Non importa ai cinesi l’importanza di una pellicola, il suo richiamo internazionale. Chiamami col tuo nome, film «americano» del nostro Luca Guadagnino, è stato rimosso dal programma del Pechino International Film Festival. E se il film dovesse essere giudicato non conforme ai rigorosi canoni della politica locale, non ci sarebbe alcun modo di vederlo al cinema.

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Quale che sia la ragione di questa censura, la Sony Pictures non lo ha detto. La casa di produzione si è limitata a confermare la non ammissione del film italiano al concorso.

È stata una fonte anonima a dire di più: a rivelare che Chiamami col tuo nome sarebbe stato inserito nel programma originale e poi cancellato. Gettato nel piccolo baratro scabroso nel quale la Cina ha ficcato Brokeback Mountain, e con questa ogni pellicola con protagonisti gay.

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Sebbene l’omosessualità non sia illegale in territorio cinese, mai una volta è stato proiettato in Cina un film che raccontasse l’amore tra coppie gay. Le televisioni, in quella parte di Estremo Oriente, non hanno ancora ottenuto il permesso di veicolare contenuti che possano contenere allusioni omosessuali. E così i servizi streaming, dai quali lo scorso anno sono state bandite le storie gay.

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