Alla fine anche noi siamo diventate mamme. Quelle nate negli anni 80. Nell’armadio i poster di Dylan McKay di Beverly Hills 90210 e dei Back Street Boys hanno fatto spazio al corredino per il nascituro. Secondo l’ultimo dato reso disponibile dall’Istat nel 2014 erano 326.653 le donne tra i 19 e i 35 anni ad avere dato alla luce un bambino. È la carica delle mamme Millennials, con le sneakers ai piedi e lo smartphone in mano. E ovviamente rappresentano la stragrande maggioranza delle mamme italiane oggi.

Rispetto alle precedenti, la generazione Y aspetta più a lungo di prima per creare una famiglia. Lo testimonia ancora una volta il nostro istituto di statistica. L’età media di una donna al parto oggi è arrivata ai 31, 8 anni. Quasi tre anni in più rispetto al 1995 e tra le più alte in Europa. L’aumento dell’età è legato a diversi fattori  tra cui la diminuzione dei matrimoni, un livello sempre più alto di scolarizzazione e l’incertezza – se non proprio paura – per il futuro. “Mi preoccupa l’instabilità generale. Non sapere cosa ne sarà tra qualche anno dello stato sociale che si sta sgretolando sempre più, a partire dalla scuola che presto frequenterà”, spiega Valentina, 30enne di Milano con un figlio di pochi mesi.

mom2I trentenni non aspettano a fare figli per disinteresse. Il Pew Research Center nel 2010 ha chiesto ad un campione di giovani tra i 18 e i 29 anni quale fosse la loro priorità nella vita. La risposta più comune, data dal 52% delle persone, è stata “essere dei buoni genitori“. L’attesa però non scalfisce la sicurezza in loro stessi. Anche se attendono più a lungo rispetto alle generazioni precedenti, i millennials si sentono fiduciosi nelle loro capacità genitoriali. Mettendo a confronto Baby Boomers, Generazione X e Millennials, più della metà dei genitori di quest’ultima generazione coinvolta in una indagine nel 2015 ha dichiarato di svolgere un ottimo lavoro (52%), rispetto al 43% dei genitori della Generazione X e al 41% dei genitori Baby Boomers. E le più sicure di fare un lavoro più che buono sono le donne: il 57%, ancora una volta della generazione Millennials.

I giovani sono anche più propensi a dichiarare, rispetto a chi li ha preceduti, che la genitorialità è gratificante (58%) e piacevole (52%). “Lo è soprattutto ora che è meno un’imposizione sociale per le donne e più una libera scelta” dice Valentina. “Forse la cosa più affascinante è la sfida educativa: mediare tra tutta una serie di istinti naturali e innati e l’educazione sociale e umana che si ha avuto e che si sceglie di trasmettere al proprio bimbo”. Ma i dubbi e le preoccupazioni accompagnano tutte le generazioni, come racconta Stefania, mamma di tre figli dai 3 agli 11 anni: “mi ripeto sempre: ma starò sbagliando? dovrei agire in altri modi? non so se al tempo dei nostri genitori avevano tutti i dubbi di oggi”.

mom3Le difficoltà del mondo dei genitori millennials rispecchiano i tempi in cui sono cresciuti, quelli della crisi economica. La ricerca “Millennial Mum” di Initiative descrive le giovani madri come “in ansia ma con le idee chiare“. La maggiore fonte di preoccupazione viene dalle finanze di famiglia. Il 56% è spaventata dal costo della casa e ha paura di indebitarsi e il 44% di loro ha dovuto affrontare una riduzione delle entrate negli ultimi tempi (contro il 35% dei non genitori).

Inoltre i figli sono un investimento costoso ecco perché per risparmiare spesso si affidano al web. Le mamme millennials sono il segmento più attivo sui social network dove partecipano a forum e discussioni ma interagiscono anche con le aziende attraverso i loro canali social. Ed é soprattutto per pianificare gli acquisti che le giovani si affidano alla rete. “Il web mi aiuta tantissimo” spiega Stefania. “Compro spesso pannolini online. Oltre a costare meno, evito di tornare a casa dal supermercato con borse troppo voluminose. Anche per i regali di compleanno dei vari amichetti controllo prima su internet che in negozio. Anche perché, con bambini a seguito, dovrei uscire dal reparto con regali per tutti, oltre che per il festeggiato!”






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