«Sono fiero di mia sorella che ha stracciato l’Olympia», ha pubblicato Vincent Cassel sul suo conto Instagram, con la foto del loro abbraccio, dopo la straordinaria performance di Hollysiz, il 1 giugno, nella mitica sala di spettacoli parigina. Trentacinque anni, bionda platino, madri diverse ma lo stesso padre, Cécile Cassel è molto legata al fratello.

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Grande amica di Monica Bellucci, baby sitter preferita di Deva e Leonie, ha sempre considerato Vincent, di 51 anni, non solo un fratello maggiore, ma anche un modello di vita, anche se non ha voluto seguire le sue tracce professionali e dopo seri tentativi di sfondare nel cinema, ha gettato la spugna, per convertirsi, come il fratello Mathias, 49 anni, in arte Rockin’Squat, alla musica.

«Il mestiere d’attrice non mi è mai piaciuto. Detesto questo ambiente fatto di seduzione latente. Per non parlare dei provini, dove ti chiedono si spogliarti e masturbarti di fronte alla cinepresa», aveva detto Cécile 5 anni fa, prima di decolorarsi la lunga chioma e lanciare il suo primo album My name is.

Cinque anni di gavetta, prima del successo, con il nuovo disco Rather Than Talking, lanciato in gennaio. Rock elettronico, con una moltitudine di coriste inglesi e americane che si fondono con il suo timbro incisivo, per «comunicare la voce delle donne nel mondo», ha detto la sorellina di Vincent, che ha scritto l’album a New York, durante l’ascesa al potere di Donald Trump.

«Con un presidente che dice “Grab them by the pussy”, riferendosi alla donne, c’è davvero bisogno di far sentire la nostra voce». Hollysiz lo ha fatto con una canzone intitolata My body, my choise (Il corpo è mio e lo gestisco io).

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