Per il secondo anno, uno speciale riconoscimento è stato conferito a due imprese, una piccola e una di medie dimensioni, che si sono distinte nella gestione della gender diversity, attraverso politiche e strategie di sviluppo, promozione delle carriere femminili, azioni innovative ed efficaci di welfare aziendale: è il premio «Women Value Company Intesa Sanpaolo», istituito dalla Fondazione Marisa Bellisario e dal Gruppo Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di coinvolgere le imprese in un percorso di empowerment femminile e dare visibilità alle pratiche più virtuose e innovative.

Ad aggiudicarsi il premio sono state Zeta Service, con sede principale a Milano, che offre alle medie e grandi aziende servizi di amministrazione del personale, consulenza del lavoro e sviluppo del capitale umano; e Arterra Bioscience, piccola impresa biotech con sede a Napoli, che sviluppa tecnologie innovative per l’individuazione di molecole ad attività dermo-cosmetica. Silvia Bolzoni, presidente e amministratore delegato Zeta Service, e Gabriella Colucci, amministratore delegato Arterra Bioscience, riceveranno il riconoscimento domani a Roma da Teresio Testa, responsabile Direzione Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, nel corso della cerimonia di premiazione delle «Mele d’Oro», che andrà in onda su Raidue il 19 giugno. 

Il successo dell’iniziativa «Women Value Company Intesa Sanpaolo» è testimoniato dai numeri: 460 le imprese che si sono autocandidate al premio, 110 quelle che hanno superato la selezione. Tra maggio e giugno, tutte hanno preso parte agli eventi organizzati da Fondazione Marisa Bellisario e Intesa Sanpaolo sul territorio, durante i quali è stato evidenziato come una maggiore partecipazione femminile al mondo del lavoro e imprenditoriale potrebbe rappresentare, per il nostro Paese, un fattore strategico di sviluppo e di trasformazione economica e sociale. Ad oggi, il potenziale inespresso è ancora enorme. Il tasso di attività femminile in Italia è tra i più bassi in Europa, 55,9% nel 2017 sul totale delle donne tra i 15 e i 64 anni (solo la Macedonia con il 51,7% e la Turchia con il 37,5% fanno peggio di noi). Si notano tuttavia miglioramenti continui, con una crescita di 4,8 punti percentuali rispetto al 2010 e con una punta dell’80,8% per le donne con livelli educativi più elevati. Un più alto tasso di attività femminile potrebbe accelerare la crescita: secondo stime della Banca d’Italia, un aumento del tasso di occupazione delle donne al 60% comporterebbe, quasi “meccanicamente”, un aumento del PIL nazionale fino al 7%. Anche le imprese femminili crescono: secondo i dati Unioncamere, nel 2017 sono oltre 1.331.000 (+10.000 vs. 2016, + 30.000 vs. 2014), il 21,86% sul totale delle imprese. In crescita le imprese più strutturate: le società di capitali condotte da donne sono circa 284.000 (+17% vs. 2016) e sono oltre il 21% delle imprese femminili. Spicca il contributo giovanile: le imprese guidate da under 35 sono oltre 170.000 (il 12,78% sul tot. imprese femminili e il 28,7% sul tot. imprese giovanili), a sottolineare il forte interesse delle nuove generazioni di donne verso la valorizzazione del proprio lavoro. La crescita più consistente delle imprese femminili si concentra in quattro regioni: Sicilia, Lazio, Campania e Lombardia (+8.000 attività nel 2017 vs. 2016). Quasi la metà del saldo complessivo si deve all’aumento delle imprese femminili attive nel settore turistico e in quello delle altre attività dei servizi (es. servizi alla persona). In termini percentuali, si riscontra il maggiore aumento rispetto al 2016 nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,8%).

Teresio Testa, responsabile Direzione Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo, dichiara: «Siamo molto soddisfatti di come il premio Women Value Company Intesa Sanpaolo sia riuscito, in due sole edizioni, a coinvolgere centinaia di imprenditori di generazioni e settori diversi, creando un importante scambio di esperienze. Abbiamo portato alla luce la storia di una moltitudine di piccole e medie aziende che, come le due vincitrici di quest’anno, costruiscono la propria forza sui talenti delle persone, sul merito, sulle nuove idee. Il nostro obiettivo – continua Testa – è contribuire a diffondere una cultura aziendale affrancata dai pregiudizi di genere. Investire sulle donne, che sul lavoro esprimono preparazione, attenzione, resilienza, collaborazione, significa avere fiducia nel futuro, e dove c’è parità di genere si aprono nuove opportunità. È però indispensabile un welfare che sostenga le donne lavoratrici, troppo spesso costrette ad abbandonare il lavoro per le difficoltà di conciliarlo con la cura dei figli. In questo campo Intesa Sanpaolo, dove le donne sono il 54% dei dipendenti e il 40% del totale dirigenti e quadri direttivi, è già un benchmark, grazie a un sistema di welfare aziendale cresciuto negli anni. Un successo che contiamo di trasmettere anche alle nostre imprese clienti, grazie alla piattaforma Welfare Hub.» Oltre alla consolidata collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario, il Gruppo Intesa Sanpaolo ha messo in campo numerose iniziative che promuovono la parità di genere, tanto da essere l’unica azienda italiana inserita nell’indice 2018 Bloomberg Gender-Equality Index” (GEI), che valuta l’impegno e le azioni delle principali società quotate a livello globale; ed è 64a nella Equileap – Gender Equality Global Ranking, classifica delle Top 200 società per gender equality, stilata analizzando oltre 3.000 società quotate di 23 Paesi. Per le proprie persone, un sistema integrato di welfare, che offre ad esempio banca del tempo, asili nido aziendali, permessi più ampi per maternità/paternità, smart working, orari flessibili in

