Prima dell’estate, ecco il momento migliore per trascorrere un weekend in una delle città più romantiche d’Eurpa: Bruges o Brugge. Città che in barba a chi la definì «la morta» – lo scrittore di lingua francese Georges Rodenbach in un suo romanzo -, è invece viva e vitale. E non solo per i grandi numeri del turismo che la frequenta, richiamato dalla storia, dall’arte e dall’architettura che fanno di questa città, capoluogo della Fiandra Occidentale in Belgio, uno dei luoghi medievali più intatti d’Europa. Ma per i suoi appuntamenti d’arte e per la linfa creativa che circola in città malgrado le stradine di acciottolato e l’immobilismo dei canali.

C’è stato un periodo della storia di Brugge in cui, grazie alla ricchezza derivatole dal commercio della lana – del resto la parola «Borsa» deriva dalla famiglia locale Van der Burse -, si stabilirono in città facoltosi mercanti e banchieri italiani. Che commissionarono agli artisti dell’epoca, il ’400, pittori del calibro di Memling e van Eyck, aristocratici ritratti di famiglia.

Ma al Medioevo risale anche un’altra eccellenza cittadina: la musica classica. E il connubio tra questa e Brugge è arrivato fino ai giorni nostri, con il Concertgebouw, la sala concerti, che s’impone non solo per l’acustica perfetta ma anche per l’architettura tutta da guardare, che ricorda quella della città. Il Concertgebouw sarà teatro degli eventi più importanti di musica classica del 2018, riassunti sotto il nome «Brugge sounds great!». Tra questi, quello principale sarà, tra il 7 e il 13 maggio, «Gold – Brugges voices from the Renaissance», che riunisce, in questa prima edizione, storia medievale, arte, architettura e naturalmente la musica e che coincide con la tradizionale Processione del Santo Sangue, il 10 maggio. Ecco cosa fare in città nella gallery sopra

 



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