Quattro giornalisti, tre spagnoli e una francese, sull’Aquarius. Quattro colleghi che stanno vivendo le incertezze sull’attraccaggio della nave insieme ai 629 migranti. Quattro colleghi che attraverso Twitter aggiornano in tempo reale su ciò che succede, ciò che si sa sulla nave, ciò che vivono i migranti.

Sara Alonso Esparza () lavora per Radio Nacional Espana. Scatta foto, va in diretta e posta video. Racconta come le donne sulla nave cantino per esorcizzare le paure ma soprattutto per la libertà: “Mentre, estranee alla politica, queste donne nigeriane cantano sul ponte. Si sentono libere per la prima volta da tempo…La vita va avanti”.

aquarius16Anelise Borges (), invece, è corrispondente da Parigi per Euronews e Nbc. Il suo contributo è quello di comunicare la posizione della nave fra Italia e Malta a seconda dell’evoluzione della situazione. E di dare un volto, con brevi video, alle persone che sono sulla nave: un neonato in braccio al suo papà, un minore non accompagnato disteso a ripararsi il volto con il braccio dal sole, un coordinatore dle progetto di salvataggio. I cuori che battono all’unisono fra le onde del mare.

aquariusNaiara Galarraga () è giornalista della redazione esteri di El Pais. Dopo Messico, Bilbao e Jerusalemme, ora lavora da Madrid e viaggia con il videogiornalista Oscar Corral (), sue le fotografice che stanno illustrando questo viaggio della speranza sulle pagine e sul sito del quotidiano spagnolo. Naiara, nel caso ce ne fosse bisogno, in un tweet cerca di mettere a tacere sul nascere le obiezioni di chi non vuole che la nave attracchi in Italia: “Nessuno mette suo figlio su una barca, salvo che l’aqua sia più sicura della terra”, citando la poaesi di una rifugiata somala in Gran Bretagna, Home” di Warsan Shire.

Perché un post sui giornalisti oggi su quella nave? Perché per parlare di qualcosa bisogna andare alle fonti. E non potendo essere noi ora su quella nava, la nostra miglior fonte è chi è sul posto e cerca di fare il proprio lavoro: informare.

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