Sono medicinali della famiglia degli anticolinergici, assunti soprattutto contro la depressione, l’incontinenza urinaria e il Parkinson. Gli stili di vita scorretti comunque sono ancora più rischiosi

L’uso prolungato di alcuni farmaci può avere effetti negativi sulle capacità cognitive e aumentare il rischio di demenza.

Gli anticolinergici

Un nuovo studio non solo conferma questa affermazione, ma dimostra come alcuni farmaci anticolinergici fanno aumentare la possibilità di demenza molto più di altri. Si tratta di medicine usate contro la depressione, l’eccesso di acidità di stomaco, l’asma, la nausea, il vomito, l’incontinenza urinaria e la malattia di Parkinson.

La nuova ricerca 

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica British Medical Journal.

I ricercatori hanno messo sotto osservazione quasi 350.000 anziani nel Regno Unito. Si è visto che chi usava per almeno un anno alcuni tipi di anticolinergici, soprattutto quelli contro la depressione, il Parkinson e l’incontinenza urinaria, vedeva aumentare il rischio di sviluppare demenza del 30 per cento.

I risultati

«Per i farmaci antidepressivi e contro l’incontinenza urinaria – spiegano gli autori – l’associazione è chiara. Per i farmaci anti Parkinson il rischio c’è, ma servono ancora approfondimenti».

Stili di vita più pericolosi 

Lo studio sottolinea che nonostante l’uso di questi farmaci aumenti il rischio, ci sono dei comportamenti modificabili che sono anche più incisivi. Stiamo parlando del fumo di sigaretta, dell’isolamento sociale e della sedentarietà, che fanno crescere il rischio tra il 40 e il 60%, come dimostrato da questo studio pubblicato sulla rivista The Lancet.

 

 

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