Campagna IoSonoIntersex

Le persone intersessuali sono nate con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche nozioni binarie del corpo maschile o femminile. Secondo un recente studio del Netherlands Institute for Sociological Research “Living with Intersex/Dsd”, che ha confrontato le fonti mediche esistenti, la prevalenza totale delle persone intersex è dello 0,5078%. Cioè una persona su 200 presenta una variazione di caratteristiche del sesso, e secondo la norma medica, rientra nella categoria di disturbo dello sviluppo sessuale (Disorder of Sex Development).

Eppure l’intersessualità, termine molto ampio in cui ricadono diverse variazioni fisiche che riguardano elementi genetici e dunque corporei posti in rapporto all’aspetto somatico di una persona, vive situazioni di enorme pregiudizio culturale legato spesso a una pesante medicalizzazione. I medici suggeriscono infatti ai genitori di effettuare interventi medico-chirurgici sui neonati e bambini intersex, per rendere i loro corpi – che possono presentare caratteristiche che appartengono a entrambe le categorie – conformi alle caratteristiche maschili o femminili. In molti casi però questi interventi non sono necessari e in futuro possono portare a conseguenze estremamente negative sui bambini intersex. Infatti, nonostante le caratteristiche sessuali siano definite alla nascita, una persona può prendere coscienza di avere un corpo intersex in diverse fasi della vita: durante l’infanzia, la pubertà o anche in età adulta. Alcune persone possono non scoprirlo mai.

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Oltre a pregiudizi di vario tipo le persone intersex sono spesso discriminate a causa di stereotipi di genere che continuano a prevalere nella società e abbandonate anche sotto il profilo legislativo: la legislazione europea e nazionale esistente, che tutela i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, non affronta infatti questa questione. A parte Malta, per esempio, nessun Paese europeo ha adottato provvedimenti per assicurare che integrità fisica, autonomia corporea e autodeterminazione degli individui intersex siano protette. Per questa, e molte altre ragioni, l’associazione OII Italia e l’Associazione Radicale Certi Diritti hanno lanciato la campagna Iosonointersex con l’obiettivo di sensibilizzare genitori, medici e istituzioni sulla possibilità di crescere e vivere sani e sereni con una vita da intersex.

Questo perché una situazione senza dubbio più delicata di altre non deve trasformarsi in un fronte di discriminazioni e pregiudizi, né di pressioni sociali e mediche. Il sito iosonointersex.it è dunque pensato per dare risposta in maniera semplice e intuitiva alle domande e agli interrogativi che possono venire in mente a persone intersex, genitori di bambini intersex, medici, giornalisti, o semplicemente a chi cerchi informazioni sul tema e sui diversi stati intersessuali. Oltre alle pagine dedicate nel sito c’è un video realizzato dallo studio di animazione Animatter: in una manciata di secondi proietta gli spettatori in una serie di personaggi in cui ciascuno può riconoscersi.

«In un mondo abituato a ragionare per opposti è difficile accettare che un corpo possa presentare le caratteristiche sia maschili sia femminili – si legge in una nota – spesso scoprire che un bambino presenta caratteristiche intersex può creare ansia e paura, ma la verità è che ogni essere umano nasce unico e l’unico modo per sconfiggere le proprie paure è conoscerle».

«Grazie al prezioso aiuto di Ilga-Europe, l’associazione ombrello che raggruppa le organizzazioni Lgbti europee, che ha reso possibile la realizzazione del video e del portale, iniziamo ufficialmente un’azione di promozione dei diritti delle persone intersex su più piani – sottolineano Alessandro Comeni, co-fondatore Oii-Italia e Leonardo Monaco, segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti – ci rivolgeremo alle persone direttamente interessate e alle loro famiglie, per informare sulle scelte che potrebbero presentarsi dopo la notizia e per far conoscer loro storie di pari che hanno superato quel percorso; e ci rivolgeremo con altrettanta attenzione alla comunità medica, cui proponiamo uno spazio di dibattito in cui possano trovare voce anche le tante persone intersex con un vissuto traumatico, al fine di chiedere insieme un più che doveroso intervento del legislatore in materia».

La campagna approderà presto anche in altri paesi, tra cui Francia e Serbia: «In Europa e nel mondo è sempre più forte la voce della comunità intersex che chiede di colmare i tanti vuoti normativi in materia di superamento delle mutilazioni genitali neonatali e monitoraggio delle nascite intersex, al fine di costituire una letteratura casistica che sostenga il progresso scientifico mirato al miglioramento delle condizioni di vita delle persone intersex» concludono i responsabili delle associazioni promotrici.



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