Se New York è stata soprannominata «la capitale italiana americana» è perché storicamente ha la più alta percentuale di italoamericani del Paese. Una definizione che la moda made in Italy ha contribuito a rinvigorire con un’assidua presenza in città nelle ultime settimane, aperte dalla mini-fashion week di Dolce & Gabbana a Manhattan.

Ieri sera al Metropolitan Museum si è celebrata la nuova edizione del Met Gala, la serata che dal 1971 precede l’inaugurazione della mostra annuale del Costume Institute, la sezione del museo dedicata alla storia della moda e che dal 2014 è intitolata ad Anna Wintour, presidente dell’evento dal 1995: il tema della mostra di quest’anno, Heavenly Bodies (Corpi celestiali) è un’indagine sul rapporto della moda con il cattolicesimo, dunque con la cultura religiosa italiana, che ospita anche una quarantina di preziosi oggetti provenienti dal Vaticano.

Si preannuncia come un successo e sarà in assoluto la più grande mai organizzata dal museo, poiché interesserà ben 25 gallerie e una sezione, i Cloisters, nel nord di Manhattan. La mostra era stata presentata ufficialmente lo scorso 26 febbraio nella Galleria Colonna di Roma: all’incontro con la stampa internazionale aveva partecipato anche Donatella Versace, nelle vesti di donatrice di alcuni abiti di ispirazione “religiosa” firmati dal fratello Gianni e di main sponsor della mostra: come tale, è stata scelta da Anna Wintour come una delle presidenti onorarie della serata di ieri, insieme ad Amal Clooney e Rihanna. Le numerose star che hanno indossato creazioni del marchio della Medusa hanno trasformato la serata in una sorta di celebrazione del culto laico di Versace, in omaggio a Donatella e al fratello Gianni, di cui lo scorso anno erano ricorsi 20 anni dalla morte a Miami.

Oltre Central Park, nell’edificio che ospita la sede americana del gruppo, sulla West 52nd Street, venerdì scorso Miuccia Prada ha portato la collezione Resort 2019, con una sfilata trasmessa in streaming live sui “billboard” (cartelloni pubblicitari) di Times Square, nel pieno spirito della città. Un’attenzione speciale per un mercato cruciale, in difficoltà nel 2017 ma previsto in ripresa, e che è stato scelto nel dicembre scorso per il lancio del nuovo concept della rete monomarca, a Miami. Sei anni fa la mostra annuale del Costume Institute fu dedicata proprio a Miuccia Prada (Schiaparelli and Prada. Impossible Conversations), una delle uniche tre dedicate a una stilista vivente in tutta la storia del museo.

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