Rappresentano un giro d’affari da 18,6 miliardi di euro e solo in Italia, nel 2017, il loro fatturato è cresciuto del 6% rispetto all’anno prima (+20% in Europa). Sono i sex toys, ancora un tabù per la società ma stravenduti online e negli oltre 500 sexy shop presenti lungo la Penisola. Sbagliato dunque tenere sotto silenzio un fenomeno che sta conoscendo un forte boom e non valutarne eventuali rischi per la salute.

Secondo una indagine effettuata da un e-commerce al femminile interamente dedicato al mondo della sessualità a utilizzare i sex toys sono le donne più degli uomini (il 40% rispetto al 25% della controparte maschile e al 35% costituito dalle coppie) in particolare nella fascia d’età tra i 20 e i 30 anni (con un aumento del +300% rispetto al 2016).

Sex toys e rischi per la salute: di cosa sono fatti?

I sex toys in commercio sono centinaia: si può scegliere, soprattutto online, tra una enorme varietà di proposte di oggetti pensati per il piacere femminile, maschile o di entrambi, da usare da soli o in coppia.

Ma vibratori, dildo, geisha balls (palline vaginali dedicate alla ginnastica pelvica), ditali in silicone e così via, lasciano spesso in chi compra l’incertezza sulla composizione esatta del loro materiale.

Di che cosa sono fatti? Un termine molto comune per descrivere molti degli ultimi gadget erotici in commercio è “jelly”, che però è una parola commerciale che indica semplicemente una plastica molto morbida e non la composizione chimica dell’oggetto in questione.

Da una inchiesta condotta dal Corriere della Sera risulta che le sigle più ricorrenti sono queste: plastica, Tpr, Tpe, Abs, PVC, lattice, silicone. E che i toys «possono contenere silicone, o lattice o altri materiali plastici – riporta il quotidiano – e in genere fanno uso di plastificanti del tipo ftalati».

Anche il PVC, un materiale di per sé sicuro, «se non lavorato bene può rilasciare il cloruro di vinile che è un potente cancerogeno». Occhio dunque a cosa si acquista: i rischi per la salute sono collegati soprattutto ai materiali che potrebbero essere nocivi per l’organismo. I ftalati, per esempio, sono delle sostanze plastificanti da tempo sotto esame dai ricercatori per gli effetti negativi sul corpo: alterano l’equilibrio ormonale ed espongono al rischio di tumore.

Dalla comunità scientifica, queste sostanze sono definite «interferenti endocrini e cancerogeni». È importante leggere bene l’etichetta prima dell’utilizzo e capire la provenienza. Attenzione soprattutto all’utilizzo di sex toys prodotti in Cina e negli altri paesi asiatici perché il cloruro di vinile monomero, la sostanza che serve per fabbricare il PVC è particolarmente pericoloso per le mucose. Meglio preferire sex toys prodotti in Europa, che sull’utilizzo delle plastiche devono rispettare delle norme più stringenti.

Sex toys prodotti in Cina: quali rischi per la salute?

Le ricadute principali dall’esposizione agli interferenti endocrini riguardano la salute riproduttiva dell’età evolutiva. Un problema se si pensa che il 40% dei sex toys sono acquistati dalle donne tra i 20 e i 30 anni, dunque in piena età fertile.

I ftalati sembrano essere pericolosi in caso di gravidanza e se finiscono nel sangue della mamma o passano al feto attraverso la mucosa potrebbero alterare lo sviluppo sessuale del bambino. Queste sostanze aumentano il rischio di disgenesia testicolare, una alterazione strutturale del tessuto testicolare che è presente fin dalle prime fasi della vita fetale. Per quanto riguarda l’uomo, gli ftalati possono contribuire a ridurre drasticamente il numero degli spermatozoi. È fondamentale perciò acquistare e utilizzare sempre prodotti con etichette chiare e di provenienza sicura.

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