Sì è vero. Niente serate indimenticabili di fronte alla tv fra birre, patatine, pizze e snack di ogni tipo. Interminabili maratone al cardiopalma fra urla e saliscendi emotivi. L’Italia non sarà ai Mondiali che iniziano domani in Russia. Peccato: sotto il profilo calcistico è ovviamente una tragedia. Ma siamo sicuri che, almeno per la nostra salute, l’assenza degli Azzurri dal campionato del mondo non possa regalarci qualcosa di buono?

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TopDoctors, la piattaforma online che sceglie e mette a disposizione degli utenti i migliori medici specialisti del mondo, ha messo nero su bianco quelli che potrebbero essere i vantaggi indiretti dell’amarezza dello scorso autunno.

Cioè le benefiche ricadute di assistere alle partite in modo magari meno coinvolto, appassionato e non continuativo.

Parate “impossibili”, inattese sciabolate da fuori area, calci di rigore e rimonte in fase di recupero: durante una partita ogni momento è essenziale e può decidere del percorso della nazionale. Addio, dicono gli esperti della piattaforma, alla tachicardia, che può affaticare il cuore causando sintomi quali dispnea, palpitazioni, sincope, dolore toracico e vertigini.

Il secondo elemento riguarda – come sanno bene i produttori e i grandi brand che perderanno un sacco di soldi – l’alcol. Per molti una partita guardata in tv in compagnia di amici non è lo stesso se non è accompagnata da una (o ben più di una) birra gelata o magari, per i più raffinati, da un bicchiere di vino. Banalmente le occasioni conviviali si ridurranno, limitandosi magari alle partite più interessanti o a quelle conclusive, riducendo con esse l’abuso di alcol che, come noto, conduce a problemi a cuore e circolazione, danni a fegato e pancreas ma anche infertilità, ulcere, afte e stomatiti. Non che tutto debba scatenarsi dopo un Mondiale ma, insomma, un po’ di attenzione non guasterà.

Stesso discorso per il junk food collegato a questo tipo di contesti. Hamburger, patatine, salatini, altri cibi spazzatura, abuso di pizze e carboidrati non ci faranno compagnia mentre tifiamo Balotelli & co: poco male. «Sono alimenti a scarso valore nutrizionale e a elevato apporto energetico – spiega TopDoctors – ricchi di cloruro di sodio, di glucidi raffinati, di lipidi saturi e/o acidi grassi idrogenati: non vanno trascurati i rischi a lungo termine, quali ad esempio l’insorgere di ipertensione e malattie cardiovascolari”.

Si dormirà di più (a parte chi soffrirà ancora d’insonnia e invidia per la delusione): le partite ci fanno fare spesso tardi, perché ci si trattiene anche dopo la conclusione, e la salute non ne esce indenne. Tra le conseguenze di troppe nottate a letto tardi (spesso si seguono anche i match delle altre squadre del girone) possono esserci a breve termine la diminuzione della concentrazione e all’aumento della probabilità di non prestare troppa attenzione magari al rientro.

«Assistere a una partita di calcio nella veste di tifoso, che soffre nel sostenere la propria squadra, crea senza dubbio uno stato emotivo di eccitazione che accelera il battito cardiaco e aumenta la pressione arteriosa – spiega Pietro Delise, specialista in Cardiologia e medicina dello sport di Top Doctors – in soggetti normali queste alterazioni cardiocircolatorie non danno conseguenze rilevanti. Ma in soggetti con cardiopatia (nota o ignorata dal soggetto) in queste situazioni si possono scatenare crisi cardiache di vario genere”.

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Non solo: «È noto infatti agli addetti ai lavori che alcuni soggetti vanno incontro a infarto miocardico e/o ad aritmie anche pericolose guardando animatamente le partite di calcio allo stadio o a casa. Perciò, l’assenza della nostra nazionale dai Mondiali di calcio forse ‘salverà qualche vita’, o per lo meno eviterà qualche corsa nella notte al Pronto soccorso. Concordo inoltre sul fatto che, mancando le partite dell’Italia, ci saranno meno serate tra amici in cui spesso si eccede in cibi spazzatura, alcol e fumo, che sono l’esatto contrario dell’alimentazione dello sportivo. Guardare lo sport non basta per essere sportivo, bisogna anche praticarlo e avere uno stile di vita adeguato».



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