La buona notizia per Louis Arthur Charles, terzo royal baby d’Inghilterra, è che il trono per lui è davvero molto lontano (è quinto in linea di successione dopo Carlo, William, George e Charlotte). Una condizione che gli permetterà, almeno in parte, di vivere una vita leggermente meno formale rispetto al suo fratellino maggiore.

Tuttavia la sua educazione rispetterà i canoni reali tipici della vita di corte, a partire dall’inchino alla nonna per finire con le numerose strette di mano e cene di beneficenza a cui dovrà partecipare.

Ma per capire esattamente quale tipo di educazione lo aspetti, ne abbiamo parlato il giornalista Antonio Caprarica, corrispondente da Londra per molti anni, nonché uno dei massimi esperti di dinamiche «royal».

Ed è proprio questo ciò che racconta nel suo libro Royal Baby.Vite magnifiche e viziate degli eredi al trono, edito da Sperling&Kupfer, in vendita dal 24 aprile.

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LE TATE
C’è una premessa da fare. Fino a Carlo d’Inghilterra, l’educazione dei principi rimaneva nel chiuso delle sale delle regge, dove si consumavano vere e proprie tragedie educative, come spiega Caprarica nel suo saggio. «Nascere in una famiglia reale significava nascere praticamente senza genitori, i bambini avevano diritto di vedere mamma e papà mezz’ora al giorno, di solito dopo la colazione. Ed è quello che accadeva a Carlo d’Inghilterra che poteva incontrare la regina Elisabetta e il principe Filippo dopo la colazione, prima che entrambi s’immergessero negli affari di stato». I baby principi venivano quindi affidati a tate e istitutori, con il risultato che per moltissimi di loro la sensazione era quella di un profondo isolamento.

LA SVOLTA CON CARLO D’INGHILTERRA
«Con Carlo d’Inghilterra, che tuttavia a due anni aveva già imparato l’inchino con cui presentarsi alla nonna prima di baciarla sulla guancia, la filosofia è cambiata», continua Caprarica. «In tempo di democrazia i futuri sovrani non potevano più vivere così distaccati dai loro sudditi. Da qui la decisione di mandare i figli in scuole pubbliche. Uno sforzo verso la normalità che si è purtroppo trasformato in occasione di bullismo verso i futuri sovrani».

IL GALATEO REALE
Fu quello con cui dovette convivere Carlo d’Inghilterra per tutti gli anni della scuola, quando veniva preso in giro per le sue grandi orecchie a sventola ma anche per il suo status di royal baby. «Anche oggi la vita alla corte resta molto formalizzata, per esempio i figli o il marito di Elisabetta II sanno che devono alzarsi in piedi ogni volta che lei entra nella stanza in cui loro si trovano. Per regola generale non ci si rivolge mai alla sovrana in termini confidenziali. Basti pensare che Carlo d’Inghilterra chiamò la regina Elisabetta “mamma” in pubblico, per la prima volta in occasione del suo cinquantesimo compleanno».

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COME ARTHUR CHIAMERA’ LA NONNA ELISABETTA
Un evento che strappò un sorriso a tutta l’Inghilterra e la dice lunga sulle dinamiche interne di una royal family. Per Louis Artur Charles la situazione sarà leggermente migliore ma non mancheranno comunque le etichette. «Potrà chiamare la bisnonna “grand granny” come ogni bambino ma potrà farlo solo in privato», spiega Caprarica. «La sua vita, in quanto lontano dal trono, sarà soprattutto di agi senza particolari obblighi.  Il problema della sua esistenza sarà trovare qualcosa da fare. Non potrà nemmeno da lontano immaginare di intraprendere una carriera lavorativa fuori o lontano dalla corte, sarebbe accusato di conflitto d’interessi».

I «SUMMIT» DEL ROYAL BABY
Louis Arthur Charles dovrà soprattutto abituarsi agli eventi di rappresentanza, alle visite negli ospedali e all’occhio costante dei media su di lui. Perché anche se lontano dal trono, resta un royal baby. Anche lui riceverà probabilmente importanti personalità in vestaglia e pantofole nella sua cameretta, come già è capitato a George, perfetto nell’accogliere l’ex presidente americano Obama a cui ha stretto la mano. E come il suo fratellino maggiore, sarà libero comunque di mostrare i suoi umori, imbronciati o meno. Cosa che non poteva nemmeno lontanamente immaginare il nonno Carlo, che a tre anni venne punito per avere fatto le linguacce dalla macchina, alle persone che fuori lo salutavano.

E LE FESTE DI COMPLEANNO
Un’educazione impostata ma lontana comunque dalle forzature. «Potrà organizzare feste di compleanno a Kensington Palace ma i suoi invitati dovranno abituarsi ad essere investigati da cima a fondo. Potrà andare al parco ma sempre con almeno due guardie del corpo al seguito». Sarà una vita, seppure con tutti gli sforzi di renderla normale, reale. «E questo si vedrà soprattutto nel fatto che Louis non dovrà mai preoccuparsi di sbarcare il lunario, perché la casa reale si preoccuperà di questo a vita». Si sa, i reali non vanno mai in giro col portafogli, c’è sempre qualcuno che paga per loro.

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