Federica Brignone: per vincere sugli sci gioco a tennis e cavalco le onde sulla tavola da surf


Le ultime Olimpiadi invernali di PyeongChang, in Corea, sono state definite storiche sotto diversi punti di vista: a livello mondiale, sicuramente, per la partecipazione delle due Coree unite, mentre in casa nostra a tenere banco sono state le tante affermazioni da parte delle donne. A riscrivere la storia dello sci alpino italiano ci ha pensato, per prima, Federica Brignone. La 27enne milanese di nascita ma residente in Valle d’Aosta ha infatti riportato il settore femminile sul podio olimpico dopo 16 anni. Lo ha fatto conquistando la medaglia di bronzo nella sua gara, lo slalom gigante, il quarto alloro della specialità per l’Italia, dopo la doppietta d’oro di Deborah Compagnoni (Lillehammer 1994 e Nagano 1998) e il bronzo di Giuliana Minuzzo a Squaw Valley nel 1960.

“È stata una gara dura prima di tutto mentalmente. I numerosi rinvii ci hanno messe a dura prova. Passavano i giorni, l’Olimpiade andava avanti ma noi non riuscivamo a rompere il ghiaccio. L’unico pensiero era riuscire a mettere anch’io i bastoncini al di là del cancelletto di partenza. Iniziare i Giochi con il mio cavallo di battaglia, il gigante, è stata un’altra difficoltà, un misto di emozione e stress insieme” racconta la campionessa

L’intervista completa all’atleta è contenuta nell’ebook Donne di Sport, scaricabile gratuitamente sul sito del Sole 24 Ore a questo link.






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