Gli esperti dell’Osservatorio Grana Padano (OGP) hanno indagato sulle abitudini alimentari di 5.223 maggiorenni maschi e femmine per valutare le quantità e qualità dei nutrienti assunti, confrontarli con i LARN e determinare eventuali deficit nutrizionali. Dalla ricerca è emerso che il 90% dei soggetti è onnivoro, il 5,7% non mangia carne rossa, il 3,4% non mangia carne bianca e l’1,5% nessun tipo di carne. Meno dello 0,1%, infine, non consuma alcun alimento di origine animale.

«Dai dati è emerso che anche seguendo una dieta esclusivamente latto-ovo-vegetariana non si corre il rischio di carenze di vitamina B12, proteine e ferro – commenta Michela Barichella, presidente di Brain and Malnutrition Association Onlus e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Grana Padano – tranne che un’inferiore introito medio di ferro, di circa 4mg, nelle femmine in età fertile». La ragione della copertura dei fabbisogni in chi non mangia carne di alcun tipo è dovuta all’assunzione di latte, yogurt e formaggi ricchi di B12 e proteine ad alto valore biologico, così come di uova, il cui tuorlo è ricco di ferro biodisponibile.

Chi segue una dieta vegana deve fare più attenzione, ma rimediare alle carenze nutrizionali è possibile, come spiegano gli esperti nei seguenti 7 punti. Attenzione ai bambini: leggi qui il parere dell’esperto sul crescere un figlio con la dieta vegana.



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