Tv, giochi e parchi. Ai nostri kids “nababbi” almeno non mancano i libri


La natalità è in picchiata. L’esborso lievita. Ne facciamo sempre meno (di figli), ma – crisi o no  – li trattiamo sempre meglio. Lo certifica Doxa che, la settimana scorsa, ha fotografato la spesa delle famiglie per i figli fra 3 e 13 anni: cinema, libri, tv, giocattoli, videogiochi, cartoleria, parchi e acquari, edicola. Un variegato mondo, quello dei consumi degli under 14, che vale ormai 3,3 miliardi di euro, con una crescita nel 2017 pari all’1,3%.
“I consumi delle famiglie per i propri figli  – ha spiegato l’amministratore delegato di Doxa, Vilma Scarpino – restano alti e in linea con la progressione del Pil italiano: nel corso del 2017 la crescita più netta è stata registrata dal comparto libri con un notevole +7,9% rispetto ai valori 2016 e questo trend ci fa ben sperare per il futuro dei nostri ragazzi”.
La buona notizia è, almeno, che la crescita più sostanziosa è la voce “libri per bambini e ragazzi“, cresciuta di quasi l’8% a valore e del 5,5% in termini di copie. Un volume d’affari da 234 milioni di euro. Con “Storie della Buonanotte per bambine ribelli” a svettare come libro rivelazione 2017 (ma vendite niente male pure per Wonder e l’intramontabile maghetto di Hogwarts).

Bene anche i giocattoli, che da soli valgono quasi la metà dell’intero mercato kids, per un totale di 1,6 miliardi. Spendiamo 154 euro l’anno, in media, a famiglia, per i soli giocattoli. E quasi altrettanto per i videogiochi di ogni giocatore under 13 (con la nuova console Switch di Nintendo e “Zelda, breath of the wild” in cima alle preferenze).

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E se si va sempre meno al cinema (tra 2016 e 2017 la spesa delle famiglie è crollata del 30%), non si bada a spese per i parchi tematici (Gardaland e Mirabilandia in testa) e anche il piccolo schermo si prende la sua rivincita. Sono, in tutto, 18 i canali dedicata ai kids (tra free e pay, terrestri e satellitari), che insieme raccolgono il 41% degli investimenti pubblicitari  delle aziende che scommettono sul target bambini-ragazzi. Con 1 milione di famiglia che non rinuncia ai “pacchetti kids” delle pay Tv, Netflix compresa.






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