Secondo un nuovo studio, quella classica sarebbe in grado di abbassare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna nelle persone che soffrono di presisone alta

Ascoltare la musica può migliorare l’effetto dei farmaci antipertensivi riducendo la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna nelle persone che soffrono di ipertensione. È questo il principale risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports. 

Il campione analizzato 

Gli scienziati hanno valutato gli effetti della musica classica strumentale sulla frequenza cardiaca e la pressione sanguigna di 37 persone con ipertensione ben controllata. I membri del campione avevano assunto antipertensivi per un minimo di 6 mesi e un massimo di 1 anno.

Con o senza musica

La variabilità della frequenza cardiaca è stata monitorata in due situazioni differenti. Il primo giorno, dopo aver preso i loro farmaci per la pressione, i partecipanti hanno ascoltato la musica per 60 minuti usando gli auricolari. Le canzoni che hanno ascoltato erano versioni pianistiche strumentali di Adele, “Someone Like You” e “Hello”, “Amazing Grace” di Chris Tomlin e “Watermark” di Enya. Il giorno successivo, invece, i pazienti hanno preso i farmaci ma hanno “ascoltato” gli auricolari spenti per lo stesso periodo di tempo.

Le differenze nella frequenza cardiaca

I pazienti sono stati esaminati in condizione di riposo prima del farmaco e poi 20, 40 e 60 minuti dopo l’assunzione della terapia. Le frequenze cardiache dei partecipanti sono diminuite significativamente dopo l’assunzione dei farmaci e l’ascolto della musica, mentre non si sono abbassatte quando i pazienti non hanno ascoltato la musica. Anche gli effetti degli antipertensivi sono stati più intensi quando i partecipanti sono stati sottoposti all’ascolto della muisca. 

Gli effetti della musica

La musica classica riduce l’attività del sistema nervoso simpatico, responsabile dell’accelerazione della frequenza cardiaca e dell’aumento della pressione sanguigna, e attiva quella del parasimpatico, che fa l’opposto. Non solo: secondo gli scienziati, la musica classica stimolerebbe anche l’attività gastrointestinale, che faciliterebbe e accelererebbe l’assorbimento dei farmaci per la pressione sanguigna.

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