni fa aveva sollevato il tema della poca presenza femminile nel Governo Conte. «Mi auguro che si occupi al più presto del tema della violenza, sul quale sono stati fatti molti astratti proclami senza prendere provvedimenti strutturali».

Eppure Spadafora ha un curriculum piuttosto corposo in materia di minori. Nato ad Afragola ma residente nel napoletano, figlio di una casalinga e un ferroviere, è stato ai vertici dell’Unicef e dell’Autorità Garante dell’infanzia.

Uomo di relazioni trasversali, Spadafora. Gli inizi sono nell’Udeur di Clemente Mastella a fine anni 90. Dopo aver lavorato come segretario del presidente della Campania Andrea Losco, passa nella segreteria dei Verdi di Alfonso Pecoraro Scanio, per poi diventare nel 2006 capo segreteria di Francesco Rutelli al Ministero dei Beni Culturali, nella Margherita.

Parallelamente, si attiva nella carriera diplomatica. Inizia come volontario dell’Unicef Italia e dopo qualche anno ne diventa Presidente (il più giovane al mondo) carica che ricoprirà dal 2008 al 2011. In quell’anno, durante il Governo Monti, viene nominato primo Garante per l’infanzia e l’adolescenza, si narra sotto la spinta proprio di Mara Carfagna e la benedizione dei presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani.

«I teenager non hanno luoghi fisici dove incontrarsi, se escludiamo gli oratori», diceva nel 2015. «Soprattutto nel Sud e nelle famiglie disagiate, che non riescono a seguirli. Molti finiscono per restare da soli, in case vuote, pieni di connessioni ma con pochissime relazioni».

La folgorazione sulla via dei 5 Stelle avviene grazie all’incontro con Luigi Di Maio nel 2012, alla fine di un incontro in Campania dove Spadafora presenziava. L’allora capo dell’Authority per l’infanzia fiuta subito il potenziale dell’allora semplice militante grillino. È l’inizio di un sodalizio di ferro. Al giovane e inesperto Di Maio, nel frattempo diventato vicepresidente della Camera, Spadafora spalanca le porte delle gerarchie vaticane, aiutandolo a orientarsi tra le vorticose trame del potere romano.

In quegli anni il suo nome viene fuori nelle intercettazioni della famigerata «cricca» degli appalti formata dal costruttore Diego Anemone e Angelo Balducci. Spadafora, che è bene precisare non è mai stato neppure indagato, è molto amico di Angelo Balducci, potente capo della struttura che gestiva i grandi eventi e condannato in primo grado nel 2018 a 6 anni e mezzo per lo scandalo degli appalti della Cricca.

«Proprio a Balducci, Spadafora chiese più volte un lavoro nel 2008», scrive Il Fatto Quotidiano, che ha pubblicato stralci delle conversazioni. «Il 22 giugno 2008 Spadafora è nominato presidente dell’Unicef in Italia, senza alcuna spinta di Balducci. Un anno dopo proprio l’Unicef, presieduto da Spadafora, firma un contratto a Filippo Balducci, figlio di Angelo. Balducci jr. descrive così il trattamento ricevuto al suo commercialista Stefano Gazzani, il 19 ottobre 2009: “Un part time a tempo determinato per 18 mesi, terzo livello, 32 ore settimanali”».

Niente di penalmente rilevante, ovviamente, ma un dettaglio che forse avrà fatto storcere il naso a qualche grillino duro e puro. Spadafora, stando alle indiscrezioni, avrebbe dovuto ottenere il Ministero alla Famiglia. Ma gli è stato preferito il leghista Lorenzo Fontana. A pesare nella scelta sarebbe stata l’opposizione delle frange più cattoliche del nuovo Governo, che avrebbero visto di cattivo occhio le posizioni di Spadafora a proposito di diritti civili e omosessuali. Nel 2013, a margine di un convegno a cui aveva partecipato in qualità di Garante per l’Infanzia, aveva infatti detto: «È ormai giunto il momento che nel nostro Paese si apra un dibattito in tema di diritti civili e quindi anche un confronto sulle adozioni alle coppie omosessuali». Adesso, l’incarico in un ruolo più defilato. Ma tutt’altro che meno delicato.

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