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Il presidente del Coni commenta le polemiche dopo la gara del Bernabeu: «Non ci si deve mettere dalle parte di Gigi se si è juventini o contro se si è tifosi di un’altra squadra»

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ROMA –  Sulle parole di Gigi Buffon dopo Juventus-Real Madrid «sono state fatte valutazioni in un modo fazioso da una parte o dall’altra. Non ci si deve mettere dalle parte di Buffon se si è juventini o contro se si è tifosi di un’altra squadra». Così il presidente del Comitato olimpico nazionale Giovanni Malagò, oggi a Terni per l’inaugurazione del Coni Point. «Lo dico con grande franchezza, lo dico da presidente del Coni prima ancora che l’Italia adottasse la Var – ha proseguito Malagò -, io sono a favore della tecnologia ai massimi livelli. Qualcuno può dire che snatura il calcio, ma l’ho vista applicata negli altri sport, il rugby, la pallacanestro, la pallavolo, avrei una lista infinita di discipline e di sport di squadra che grazie alla tecnologia hanno risolto la stragrandissimissima maggioranza dei casi. A quel punto, una volta che questo esiste, credo che oggettivamente molte di queste polemiche non ci sono più». Malagò ha tra l’altro poi detto che “recentemente” è «stato all’Uefa per un incontro con Ceferin».

NUOVO CT – «E’ arrivato il momento di valutare e giudicare chi sarà il nuovo commissario tecnico su cui si dovrà costruire il percorso del futuro» ha proseguito Giovanni Malagò, parlando della nazionale italiana di calcio. «Le prime impressioni sul nuovo corso sono positive. Sono stati fatti gli esperimenti, ma non entro in valutazioni tecniche». In merito alla mancata qualificazione ai mondiali, Malagò si è detto felice che «dopo quella che è stata riconosciuta da tutti come una disfatta sportiva, le squadre Under 17 e Under 19, uomini e donne, hanno invece ottenuto il pass» per le rispettive qualificazioni. «Sta facendo anche bene la squadra femminile  ci sono tutte le premesse per qualificarci, dopo tanto tempo, per i mondiali. Ricordo che la squadra femminile e l’Under 21 sono le due squadre olimpiche che si giocano poi la qualificazione per Tokyo 2020». A detta di Malagò, però, «se ci sono dei problemi non è che se vinci le partite li hai risolti e se le perdi va tutto male». «Non si deve fare – ha sottolineato – un collegamento automatico e diretto tra risultato sul campo e lo stato di salute di uno sport, perché questo ci confonde e ci porta sulla pista sbagliata. Bisogna rendersi conto quali sono i problemi e fare tutto per evitare che si ripetano. Questa – ha concluso il presidente del Coni – è la partita che si sta giocando con il commissariamento». 





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