entrata e uscita, part-time: soluzioni che affrontano concretamente il tema dell’inclusione, della gestione del tempo e, più in generale, dell’equilibrio tra esigenze aziendali e personali dei dipendenti. Per le donne che lavorano o che conducono un’azienda, ha introdotto finanziamenti ad hoc, come Business Gemma, che beneficia del Fondo di Garanzia per le PMI; programmi  formativi per lo sviluppo del business, su temi come digitalizzazione e internazionalizzazione; opportunità di confronto, come la piattaforma WorkHer, con progetti di mentorship, networking e formazione. Con Welfare Hub, inoltre, Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle aziende un sistema di benefit con cui incrementare il benessere personale e familiare dei propri lavoratori, che accedendo a una piattaforma digitale, multimediale e multicanale (da PC, tablet e smartphone), possono scegliere beni e servizi con cui spendere il proprio “credito welfare” nelle aree di maggiore interesse: casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero.

 

ZETA SERVICE, l’impresa vincitrice nella categoria “medie imprese” Zeta Service è una società specializzata in payroll outsourcing, amministrazione del personale, consulenza del lavoro e consulenza HR. Nasce nel 2003 dal sogno di Silvia Bolzoni, presidente e amministratore delegato, di dar vita a una realtà che potesse avere come obiettivo non solo il fatturato, ma anche il benessere delle persone. Vanta sette sedi – la principale è a Milano – e conta 220 dipendenti, di cui l’80% donne. L’azienda prepara oltre 1.200.000 buste paga all’anno per più di 420 aziende clienti medio-grandi. Yoga, visite mediche per i dipendenti, workshop sulla scienza della felicità, un “maggiordomo” per le commissioni personali e niente cartellino da timbrare (ciò che conta è il risultato, si può anche lavorare da casa), sono tra le iniziative promosse per incentrare l’organizzazione su positività ed equilibrio fra vita privata e vita professionale, e per continuare a crescere nel tempo in modo solido. Dal 2010 è presente nella classifica dei migliori posti dove lavorare in Italia redatta dal Great Place To Work Institute (quest’anno al 2° posto fra le medium companies). Nel 2013 ha ottenuto l’Ambrogino d’Oro per le politiche di gestione del personale e per essere stata la prima azienda in Italia a riconoscere il congedo matrimoniale a un suo collaboratore che ha firmato il registro delle unioni civili con il suo compagno, ed è stata selezionata come finalista agli European Business Awards per l’attenzione al cliente. Nel 2017 ha dato vita al Progetto Libellula: il primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne.

ARTERRA BIOSCIENCE, l’impresa vincitrice nella categoria “piccole imprese” Arterra Bioscience è un’impresa biotech di Napoli, che sviluppa tecnologie innovative per la scoperta e la produzione di molecole attive di origine naturale. Studiando i meccanismi di trasduzione del segnale nelle piante e nelle cellule umane, identifica e caratterizza nuovi composti attivi per applicazioni industriali, in particolare nei settori dei dermo-cosmetici e dell’agricoltura. Nasce nel 2004 per iniziativa di Gabriella Colucci, amministratore delegato, ricercatrice napoletana tornata in Italia dopo dieci anni di esperienza alla University California San Diego, che nel tempo ha saputo far conquistare alla sua azienda una posizione da leader, tanto da essere riconosciuta quest’anno tra le finaliste del Premio europeo delle Donne innovatrici 2018. Rappresenta un esempio positivo di come l’innovazione e la ricerca, unite alla collaborazione con Università italiane e straniere e con il territorio, possano contrastare la fuga di cervelli e portare una piccola realtà a grandi traguardi, con significativi impatti sulla comunità. L’atteggiamento verso le donne è di totale inclusione: dei 23 dipendenti, 19 sono donne, valorizzate per la flessibilità, la curiosità, la disponibilità a osare, caratteristiche funzionali alla ricerca.

 



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