“3 Jours a Quiberon”, il film sulla vita della mitica Romy Schneider, nelle sale francesi il 18 giugno, che la descrive fragile e alcolizzata, ha provocato l’indignazione della figlia Sarah e di suo padre Daniel Biasini, l’ultimo marito dell’attrice scomparsa.

Presentato al Festival di Berlino e già uscito in Germania, il film parla dell’intervista eccezionale all’attrice, che il fotografo Robert Lebeck e il giornalista Michael Jürg, del magazine tedesco Stern, realizzarono a a Quiberon, in Bretagna, durante una cura di talassoterapia, durata 3 giorni.

In questo reportage l’attrice, che  sarebbe morta un anno dopo, fece il punto della sua vita professionale, privata e soprattutto quella di madre, ma trovò anche, un certo feeling con Lebeck.

La prima a reagire è stata sua figlia Sarah Biasini, che si dice scandalizzata. «Mia madre non è mai stata alcolizzata. Tutti i registi e gli attori che hanno lavorato con lei, lo possono confermare».

La figlia quarantenne dell’indimenticabile Sissi, si dice stufa, di «vedere ancora gente che si fa dei bei soldi, sulla memoria di sua madre, raccontando menzogne».

«La mia mamma andava ogni anno a Quiberon a rimettersi in forma e perdere peso, come facevano molte attrici, non era in rihab, come dice il film».

Rincara la dose Daniel Biasini, il suo ultimo marito. «Il film presenta una Romy Schneider che non è mai esistita. Sono rimasto scioccato dalla scena in cui, ubriaca, rifiuta di prendere al telefono suo figlio, che sarebbe morto poco tempo dopo».

«Mi sono sentito soffocare, quando l’ho vista. E posso giurarvi che non è mai successo. Quando David la chiamava, in qualsiasi momento prendeva la comunicazione. Ricordo il 1981 come un annus horribilis per la famiglia. Ho vissuto il peggio di tutta la mia vita», dice l’ultimo marito di Romy Schneider.

«David, il primo figlio di mia moglie, scalando la cancellata del giardino dei nonni, per una fuga innocente, perse l’equilibrio e cadendo, si perforò l’arteria femorale sullo spuntone del cancello. Morì poco le mie braccia», ricorda Biasini, aggiungendo che «Romy non si riprese mai dal quel dolore, al punto da voler rinunciare a vivere».

«Non pensate che tutto questo meriti rispetto?» chiedono la figlia e l’ex marito, che vedono già le file di fronte ai cinema, perché la Francia non ha mai dimenticato questa attrice.

 

 

 



Continua a leggere