Kanye West è uno che non ama girarci intorno. Negli ultimi mesi il rapper da milioni di copie (e marito di Kim Kardashian) è tornato a dire la sua. Soprattutto via Twitter. Ha lodato pubblicamente come mai prima Donald Trump, ha pronunciato frasi controverse sulla schiavitù, ha confessato di essere stato dipendente dagli antidolorifici, è tornato sul crollo nervoso del 2016, ha litigato con gran parte della sua cerchia. E adesso il 40enne aggiunge un altro tassello.

Kanye ha invitato amici, personalità del mondo della musica, pr e attori a Jackson Hole, nel suo ranch in cui ama isolarsi in Wyoming, per presentare l’ottavo album, ye. Il rapper ha riunito gli ospiti intorno al fuoco, si è seduto in mezzo a loro e ha deciso di parlare della sua salute mentale. Come lasciava intendere la scritta incisa sulla copertina dell’album: «I hate being Bi-Polar. its awesome/Odio essere bipolare. È fantastico».

LEGGI ANCHE

Se Kim Kardashian incontra Donald Trump (per discutere di riforma carceraria)

West ha raccontato come la patologia gli sia stata diagnosticata solo un anno fa, a 39 anni. «Sono molto fortunato e privilegiato», ha dichiarato, «soprattutto se penso ad altre persone che hanno problemi di salute mentale come me, ma che non sono Kanye West. E non possono esprimersi con la musica, non possono realizzare un album, come ho fatto io, che mi fa capire che va tutto bene».

È per questo, ha aggiunto, che in un brano del disco ha voluto far sapere che non considera l’essere bipolare una disabilità ma «un super potere». Il papà di tre (North, quasi 5, Saint, 3 e Chicago, 6 mesi), ritenuto a pieno titolo uno degli artisti più telentuosi (e famosi) degli ultimi anni, nell’album parla anche della possibilità di farla finita («Oggi ho pensato seriamente di uccidermi») e di come la star di Al passo con i Kardashian, sposata nel 2014, gli sia stata vicina nei momenti più difficili.

LEGGI ANCHE

Che cosa sta succedendo, Johnny (Depp)?

Kim, infatti, mentre lui arrivava a twittare più di 140 volte in una notte, ha preferito il silenzio o il dimostrare che i figli fossero l’unica priorità. In Would not Leave, il rapper racconta che la moglie avrebbe voluto lasciarlo quando ha dichiarato «amo Trump» e dopo le sue scioccanti dichiarazioni sulla schiavitù («è una scelta»), ma «non avrebbe mai potuto farlo». Gliel’ha promesso: nel bene e nel male



Continua a leggere