Il cerimoniere ufficiale è stato l’attore francese Édouard Baer, ma la scena – alla serata finale della 71esima edizione del festival di Cannes che ha premiato con la Pama d’oro il film del regista giapponese Hirokazu Kore-eda, Un affare di famiglia – l’hanno rubata ancora una volta le donne. Prima Cate Blanchett, splendida presidente di giuria di quest’anno, che prima ha mandato in visibilio la platea col suo francese impeccabile e poi, passata all’inglese, ha ringraziato i «due registi che non possono essere qui stasera con noi per ragioni politiche» (il russo Serebrennikov e l’iraniano Panahi, assenti perché sotto processo o condannati, ndr).

LEGGI ANCHE

La scelta di Cate e tutte le ultime dal Festival di Cannes

Poi, l’attrice italiana Asia Argento, che ha pronunciato sul palco un duro discorso anti-Weinstein (e non solo): «Nel 1997 fui violentata da Harvey Weinstein qui a Cannes. Avevo 21 anni. Oggi voglio fare una previsione: Harvey Weinstein non sarà benvenuto qui mai più. Ma», ha proseguito tra gli applausi, «seduti in mezzo a voi stasera ci sono ancora quelli che devono rispondere delle loro azioni».

LEGGI ANCHE

I movimenti delle donne a Cannes: «La nostra lotta è per tutte»

È proseguita poi nel segno delle donne (e dell’Italia), anche la premiazione, con la palma alla migliore sceneggiatura assegnata ex aequo a Nader Saeivar e Jafar Panahi per 3 Faces e alla nostra Alice Rohrwacher per Lazzaro Felice. «Grazie a tutti quelli che mi hanno  permesso di realizzare questo film con questa sceneggiatura così bislacca e hanno preso seriamente queste parole scritte. Grazie soprattutto ad Adriano, Lazzaro del film, che ha deciso di buttarsi in questa avventura», ha dichiarato emozionata (e in italiano) Alice sul palco, premiata dalle mani di Chiara Mastroianni.

LEGGI ANCHE

Alice Rohwacher alla conquista di Cannes: «Il mio film libero e bislacco»

Ha fatto ridere, invece, il premio Oscar Roberto Benigni che, salutando il pubblico in un francese esilarante, ha premiato l’attore Marcello Fonte, protagonista del film di Matteo Garrone Dogman. Curiosità: proprio Benigni, tredici anni fa, aveva rifiutato il ruolo portato adesso al cinema da Fonte. «Quando abitavo in una baracca e sentivo la pioggia cadere sopra le lamiere», ha raccontato questo attore “per caso” scelto da Garrone, che prima di arrivare al cinema ha vissuto in veri e propri tuguri e fatto mille lavori, «mi sembrava di sentire gli applausi. Adesso quegli applausi siete voi. E io sento il calore di una famiglia. Mi sento a casa, la mia famiglia è il cinema». Parole molto tenere, proprio com’è quest’uomo che il regista Garrone ha paragonato per la sua comicità “leggera” a Buster Keaton.

LEGGI ANCHE

Matteo Garrone protagonista a Cannes: «Il mio Dogman racconta ognuno di noi»

L’Italia, a questo festival, aveva anche portato a casa il premio alla Quinzaine des Réalisateurs, dove la commedia surreale Troppa Grazia di Gianni Zanasi si è aggiudicata il Label di Europa Cinémas, il premio degli esercenti europei che promuove l’uscita del film nei vari Paesi grazie al circuito di Europa Cinémas.

ECCO A SEGUIRE TUTTI I PREMI:

Palma d’oro
Hirokazu Kore-eda per Un affare di famiglia

Grand Prix
Spike Lee per BlacKkKlansmann

LEGGI ANCHE

Spike Lee travolge Cannes con il suo «BlacKkKlansmann» (e un monologo anti-Trump)

Premio della giuria
Nadine Labaki per Capharnaum

LEGGI ANCHE

Cannes 2018: Zain, il bambino siriano che sogna la Palma d’oro

Palma d’oro speciale a Le livre d’image di Jean-Luce Godard

LEGGI ANCHE

Jean-Luc Godard a Cannes 2018: «Il cinema è come la Catalogna»

Premio alla migliore sceneggiatura
Alice Rohwacher per Lazzaro Felice ex aequo con Nader Saeivar e Jafar Panahi per 3 Faces

Premio alla interpretazione maschile
Marcello Fonte per Dogman

Migliore interpretazione femminile
Samal Yeslyamova per Ayka

Miglior regia
Pawel Pawlikowski per Cold War

Miglior cortometraggio
Toutes ces créatures di Charles William

Camera d’Or alla migliore opera prima
Girl di Lukas Dhont.

LEGGI ANCHE

Nicoletta Braschi a Cannes: «Che bello, adesso faccio la cattiva»

LEGGI ANCHE

Cannes 2018: l’incontro con Christopher Nolan

LEGGI ANCHE

Commuove il Papa Francesco raccontato da Wim Wenders

LEGGI ANCHE

Cannes 2018: il don Chisciotte «maledetto» di Terry Gilliam (e il giallo sulla sua salute)

LEGGI ANCHE

Cannes 2018: la «vita distrutta» di Carey Mulligan e Jake Gyllenhaal

LEGGI ANCHE

Cannes al via con Cruz e Bardem: «Insieme è meraviglioso»

LEGGI ANCHE

Festival di Cannes 2018: i voti ai look delle star



Continua a leggere