LONDRA – Il titolo della grande mostra che il Design Museum di Londra dedica a Azzedine Alaa “The Couturier”, Il Couturier. L’articolo determinativo non casuale, perch vuole sottolineare l’unicit dello stilista tunisino.
Gli altri stilisti fanno uno schizzo e danno ad altri il compito di creare l’abito, – spiega Mark Wilson, curator del Groningen Museum, amico di lunga data di Alaa e architetto della mostra. – Alaa faceva tutto con le sue mani, dal taglio della stoffa al drappeggio, curando ogni singolo dettaglio. Era l’unico, vero couturier.

La mostra era stata ideata come una celebrazione della carriera di Alaa, che ha seguito ogni dettaglio dei preparativi, e anche per festeggiare il nuovo negozio di Bond Street, il primo grande store dopo Parigi. La morte improvvisa di Alaa nel novembre 2017 per un infarto ha reso l’apertura dello store il mese scorso una celebrazione e ha trasformato la mostra in una involontaria retrospettiva.
Come indicato da Alaa, la mostra non presenta una serie di abiti in ordine cronologico, ma una installazione con gli abiti come sculture senza tempo collocati di fronte a spettacolari paraventi di metallo, rete o specchio creati apposta da artisti scelti da lui. I manichini, altissimi come le modelle che Alaa prediligeva, sono trasparenti per focalizzare l’attenzione sugli abiti che sembrano librarsi nel vuoto.

Alaa ha colto l’essenza della femminilit, ha detto Naomi Campbell, una delle sue muse. Gli oltre 60 abiti in mostra rivelano perch le sue creazioni furono definite una “seconda pelle”, attentamente studiate per sottolineare e valorizzare il corpo femminile. La loro bellezza minimalista e l’apparente semplicit nasconde la complessit della loro realizzazione, l’abilit tecnica di Alaa e la sua costante sperimentazione e ricerca di materiali innovativi e duttili per creare abiti scolpiti a mano come un artista crea le sue sculture.

Gli abiti con volant ispirati alla Spagna sono stati realizzati utilizzando i filati tecnologici di Giuliano Coppini, quelli di pelle nera usando una pelle lavorata fino a farla diventare una morbida stoffa da utilizzare per la prima volta nell’alta moda.

Gli abiti, dai primi anni Ottanta al 2017, sono riuniti per tema, dalle creazioni metalliche all’interesse per le tradizioni africane, dall’ammirazione per la scultura classica greca e romana all’ispirazione rinascimentale, dalle silhouette nere alle “forme avvolte”. Uno splendido omaggio all’opera di un couturier che non ha mai seguito le mode, ma solo la sua visione e il suo talento. La mostra esattamente come lui voleva, – afferma Wilson. – Azzedine era un perfezionista, ma sarebbe felice oggi.

Azzedine Alaa: The Couturier

Fino al 7 ottobre 2018
The Design Museum, Londra
www.designmuseum.org

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