Quando in chemioterapia la pelle non è più la stessa








La chemioterapia è come una via crucis, vietato fermarsi e piangersi addosso. Da 4 ai 6 cicli, i disagi on the road non tardano a presentarsi. Quindi attutirli o – meglio ancora dribblarli – significa stare meglio soprattutto dal punto di vista psicologico, anche per non cedere allo scoramento.
Di seguito qualche suggerimento vanitoso per vanificare tanti effetti indesiderati.

SOS pelle del viso. Si può anche sensibilizzare, ma il cambiamento più evidente è nel colore e nella luminosità della carnagione.

Il turn-over cellulare avviene ogni 28 giorni, con l’età – si sa – rallenta, beh con la chemio o la radio quasi si blocca, quindi il pronto intervento di un peeling predosato home-made e molto delicato fa la differenza. Perfetti quelli naturali a base di zucchero e sali e olio essenziali.

Forti rossori improvvisi sul viso.  Altra défaillance cutanea che non ti aspetti. Nulla di grave. Succede più o meno a distanza di 24 ore dalla terapia e può persistere anche per 3/4 giorni. Il rimedio c’è, anzi 2: primer o correttore in stick verde e fondotinta coprente. Perché rosso e verde, due colori complementari si annullano, e formando un fitto reticolato cremoso, tutti rossori risultano neutri. Di fondotinta non c’è che l’imbarazzo della scelta: dal più coprente compatto al fluido in olio e acqua più luminoso.

Attenzione ai profumi. Alcuni sensi si alterano molto. L’olfatto in primis che avverte nuovi e sgradevoli sentori ovunque: indefinibili. Di plastica, chimici, tossici. Si avverte il pericolo, il veleno che ci pervade e che inverte l’ordine sacrosanto del nostro organismo. Quindi ci sta che un profumo amato, diventa non tollerabile, non solo dall’olfatto ma dalla pelle che si irrita se spruzzato a distanza ravvicinata. Inseguite ancora una volta il piacere dei sensi, e la pancia (perché alcuni profumi vi faranno vomitare). Ci saranno invece odori/sentori che vi invitano al benessere: abusatene!

Cosmetici sicuri durante le terapie. Tutti i cosmetici in farmacia, ma anche dei mass market e profumeria, sono ampiamente sicuri perché testati e ipoallergenici, godono insomma di una larga sicurezza di impiego. Da posticipare o dosare l’utilizzo di preparati molto e troppo naturali fai-da-te: non perché non siano efficaci anzi, proprio perché possono esserlo troppo e non va bene. La pelle è comunque più stressata e iper-sensibilizzata, meglio riservarle specialità low impact, che non interferiscono con l’equilibrio idropilidico già mesos a dura prova e precario. Che significa formule snelle, con pochi attivi e prive al massimo di parabeni, conservanti e siliconi.

A proposito di manicure. Anche le unghie, come i capelli, sono per lo più composte da cheratina. Quindi, inutile coltivare false speranze: come i capelli cadono, le unghie con qualche settimana di ritardo si spezzano, si rigano e si segnano. Quindi: moderare le lunghezze e stendere ogni 2/3 giorni un preparato rinforzante con olio di Ylang-ylang che non solo ristruttura ma rende le unghie più elastiche. Lo smalto ideale? Meglio bio, dal cuore green, realizzati con pasta di legno, mais, cotone ed altri vegetali, senza petrolio, solventi e tutti bio-certificati. L’alternativa? Dall’estetista una manicure semi-permanente o a gel (se le unghie sono al lumicino), da alternare. Quindi 15 giorni si e 15 giorno no.

LEGGI ANCHE

Maria Grazia Cucinotta: «Noi donne dovremmo essere più complici»

LEGGI ANCHE

Essere belle in chemioterapia



Continua a leggere