«Lei è superstizioso?». «Sì, tantissimo». Ma non sono solo i corni rossi, alle spalle della grande scrivania, a raccontare  Renato Ancorotti, patron di Ancorotti Cosmetics e imperatore della cosmesi italiana, che parte da Crema. È soprattutto il colore. Ovunque, nelle foto e nelle pareti dell’azienda appena fuori Crema che è il centro nevralgico di un impero che fa numeri da capogiro.  Quello più famoso è 20. Come la percentuale di confezioni di mascara in tutto il mondo che sono passate da Ancorotti. E poi ci sono gli altri numeri, tutti a sei, sette cifre, nove cifre. Come il miliardo di euro che vale oggi il fatturato della cosmesi, gran parte del quale si realizza nel polo cremasco costruito a suo tempo  anche attorno ad Ancorotti.  La notizia è che dal 21 giugno sarà anche il presidente di Cosmetica Italia. Un colosso da cinquecento aziende, che traina un settore  in cui «Made in Italy» non è una frase vuota. Perché la cosmesi italiana piace quanto il vino e la pasta.  Crema.

Soldi e lavoro. E porta soldi e lavoro, anche a Crema. Eccolo, un altro numero cui  Ancorotti tiene molto: 372. «Sono i dipendenti che abbiamo oggi, di cui 103 stabilizzati in un anno – spiega – La maggior parte sono donne, che occupano ache posti chiave. L’età media? Trentasei anni. E i nostri dipendenti vengono da 25 nazionalità diverse. La vera ricchezza del nostro territorio è questo: l’occupazione. Ma quale occupazione? Quella che vogliamo fare noi è quella che presta attenzione al welfare aziendale. Dobbiamo smettere di pensare solo al profitto: le aziende   crescono se  capiscono che tipo di azienda  vogliono diventare». E non a caso, probabilmente, l’ultima follia di Ancorotti porta il nome di Olivetti. Ancorotti lo cita a memoria: «La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia» scriveva. L’ex stabilimento di Crema era il secondo del colosso di Ivrea, dopo la casamadre. E qualche anno fa era un gigante abbandonato. Poi l’ha comprato lui. Diventerà un pezzo di Ancorotti cosmetics. «A due passi dal centro e a consumo di suolo praticamente zero – continua – Abbiamo ridato alla città un capannone che è il più importante per la storia industriale di Crema, disegnato da Zanuso e da Renzo Piano».



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