Il nome manca, ma il programma c’è. Da mercoledì sera esiste una piattaforma comune concordata fra i leader di Lega e M5S. Sono i punti a cui si atterrà il governo che dovrebbe nascere con Salvini e Di Maio alla guida, anche se sulla poltrona di Palazzo Chigi potrebbe non sedere uno di loro. La bozza del «contratto di programma» nel weekend sarà votato dagli iscritti dei due partiti. Contiene punti di entrmbi i programmi e qualche accorgimento per smussare gli angoli.

FORNERO
Un nemico comune. Se c’era una cosa che non andava a entrambi era la legge Fornero ed è all’interno del programma. Non il solo punto sulle pensioni, ma quello è il fondamentale. È il numero 24 che prevede l’introduzione di «quota 100»: è la somma di età anagrafica e anni di contributi per lasciare il lavoro. Si andrebbe in pensione con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età. Resterebbe «opzione donna» per le lavoratrici con 57-58 anni di età e 35 di contributi con un assegno più basso. La copertura è di 5 miliardi di euro, ma servirebbe il doppio.

«Per una maggiore equità sociale riteniamo altresì necessario un intervento finalizzato al taglio delle cosiddette pensioni d’oro (superiori ai 5.000 euro netti mensili) non giustificate dai contributi versati». Toccherebbe circa 10 mila persone, per un costo complessivo di 1,8 miliardi di euro sulla quota non coperta dai contributi versati durante gli anni di lavoro.

FLAT TAX
Nessuna patrimoniale e il principio della Flat Tax, come era nel programma del centrodestra, ma con la possibilità di revisione da parte dei due leader. L’idea è quella di «due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva e famiglie». Manca la soglia di reddito da cui scatterebbe l’aliquota più alta. Dovrebbero essere aboliti spesometro e redditometro.

REDDITO DI CITTADINANZA
C’è il reddito di cittadinanza nella versione estesa ai pensionati sotto la soglia di povertà. Il primo punto è il potenziamento dei centri per l’impiego usando fondi europei. Da qui dovrebbero partire le proposte per i disoccupati che devono essere iscritti e non possono rifiutare più di 3 proposte di lavoro in due anni (un tetto rivedibile). Tornano i voucher, i buoni per pagare i lavoratori a ore.

IMMIGRAZIONE
Ci sono due pagine dedicate a «Immigrazione, rimpatri e stop business». È il cavallo di battaglia della Lega. Sono però fra le meno chiare e hanno il segno rosso del possibile cambiamento da parte dei leader. Potrebbe esserci almeno un centro di permanenza temporanea in ogni Regione. «Chiusura di tutti i campi nomadi irregolari; il contrasto ai roghi tossici; l’obbligo di frequenza scolastica dei minori pena l’allontanamento dalla famiglia».

VACCINI
La norma che prevede l’obbligo vaccinale è messa in discussione, ma non c’è una norma precisa. «Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale».

RUSSIA
La Russia torna partner. «Si conferma l’appartenenza all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti di America quale alleato privilegiato, con una apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia ma quale partner economico e commerciale. A tal proposito è opportuno il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia, da riabilitarsi come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali (Siria, Libia, Yemen)».

DEBITO PUBBLICO
Non tasse e austerità, ma crescita del Pil attraverso la ripartenza della domanda interna per la riduzione del debito pubblico. La richiesta alla Banca centrale europea di «cancellare» 250 miliardi di euro di debito pubblico non c’è più. La cifra rimane, ma non deve essere conteggiata nel rapporto debito-Pil. «Ci attiveremo in sede europea per proporre che i titoli di stato di tutti i Paesi dell’area euro già acquistati dalla banca centrale europea con l’operazione del quantitative easing siano esclusi pro quota dal calcolo del rapporto debito Pil».

GIUSTIZIA
C’è, nel programma, una condanna generica del conflitto di interessi, da sempre nella volontà del M5S. Non un meccanismo chiaro se non l’ampliare la disciplina sul conflitto di interessi anche ai sindaci e ai dirigenti delle società partecipate dallo Stato. Si prospetta, senza dettagli, «una seria riforma della prescrizione dei reati»: i grillini lo vogliono, il centrodestra no. La Lega ottiene la promozione della «riforma ed estensione» della legittima difesa domiciliare. Contro la corruzione si pensa di aumentare tutte le pene per i reati contro la pubblica amministrazione e anche l’introduzione di agenti provocatori sotto copertura per scoprire i corrotti.

GRANDI OPERE E QUESTIONI APERTE
Per l’Ilva di Taranto si parla di riconversione, ma anche di mantenimento dei livelli occupazionali. Per l’Alitalia si parla di rilancio. «Riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto. Con riferimento invece alla realizzazione del “terzo valico” ci impegniamo al completamento dell’opera».

COSA NON C’È
C’è quasi tutto, ma c’è tanto con la sottolineatura rossa che prevede la revisione finale di Salvini e Di Maio. Insomma dei nì piuttosto che dei sì, come che molto sia da rivedere come è già successo al Comitato di conciliazione che doveva affiancare il Consiglio dei ministri in caso di contrasti tra M5S e Lega. Non esiste in Costituzione con saggi esterni. Potrebbe assomigliare al Consiglio di gabinetto previsto dall’articolo 6 della legge 400/88 con premier, ministri, capo politico del M5S e segretario della Lega.

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