Due settimane a casa con il proprio bambino, senza perdere nemmeno un centesimo di stipendio. Dall’inizio del mese, Vodafone ha lanciato una nuova paternity policy, in tutti i Paesi in cui opera. Tutti i dipendenti con diritto al congedo di paternità possono usufruire del doppio dei giorni previsti dalla legge italiana per stare accanto ai figli.

È solo l’ultima delle agevolazioni che l’azienda ha deciso di offrire ai neo papà, che al rientro dalla paternità possono usufruire di un’altra misura studiata per loro: lo smart working per due giorni alla settimana. Vodafone è stata la prima azienda in Italia a introdurlo su larga scala nel 2014. Oggi circa 3500 dipendenti hanno la possibilità di scegliere se lavorare da remoto (e quindi anche da casa) un giorno alla settimana. Un’iniziativa apprezzata dalle donne (88%) quanto dagli uomini (81%) di tutte le fasce di età: dell’81% tra i 25 e i 35 anni, dell’86% tra i 36 e i 50 e del 79% tra gli over 50.

Fra le misure che fanno parte dell’«Agenda dell’inclusione di Vodafone» (una serie di azioni concrete negli ambiti della diversità di genere, di generazione, di orientamento sessuale e di background) ce ne sono molte anche a sostegno delle mamme, che possono usufruire di 9 mesi e mezzo di maternità retribuita al 100%. Per loro è anche stata istituita la figura dei «maternity angels», colleghi a cui le mamme possono rivolgersi per rimanere sempre aggiornate sulla vita aziendale anche durante il periodo del congedo. I risultati di queste politiche si vedono: delle 3.659 donne dipendenti Vodafone, 2.311 sono mamme, e 324 hanno avuto figli negli ultimi tre anni.

Dall’inizio dell’anno, i giorni di congedo parentale obbligatorio per i papà lavoratori – stabiliti dalla legge italiana – sono passati da 2 a 4. Inoltre i lavori dipendenti possono astenersi dal lavoro per un giorno ulteriore, sostituendo la madre che rinunci a uno dei suoi giorni di congedo obbligatorio.

Misure che sostengono la condivisione della genitorialità, e che possono aiutare le mamme a mantenere il posto di lavoro. Ad abbandonarlo per prendersi cura dei figli, nel 2016 sono state circa 30mila mamme di bambini fino ai 3 anni di vita».

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